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Sud America in bici da Asuncion a Montevideo

Diari • di 19 giugno 2017

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Nella nostra perenne ricerca di strade nuove e interessanti ci siamo spinti a scegliere un percorso un pò inusuale in Sud America. Un lungo tragitto di 2.500 Km. che da Asuncion in Paraguay ci ha portati fino a Montevideo in Uruguay passando attraverso Argentina e Brasile.
In rete abbiamo trovato pochissime informazioni su questo percorso, potremmo dire nessuna.
Ci sembrava anche piuttosto strano, visto che alcuni dei luoghi visitati godono di una fama indiscutibile. In ogni caso la decisione era presa. Partenza verso il venti di aprile, in pratica in autunno visto che tutti i paesi menzionati si trovano a Sud dell’Equatore.

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Le bici sono sempre le stesse da tempo. Per me una Salsa Fargo Ti e per Ralf una Salsa Fargo in acciaio con forcella in carbonio. Due macchine da viaggio. Entrambe approntate in puro stile bike packing. Solo Ralf tiene montato un portapacchi posteriore, scelta che tutto sommato condivido e che uso spesso anche io, pur viaggiando ormai senza le tradizionali borse. Come al solito sono carico di cinque chili di materiale foto cine, compreso un drone che ci ha concesso di fare riprese davvero interessanti sopratutto alle cascate di Iguazu dove il piccolo quadricottero ha dato il meglio di sé.

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Il percorso prevedeva l’attraversamento del Paraguay puntando dritto verso le cascate di Iguazu per poterle vedere dal lato Argentino che, tra l’altro, è senza dubbio il punto dove la visuale delle cascate è la più impressionante. Quindi a sud per rientrare poco dopo in Paraguay. Immancabile la visita alle rovine della vecchia missione gesuita di Trinidad, oggi eletta a patrimonio dell’umanità. Infine rientrati in Argentina rotta ad est per il Brasile e una volta raggiunta la costa l’abbiamo percorsa fino ad entrare in Uruguay fino a Montevideo.

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Pensavamo ad un percorso lungo ma facile, invece la parte argentina e quella brasiliana si sono dimostrate impegnative. Un andamento simile alle quello delle Ardenne, con un perenne saliscendi senza soluzioni di respiro.
Una media di 120/140 km di percorrenza con dislivelli intorno ai 1.500/1.800 metri tutti i giorni fino alla costa. Io non mi fido mai troppo dei vari siti dove programmo i viaggi, tipo gpsies e simili, per lo meno per quanto riguarda le altimetrie. E stavolta avrei fatto meglio a farlo, non che cambiasse poi qualche cosa, ma saremmo stati psicologicamente più preparati. Siamo arrivati infatti a Puerto Alegre davvero stanchi.

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La stagione autunnale, e quindi priva del classico turismo della zona, è stata una ottima opzione. Strade poco o nulla trafficate, e anche se ci siamo poi trovati in difficoltà col dormire e con gli approvvigionamenti non abbiamo rimpianto la scelta del periodo. Una temperatura ideale per chi viaggia in bici, anche se con qualche pioggia e la presenza di una forte umidità che, da queste parti, non manca mai. Il vento, che durante tutto il tragitto nell’interno, è sempre stato assente, si presenta intenso lungo la costa dove possiamo tra l’altro percorrere lunghe strade bianche adiacenti all’Oceano. Da queste parti la presenza del vento è un classico, sopratutto nelle vicinanze con l’Uruguay e in particolar modo nei pressi di Punta dell’Este dove si è fatto sentire davvero in modo importante. Ovviamente sul muso, ma questo come si sa fa parte degli incerti del mestiere.

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Descrivere poi tutto quello che abbiamo visto durante il viaggio diventerebbe forse noioso e prolisso, ma se volete vedere il video che ho postato sul mio canale Youtube, ci si può fare un’idea più che esaustiva. Ricordo che tutti i files del viaggio sono stati postati su Strava per coloro che ne fossero interessati.

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