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Tenetevi pure il vostro ciclismo

News, Rubriche e opinioni • di 29 giugno 2017

doping control

Ieri ho letto la notizia, rimbalzata dalle testate ai social, di un ragazzino (poco più che bambino) di 14 anni, trovato positivo a un test antidoping. Il ragazzo è stato trovato positivo a un potente anabolizzante, detto Mesterolone, durante un controllo in una gara regionale del Lazio. Sì, avete capito bene, una gara regionale, come altre mille che se ne corrono in Italia, delle quale ci si dimentica l’ordine di arrivo nello stesso momento in cui si torna a casa.
È anche stato segnato un triste record: si tratta del più giovane atleta mai trovato positivo a un controllo antidoping.
Il presidente della Federazione dei medici sportivi del Lazio, il dottor Carlo Tranquilli, l’ha definita “una follia”.
Oltre alle squalifiche (spero radiazioni a vita) e alle conseguenze sulla salute del ragazzo, c’è anche da ragionare su un fatto: è questo il ciclismo che vogliamo? È questo ciò che desideriamo insegnare ai nostri figli?
La bicicletta è fatica, sudore, impegno, è maestra di vita, perché insegna a non mollare mai, a tenere botta, a spingere sui pedali anche quando si è stanchi, scoraggiati, impauriti. E lezioni di questo genere migliorano l’autostima, la forza di volontà e la capacità di andare avanti di qualunque persona, soprattutto in un bambino.
Qual è l’insegnamento che un genitore, un allenatore, un dirigente danno quando permettono che vengano iniettate sostanze di quel genere a un bambino? I soldi, la fama, la sicurezza economica per tutta la famiglia, il pensiero di una vita migliore guadagnata sulle spalle (e sulla vita) del proprio “enfant prodige”, tutto questo giustifica il doping?
Il presidente del Coni, Malagò, ha definito la storia come “tristissima”.
Io sono il papà di un bambino di 13 mesi e ogni giorno incontro neopapà che immaginano il figlio campione di ciclismo, calcio, medaglia olimpica, pieno di soldi e fama. Se non iniziamo noi a insegnare ai nostri figli che perdere non è una disgrazia e che vincere non è l’unica prerogativa, come potremo pensare che queste “storie tristissime” non si ripetano?
Di mio sono determinato a impegnarmi con tutto me stesso affinché mio figlio non scelga il ciclismo come sport. Vada a fare qualsiasi sport ma non il ciclismo agonistico. Tenetevelo pure voi questo sport, io continuerò a usare la bicicletta per sudare e divertirmi.

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15 Risposte a Tenetevi pure il vostro ciclismo

  1. Massimiliano Gatti ha detto:

    Ciao Omar,
    apprezzo il tuo articolo e naturalmente lo condivido, il ciclismo puro, eroico, epico, leggendario piace a tutti ed è probabilmente quel ciclismo che ha spinto molte persone a seguirlo… solo che tu chiami “bambino” un ragazzo di 14 anni… a 14 anni non sei più un bambino, a 14 anni sai già tutto! siamo nel 2017, sai che se diventi disonesto vinci, o almeno aumenti decisamente le tue possibilità di vittoria. Essere primi piace, piace a tutti, soprattutto a chi fa agonismo, le gare! il secondo è il primo degli ultimi… Scandalizzarsi lo trovo ridicolo… e infine, il presidente dei medici sportivi del Lazio è forse “caduto dal pero”? Amo e pratico il ciclismo slow, quello pedalato senza fretta e senza accessori digitali che mi aggiornano sui watt, potenza, tempi, pulsazioni e frequenze, amo i negozi come La stazione delle biciclette, le selle comode e l’acciaio… guardo le grandi classiche… e ho smesso di farmi domande le cui risposte sarebbero imbarazzanti… W il Ciclismo.
    Saluti

  2. Damiano ha detto:

    No è un ragionamento inaccettabile il ciclismo agonistico è uno sport bellissimo e non lo si può lasciare in mano a 4 dopati, il doping purtroppo esiste in tutti gli sport semplicemente perchè lo sport è lo specchio della società e se la società è sporca lo sport non può essere pulito. Piuttosto dai a tuo figlio gli strumenti intellettuali necessari a vivere degnamente e stai sereno che qialsiasi sport scelglierà il doping non sarà un suo problema. E comunque il ciclismo è semplicemente uno sport molto controllato non molto dopato. Se il ragazzino tristemente protagonista dell’articolo avesse praticato calcio rugby o quel che è nessuno lo avrebbe controllato ma si sarebbe dopato ugualmente… cosa è peggio?

