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Scende in strada Capitan Trenta, il supereroe (trash) della Mobilità Nuova

News • di 8 luglio 2013

CAPITAN TRENTA: IL SUPEREROE (TRASH) DELLA MOBILITA’ NUOVA

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Dopo Superman, Batman e gli X-Men, un nuovo supereroe si aggira per le città allo scopo di salvare vite umane: il suo nome è Capitan Trenta ed è il paladino di pedoni e ciclisti.
Capitan Trenta è il protagonista di un fumetto voluto dagli editori di Bikeitalia.it allo scopo di diffondere consapevolezza riguardo all’importanza di ridurre la velocità nelle nostre città per garantire una maggiore sicurezza. Disegnato da Vito Manolo Roma, il nuovo supereroe mascherato sfrutta la propria capacità di rallentare le auto in corsa per tutelare i propri concittadini.

Il fumetto è lo strumento utilizzato per lanciare la grande inchiesta che per tutto il mese di luglio sarà presente sulle pagine di Bikeitalia.it e che cercherà di spiegare le motivazioni alla base delle decisioni di città come Saronno, Reggio Emilia, Ferrara, Catanzaro e Caserta che hanno già introdotto il limite 30 km/h in tuta l’area comunale, proprio come a Parigi dove, a partire dal prossimo settembre, la riduzione della velocità entrerà in vigore in ben 560 km di strade.

Abbiamo deciso di utilizzare l’ironia per promuovere un messaggio che troppo spesso si scontra con pregiudizi di diversa natura: nel nostro paese l’uso indiscriminato e privo di regole dell’automobile è un diritto sancito da una regola non scritta ma comunemente accettata da tutti. Ci auguriamo che una sana risata possa aprire gli occhi di molte persone su come si possa contribuire a rendere le nostre città dei luoghi più vivibili” fa sapere Paolo Pinzuti, sceneggiatore del fumetto e in forze nella neonata testata giornalistica, Bikeitalia.it.

Sconcertante rimane in ogni caso la coincidenza di eventi: proprio ieri in provincia di Taranto un bambino di 3 anni è stato investito e ucciso dopo essere sbucato all’improvviso in strada dal cancello di casa, purtroppo per lui non c’era nessun Capitan Trenta pronto a intervenire.

Il fumetto si pone infine l’obiettivo di promuovere la raccolta di firme in sostegno alla proposta di legge della Rete per la Mobilità Nuova che, oltre a ridurre il limite di velocità a 30 km/h in ambito urbano (ad eccezione delle arterie a scorrimento veloce), chiede di creare degli obiettivi di mobilità a cui i sindaci debbano necessariamente attenersi e di destinare i tre quarti delle risorse pubbliche disponibili per il settore dei trasporti e delle infrastrutture alla mobilità collettiva, pendolare, non motorizzata.

Il fumetto di Capitan Trenta sarà presto pubblicato anche in lingua inglese per permettere una diffusione dell’idea anche al di fuori del Bel Paese.

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17 Risposte a Scende in strada Capitan Trenta, il supereroe (trash) della Mobilità Nuova

  1. Valeria ha detto:

    Che bello! Che bravi! Che trash! Peccato che l’autore non conosca il trash e che il genere trash dovrebbe prendere in giro e demolire il buonismo totalizzante. Esistono tanti ottimi lavori adatti per una corretta educazione civile. Ma forse voi non conoscete bene cosa sia civile. Volete anche tradurlo in inglese? Bravissimi! Suggerisco “bullshit”, “assholes”, “pure shit”.
    Credete che questo poi sia buon Marketing? Eh gia’, il vostro target sono gli idioti che corrono come pazzi. E secondo voi un’idiota capira’ il pericolo di correre in una strada pubblica con limite 30km/h oppure si concentrera’ sul fatto che questo supereroe e’ un clique’ porno? Voi siete l’esempio lampante che il porno sia realta’ dal quale attingere fonte per ottenere consensi, click e applausi. Peccato che stiate giocando con vite spezzate da diversi incidenti e non ci trovo nulla di erotico, sexy, “fun” e squallidamente sessista. Sono morte e continuano a morire tante persone, soprattutto in quei Paesi anglofoni come l’Inghilterra i quali vi riderebbero in faccia. Ah gia’: 2 ragazze sono morte in pochi mesi nel centro di Londra. Sarebbe divertente mandare ai loro parenti, amici, compagni, compagne un fumetto di un supereroe fae Marvel col pisello lungo. Vi lascio ai vostri fazzoletti accartocciati e umidicci che lasciate accanto al vostro divano dopo una seduta quotidiana di porno amatoriale.

