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La Tasmania in bicicletta

Senza categoria • di 2 marzo 2016

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Vuoi fare un viaggio in bicicletta in Australia ma le sue dimensioni e la sua natura selvaggia ti spaventano? Sapevi che la Tasmania è una meta perfetta per un viaggio in bicicletta Down Under?
Qui puoi trovare il mare e le spiagge dove nuotare e fare snorkeling, le montagne e i parchi nazionali dove fare trekking e rafting, le città e i musei dove rilassarsi nei caffè e ammirare opere d’arte.

In questo articolo ti racconto la mia esperienza cercando di darti anche dei consigli pratici.

Chilometri percorsi: 1.345
Giorni: 21 + 2 di traghetto (io non avevo fretta, ma se vuoi quest’itinerario si può fare in due settimane)
Itinerario: da/a Devonport in senso orario (Launceston, Scottsdale, St. Helens, costa est fino a Port Arthur, Hobart, New Norfolk, Derwent Bridge, Queenstown, Strahan, Zeehan, Corinna, Cradle Mountain National Park, Sheffield, Devonport)
Periodo: Marzo. Se siete amanti del sole e del bel tempo, il periodo migliore per andare in Tasmania è gennaio o febbraio, quando il sole splende dal mattino alla sera e puoi ammirare tutti i colori e i fantastici panorami che quest’isola ha da offrire. Aspettati comunque qualche pioggia improvvisa anche in questi mesi. Io a marzo, in ventuno giorni, le volte che ho potuto godere di giornate di sole si possono contare sulle dita di una mano.
Dove dormire: il campeggio è libero praticamente ovunque salvo diversa segnalazione. I Warmshowers sono tutti molto ospitali e disponibili. I campeggi e gli alberghi sono abbastanza cari.
Come arrivare: mi trovavo a Melbourne ed ero ancora nel mood ‘per un po’ niente aerei’ quindi decisi di prendere il traghetto per Devonport. Ma non so se lo rifarei. Forse un aereo per Launceston (o ancora meglio Hobart) sarebbe più sensato.

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Ecco i pro e i contro del viaggio in traghetto e in aereo, a te la decisione finale:
• Il porto è semplice da raggiungere dal centro di Melbourne attraverso una comoda rete di piste ciclabili. Dal traghetto poi puoi salutare Melbourne e i suoi grattacieli, che al tramonto regalano uno spettacolo unico;
• Imbarcare la bicicletta è comodo e semplice, pagando solo cinque dollari in più;
• Viaggiare in mezzo ai locali e all’immensa comunità greca che vive a Melbourne – che a quanto pare ama andare in vacanza in Tasmania – è un’esperienza unica. Sembra quasi di viaggiare su un traghetto per la Sardegna, gente sdraiata ovunque, che sbraita e ordina litri di birra. Se volete potete stare tranquilli nel lounge restaurant, al cinema (gratuito) o nella vostra cabina;
• Il viaggio è un viaggio lento (e lungo, quasi 12 ore) e se ti piacciono le traversate in mare questo è quello che fa per te. Il Bass Strait che condivide il ‘continente’ australiano dalla Tasmania è rinomato per mietere vittime tra le persone dallo stomaco debole… Io son stato fortunato.
• Paradossalmente si riescono a trovare delle offerte solo per chi possiede la macchina e il biglietto per chi non ha un mezzo a motore, a volte, raggiunge dei prezzi mostruosi. Io ero in totale libertà, acquistai il biglietto di andata e ritorno in momenti separati e pagai in tutto 600 dollari (con la cabina). Prova a tenere d’occhio i prezzi, magari riesci a trovare qualche offerta;
• L’aereo da Melbourne a Launceston (nel Nord, a pochi chilometri da Devonport), invece, si può trovare a poche centinaia di dollari;
• L’aereo impiega poco meno di due ore;
• Sull’aereo magari non trovate un locale con una birra in mano ma un bambino che piange fastidiosamente
• Dovete imbarcare la bici e questo, si sa, è una gran menata!

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Arrivo a Devonport di primo mattino, sbarco, recupero le bombole di gas che avevo consegnato all’imbarco per questioni di sicurezza, faccio colazione in una panetteria di fronte al porto (consigliatissima!) e appena fa luce mi metto subito in sella.

Percorro la B71 fino a Exeter (nella Tamar Valley, dove si fanno degli Yogurt buonissimi) per una cinquantina di chilometri e seguo la costa del Tamar River fino a Launceston. L’itinerario non è male, ci sono alcune pendenze e da subito si scorge la natura selvaggia di questa terra. L’unico lato negativo di questa strada è la presenza di camion e autoarticolati – ma questo è un problema che incontrerai un po’ ovunque. In più, la Tasmania, nonostante sia una meta prediletta per i cicloviaggiatori, non è proprio bike friendly. Le strade sono strette, non hanno la corsia laterale per le biciclette e gli automobilisti si innervosiscono facilmente… Inoltre, soprattutto nelle prime ore del mattino, le strade sono letteralmente ricoperte di cadaveri di canguri, wallaby, opossum e tante altre povere bestie.

