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Il giro della Sicilia in bicicletta

Diari • di 1 marzo 2016

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Mi chiamo Giovanni Guarneri, ho 39 anni e vivo a Palermo. Dopo un normale turno di lavoro, il venerdì 29 gennaio 2016, passo dalla Presidenza perchè mi viene detto che ci sono delle novità. Dopo pochi minuti mi ritrovo sulla solita strada verso casa, solo che in mano ho una lettera che fra i vari bla-bla-bla del caso, contiene la parola “licenziato per riduzione del personale”.

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Mille pensieri, mille dubbi, tante storie che ho sentito di gente in stato di disoccupazione cronica e la consapevolezza che, in un paese come l’Italia, perdere il lavoro può essere un dramma. Sabato e domenica ne parlo con gli amici ed i parenti. Il lunedì espleto le varie incombenze burocratiche e tornato a casa penso a quello che devo fare. Sono ciclista per diletto, mai fatto agonismo, non ho l’auto e uso… usavo la bici tutti i giorni per andare al lavoro, fare la spesa, qualche piccola gita fuori porta con mia moglie e un allenamento leggero quando mi è possibile.

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Però ho un grande ed unico sogno: viaggiare in bici, di quei viaggi che leggi sui blog o senti al tg. Ma vivo su un’Isola, sicuramente la più grande del Mediterraneo, ma sempre Isola è, e le strade vanno sempre dalla stessa parte. Cosa potevo fare? Libero, senza più impegni, senza il cartellino da timbrare, senza clienti da servire, durante l’inverno più caldo di sempre… beh: il giro dell’Isola! Giusto il tempo di preparare i borsoni da viaggio e il martedì, di buon mattino, ero già in sella alla bici. Tre strade da percorrere, SS113, SS114, SS115, per un totale di circa 1.000 km; un obiettivo: percorrerli in 7 giorni. Sono riuscito a farlo con due tappe da circa 170 km, due da circa 140 km, e tre da circa 120km.

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Non ho avuto molto tempo per visitare le città che ho incontrato, né per scattare molte foto. La maggior parte dei miei pasti è stata a base di mandorle, crackers e mango disidratato. Non avendo un allenamento specifico ho dovuto abituarmi al dolore al fondoschiena e ho dovuto lottare con me stesso per non mollare. In più di un’occasione ho pensato di prendere il treno per tornare a casa subito. Ma “subito” non è una parola che si addice a una bicicletta.

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Per certi versi è stata un’esperienza difficile per la quale non ero assolutamente preparato. Però, se in questo momento chiudo gli occhi e ripenso a quei sette giorni rivedo tutto, come se fossi appena partito: pedalare da solo in mezzo alla campagna, scoprire che dalla cima di un monte, dopo la salita, all’improvviso si vede l’Etna che fuma; sentire il rumore del mare sotto la scogliera quando hai fatto tardi e l’unica luce è quella della headlight; mangiare davanti al mare con i gabbiani che incuriositi si avvicinano per spillarti una briciola di pane; l’odore dell’asfalto bagnato; la rugiada di buon mattino e il freddo subito dopo il tramonto; percorrere una strada che nessuno percorre più e scoprire che ha dei panorami mozzafiato che un’autostrada non può avere; la cordialità dei tuoi conterranei che ti salutano da lontano e ti augurano buon viaggio; le salite che, prima o poi, si trasformano in discesa; riparare una gomma forata nel mezzo del nulla e sentire all’improvviso la voce di un contadino che ti chiede se hai bisogno di aiuto; la commozione e la nostalgia di essere assolutamente solo nel raggio di chilometri; un pianto improvviso e struggente quando, guardando i templi di Agrigento, ti rendi conto che loro hanno sopportato duemila anni di guai e tu solo qualche giorno.

