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“Continente” Sardegna in bici (Est, Sud, Ovest): 4° e 5° Tappa

Diari • di 2 dicembre 2016

Costa est – tappa 4;

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(21/06/2016 Porto Corallo-Villasimius)
Usciamo dal campeggio insieme, Marisa alla guida ed io in bici, mancano 10 minuti alle 8,00. La giornata si preannuncia calda e soleggiata.
Dalla strada che ci porta a Villaputzu e poi a Muravera si scorge lo stagno di Sa Praia che è un sito di interesse comunitario ed è adiacente alla foce del Flumendosa. Nello stagno si pratica l’allevamento di spigole, orate ed anguille.

Dopo una ventina di chilometri, a S. Priamo, lascio la SS 125 per imboccare la SP 20. Bella, senza traffico e con buonissimo asfalto; è un tripudio di oleandri ed eucalipti, questi ultimi sono onnipresenti in Sardegna. Nei primi anni del XX secolo vennero impiantati per contribuire al risanamento delle zone paludose (assorbono ingenti quantità d’acqua) ed avendo una crescita rapida ed una proliferazione altrettanto veloce si sono distribuiti ovunque.

Lascio la SP 20 ad Olia Speciosa e mi indirizzo verso Costa Rei; vedo la costa dall’alto e l’impatto è notevole (sarò sconfessato scendendo in paese).
Costa Rei è il classico esempio di edilizia inutile. Senza radici storiche (il paese non esisteva prima della speculazione), senza centro, costruito ad uso e consumo dei vacanzieri estivi e dalla strada principale che lo attraversa non si vede uno spicchio di mare nemmeno a pagarlo; solo quando la strada torna ad inerpicarsi sulla costa riemerge la Sardegna, alla prima possibilità di sosta mi fermo per rinfrancare lo spirito.

Sono solo le 10,30 ma il caldo è opprimente, butto sudore come una spugna strizzata, bevo abbondantemente e meno male che Marisa, con il camper e le sue scorte, è nei pressi quindi posso prelevare tutta l’acqua che voglio altrimenti…(visto che delle fontanelle non si vede nemmeno l’ombra).
Circa 15 km di sofferenza e poi raggiungo il campeggio Spiaggia del Riso a Villasimius, ben tenuto e vicinissimo al mare, l’intenzione è di fermarci qualche giorno.

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Costa sud – 21/23 giugno 2016

Siamo fermi a Villasimius e ci godiamo il sole ed il mare ma…il rubinetto della cucina perde, se lo apri esce acqua dalla base del miscelatore, panico! L’acqua non controllata è un nemico assoluto per i camper. Cerco su internet un tecnico di camper, trovato, a Quartu S. Elena (adiacente a Cagliari) qui c’è colui di cui abbiamo bisogno è il centro Gambino Camper. Ci accordiamo per vederci la mattina del 23.

Verso le 10,00 del 23 giugno, dopo aver saldato il campeggio, siamo dal Sig. Gambino che, visto il problema, ci comunica che non ha il pezzo di ricambio, e non ha tempo per procurarne uno, panico bis! Che facciamo? Al Sig. Gambino viene in mente, per fortuna, che nei pressi c’è un suo amico (Sig. Pistis Antonino, via SS 554 km 5,200 Monserrato (CA)) che potrebbe aiutarci. Lo avvisa telefonicamente che nel primo pomeriggio passeremo da lui.

Ci posizioniamo adiacenti alla spiaggia del Poetto e tra un pranzo, due passi e tre pagine di libro tiriamo le 14,30 ora in cui ci dirigiamo dal Sig. Pistis che in un attimo comprende il da farsi e ci cambia il rubinetto, grazie, grazie e ancora grazie. Grazie alla indiscussa disponibilità dei sardi siamo usciti indenni da un bel problema. A questo punto riprendiamo il nostro programma che prevedeva una cena in un ottimo locale nelle vicinanze di Castiadas. Grande cena e poi, sempre per la disponibilità dei sardi, ci consentono di pernottare nel parcheggio sterrato della struttura.
Non ci sono luci artificiali e verso le 23,00 il cielo è una miriade di stelle, restiamo con il naso per aria per cinque minuti buoni e i grilli ci fanno compagnia. Ci aspetta una notte da incanto.

Costa sud – tappa 5

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(24/06/2016 Villasimius-Quartu S.Elena)
Oggi è prevista una tappa corta, voglio arrivare a Cagliari (spiaggia del Poetto) e poi attraversarla in camper perché reputo il capoluogo sardo pericoloso per le bici.
Un ultimo saluto a Is Bisus e ritorniamo a Villasimius per riprendere da dove avevo interrotto causa rubinetto.
La prima parte della costa che si dipana tra Villasimius e Cagliari è bellissima, strada alta sul mare che dona panorami mozzafiato, salite e discese si susseguono senza sosta, le auto sono quasi inesistenti ed il silenzio che ne deriva mi consente di percepire uno strano “sfregamento”. Mi fermo e constato che la ruota posteriore ha uno o più raggi allentati e girando tocca i pattini del freno, devo trovare un ciclista ma dove? Sono quasi a Quartu quando raggiungo un gruppetto di ciclisti, dalla divisa che indossano capisco che sono della zona, chiedo ad uno di loro dove trovare aiuto e questo, gentilissimo e preciso, mi spiega come arrivare da “due ruote” in viale Colombo a Quartu S.Elena.

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Mentre percorro una specie di ponte che divide in due le Saline di Quartu vedo, sia a destra che a sinistra, numerosi fenicotteri che non fanno rimpiangere la tanto decantata Camargue, qui però non si viene divorati dalle zanzare.
Il ciclista in un attimo mi sistema la ruota e con pochi euro, ma pochi veramente, saldo il dovuto. Telefono a Marisa, che nel frattempo si era posizionata in un parcheggio precedentemente individuato, per spiegarle l’accaduto e la invito a raggiungermi. Salgo in camper e ci dirigiamo alla volta di Torre di Chia saltando tutta Cagliari e le brutture della costa di Sarròch (raffinerie). Pernotteremo nel campeggio Torre Chia.
Totale km 41

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