A Launceston rimango tre giorni ospite da Vicky, una simpatica signora conosciuta sul sito di Warmshower. Mi dirigo poi a Scottsdale, percorrendo la A3 – una strada abbastanza impegnativa ma incredibilmente spettacolare – dove mi aspetta un’altra Warmshower! Decido quindi di continuare su questa strada fino a St. Helens, dove rimango due giorni. Durante la mia sosta qui ne approfitto per visitare – questa volta senza borse – la Bay of Fires, un fantastico parco nazionale con spiagge incontaminate nella costa nord est dell’isola.

Continuo per tutta la costa est sulla A3, campeggiando in spiaggia o in mezzo ai boschi, fino ad arrivare alla penisola di Freycinet, famosa per la sua Wineglass Bay, una baia di sabbia bianca che prende il nome dalla sua forma a calice di vino. La strada spesso costeggia la costa regalando dei panorami mozzafiato. Nonostante sia per la maggior parte tutta in piano, infatti, non ci si annoia mai.

Da qui poi mi dirigo alla famosa città storica di Port Arthur, in un’altra penisola un po’ più a sud. Qui ricordo che mi innamorai di una spiaggia un paio di chilometri prima. Passai la notte qui nascosto tra gli alberi visto che era vietato campeggiare.

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Il giorno dopo mi son diretto verso Hobart, facendo sosta a Richmond, una cittadina molto graziosa, famosa per il suo ponte ‘storico’ (risalente al fine ‘800); da non perdere.
Rimasi tre giorni a Hobart, sempre grazie all’ospitalità dei Warmshowers, e poi mi diressi verso l’interno dell’isola. I primi duecento chilometri sono abbastanza noiosi visto che la strada, tutta in piano, molto trafficata e in più è spesso battuta da un forte vento.
Una volta che si arriva nei pressi di Derwent Bridge, però, lo scenario cambia. Le strade diventano meno trafficate ed è semplice trovare dei percorsi alternativi meno battuti che si inerpicano in mezzo alla foresta che inizia farsi sempre più fitta.

Da qui, infatti, inizia il Franklin Gordon National Park, fatto interamente di silenziosa foresta pluviale dove sono d’obbligo delle soste per fare un trekking nei percorsi segnalati lungo la via e delle passeggiate che portano alle diverse cascate.
Questa è la parte che più mi ha affascinato della Tasmania. Un alternarsi di foreste, montagne, vegetazione alpina, laghi, fiumi, cascate e animali di ogni genere che vanno e vengono. Rimasi letteralmente incantato dalla bellezza di questi posti unici al mondo. Nonostante il tempo molto umido, campeggiare in questa parte della Tasmania è stata una delle più belle esperienze del mio viaggio in Australia.

Anche l’arrivo a Queenstown è stato memorabile. Ricordo che la Lonely Planet la descriveva come un posto “surreale e apocalittico”. In effetti sembra di entrare in un altro pianeta. Colori misti di grigio, blu e oro. Il cielo terso, le montagne ricoperte di una nebbia che incuteva paura, la terra completamente divelta da anni e anni di sfruttamento minerario. La città, nonostante fosse abitata da diverse centinaia di anime, sembrava deserta. Case risalenti alla fine dell’Ottocento, i minatori che passeggiano per le strade e gli abitanti che sembrano vivere veramente in un altro pianeta.

Da qui decido all’ultimo minuto di prendere il trenino turistico per Strahan. La West Coast Wilderness Railway è una linea a cremagliera nonché una vera e propria opera di alta ingegneria, se si pensa che venne costruita nel 1896, attraversa tutta la foresta, diversi fiumi, costeggia l’oceano e passa sopra 40 ponti. Un’esperienza unica che consiglio di fare a tutti!
Tra l’altro mi avevano offerto un servizio dedicato niente male. Non essendoci posto per la bicicletta e i bagagli, un’amica della compagnia si offrì di portare lei bici e bagagli a Strahan, senza farmi pagare nessun supplemento (beh con quello che costa il treno!)

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Da qui ti consiglio di dirigerti a Corinna, un centro abitato storico, composto da un paio di case, un ristorante e un campeggio (a 40 dollari a notte!). Per arrivarci bisogna prendere un piccolo traghetto che fa spola da una costa all’altra. Qui i paesaggi sono meravigliosi, le strade sono sterrate, fatte di ghiaia bianca, tutt’attorno laghetti, dune sabbiose, foresta pluviale e come sfondo le montagne del Cradle Mountain National Park, uno dei luoghi della Tasmania più famosi al mondo per la bellezza della sua foresta pluviale, le sue montagne e i suoi percorsi escursionistici. Ci arrivo dopo due giorni e rimango qui due notti – nonostante facesse molto freddo (le notti si scendeva sotto lo zero).

Prima di arrivare a Devonport per prendere il traghetto per Melbourne faccio tappa nella graziosa cittadina di Sheffield, famosa per i suoi murales, i caffè e le gallerie d’arte; anche questa una tappa d’obbligo prima di terminare il viaggio in questa fantastica isola.
Gli itinerari fattibili sono diversi ma questo secondo me è quello che ti fa vivere a pieno tutto ciò che ha da offrire questa terra selvaggia e meravigliosa.

Se vuoi leggere l’intero diario di viaggio puoi trovarlo nei quattro articoli che scrissi a riguardo nel mio blog (Arrivo in Tasmania, East Coast Tasmania, West Coast Tasmania 1, West Coast Tasmania 2, Tasmania in numeri), dove parlo delle mie avventure in Australia.

Andrea got lost – Il blog di viaggio di Andrea Gramai

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