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“Continente” Sardegna in bici (Est, Sud, Ovest): 2° e 3° Tappa

Diari • di 24 novembre 2016

Costa est – tappa 2;

(17/06/2016 Area sosta Osalla-camping Solemar)
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Visto che ieri ho patito il caldo scelgo una “partenza intelligente”, alle 6,40 sono già in sella, il silenzio è assordante. Con buona lena, vista anche la gradevole temperatura ritorno a Orosei e mi ributto sulla SS 125 Orientale Sarda. Traffico assente.

Dopo circa 10 km la strada piega decisamente verso l’interno, continui saliscendi conducono a Dorgali, paese talmente abbarbicato al fianco del monte Bardia che sembra farne parte. Lo attraverso e devo dire che non è niente male; ci sono anche i “classici” anziani vestiti con pantaloni di velluto, camicia bianca, panciotto o gilet e coppola; rigorosamente seduti fianco a fianco con il bastone tra le mani, BELLISSIMI.

Si esce da Dorgali con due ripidi strappi che fanno male (anche oltre il 14%), al termine di queste salite mi fermo. Non per il fiatone ma solo per godere del panorama!!!
Riprendo senza fiatone, ops, volevo dire senza panorama e proseguo verso la Cima Coppi di oggi: il passo di Genna Silana. Sono 18 chilometri che sembrano non finire mai. Le pendenze non sono cattive e mi consentono di ammirare l’aspro e bellissimo territorio sardo.

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Il traffico veicolare non esiste, è una sensazione esaltante che capita raramente, nel silenzio assoluto riesco a percepire il ragliare dei numerosi asini che pascolano e le campanelle delle capre.
Il passo sembra spostarsi in là ad ogni pedalata, “ma quando arriva?”. La fatica comincia ad insinuarsi nei muscoli e nella testa. Imperativo: “stringere i denti”. Finalmente…in un colpo solo vedo Marisa, il camper ed il cartello del passo. Sono arrivato alla Cima Coppi (una piccola Cima Coppi).
Sarà che oggi è semi-sereno, o se preferite, è quasi nuvoloso, ma stando fermo al passo sento qualche brivido di freddo; sono in dubbio se indossare lo smanicato antivento, decido di essere uomo…niente smanicato e mi butto in discesa verso Santa Maria Navarrese, la china favorevole è intervallata da brevi contropendenze fino a Baunei dove, vista la vicinanza del mare, la temperatura risale e le erte finiscono.

La notte, anzi le notti, le passiamo al campeggio Solemar. Abbiamo deciso, Marisa ed io, di non muoverci durante i fine settimana per evitarci un probabile aumento di traffico dovuto soprattutto ai locali che, giustamente, vogliono godere del loro mare. Arrivederci a lunedì mattina.

Costa Est – tappa 3;

(20/06/2016 camping Solemar-Porto Corallo)
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Due parole sul campeggio Solemar (è nel comune di Lotzorai ma spostato verso Santa Maria Navarrese): è in una posizione splendida, la pineta finisce direttamente sulla spiaggia (grande e lunga), davanti ci sono due isolette che movimentano il paesaggio e l’ombra è sufficientemente fitta. Le note dolenti arrivano dai bagni; d’accordo il campeggio spartano ma lasciare cadere in rovina gli impianti è un’altra cosa.
Altra piccola nota l’unica pioggia c’è stata domenica 19 al pomeriggio, giusto un paio d’ore per rinfrescare.
Alle 7,30 lascio Marisa che provvederà, come è già accaduto ed accadrà ancora, a rigovernare il camper e metterlo nelle condizioni di viaggio.

Mi dirigo verso Lotzorai ed imbocco per l’ennesima volta l’onnipresente SS 125. Lo scarso movimento di veicoli diminuisce ancora dopo circa 10 km, grazie alla nuova SS 125 che assorbe tutto il traffico e rimango quasi da solo. Le cicale friniscono a più non posso ed insieme al profumo dei fichi mi accompagnano verso il passo di Genna e Crésia (sembrano due passi ma è solo uno). Sulla destra, prima del valico, scorgo tre paesini appoggiati sulle creste delle colline (si tratta di Jerzu, Ulàssai e Osini), sono piccoli, arroccati, lontani da grandi vie di comunicazione e anche dal mare. Mi sorge spontanea la domanda: “ma che tipo di economia li sostiene?”. Da cittadino mi riesce difficile capire come possano, i residenti, ricavare un reddito adeguato.

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Dopo il passo raggiungo rapidamente Tertenia, oggi le gambe girano bene e fanno il loro dovere. Nel paese mi fermo per rifornimento d’acqua e vedo quella che a primo avviso sembra una suora piccolina, sto per salutarla con il classico: “buongiorno Sorella”, quando mi accorgo che è una delle ultime donne che ancora vestono solo di nero da capo a piedi, anche questa è Sardegna.

Sardegna è anche fiumi, rii e torrenti completamente asciutti pur essendo ancora in giugno, questo non impedisce agli oleandri di crescere rigogliosi rallegrando il panorama.
La statale Orientale Sarda, in questo tratto, ha anche lunghi rettilinei che invogliano ad andare a “tavoletta”, i pochi frequentatori automuniti non se lo fanno ripetere due volte…evvai di gas. Un augurio mi sorge spontaneo…(omissis).

Un ultimo strappetto e sono a Porto Corallo nell’omonimo campeggio dove Marisa mi sta aspettando. Solito rituale: riallineo le sinapsi, mi “doccio”, stilo le note giornaliere (a caldo per non dimenticare niente) e riposo fino a all’ora di cena.
Totale km 83

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