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Perché i commercianti dovrebbero chiedere meno parcheggi e più ciclabili (in 11 studi)

Bikenomics, News • di 18 marzo 2015

Lo spazio in città è una risorsa limitata e, quando si parla di creazione di piste o corsie ciclabili, spesso si tende a dimenticare che per fare posto a una ciclabile, spesso si deve sottrarre spazio ad altri utenti della strada. Per molti anni in Italia lo spazio è stato sottratto soprattutto ai pedoni dando vita, in questo modo a degli spazi “ciclopedonali”, ambienti ibridi in cui in molti casi i pedoni si sentono minacciati dalla velocità delle biciclette e i ciclisti si sentono in pericolo a causa dei movimenti improvvisi di pedoni e dai guinzagli telescopici per cani.
parcheggio bici auto inhabitat

Da qualche tempo a questa parte (sia lodato il cielo!) si sta sempre più diffondendo l’idea per cui le ciclabili (piste o corsie che siano) debbano essere costruite in sede stradale sottraendo spazio alle automobili, in particolare ai parcheggi. Questo approccio tende a incontrare l’opposizione (oltre che di quegli automobilisti che ritengono che le strade debbano essere ad uso esclusivo dei veicoli a motori) di molti commercianti che ritengono che eliminando spazio per la sosta, questo si traduca necessariamente in una riduzione di introiti.

Le esperienze provenienti da tutto il mondo (tranne dall’Italia dove si trovano finanziamenti per costruire autostrade che rimangono inutilizzate, ma non per valutare quale sia la strada migliore per guidare il paese fuori dalla crisi) dimostrano che la sostituzione di parcheggi con piste o corsie ciclabili non solo non si traduce necessariamente in una riduzione del fatturato per i commercianti situati nelle zone interessate da questi cambi di destinazione d’uso dello spazio pubblico, ma addirittura potrebbe comportarne un considerevole aumento.

Di seguito riportiamo i risultati di 12 studi.

Portland, USA

Un’analisi di 78 attività economiche situate nell’area metropolitana di Portland nell’Oregon ha rilevato che gli avventori non motorizzati (inclusi, quindi, i ciclisti) sono consumatori che spendono in media tanto quanto se non di più di quanto non facciano i consumatori in automobile. In un mese i ciclisti spendono quindi meno degli automobilisti nei supermercati, ma spendono di più in bar, ristoranti e botteghe di quartiere. In generale si può affermare che i ciclisti spendono meno per ogni viaggio effettuato, ma comprano più spesso.

ciclabili e parcheggi studio portland

New York City, USA

Un’indagine condotta su 420 abitanti della prima e seconda avenue dell’East Village di Mahattan, zona caratterizzata da piste ciclabili in struttura, rivela che la spesa aggregata dei non automobilisti rappresenta il 95% della spesa globale nell’area interessata. I ciclisti in particolare spendono una media di 163 $ alla settimana contro i 143 $ di chi si sposta in automobile.

spesa media automobilisti e ciclisti new york

Auckland, Christchurch e Wellington, Nuova Zelanda

Un’indagine condotta su 1.744 consumatori e 144 negozi in nove aree di shopping nelle tre principali città della Nuova Zelanda rivela che gli automobilisti spendono mediamente di più per ogni viaggio effettuato rispetto a chi non utilizza l’auto (47 $ contro 34$). Tuttavia nelle zone centrali delle città la differenza è solamente di 4$ per viaggio effettuato. Inoltre i consumatori non motorizzati spendono più tempo nelle zone dello shopping rispetto a chi utilizza l’automobile.

Dublino, Irlanda

Lo studio riguarda le abitudini di consumo lungo due strade di Dublino: Grafton Street e Henry Street. I commercianti in entrambi i casi tendono a sovrastimare quanti dei propri clienti utilizzano l’automobile: a Grafton la stima era del 13% a fronte di un dato reale del 10%, su Henry Street la stima fatta era del 19% a fronte di un dato reale del 9%. Su Grafton Street (strada fornita di migliori infrastrutture ciclabili) la spesa media mensile si avvicina molto a quella degli automobilisti: 228 € contro 237 €.

Spesa media per mezzo di trasporto Dublino Irlanda

Los Angeles, USA

A seguito dei lavori effettuati sulla York Avenue di Los Angeles è stata aggiunta una corsia ciclabile a scapito di una corsia per le auto. Uno studio ha evidenziato “un effetto minimo sulle attività commerciali, valore degli immobili e sulle abitudini di consumo della zona” a seguito del cambio della destinazione d’uso. Quello che invece è stato evidenziato è una drastica differenza tra le dichiarazioni dei redditi dei negozi situati lungo la nuova ciclabile rispetto a quelli non interessati dalla ciclabile ($1.116.745 contro $574.778).