  2. Paolo84 ha detto:

    il doppio senso, il sexy eccetera vanno saputi usare..voi non li usate creativamente.dovreste imparare dagli sceneggiatori di American Pie.
    E giù le mani da Capitan America!

    • Paolo84 ha detto:

      e anche le donne guidano l’auto, lo sapete vero?

    • Paolo84 ha detto:

      ribadisco: certe cose fanno parte della vita ed è legittimo usarle (anche se questo fumettino in teoria “didattico” non è degno di essere considerato “arte narrativa” nemmeno a livello infimo) ma bisogna saperle usare..forse avete visto american pie ma non lo avete capito. Gli americani lo fanno meglio..anche il trash

  3. Davide ha detto:

    Complimenti vivissimi al creativo. La risposta è degna di un creativo! Creare termini quali “merde” , “coglioni” e “cazzo” è da genio creativo. Sono ammirato.

  4. Daniela B. ha detto:

    Caspita, che cretività! Perché non proponete una versione clip? Sono sicura che sareste molto apprezzati da Youporn.
    Poveri cuccioli, voi, siamo noi che siamo bigotti e vi rompiamo i coglioni (che poi, scusate, dovreste esserne lusingati, visto tutto l’impegno che ci mettete nel parlare di palle e gingilli!) . Su, su, non piangete. Capitan 30 vi consolerà. Ops…

  5. jinny dalloway ha detto:

    “Imparate ad essere ironiche e non rompete i coglioni!” Mmmm… quale efficace esempio di ironia ci proviene dagli editori di Bikeitalia.it (o da chi scrive qui con il nome di Capitan Trenta). L’obiettivo della campagna è nobile, la comunicazione è ignobile. E pure inefficace (e fatta da uomini per gli uomini). Purtroppo è l’ennesima espressione di quel sessismo e maschilismo tipicamente italiani di cui è intrisa anche la cultura che vorrebbe essere “alternativa”, anche i movimenti del ciclismo urbano. Questo è il massimo che riescono a concepire (“un gioiellino di fumetto”) i creativi convinti di fare trash e ironia ma sono inconsapevoli, nella povera italia postberlusconiana, che non stanno proponendo nulla di nuovo, nulla di “alternativo” o di trasgressivo, come invece sarebbe il vero trash.
    Sono una ciclista, e sono una femminista a cui piace la pornografia. Non mi scandalizza il riferimento al sesso. Trovo solo molto triste che autori di fumetti e attivisti del ciclismo urbano non abbiano alcuna sensibilità su cosa sia sessista-tradizionalista-maschilista (il vostro fumetto lo è) e su cosa non lo sia. Non vale la pena stare a fare l’analisi di questo testo di un tradizionalismo patetico.
    Sì, senza dubbio questo fumetto va tradotto in inglese, fatelo circolare nei paesi anglofoni, soprattutto negli ambienti culturali del ciclismo urbano: vi faranno a pezzi. Sì, rideranno, ma non per il fumetto, rideranno di voi, amaramente. Penseranno: poveretti, come stanno combinati male in Italia.
    Ma non vi offendete, eh. Sono ironica.

  6. Laura ha detto:

    Oh, tutti hanno supereroi ironici e a noi ciclisti ci tocca ‘sto pirla creato dal solito “morto di figa”! Che tristezza, preferisco la Madonna del Ghisallo

  7. Cecilia ha detto:

    Intanto complimenti per gli insulti rivolti al primo intervento, oltre ad essere maleducati siete anche offensivi e beceri. Rappresentate il peggio di chi vuole fare comunicazione: quelli che non la sanno FARE. Era necessaria la volgarità per una campagna di sensibilizzazione? Le scelte “poetiche” prendetevele in una pubblicazione personale, non per una campagna di sensibilizzazione. Spero che questo progetto ridicolo fallisca e che, per l’ennesima volta, all’estero non veniamo rappresentati da cretini.
    Inoltre, prima di parlare di ironia leggete il fottuto vocabolario, non serve essere femministe per vedere che non sapete fare il vostro lavoro: studiate!!!!

