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Parte da Parigi la petizione per l’aria pulita

News • di 22 marzo 2016

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Dopo la COP21, la conferenza del clima delle Nazioni Unite tenutasi a Parigi a ottobre 2015, il tema della qualità dell’aria e dei cambiamenti climatici è stato via via marginalizzato dal sistema dei media generalisti, lasciando le prime pagine alla cronaca e tornando nell’alveo delle sezioni “ambiente”, “scienza”, “ricerca” lontano insomma dai temi caldi che producono migliaia di condivisioni e alimentano il dibattito. Più recentemente, a febbraio 2016, la decisione del Parlamento Europeo di consentire alle nuovi motori alimentati a diesel di superare del 110% le soglie delle emissioni di ossidi d’azoto (NOx) ha fatto tornare d’attualità il tema: il provvedimento, a favore della lobby delle auto, è passato con pochi voti di scarto (grazie al voto favorevole del drappello leghista capitanato da Matteo Salvini, ma anche all’assenza di un discreto numero di europarlamentari del Pd che non partecipando al voto hanno di fatto consentito che il provvedimento passasse).

SMOG_BICIIn questi giorni una petizione lanciata dalla sindaca di Parigi Anne Hidalgo – e sottoscritta da altri colleghi sindaci di molte importanti città d’Europa – sulla piattaforma Change.org a proposito dell’inquinamento dell’aria chiede che “la salute dei cittadini venga prima degli interessi legati alla lobby dei costruttori di automobili”. Un testo che, al momento in cui scriviamo, ha superato le 70mila adesioni e che chiede alla Commissione Europea e ai Governi Nazionali di riflettere bene sulla conseguenza delle proprie azioni legate alla legislazione in materia di circolazione stradale perché con la salute non si scherza e le tante morti premature legate all’inquinamento dell’aria ce lo ricordano ogni giorno.

SMOGQuesto l’incipit della petizione: “Mentre l’80% della popolazione europea vivrà presto concentrata soprattutto nelle città e i picchi di inquinamento, dovuti soprattutto alle emissioni inquinanti delle auto, scandiscono le nostre vite quotidiane e sono responsabili di vere e proprie tragedie per la nostra salute, le città decidono spontaneamente di svolgere il loro ruolo al servizio della salute pubblica e del Clima. Per questo 1000 sindaci da tutto il mondo hanno preso solennemente un impegno a Parigi, alla COP21, per ridurre il livello di inquinamento nelle nostre città”. Il 70% delle emissioni di gas serra, come ricorda la petizione, proviene dalle città: “Il successo della realizzazione dell’Accordo di Parigi che è stato negoziato con tale autorità a dicembre dipende ora dai provvedimenti che prenderanno le città. E le città sono pronte ad assumersi questa responsabilità – quelle che fanno parte di Cities 40 (C40) hanno già realizzato più di 10mila provvedimenti a favore del Clima, fin dal 2009”.

Anne Hidalgo sostiene quindi che “per mantenere questo grande impegno abbiamo bisogno di una regolamentazione ambiziosa e coraggiosa a livello europeo”. A sottoscrivere l’appello anche altri primi cittadini di città europee: Amsterdam, Atene, Barcellona, Bruxelles e per l’Italia al momento l’unica adesione è quella del sindaco di Milano Giuliano Pisapia. Per proteggere la salute dei cittadini, la petizione chiede che la qualità dell’aria delle città sia preservata con azioni mirate a partire dall’imporre alle case automobilistiche parametri più stringenti per inquinare sempre meno. E lo scandalo che ha travolto la Volkswagen ha dimostrato che c’era anche chi barava, dichiarando emissioni inquinanti molto minori di quelle reali.

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“Come possiamo proteggere la nostra salute – prosegue il testo della petizione – se l’Unione europea legalizza la possibilità di inquinare ai danni della salute pubblica? Come devono reagire i genitori di quei bambini che soffrono di gravi problemi respiratori, le persone anziane e quelle più fragili? Devono pensare che al loro governo stia più a cuore la salute dell’industria automobilistica rispetto alla loro? Pensiamo che questa decisione sia ingiusta e sbagliata. Come si possono instaurare delle soglie di emissione e poi legalizzare la violazione di quelle stesse soglie? Non è concepibile imporre alle istituzioni pubbliche di rispettare le norme sull’inquinamento dell’aria dando alle case automobilistiche il via libera a violarle“.

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