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Viabilità, i sindaci cancellano le multe

2 agosto 2012 • opinioni • di

I Comuni capoluogo incassano 1,14 miliardi di euro dalle multe per violazione delle norme del codice della strada (ecco il dettaglio). Per l’Aci è un salasso ai danni dei poveri automobilisti, per Quattroruote si tratta di un fiume di denaro. In realtà, leggendo i numeri con attenzione, è evidente che c’è un abisso tra le infrazioni commesse e quelle effettivamente sanzionate. Ogni patentato dei Comuni capoluogo paga, in media, un centinaio di euro di multa l’anno (104 per la precisione), praticamente poco più di una contravvenzione a testa. Si stima, invece, che le violazioni da condannare siano almeno cento volte di più. Nelle periodiche indagini sul comportamento degli automobilisti, uno su tre ammette di ignorare sistematicamente i limiti di velocità, uno su quattro di infischiarsene della cintura di sicurezza, uno su dieci di bruciare i semafori rossi. Per farsi un’idea del gap tra le irregolarità effettive e quelle punite basta immaginare il tranquillo tran tran di un guidatore nemmeno troppo trasgressivo: la macchina lasciata un attimino in sosta vietata con le quattro frecce accese, un paio di strisce pedonali oltrepassate senza nemmeno rallentare, il segnale di precedenza ignorato, una mezza dozzina di deviazioni dimenticando di mettere la freccia, una telefonata al cellulare senza auricolare, il clacson utilizzato come rimostranza nei confronti del prossimo e non per segnalare un pericolo… Totale: a esser concilianti, almeno 500 euro. Al giorno. Altro che cento euro l’anno.

I sindaci, in pratica, hanno rinunciato a sanzionare la stragrande maggioranza delle violazioni al codice, anche se molte di queste rappresentano un evidente incentivo alla crescita dell’insicurezza stradale. Le amministrazioni locali hanno in bilancio una certa somma che proviene dalla contravvenzioni e anno dopo anno sono attenti a far sì che non si superi quel totale, perché fare più multe potrebbe sì migliorare la viabilità e rendere le strade meno pericolose, ma contemporaneamente farebbe irritare gli elettori. E tra un morto in meno in incidenti stradali e un elettore in più evidentemente i sindaci optano per la seconda opzione.

Il caso Roma può aiutare a fare chiarezza. Nel semestre gennaio/giugno 2011 sono state fatte 288.081 multe per violazione delle corsie preferenziali (rilevate da un numero esiguo di telecamere, appena 15), 357.718 multe per ingressi non autorizzati nelle ztl (da 45 telecamere), 4.710 multe ai semafori controllati elettronicamente e 11.528 multe dagli autovelox. Nello stesso periodo sono state fatte complessivamente 1.266.838 contravvenzioni, più della metà arrivano da una settantina di telecamere e autovelox, mentre 604.801 contravvenzioni le fanno i vigili della polizia municipale capitolina. Considerando che i vigili romani in servizio sono 6.668 il conto è presto fatto: 604.801 multe diviso 6.668 vigili urbani uguale 90 multe a pizzardone ogni sei mesi. Una a cranio ogni due giorni!!! E la cosa interessante è che, guardando la serie storica delle contravvenzioni romane, il totale negli ultimi anni è quasi sempre lo stesso, solo che all’aumentare delle multe fatte dall’occhio elettronico diminuiscono le multe fatte dai vigili urbani. Tirate voi le conclusioni e poi chiedete al vostro sindaco di spiegare come mai…

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