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Il periplo della Sardegna in bicicletta

Diari • di 22 dicembre 2016

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Venerdì 2 maggio 2014. Il responsabile dell’azienda in cui lavoro, con una inaspettata telefonata mi comunica mercoledì 30 aprile di non rientrare il lunedì successivo come da programma, ma di prolungare il ponte del 1° maggio di una settimana causa mancanza di lavoro e conseguente proroga della cassa integrazione.
Con la mente che spazia tra diverse idee da attuare nella nuova settimana, è proprio Stefania che mi consiglia di realizzare un piccolo progetto a cui stavo lavorando da un po’ di tempo: la Sardegna in bicicletta! In mattinata acquisto i biglietti del traghetto, andata Genova – Olbia e ritorno Porto Torres – Genova. Alle 14 sono già in macchina con destinazione Genova, appunto. Ho in programma un itinerario di massima, già stilato precedentemente e lo sfrutterò senza prenotare anzitempo hotel, anche per non essere vincolato dalle condizioni meteo, che depongono sì in mio favore ma non si sa mai!

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Arrivo nei pressi del porto di Genova e per parcheggiare l’auto adotto il mio solito sistema: interrogo persone che vivono nei pressi dell’area portuale chiedendo loro di consigliarmi circa un parcheggio gratis e relativamente sicuro, quindi mi imbarco. Il viaggio in nave è tranquillo, il mare è poco agitato e la compagnia è buona. In bicicletta, oltre a me, scambio due parole con una coppia adulta di tedeschi molto cordiali. Loro hanno prenotato una cabina per la notte quindi poco dopo li perdo di vista, siamo comunque legati, o meglio le nostre tre biciclette sono unite un unico cavo di acciaio e lucchetto, pertanto ci ritroveremo all’arrivo l’indomani.

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Chiacchierata a non finire con una coppia italiana di Crema e un ragazzo che viaggia da solo e proveniente da Milano spaziando tra diversi argomenti: politica, lavoro, difficoltà di relazioni tra le nuove generazioni per abuso dei vari social network e altro ancora… fino a che il sonno non prende il sopravvento e senza neanche accorgermene apro gli occhi ad Olbia!

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Sabato 3 maggio 2014 / Olbia – Orosei, 98 km

Ecco nuovamente la bicicletta in movimento. E’ sempre emozionante iniziare una nuova avventura, qualunque essa sia e che non per forza deve essere estrema come la traversata in bicicletta della Mongolia del 1999! Anche qui, come sempre, presto totale attenzione: il percorso, la tipologia di asfalto e le sue condizioni, eventuali problemi alle parti meccaniche della mia due ruote … ma parallelamente osservo il nuovo panorama che mi circonda e la gente del posto. Per oltre metà percorso sino alla cittadina di Posada percorro una comoda strada, in taluni tratti a doppia corsia, in seguito affronto una strada più modesta che regala comunque i paesaggi migliori dal momento che costeggia il mare. Solo in due punti scorgo greggi di pecore. La pioggia fortunatamente quasi non mi tocca per poi scatenarsi una volta giunto al termine della prima tappa, la località turistica di Orosei, lontana 98 chilometri pedalati da Olbia. Tappa non troppo faticosa nonostante i repentini sali scendi, più che pedalabili. In un rustico “pizza al taglio” dotato solo di un tavolo consumo una sostanziosa cena che mi sarà senz’altro di aiuto per le fatiche che mi aspetteranno l’indomani.

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Domenica 4 maggio 2014 / Orosei – Barisardo, 97 km

L’hotel dove pernotto mi prepara una colazione che ho visto solamente a Cesenatico prima di partire per la Granfondo Nove Colli, e mi sarà molto utile poiché i primi 41 chilometri della tratta odierna sono una continua e inesorabile salita che conduce sino al colle di Genna Silana, a 1017 metri slm. Il percorso è sì lungo ma sempre ben pedalabile, giunto al colle comincio a rigustarmi il bel panorama primaverile che mi accompagna in una discesa indimenticabile. Lungo il tragitto si scorgono anche greggi di ovini e gruppi di bovini. La pioggia e il vento mi risparmiano anche oggi fortunatamente, ma mentre la prima dovrei averla definitivamente scampata, almeno stando alle previsioni meteo per i prossimi giorni, il temuto vento di maestrale potrebbe crearmi problemi e rimane sempre una incognita. Persino i sardi, che dovrebbero per altro esserne abituati, non fanno altro che ripetermelo dal momento in cui sono partito.

