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L’Appennino vien mangiando, parte 2: da Gubbio a Campo Imperatore

Diari • di 11 settembre 2015

6° tappa (1/7/2015): da Gubbio a Matelica

km 62,89, tempo 3h 03m, vel. max 56,3
mappa-0

Alle 7,40 parto, supero questa porta e subito inizia la salita che porta a Scheggia. Riesco a fare i primi 4 km in relativa scioltezza ed ecco che…foro! Non ne faccio un dramma, ho con me tutto l’occorrente per riparare/sostituire la camera d’aria (posteriore) bucata.
Accosto e per prima cosa tento di chiamare Mary per segnalarle l’inconveniente. NON C’E’ LINEA!!! Chiamo a raccolta il 25% dei Santi.

Non mi perdo d’animo, stacco la ruota e mi accingo alla riparazione. I tafani, che erano rimasti in attesa del mio procedere, decidono di attaccare!! Il secondo quarto dei Santi viene invocato (e siamo già al 50%).
Tra un tafano e l’altro tolgo la camera d’aria bucata, controllo il battistrada, prendo il budello di scorta (già forato a suo tempo e riparato), lo monto per bene, lo gonfio tramite bomboletta, ne controllo la tenuta e…in un colpo solo mi vengono a trovare i Santi rimasti; la camera d’aria non tiene, la riparai malamente e oggi ne pago le conseguenze.

Che faccio? Fermo un’auto che sopraggiunge da valle e chiedo alla gentile autista di tranquillizzare LaCapitana che troverà sicuramente ferma con il camper più avanti.
Passano 5 minuti ed ecco Marisa che appare da monte, rapida inversione ad U (LaCapitana ha acquisito una destrezza impareggiabile nel maneggiare il camper), salgo a bordo con bici annessa e ci portiamo in uno spiazzo dove, senza tafani, sistemo la foratura e questa volta il lavoro è a regola d’arte; congedo i Santi ben lieti di lasciarmi al mio destino e riparto concludendo la salita che porta a Scheggia, svalico e mi getto in discesa, che si concluderà a Sassoferrato, mentre Marisa provvede agli acquisti alimentari.
La strada è bella, ben asfaltata, panorami strabilianti tra strette gole e dirupi, sul fondo scorre il torrente Sentino; traffico assente.
torrente

Giunto al bivio Sassoferrato (a sinistra), Fabriano (a destra) attendo LaCapitana che non è riuscita ad agguantarmi durante la discesa!
Da qui e fino a Matelica non ci sono particolari degni di nota se si esclude la salita che da Fabriano porta a Cerreto d’Esi, poco meno di un chilometro ma imprevista, dura e dritta senza tornanti riposanti. Giungo in cima stremato.

Dalla foto non si percepisce il 15/16% di dislivello.
dislivello

Finalmente sono a Matelica; cerchiamo un posticino ombreggiato per il pranzo, il sole è opprimente. Sarà per il caldo, la stanchezza, la mancanza di “cose” importanti da vedere a Matelica ma decidiamo, dopo pranzo, di trasferirci, armi e bagagli, in quel di Camerino che dista poco meno di 20 km.
Troviamo un’ottima Area Attrezzata appena sotto le mura della cittadina, c’è anche la possibilità di farsi una doccia calda nei bagni della struttura!
Il tutto senza chiedere nulla, chi vuole lascia un’offerta.
La visita di Camerino assorbe tutto il pomeriggio e ne vale la pena.

7° tappa (2/7/2015): da Camerino a Monte Prata

km 43,28, tempo 2h 42m, vel. max 55,9
mappa-1

Oggi, vista la brevità del percorso, parto “tardi” ovvero alle 8,00.
Lascio Camerino con un susseguirsi di giù, su, giù (nell’ordine) fino a Muccia. Dopo questo paese procedo con valloni poco impegnativi; diventa più dura dopo 4/5 km e continua così fino alla galleria Fornaci (è illuminata, lunga circa 500 mt ed in leggera discesa). Nel teorizzare la tappa mi ero accordato con Mary che mi avrebbe aspettato all’imbocco del tunnel per proteggermi le spalle, così è stato; nessuna auto è transitata nel mio momento ma prevenire è meglio di curare.
Visso si raggiunge in un attimo dato che dalla galleria al paese è solo discesa.
paesaggio-1

Dal paese si costeggia il fiume Nera, sono sette chilometri di silenzio e solitudine spezzati solo da cinguettii e mormorii d’acque, tutto questo fino a Castelsantangelo sul Nera dove la situazione si modifica un poco, resta il silenzio e la solitudine ma si aggiunge la salita (quella vera).
bici

Scavalco con un ponticello il Nera e lo saluto, comincia l’ascesa (poco meno di 6 km) che mi porterà al camping Monte Prata.
La pendenza ha numeri importanti 9, 10 e anche 11 %, ogni tanto la strada sale con punte del 12/13% (numeri da giocare al Lotto).
Approfitto dei tornanti per fare foto (scusa miserrima per riprendere fiato).
tornante

Con grande fatica, ma tenendo duro, arrivo alla deviazione per il campeggio dove mi aspetta LaCapitana. Percorro gli ultimi 700 mt in camper perché la strada è sterrata con grossi sassi e solchi profondi.

