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CycloLenti: “viaggiamo perché la vita non ci sfugga”

News • di 27 maggio 2014

Sono partiti da pochi giorni per il viaggio che cambierà la loro vita per sempre. Si chiamano Marco e Tiphaine e in sella alla loro bici hanno lasciato l’Italia per andare a caccia di esperienze. A sentirli parlare, ogni parola richiama alla memoria il celebre adagio di Sant’Agostino “il mondo è un libro e chi non viaggia ne legge solo una pagina“.

Conosco sempre più persone che decidono di prendere la strada per andare a scoprire quello che c’è là fuori. Personalmente non so se è sempre stato così, o se, invece, è nell’ultimo periodo, quello che gli economisti con la cravatta chiamano “la grande recessione“, che sempre più persone decidono di partire.

Mosso da questo dubbio, ho voluto rivolgere qualche domanda direttamente a Marco e Tiphaine, per capire qualcosa in più, per sapere in che modo riescano a fronteggiare tutte le solite, enormi paure che ci spingono a restare a casa: il posto di lavoro, il reinserimento professionale, la pensione, etc. Queste sono state le risposte di Marco:


 

Bici+Tenda

Due parole su di voi.
Siamo Marco e Tiphaine. Il 20 Maggio abbiamo lasciato l’Italia e per qualche anno viaggeremo in bici in giro per il Mondo alla scoperta di realtà in cui, come in bicicletta, i ritmi sono più lenti e sostenibili per l’uomo e la natura. Ci chiamiamo i CycloLenti e questo è il blog per seguire la nostra avventura.

Qual è il vostro itinerario?
Siamo diretti verso l’Est Asiatico e l’itinerario prevede un detour per l’Europa del Mediterraneo per poi arrivare in Indocina e chissà ancora dove. Partiremo dalla costa atlantica francese e dopo aver attraversato Spagna, Portogallo e Italia, passeremo il primo inverno in Grecia. Da qui proseguiremo verso i Paesi del Caucaso e poi via alla volta dell’Asia.

Come potete permettervi di viaggiare così a lungo? Come fate con i soldi e con il lavoro?
In realtà basta solo volerlo, molto più semplice di quanto si possa immaginare. Da quando abbiamo deciso di partire spesso le domande più frequenti sono proprio queste.

Dal punto di vista economico è alla portata di tutti. Viaggiare in questo modo non richiede ingenti somme di denaro. Andare in bicicletta e dormire in tenda è gratuito e poi confidiamo nella bontà delle persone che incontreremo lungo la strada. Inoltre, entrambi abbiamo lavorato per qualche anno e messo da parte qualcosina, ma non molto.

Per il lavoro, Marco non ne aveva uno fisso di recente e Tiphaine ha dato le dimissioni.

Ma in un momento di crisi così profonda, invece di tenere duro attendendo un periodo più favorevole, decidete di partire per un viaggio in bici?
Nella nostra home page c’è una frase che dice: “We travel not to escape life, but for life not to escape us” ossia “Non viaggiamo per scappare dalla vita, ma perchè la vita non ci sfugga”

Di fatto è proprio questo periodo di crisi che ci sprona a metterci in moto alla riscoperta di modi di vivere più sostenibili per l’uomo e la natura. La frenesia, le ansie, le contraddizioni di una società capitalista che sottrae tempo al sé, all’otium, ci spingono a rallentare, a cercare delle alternative. Ed è per questo che durante tutto il nostro viaggio visiteremo realtà che già sperimentano tutto ciò: fattorie biologiche della rete wwoof, ecovillaggi, progetti di permacultura, comuni virtuosi, villaggi agresti, di nomadi, di pastori…dal vecchio Continente alle immense steppe dell’Asia.

E dopo cosa farete? Non avete paura che al vostro ritorno non ci sia più spazio per un vostro reinserimento professionale? Non ci pensate alla pensione?
Cosa faremo? Chi può dirlo. Una cosa però è sicura, durante quest’avventura conosceremo così tanta gente, vedremo così tante cose, che stimoli e idee per il nostro futuro di certo non ci mancheranno. A quel punto ci sarà solo l’imbarazzo della scelta. Sarà un’esperienza di vita e, ciò, per noi, ha molto più valore di un Curriculm “perfetto”.

Le paure ci sono, ma non devono bloccarci. Spesso la gente è in preda alle paure. Paura di perdere il loro lavoro, i loro soldi, il loro status, la loro salute e così via. Puoi scegliere di essere dominato da queste paure oppure no. Nel momento in cui accetti le cose per come sono, ecco che per incanto il Mondo inizia a sorriderti ;) Osho diceva: “La vita comincia dove finisce la paura.”

Tiphaine

Qual è il vostro messaggio?
Ognuno può realizzare i propri sogni, i propri progetti e ciò che lo rende felice. E’ questo il messaggio che in forma silente risuona dalle nostre bici tra una pedalata e l’altra.

Osservando i bambini, noti che agiscono in maniera del tutto spontanea. Corrono, ridono, giocano e fanno esattamente tutto ciò che vogliono. Poi si cresce, il bambino diventa adulto, piano piano i sogni scompaiono e quella visione intatta delle cose lascia posto a mille condizionamenti e paure. Perdiamo facilmente il contatto con noi stessi, non ci ascoltiamo più e invece di inseguire ciò che ci rende felici si finisce spesso col accettare dei compromessi e fare una vita che non è la nostra. Ma cambiare si può! Può essere alla portata di tutti e si può fare in qualsiasi momento. Un proverbio africano recita: “Chi vuole sul serio qualcosa trova una strada, gli altri una scusa”. Noi non siamo né ricchi, né degli sportivi, forse dei sognatori.

Tiphaine2

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