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Sosto a Barisardo, una piccola località divisa in due frazioni, quella ridossata al mare, che vive prevalentemente di turismo, e quella posta nell’entroterra a pochi chilometri dal mare, che gode del turismo vacanziero solo marginalmente, ed è qui che in un b&b pernotto per la notte. Ceno in una pizzeria le cui pareti interne sono totalmente occupate da fotografie in bianco e nero di Totò e Peppino ripresi in diversi loro film. Una vecchia cinepresa anni ’50 occupa un tavolo centrale e come sottofondo mi fanno compagnia canzoni di Vasco Rossi prima maniera… un bel ricordo anche questo!

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Lunedì 5 maggio 2014 / Barisardo – Pula, 170 km

Al percorso di oggi devo imprimere sostanziali correzioni se intendo realizzare in toto il periplo della Sardegna, ne consegue che la tappa odierna mi costa 170 chilometri di pedalata necessari per raggiungere la cittadina di Pula, dopo avere anche oltrepassato il centro di Cagliari e raggiungere il suo lungomare per poi appunto arrivare a Pula.

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I numeri parlano da soli! La giornata è davvero faticosa, caratterizzata da un panorama non troppo interessante e alimentata dalle numerose gallerie che devo transitare, ben illuminate sì ma sempre con buoni fattori di rischio, oltre che dal barcamenarsi nel centro del capoluogo, tra vie, semafori, traffico e dove sosto per un corroborante piatto di pasta tirando un po’ il fiato. Da Cagliari a Pula poi presenza di vento maestrale abbastanza conciliante che mi permette di non arrendermi, e in seguito snervante ricerca di un Bed & Breakfast onesto… mi trovo in una zona assai turistica e tutti vogliono fare l’affare! Il B&B Lolla Fiorida, gestito da una energica signora, è economico sì ma mi costa una infinita chiacchierata di due ore con la proprietaria che mi racconta la sua vita: rimasta vedova a trenta anni con quattro figli da crescere… senza tralasciare nessun dettaglio.
Due pizze e un litro di birra concludono la giornata, al rientro in camera non riesco neanche a sfuggire al bicchierino di mirto fatto dalla signora, che tra l’altro è ottimo!

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Martedì 6 maggio 2014 / Pula – Fluminimaggiore, 122 km

La giornata inizia quasi subito con il superamento di un modesto colle, niente di che visto che non possiede nemmeno un cartello con tanto di nome e cognome. Con il quarto giorno di pedalata, posso sbilanciarmi e ammettere l’ottimo stato del manto stradale sardo. Nei mesi poco battuti dal turismo poi, basta allontanarsi da Cagliari e circondario, per ritrovare la tranquillità che l’isola in questo periodo riesce a trasmettere. I paesaggi che attraverso tornano ad essere interessanti, specie l’attraversamento di un secondo colle, il Genna Bogai di 549 metri e la vista del lago Monteponi. Pernotto nella località di Fluminimaggiore in una trattoria che funge anche da modesto b&b gestito da una giovane coppia con tre figli non troppo piccini, pertanto lei riesce a impiegare più tempo ed energie alla sua passione per la corsa, si parla a ruota libera e Stefania neanche oggi riesce a stare fuori, seppure sia lontana perché rimasta a casa.

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Mercoledì 7 maggio 2014 / Fluminimaggiore – Cuglieri, 118 km

Anche oggi il temuto Maestrale, vento tipico dell’isola che soffia da nord-ovest, mi risparmia e spero proprio che continui così, almeno sino a domani quando giungerò a Porto Torres concludendo il periplo, se tutto andrà bene.

