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E se abolissimo i sindaci?

24 luglio 2012 • rubriche e opinioni • di

fasciasindacoC’è un pluriennale dibattito sull’abolizione delle Province, ritenute giustamente inutili o al più uffici di collocamento di partito, dove piazzare tromboni della poltrona o eterne promesse della politica. Ma da un po’ di tempo mi pongo lo stesso interrogativo rispetto alle città. A che servono i sindaci? Quasi tutti gli 8000 e rotti primi cittadini italiani governano, nel migliore dei casi, con un solo obiettivo: essere rieletti per un secondo mandato o sfruttare la sindacatura per fare carriera. E quindi passano anni stando attenti a smuovere le acque il meno possibile, cercano di non urtare la suscettibilità dell’automobilista elettore, di non dar fastidio ai bottegai, di tenersi buoni i tassisti, di dare l’idea che sono impegnati per i giovani e per gli anziani, per il centro storico e le periferie eccetera eccetera. Spinti dall’unico criterio guida della ricerca del consenso oggi inaugurano un nuovo parcheggio multipiano e domani un breve tratto di ciclabile, domani ristrutturano in pompa magna l’asilo nido e il giorno dopo tagliano zitti zitti i fondi per i servizi all’infanzia, poi autorizzano il mega centro commerciale e contemporaneamente lanciano la politica per la tutela dei piccoli negozi di quartiere. Un continuo esercizio di equilibrismo che non cambia assolutamente la città che amministrano. O meglio: non la cambia in meglio, mentre qualche volta la cambia in peggio.

Per ripensare le città ci vuole coraggio, ci vuole responsabilità, servono scelte immediate e una visione chiara degli obiettivi futuri e delle scelte necessarie a raggiungerli. E invece noi abbiamo allevato una classe di sindaci pavidi, che vivono alla giornata, che vanno in giro per convegni, a tagliare nastri, rilasciano dichiarazioni alle tv locali e lasciano tutto com’è, per non perdere consensi. Che ce ne facciamo di sindaci così? Non sono in grado di far rispettare nemmeno le strisce pedonali, di garantire cose banalissime, figuriamoci quelle più complicate.

E quindi: perché non pensare di abolire la carica, di renderla non elettiva, ma di assegnarla per concorso. Gli aspiranti sindaci si presentano coi loro bei titoli e con un progetto chiaro, una carta di impegni diversa da quelle squallide promesse da programma elettorale. I cittadini votano per approvare o disapprovare non tanto la persona, quanto il progetto che propone (che so: una città senz’auto, la raccolta differenziata al 75%, la decostruzione e la ricostruzione delle periferie più invivibili…). Se il sindaco non rispetta i piani nei tempi giusti, zac, viente tagliato e avanti un altro che però dia seguito a quel progetto…

E’ un’idea folle? Pericolosa? Bah, a me sembra più folle la situazione attuale…

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