  8. Annamaria Arlotta ha detto:

    Un iscritto al gruppo FB che ho fondato “La pubblicità sessista offende tutti” commentò l’ennesimo ricorso alla sessualizzazione della donna dicendo che prima di mettersi a tavolino a costruire uno script certe persone dovrebbero usare una bambola gonfiabile. Non siamo noi a essere sessuofobici, ma tanti cosiddetti creativi che non riescono a pensare ad altro, e questo fumetto ne è un esempio.

  9. Pietro ha detto:

    …che ironia di cattivoo gusto!!!

  10. jinny dalloway ha detto:

    Vi ringrazio per avere RIMOSSO il vostro stesso commento dove ve la prendevate con la prima commentatrice scrivendo “femministe del cazzo”, “non rompete i coglioni” e simili argomentazioni complesse. Si spera ora, cosa molto più importante, che la prossima volta che penserete ad una campagna pubblicitaria civile, vi facciate prima delle domande. Volete essere “trash”, “ironici”? Il maschilismo tradizionale italiano che ripropone questo fumetto è l’esatto opposto di ciò: 1) è pensato e rivolto solo a un lettore maschio, e in particolare ad un tipo di maschio che ha la fissa del pene lungo 2) la narrazione è divisa in due, la prima parte molto debole, con l’accenno alle “MILF” (per chi non lo sapesse: acronimo di Mothers I’d Like to Fuck = Mamme Che Mi Vorrei Scopare), presenta il supereroe come un segaiolo arrapato (per chi è capace di decifrare l’acronimo però); la seconda parte inizia ad avere un senso narrativo quando entra in scena il personaggio femminile, una mamma semisvestita, che per gratitudine “la dà” (uso un linguaggio a voi familiare) e viene pure appagata dal supereroe con il pene lungo più di quello della buonanima di John Holmes (rettifico: Holmes non rivelò mai i centimetri). Battutina da bar dello sport, lo stesso livello di innovazione delle barzellette della Settimana Enigmistica ferma agli anni ’50. Solo perché siete un po’ espliciti sulla lunghezza del pene e la donna appagata (che noia, ma informatevi, state al porno medievale), pensate che questa sia “ironia” o “trash”?
    E’ pur vero che oggi in Italia è molto difficile concepire un testo veramente innovativo, che non ripeta all’infinito questi stereotipi sessuali millenari, come ad esempio la donna passiva sessualizzata e l’eroe macho che la fa godere. Bisogna essere veramente CREATIVI, avere un’altra visione del mondo e una diversa, realmente efficace, capacità di comunicazione. In questo caso, poi, la causa è nobile. Si parla di incidenti stradali, di gente che muore. E per questo, come si notava in altri commenti, farci battutine sessuali sopra, e per di più, aggiungo io, di questo tradizionalismo da spogliatoio maschile, non è creatività. E’ solo penoso. Appunto.

    • Alessandro Micozzi ha detto:

      Come già detto anche a Loredana Lipperini, il commento non era nostro ma di un utente registrato con mail ignota (capitan30@milf.com) e di cui comunque conserviamo l’indirizzo IP.
      Grazie della tua dissertazione in materia di marketing e comunicazione, ti rispondo dicendo che “solo chi non fa non sbaglia mai”.
      Buona giornata.

  11. Filippo ha detto:

    Eh, ma che roba triste: non so se sono più imbarazzanti i testi o i disegni. Qui non è questione di “sbagliare” né di cattivo gusto: questo fumetto fa parte di quelle cose che, quando si vedono, ci si vergogna per chi le ha fatte.
    Che poi lo si voglia anche tradurre in inglese, è indicativo di come non ci si renda conto della sua pochezza.

  12. Elena ha detto:

    Una battaglia di civiltà condotta con l’inciviltà?

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