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Questo è il bagaglio che ho riportato indietro a casa. Un bagaglio di emozioni che nessuno potrà mai togliermi, una fierezza dalla quale nessuno potrà mai licenziarmi. Un bagaglio pieno di speranza, pieno della consapevolezza che la felicità è dietro l’angolo di casa, ma anche un bagaglio pieno di voglia di viaggiare lontano, di non fermarmi più. La lezione che ho imparato è che essere ciclista non significa essere più veloce, più forte, più prestante o non cadere mai; essere ciclista significa innanzitutto rialzarsi subito dopo una caduta, rimettere il sedere sulla sella e arrivare dove devi arrivare, una pedalata dopo l’altra.

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11 Risposte a Il giro della Sicilia in bicicletta

  1. Fabio scrive:

    Bravo!
    Il giro della Sicilia è un po’ il sogno nel cassetto di qualunque appassionato siculo di bicicletta.
    Complimenti per l’impresa e solo chi va in bici puo’ veramente capire cosa ti ha spinto a fare questa impresa.
    In bocca al lupo per il lavoro !!!
    Buona vita amico ciclista

  2. Mirko Merchiori scrive:

    Ciao Giovanni,
    E’ possibile rintracciare il percorso da te effettuato?
    Grazie. Mirko.

  3. rosario limite scrive:

    Complimenti e…..in alcuni passi mi sono anche commosso!!!!
    Anche non conoscendoti ti sono molto vicino.
    Se decidi di fare un tour dalle mie parti (sono di Matera in Basilicata) sei il benvenuto ed io pronto a darti assistenza/ospitalita’.
    Ti rivelo anche che, con il mio amico di viaggi in bici, stiamo pensando da un po’ di fare il tour dell’ISOLA in settembre….chissa’ di non incontrarci (questa la mia mail limiterosario@gmail.com).
    un salutone dalla citta’ dei sassi

  4. ettore scrive:

    io probabilmente sono di parte in quanto siculo ciclista e consanguineo ma mi sono commosso ed emozionato!!!

  5. beppe scrive:

    stupendo…… esiste una traccia del percorso …… grazie e complimentissimi….

  6. luigi scrive:

    ciao…anche io sono siculo anche se da 4 anni vivo a torino per lavoro…
    mi piacerebbe avere una traccia del percorso e le diverse tappe…
    io partirei dalla parte opposta alla tua rosolini prov siracusa…
    certo di una tua risposta ti mando un grosso abbraccio…
    spero che tu possa trovare lavoro velocemente….

  7. vittorio scrive:

    19.09.2016 partenza dalla svizzera ad acate (RG).2500 km

  8. Paolo scrive:

    bravissimo Giovanni io abito da 8 anni in Sicilia, mi riprometto sempre di partire e fare il periplo dell’isola e non parto mai invece tu hai deciso e l’hai fatto. Complimenti.
    Se c’è qualcuno che vuole farlo e cerca compagnia io sono pronto.
    Questa è la mia mail: info@siciliainvacanza.it ( vale anche per Rosario di Matera).
    In bocca al lupo per il lavoro Giovanni.

  9. Stefano scrive:

    Ciao Giovanni,a fine dicembre avrei intenzione di fare il giro della Sicilia…mi piacerebbe sapere che temperature potrei trovere,si pedala al freddo o comunque è fattibile!?C’è un senso x fare il giro dell isola o da una parte o l altra è lo stesso!?Ciao grazie…buona fortuna!!

  10. sergio sottile scrive:

    Giovanni, mi hai davvero regalato emozioni. Io ne ho fatto solo un pezzetto, da Siracusa a Marina di Ragusa in due giorni. Nulla al confronto. Però quelle cose le ho provate e solo la solitudine te le fa gustare come dici tu nessuno te le può licenziare. Grande stima amico mio, perchè su quelle due ruote ci ritroviamo come grandi amici anche se non ci siamo incontrati!

  11. Vincenzo scrive:

    ciao Giovanni, complimenti per la tua impresa e per il bellissimo racconto.
    Ne approfitto per segnalare a tutti gli amanti e sognatori della bici e dei meravigliosi paesaggi che la nostra isola ci offre, che tra gli eventi per il 2017 di “LALINEARETTA Sport ed eventi ASD” è previsto il “Sicilia bike tour”.
    Per info iscriviti al gruppo fb “LALINEARETTA ASD”.

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