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Tour del Monte Bianco in bici

Diari • di 15 dicembre 2016

10 agosto / 11 agosto 2016, 245 km, 19 ore, 7220 m disl.
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Premessa

Per superare i tratti di sterrato (val Veny e val Ferret) ho montato forcelle ammortizzate e gomme imperforabili larghezza 41mm. Il bagaglio consisteva in un’unica borsa che, essendo dotata di spallacci, ho utilizzato, a tratti, come zaino.

10 agosto Courmayeur – Servoz, km 125

Courmayeur – Val Veny – Col Seigne – Les Chapieux – lago Roselend – Beaufort – Entre deux Nantes – N.D.Bellecombe – Megeve – S.Gervais – Servoz
Partenza da Courmayeur (1225m). La strada della val Veny si presenta subito ripida. Al rifugio Elisabetta (2195m) mi carico l’unica borsa sulle spalle e, spingendo la bici, raggiungo il colle della Seigne (2112m). Qualche foto e via giù per il sentiero che, fortunatamente, è ciclabile sino a Les Chappieux (1500 m circa) dove la strada ricomincia a salire sino a 1960m. Discesa sino al lago di Roselend e successiva risalita sino alla località Les Saises (1660m). Superato Megeve, arrivo a Saint Gervais. Qui la road map mi porterebbe ad imboccare l’autostrada (???) che in effetti percorro per un centinaio di metri quando un provvidenziale e gentile addetto della viabilità mi blocca e, caricata la bici sul furgone, mi conduce dall’altra parte della cittadina dove si diparte una stradina che indica direzione Chamonix. Ancora pochi km e mi fermo per la sosta notturna nel paesino di Servoz. Non ci sono né alberghi, né campeggi cosicché bivacco clandestinamente all’interno di una segheria.

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11 agosto Servoz – Courmayeur, km 120

Servoz – Les Houches – Chamonix – Argentière – Trient – Le Brocard – Champex – La Fouly – C.Ferret (208km) – Courmayeur
Al mattino si ripresenta lo stesso problema del giorno prima: l’unica strada sembrerebbe imboccare l’autostrada. Anche oggi arriva provvidenziale un ausiliario della viabilità che gentilmente mi indica il percorso: direzione Vaudagne su per una stradina ripida il cui accesso, a causa di lavori in corso, è consentito ai soli “velò” ed è segnalata da un piccolo cartello con una bici stilizzata. Ho appurato più volte che in Francia esiste una particolare sensibilità verso le due-ruote!

Arrivato a Chamonix scatto qualche foto alle cime che si stagliano in alto verso sud e riparto per il primo colle della giornata: il colle di Montet (1460m). In località Chatelard attraverso la dogana ed entro in Svizzera.Il secondo colle della giornata è il Forclaz (1527m). Da qui una ripida discesa mi conduce a fondo valle (600m) in vista di Martigny da dove devio a destra in direzione di Ferret. Il terzo colle (Champex 1490m) è lungo, ripido e faticoso con pendenze anche oltre il 10%. Successiva discesa sino a 1000m circa e risalita sino a La Fouly (1600m) dove la strada asfaltata termina. Qui imbocco il sentiero che mi porterà al colle di Ferret (2153m). Questa è la parte più pesante dell’intero tour, infatti, a causa della fatica accumulata, del peso complessivo (mezzo + bagaglio), spingerò a braccia (a tratti…penosamente) la bici sino al colle che finalmente raggiungo alle 18. Scatto molte foto: è la prima volta che raggiungo questo colle e la vista sulle Grandes Jorasses è superba. Purtroppo la discesa è un sentiero non “facilmente ciclabile”; ripido e a tratti esposto è poi continuamente interrotto da piastre di pietra. Quindi conduco pazientemente la bici a mano sino al rifugio Elena (2062m) da dove, finalmente, riprende la strada che mi riporta in breve a Courmayeur.

Gallery

Fonte | viagginbici.altervista.org

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