Eccomi mentre termino la salita (immagini prese dal filmato di Mary)

Eccomi mentre termino la salita (immagini prese dal filmato di Mary)


seve

Il campeggio è in una posizione invidiabile, essenziale e senza inutili orpelli.
L’area è tutta per noi, che fortuna.
Siamo quasi 1300 m.s.l.m. ma la temperatura, anche di notte, non ne risente positivamente.
Buon caldo a tutti.

8° tappa(3/7/2015): da Monte Prata a Poggio Cancelli

km 65,14, tempo 3h 52m, vel. max 65,5
mappa-2

Lasciamo il campeggio e ci reimmettiamo sulla strada che porta a Castelluccio, qualche chilometro ancora di salita e poi…
schema

…si apre davanti a noi questa vallata magnifica (di cui, ancora oggi non conosco il nome).
Grazie alla discesa che si intuisce dalla precedente foto, raggiungo rapidamente Marisa che munita di santa pazienza mi sta aspettando.
camper

Ora devo affrontare la salita che porta a Castelluccio, paese famoso per le lenticchie. Che in questo periodo dell’anno ci sia la fioritura del legume porta soldi, lo scopriamo in diretta non appena svalichiamo e si presenta davanti a noi la vasta valle dove ci sono le coltivazioni.
piana-panorama
piana

Vediamo decine e decine di persone intente a fotografare, da ogni angolazione possibile, l’azzurro fiore di lenticchia. Ci sono anche fiori gialli (a noi sconosciuti) e papaveri rossi, la resa cromatica è imponente e la foto non rende giustizia.
A malincuore devo ripartire, prima però un ultimo scatto:
piana-gialla
valico

Parafrasando una famosa frase attribuita a Cesare Giulio: Venite, Vedete, Verificate”.

Al termine della salita con cui mi lascio alle spalle la piana di Castelluccio, abbandono anche l’Umbria ed entro nelle Marche. A circa 1550 m.s.l.m. svalico la Forca di Presta. Ora mi attendono 12 km di discesa.

Mi godo tutti i metri del declivio, tra l’altro con asfalto passabile, ed arrivo ad Arquata del Tronto dove imbocco la SS 4 (Salaria). Contro ogni previsione non c’è traffico! Tranquillamente giungo ad Amatrice che ho invece trovato caotica per troppe auto e troppi pedoni, un delirio.
Dopo una sosta ad una fresca fontanella riprendo l’andare. Tra salitelle,
salitine e salite arrivo e supero Cornillo Nuovo; ancora qualche chilometro ed ecco Poggio Cancelli.
Parcheggiamo in una area pic-nic insieme ad altri camper, la vista sul lago di Campotosto è piacevole sia di giorno che di sera.
campotosto
campotosto-2

Domani ultima tappa! Ce l’ho quasi fatta.

Prima semitappa

tappa-extra-1

Seconda semitappa

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9° e ultima tappa (4/7/2015): Parco Nazionale del Gran Sasso e Campo Imperatore

(cartello presente nell’area pic-nic utilizzata per la sosta notturna)
km 35,4 (16,2+19,2), tempo 2h 43m, vel. max 49,7
Ultima partenza. Alle 7,50 muovo i pedali. In giro non c’è nessuno, tranne…
cavalli

Arrivo fino alla base della diga sud del lago di Campotosto.
Questi muraglioni mi lasciano sempre sgomento.

Prima con 5 km di discesa, poi con salite “normali” arrivo al passo delle Capannelle.
Nei miei intendimenti avrei voluto proseguire sulla SP 86 che porta a Fonte Cerreto ma
frane, smottamenti e altre cause (non risolte) hanno costretto i gestori della strada a chiuderla.

Il contachilometri segna 16,2. Deluso, ma non sconfitto, salgo in camper alla volta dell’Aquila. Autostrada fino all’uscita di Assergi dove rimonto in bici e riprendo la tappa.
Le pendenze sono abbordabili ma stanchezza, caldo e forse, ma solo forse, l’età le rendono più dure del vero.
Per fortuna ci sono le pause foto!
Stringo i denti, raccolgo le ultime energie e piano piano arrivo al tanto agognato cartello.
campo-imperatore

E’ finita, sono arcicontento per avercela fatta, per averla finita, per avere tempo per programmarne un’altra. Viva “L’Appennino vien mangiando”.
Alla fine dei romanzi ci sono i ringraziamenti, li farò anch’io ma voglio aggiungere prima delle precisazioni:
1a precisazione – una costante del tour sono state le strade ammalorate.
2a precisazione – il caldo è stato sempre presente (9 + 1 gg di sole).
3a precisazione – l’Italia è bella e “deve” essere visitata in lungo e in largo.
4a precisazione – nelle foto mi vedete sempre con la stessa tutina.
Vi garantisco che, avendone portate 3 uguali, venivano regolarmente lavate e solo dopo indossate.
RINGRAZIAMENTI: Uno solo ma grande come una casa casa.
marisa

Ciao e alla prossima.
Marisa (LaCapitana)
Seve (Velobicide)
marisa-seve

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Una risposta a L’Appennino vien mangiando, parte 2: da Gubbio a Campo Imperatore

  1. lorenzo ha detto:

    Grazie per aver condiviso la vs. avventura, complimenti e un poco di sana invidia

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