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Un bicycle manager per Ferrara: intervista a Gianni Stefanati

News • di 23 luglio 2012

Chi è un “bicycle manager”? Come si diventa? Quando è nata la prima pista ciclabile di Ferrara? Cosa sono i progetti CycleLogistic e Bicy? Ne parliamo con Gianni Stefanati, bicycle manager per il Comune di Ferrara e tra i massimi esperti italiani di politiche per la ciclabilità.

Leggo da Corriere.it che lei è un “bicycle manager”. Di cosa si occupa in particolare? In quali comuni e da quando esiste questa figura professionale? Come si apprendono queste competenze?

bicycle-manager

Il grafico mostra come dovrebbe essere la gestione ottimale, se prevale la promozione dell’uso della bici ma poi mancano le infrastrutture non si fa un buon servizio ai cittadini ciclisti, viceversa tanti km di piste ciclabili non servono se non inviti le persone a pedalare. Vi sono poi molte città in Italia che si accontentano di dare un servizio di bike sharing, spesso inutilizzato perché manca una cultura della bici e aree sicure dove pedalare.

In Italia la figura del Bicycle Manager è ancora poco conosciuta, si potrebbe tradurre in “promotore della mobilità ciclistica” e il primo corso di formazione è in via di definizione presso l’Università di Verona.

E’ comunque già un successo che in Italia siano stati istituiti nel giro di pochi anni gli Uffici Biciclette, era una gamba che mancava. Attualmente sono 41, in prevalenza presso i comuni del centro nord.

Un video che ultimamente è girato molto in rete mostra che in Olanda la diffusione della bicicletta non è sempre stato un fatto culturale, piuttosto ottenuto grazie alla volontà dei cittadini e ad una situazione politico-economica favorevole. Ferrara invece a cosa deve e a quando risale la sua fama di città amica della bicicletta?

L’attenzione per la mobilità ciclabile comincia a manifestarsi dalla metà degli anni ’90, quando l’Amministrazione adotta scelte di promozione e di valorizzazione, anche per motivi turistici (ad esempio in relazione alla dichiarazione dell’UNESCO del 1995). Si fa spazio la concezione della bicicletta come valore aggiunto per la città, un vero e proprio simbolo e non solamente un mezzo come un altro per spostarsi. L’Ufficio Biciclette viene istituito (primo in Italia) nel 1995 proprio allo scopo di promuovere l’uso della bici.

Complice un territorio assolutamente piatto e un rifiuto netto ad ogni forma di rinnovamento che possa stravolgere antiche e rassicuranti abitudini, i ferraresi vanno da sempre in bicicletta, dalla notte dei tempi e non è un caso che il logo scelto per la Bicicard, una card che fino a pochi anni fa consentiva ai visitatori di lasciare l’auto, prendere una bici e usufruire di sconti in negozi, hotel, ristoranti, mostre e musei, sia un’improbabile kylix rinvenuta in una necropoli e raffigurante un avo greco-etrusco ovviamente in bicicletta.

ferrara-bici

Ferrara del resto vanta l’atipica origine di non essere stata fondata dai romani come le altre città emiliano-romagnole e pare nata sotto il segno della bicicletta.

ferrara-segno-della-bicicletta

La prima pista ciclabile risale ai primi del ‘900, oggi non esiste più in quanto ritenuta inutile.

prima-pista-ciclabile-ferrara

Ferrara è coinvolta in due importanti progetti europei, Cyclelogistic, riguardo i Cargo Bikes, e Bicy. Ce ne vuole parlare?

bicy

Il progetto comunitario “Bicy – Cities and Regions of Bicycle”, finanziato dal programma Central Europe dell’Unione Europea vede la Provincia di Ferrara come leader partner e coinvolge altre undici realtà istituzionali, enti locali, enti di ricerca, agenzie di sviluppo e Università, in rappresentanza di sette Paesi europei: Italia, Germania, Austria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria e Slovenia. Per l’Italia, oltre alla Provincia di Ferrara ente capofila, partecipano anche la Provincia di Ravenna e l’Università di Bologna (Ingegneria dei trasporti).

Gli scopi del progetto BICY sono diretti allo sviluppo dell’intermodalità tra la bicicletta egli altri mezzi di trasporto ed alla definizione di percorsi di pianificazione che inseriscano la bicicletta a pieno titolo nei Piani Urbani dei Trasporti. Diverse le attività che il progetto prevede: un piano di comunicazione e promozione congiunto, la definizione di indicatori comuni per lo sviluppo di strategie transnazionali, parcheggi sicuri e servizi innovativi per la conoscenza della domanda di mobilità ciclabile e il conteggio dei relativi flussi.
In particolare a Ferrara permetterà la collocazione di 7 contacicli nelle vie di accesso al centro città.