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Oggi la salita è iniziata appena fuori l’abitato di Fluminimaggiore e per 10 chilometri mi accompagna sino al colle Bidderdi, di 492 metri. La giornata è caratterizzata da cielo perfettamente sereno e temperature conciliabili con la fatica, i panorami sono invitanti e sovente arresto la pedalata per qualche scatto fotografico. Lo sforzo è particolarmente intenso negli ultimi 35 chilometri che separano la città di Oristano dal paese di Cuglieri, la mia tappa odierna. Qui le salite sono particolarmente impegnative, ed io dopo qualche giorno comincio a dare segni di stanchezza accumulata, che non si recupera con solo un’abbondante cena e una pesante dormita. Tutte le sere, oramai è un rito, verso le 18.50 telefono a Stefania per sentirci e raccontarci … quando poi sono fortunato e incontro un internet cafè ci scappa pure un breve messaggio di posta elettronica. Tutte le cene non sono state altro che l’una la fotocopia dell’altra: due pizze e birra sarda, mai in ristoranti ma sempre in locali da asporto con al più uno due tavoli per i “miserabili” per così dire, in realtà i trattamenti sono sempre stati eccellenti e le pizze ottime!
In Sardegna in questo periodo per noi italiani non strettamente vacanziero, incontro sovente tedeschi, in maggior numero, poi francesi, austriaci e svizzeri.

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Giovedì 8 maggio 2014 / Cuglieri – Porto Torres, 105 km

Non ci riesco e dopo settecento chilometri di gioia e fatica, all’arrivo a Porto Torres qualche lacrima scende sul viso! Anche oggi, ultima tratta Cuglieri – Porto Torres appunto, pedalo lungo uno scenario da cartolina e su strade deserte, presto dimenticherò la fatica delle tante ore seduto sul mio sellino e nel cuore mi rimarrà solo la gioia oltre che le numerose ore di chiacchierata con il popolo Sardo, che alla fine lamenta i nostri stessi problemi e nutre le nostre stesse speranze… Ciao Sardegna, questo non è un addio ma un arrivederci e alle 20.30 lascio il molo del porto sul traghetto che attraccherà l’indomani mattina a Genova.

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2 Risposte a Il periplo della Sardegna in bicicletta

  1. Ciao Flavio; complimenti, bel giro! Il tuo diario di bordo mi ha fornito un’ispirazione per un futuro cicloviaggio in Sardegna, in cui mi capita abbastanza spesso di andare (col traghetto da Livorno).
    Ho già percorso il tratto Golfo Aranci-San Teodoro-Olbia-Bosa-Alghero-Sassari oltre a vari itinerari intorno a Sassari (dove vive mia figlia), e ho sempre trovato meravigliosa la Sardegna e i suoi abitanti. Non mi dispiacerebbe perciò ripetere il tuo percorso, magari in primavera, quando la natura è in fiore, il clima è mite e il turismo estivo non ha ancora invaso strade e paesi.
    Qualche curiosità: hai adattato alcune modifiche alla tua bici e quali (cambio, portapacchi, copertoni…)? Hai sempre percorso strade asfaltate? Hai trovato facilmente B&B sul momento o li hai cercati e prenotati in anticipo? C’era un motivo particolare per differenziare tanto le distanze coperte giornalmente (da meno di 100 a 170 km)? Hai usato oltre a un portapacchi (“a sbalzo” mi pare) anche uno zainetto? Ci sono stati dei tratti del percorso che alla luce dell’esperienza modificheresti? Altre informazioni e consigli?
    Anch’io sono un cicloviaggiatore e sono sicuro che i tuoi suggerimenti saranno particolarmente utili a me e a chi vorrà intraprendere un giro come il tuo.
    Grazie e buone pedalate.
    Pierluigi (http://ciclosofista.xoom.it/MyTrips.htm)

    • facchinetti flavio scrive:

      ciao Pierluigi
      sono Flavio Facchinetti dell’articolo di bikeitalia. Ti risondo:
      ho sempre utilizzato strade asfaltate con bici da corsa dotata di un piccolo portapacchi posteriore e
      tenevo uno zainetto sulle spalle. Cercando di essere più leggero possibile, solo l’indispensabile !
      Le distanze sono state decise con un compromesso tra i giorni a disposizione, le località in cui ero
      certo di trovare alloggiamento e infine i dislivelli da compiere.
      Non avevo l’illuminazione della bicicletta e ho transitato diverse gallerie scarsamente illuminate …
      assai pericoloso, occorre attrezzarsi.
      Ho dormito in b&b spendendo tra i 25 e 35 euro con colazione, mi ero attrezzato con una lunga
      lista nei posti che pensavo di raggiungere con anche qualche località in più, senza mai prenotare.

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