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Le tessere mancanti

Rubriche e opinioni • di 12 febbraio 2016

Lavorare per Bikeitalia.it è una delle cose più belle che mi potessero succedere.
Svegliarsi la mattina ed essere felici della nuova giornata di lavoro è una sensazione che credo sia sconosciuta ai più: sono riuscito a trasformare la mia passione per la bicicletta e per la mobilità nuova in una professione retribuita e questa è una sensazione fantastica.

Questa mia attività lavorativa, se da un lato mi offre l’opportunità di essere costantemente aggiornato su tutto quanto avviene nel mondo della bicicletta e di conoscere tante persone interessanti che ogni giorno si adoperano per trasformare il nostro pianeta in un luogo migliore in cui vivere, dall’altro è fronte di grande frustrazione.

Non passa giorno, infatti, che io non legga notizie in cui si riportano mirabolanti provvedimenti messi in atto nei più remoti angoli del pianeta per favorire l’uso della bicicletta. Sto parlando di cose come la detraibilità fiscale per l’acquisto di biciclette da utilizzare per i tragitti casa-lavoro implementata nel Regno Unito, come gli incentivi al bike-to-work in Francia, come il nuovo tunnel ciclopedonale sotto la stazione di Amsterdam, i 100 milioni di dollari stanziati dal Colorado per lo sviluppo della ciclabilità o altre amenità che per brevità eviterò di elencare.

tunnel-ciclabile-amsterdam

In buona sostanza, non passa giorno senza che io non sia costretto a constatare come il resto del mondo faccia passi da gigante per superare il modello di mobilità basato sull’automobile privata, mentre in Italia, per ogni metro di ciclabile conquistato, siamo costretti ad accettare chilometri di nuove inutili autostrade (leggi Pedemontana e Brebemi) che servono solo a chi le costruisce.

Questa asimmetria si nota anche durante i grandi eventi internazionali dedicati alla mobilità nuova: non passa anno senza che a Velo-City (il più grande evento mondiale dedicato alla ciclabilità) si tengano conferenze, convegni e seminari in cui vengono presentate le buone pratiche dei soliti primi della classe (Olanda, Danimarca, Germania e, ultimamente, anche Gran Bretagna, Spagna, USA e Colombia) mentre noi italiani ce ne stiamo bellamente a guardare e a prendere appunti in silenzio digrignando i denti per la rabbia e per l’invidia.

Trovo difficile stabilire quale sia la causa e quale sia l’effetto, ma il risultato finale è che, per esempio, all’interno della European Cyclists’ Federation (che poi organizza Velo-City) le figure del presidente e del direttore generale sono ricoperte da due tedeschi (a cui si aggiungono altri due figure dello staff), mentre all’Italia viene riservata una posizione di stage e un non meglio precisato project officer.

Neun e Ensink

Il direttore generale ECF, Bernhard Ensink e il presidente, Manfred Neun, entrambi tedeschi.

Se le cose stanno così è perché probabilmente la Germania ha un peso maggiore dell’Italia, ovvero che i 155.000 tesserati dell’Algemeine Deutsche Fahrrad Club valgono di più dei 18.000 tesserati della Federazione Italiana Amici della Bicicletta.

E con questi numeri a confronto, diventa anche difficile sostenere che in Italia le cose non cambiano perché il nostro è il paese in mano a FIAT, Lancia, Alfa Romeo e Ferrari perché la Germania è la terra di Volkswagen, BMW, Audi e Porsche. Il punto è che se in Italia le cose non cambiano, è probabilmente perché non esiste nessuno di sufficientemente forte che faccia da contraltare alla FIAT quando si tratta di influire sul parlamento e governo in una direzione piuttosto che in un’altra.

Sulla base di questi ragionamenti, ho preso la decisione di rinunciare alla cena di san Valentino con mia moglie e, piuttosto, di fare la tessera di FIAB e di #salvaiciclisti per aumentare il peso di chi ogni giorno si batte e si sbatte affinché le nostre strade siano diverse.

san valentino morto

Con 40 € (30 per FIAB e 10 per #salvaiciclisti Roma) ho fatto aumentare di un’unità la rappresentanza nei palazzi del potere delle istanze in cui credo. Tanto a livello locale quanto a livello nazionale.

Ho scelto FIAB perché se in questi ultimi tempi qualcosa si sta muovendo è anche merito dei 25 anni in cui loro hanno seminato idee e progetti (e anche per l’assicurazione inclusa nel costo della tessera).
Ho scelto #Salvaiciclisti Roma perché la nostra capitale verte in condizioni talmente indecenti che al confronto le città della Turchia (che conosco bene) sembrano metropoli moderne e avanzate e voglio dare il mio sostegno a chi ogni giorno ce la mette tutta per cambiare lo stato di fatto.

Io sono solo uno, ma se ognuno dei 400 mila lettori che ogni mese transitano da questo sito rinunciasse a portare il proprio partner a cena a San Valentino proponendogli, invece, una romantica e piccante serata a casa decidendo piuttosto di fare la tessera di FIAB e #salvaiciclisti, sono convinto che in breve tempo l’Italia cambierebbe una volta e per sempre e così la rappresentanza al di fuori dei confini nazionali.

United we stand, devided we fall

Per iscrivervi a FIAB, cliccate su questa immagine:
tessera fiab pinzuti

Per iscrivervi a #salvaiciclisti Roma, cliccate su quest’altra immagine:
tessera sic pinzuti

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