Questo perché amministratori e anche cittadini spesso non si rendono conto della portata del trasporto in bicicletta. Le rilevazioni che abbiamo fatto ci dicono che, ad esempio, in Via Bologna, una delle arterie principali di ingresso in città, il numero di ciclisti e quello di automobilisti quasi si equivale, in altri due varchi presi in esame prevale il numero di ciclisti. La percentuale di ciclisti sulla popolazione mobile è del 38,2%.

Il progetto CycleLogistic: “Muovere le merci in bici” è finanziato nell’ambito del programma IEE (uso efficiente dell’energia nei trasporti). CycleLogistic è finalizzato alla riduzione dell’energia utilizzata nei trasporti verso i centri cittadini grazie all’utilizzo della bicicletta, nelle diverse varianti “cargo” ed attraverso l’organizzazione di piattaforme logistiche esterne ai centri storici per poi effettuare la consegna delle merci attraverso mezzi ad impatto energetico ridotto al minimo.

I partner coinvolti rappresentano un mix equilibrato di città: Ferrara, Londra, Alba-Iulia (Romania); di esperti di risparmio energetico e mobilità: EAP Energy Agency of Plovdiv (Bulgaria), ECF-European Cyclists’ Federation (Belgium), FGM-AMOR (Austria), CTC (UK); e società di servizi logistici in bicicletta: Urban Cab (France), Messenger (Berlin, Germany), Copenhagenize (Denmark).
La strategia del progetto prevede di diffondere la conoscenza e l’uso delle bici cargo ma si pone anche altri obiettivi con campagne come l’incentivazione dello shopping in bici.

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In questo articolo abbiamo parlato della possibilità di caricare le biciclette sugli autobus. L’azienda dei trasporti Bologna Ferrara sembrava essersi interessata, poi?

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E’ un bel po’ che ci proviamo. Per alcuni anni ha fatto servizio di linea il mezzo nella foto, poteva portare fino a sette biciclette nel vano portabagagli coricate in un carrello estraibile. Era possibile portarle solo da capolinea a capolinea. L’azienda dei trasporti ha effettivamente acquistato il portacicli anteriore ma non è mai stato utilizzato, rimane in magazzino in attesa di tempi migliori.
Le motivazioni sono le stesse espresse nell’articolo citato.

bus-bici-ferrara

La campagna #salvaiciclisti si è rivolta ai sindaci italiani con il famoso manifesto di 10 punti. Ferrara cosa ha fatto e cosa ancora deve fare?

Sono tantissime le cose da fare. Ferrara è forse l’unica città italiana dove i km di piste ciclabili diminuiscono invece di aumentare, sono stati cancellati spezzoni di corsie giudicati inutili o superflui mentre si è investito molto sulla messa in sicurezza degli attraversamenti o con restringimenti di carreggiata o con isole per il passaggio in due tempi.
Adesso siamo impegnati nella trasformazione di una decina di vie in zone 30 per permettere il controsenso ai ciclisti, prassi consolidata ma non ancora legittimata.
Le cose fatte, beh, sono talmente tante che non è possibile elencarle qui. Rimando pertanto al sito ufficiale di Ferrara città delle biciclette.

Ferrara ha aderito pochi giorni fa alla campagna Fiab per l’infortunio “in itinere”. Cosa manca per arrivare all’approvazione di una legge?

Che il governo se ne occupi. Sono state presentate in Senato e alla Camera due risoluzioni identiche che impegnano il Governo a promuovere, per quanto di sua competenza, una modifica della norma in materia di tutela del lavoratore durante il tragitto casa-lavoro, al fine di estendere, anche a chi utilizza la bicicletta, i benefìci contenuti nell’articolo 12 del citato decreto legislativo n. 38 del 2000, che prevede la copertura assicurativa per chi utilizza un mezzo di trasporto privato, sia nel caso in cui l’uso della bicicletta sia «necessitato», sia nei casi di percorsi brevi o di utilizzo del mezzo pubblico.

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3 Risposte a Un bicycle manager per Ferrara: intervista a Gianni Stefanati

  1. […] Si fa spazio la concezione della bicicletta come valore aggiunto per la città, un vero e proprio simbolo e non solamente un mezzo come un altro per spostarsi. L'Ufficio Biciclette viene istituito (primo in Italia) nel 1995 proprio …  […]

  2. […] Per promuovere l’uso della bicicletta diversi Comuni hanno già costituito nelle proprie città un apposito Ufficio Biciclette, per capire di cosa si tratta ne abbiamo parlato con Gianni Stefanati che nel 1996 ha creato il primo Ufficio Biciclette d’Italia a Ferrara. […]

  3. […] Per promuovere l’uso della bicicletta diversi Comuni hanno già costituito nelle proprie città un apposito Ufficio Biciclette, per capire di cosa si tratta ne abbiamo parlato con Gianni Stefanati che nel 1996 ha creato il primo Ufficio Biciclette d’Italia a Ferrara. […]

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