Toronto, Canada

Un’indagine condotta su 61 negozi e 538 clienti su Bloor Street a Toronto ha evidenziato che solamente il 10 % dei clienti utilizzano l’auto per fare acquisti e che coloro che arrivano a piedi e in bicicletta spendono più denaro su base mensile. Gli autori dello studio concludono dicendo che trasformare i parcheggi in piste o corsie ciclabili “difficilmente” può avere un impatto negativo sul volume di business generato nella zona e che, invece, “questo cambiamento può verosimilmente incrementare l’attività commerciale”.

spesa media mezzo di trasporto toronto

San Francisco, USA

Qualche anno fa, quando San Francisco stava considerando l’ipotesi di introdurre un sistema di congestion charge (tipo area C a Milano), molti commercianti obiettarono che questa misura avrebbe soffocato i loro affari. Ma un’indagine condottoa su 1.187 consumatori nelle zone centrali della città ha rivelato che la maggior parte di loro si spostava con i mezzi pubblici, a piedi o in bicicletta. Coerentemente con quanto sostenuto in altri studi, i ricercatori hanno individuato che gli utenti non motorizzati spendono di più rispetto agli automobilisti in quanto visitano le aree di shopping più spesso. Particolarmente interessante è che “l’ipotesi che i consumatori che si muovono in automobile hanno una propensione alla spesa maggiore di chi utilizza i trasporti pubblici non è suffragato dai dati emersi nello studio e neppure dai risultati riscontrati in altre città”

Seattle, USA

La ricercatrice dell’Università di Washington, Kyle Rowe, ha raccolto i dati della vendita al dettaglio prima e dopo che la costruzione di una pista ciclabile portò alla cancellazione di 12 posti auto sulla 65a strada a Seattle. L’indice di vendite sulla 65a strada si è impennato dopo la creazione della ciclabile, soprattutto se paragonato con gli altri negozi del circondario.
Ciclabile seattle impatto vendite

Davis, California, USA

Uno studio molto recente condotto da due studiosi della University of California, Natalie Popovich e Susan Handy hanno analizzato circa 1.900 viaggi verso il centro di Davis effettuati dopo l’apertura di un centro commerciale. I ciclisti non solo effettuano più viaggi di quanti non ne facciano gli automobilisti, ma effettuano anche viaggi di maggiore valore portando a una spesa media mensile di 250 $ contro i 180 $ degli automobilisti. La cosa è tanto più interessante perché il centro commerciale considerato vende tutto tranne cibo.

Bristol, Inghilterra & Graz, Austria

Dei ricercatori britannici hanno effettuato un’indagine su 840 consumatori e 126 esercizi commerciali a Bristol, Inghilterra da cui emerge che i venditori tendono a ritenere che i propri clienti vivano molto più lontano di quanto effettivamente non fosse e, soprattutto, che tendono a sopravvalutare l’uso fatto dell’automobile: i negozianti di Bristol pensavano che il 41% dei loro clienti arriva in auto, mentre questo era vero solamente per il 22% (allo stesso tempo ritenevano che solamente il 6% si sposta in bici contro un dato reale del 10%). Quest cifre sono perfettamente allineate a quelle evidenziate durante un altro studio sulla città di graz in Austria.

graz e bristol studio uso bici e auto

Melbourne, Australia

Un approccio differente viene offerto da uno studio condotto a Melbourne in Australia: la ricercatrice Alison Lee ha scoperto che gli automobilisti sostengono effettivamente una spesa media oraria maggiore rispetto ai ciclisti (27$ contro 16,20$). Ma siccome un’auto occupa il posto di 6 biciclette, il valore economico orario generato dallo spazio occupato da un’auto è inferiore rispetto a quello occupato dalle bici, motivo per cui sarebbe preferibile sostituire i parcheggi per auto con quelli per biciclette.

costo orario parcheggio auto e bici melbourne

Articolo liberamente tradotto e adattato da citylab.com

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8 Risposte a Perché i commercianti dovrebbero chiedere meno parcheggi e più ciclabili (in 11 studi)

  1. Andrea scrive:

    Perché queste ricerche non vengono mai fatte nelle città Italiane? Sarebbero una buona pubblicità per spingere gli italiani ad usare la bicicletta e a non criticare sempre la costruzione delle “inutili piste ciclabili”.

  2. paolo48 scrive:

    Pienamente in accordo……………….
    Addirittura in me trovate una porta aperta in quanto ( precursore) mi sono LIBERATO della macchina nel lontano 1996 ( e mai pentito come pure mai pentito di non avere preso il decoder per il passaggio al digitale della TV) ed ho appeso la patente alla parete dentro una cornice a vista.

    • cristian scrive:

      non condivido il fatto di non avere la patente, perchè in molti casi è indispensabile ( se da brescia deve andare in tribunale a cremona e poi in procura a milano nello stesso giorno, per esempio, come fà? non può andare in bici perchè risulterebbe “impresentabile2 , non può fare affidamento su corriere e bus perchè sono inaffidabili e spesso non combaciano con gli orari, oppure hanno solo 1 0 2 corse al giorno.. non parliamo dei treni.. “sempre in orario”.. ( io per esempio, sono rimasto senza macchina per 20 giorni a causa di un’incidente stradale, e facendo i turni, non c’erano corriere che facessero il mio tratto pompiano (bs) – soncino (cr) alle 5,00-5,20 del mattino , per permettermi di essere al lavoro alle 6,00. E, facendo il turno 14,00-22,00 , la sera mancavano le corriere per ritornare a casa.. ho dovuto quindi inforcare la mia amata bici e arrangiarmi.. ma sà cosa vuol dire andare in bici per 15 km a febbraio, alle 5 del mattino? e ritornare alle 22,00 di notte? una tragedia.. soprattutto per la nebbia, oltre che il gelo e l’acqua.

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