  3. Piero ha detto:

    Come al solito si butta fango sul ciclismo…
    Se vengono trovati ciclisti dopati è perché nel ciclismo i controlli ci sono e sono severi come in nessun altro sport,non ti illudere che negli altri sport non ci sia il doping,”l’amato” calcio compreso che se facessero i controlli che fanno nel ciclismo dovrebbero giocare coi pulcini,senza contare tutti gli scandali scommesse….
    Almeno nel ciclismo sei sicuro che i controlli ci sono

    • Nel calcio il doping è un fenomeno insignificante per la semplice ragione che, a differenza di ciclismo, atletica, sollevamento pesi, ecc., trattasi di uno sport in cui la componente tecnica riveste un’importanza molto maggiore rispetto alla pura e semplice forza. Se un calciatore ha i piedi storti non esiste farmaco che glieli raddrizzi!

  4. stefano ha detto:

    Mio figlio quindicenne è iscritto ad un velo club, partecipa a una 15a di gare all’anno e arriva, nelle gare nazionali, mediamente intorno alla trentesima posizione, non è un campione, ma quando, alla fine di una gare corsa interamente nel fango, lo vedo all’arrivo e noto solo i denti bianchi di un grandiissimo sorriso di felicità in mezzo al fango che lo ricopre interamente, sono felice e continuiamo, io e lui, io economicamente e in tempo dedicato ad accompagnarlo e lui in termini di fatica e di tempo dedicato allo sport e strappato ad amici e divertimenti, felici, a fare quello che piace a tutti e due,.
    Non sarà mai un campione, ma si diverte e si impegna, dovrebbe bastare ad un genitore.

  5. Gabriele Calanca ha detto:

    Non posso biasimare chi sta additando il ciclismo come uno sport poco credibile. Le vicissitudini purtroppo danno una visuale che a mio avviso non è quella reale. Ok, le pecore nere ci sono , ma non solo no NOSTRO sport. Fatica e sudore fanno del ciclismo uni sport di fatica. Occorre allenarsi molto, rinunciare a stare con i nostri cari x ottenere una forma decente.
    Anche se molti lo disprezzano per me resta una scuola e continuerò a pedalare x soddisfazione personale. Del risultato non mi interessa. Voglio solo passare qualche ora in compagnia e divertirmi.

  6. Marco Barbieri ha detto:

    Penso che l’asserire del padre che non farà mai fare ciclismo agonistico al figlio perché si identifica col doping sia di gran lunga una follia maggiore del doping stesso. Non faccia fare al figlio nessuno sport perché la differenza del ciclismo dagli altri sport è solo il maggior controllo. A proposito, mia figlia, studentessa universitaria e ciclista della massima serie pur con risultati pressoché nulli, dopo i campionati nazionali di domenica scorsa a Torino, ha rilasciato questo post:

    Non so e verosimilmente mai saprò cosa significhi finire a podio, tagliare il traguardo con le braccia alzate, sollevare un trofeo.
    Ma che ne sapete voi di cosa si prova a credersi ultimi e scoprirsi ancora in mezzo a tutte le altre. Che ne sapete dell’incredulità nel riprendere il gruppo dopo essere stati seminati. Come ve lo spiego che chi taglia il traguardo per primo riceve 10 secondi di abbracci e io, ultima o penultima, ne ho per 10 minuti? Come ve la spiego l’euforia di arrivare all’ultima salita ancora in gruppo e prenderla senza criterio, a tutta, che tanto come viene viene, che tanto chissenefrega di come vanno fatte le cose io ho già vinto. Come ve lo spiego lo stupore di trovare un tifo da stadio anche per me, a un’infinità di minuti da voi là davanti, perché deve essere normale essere in testa e passare fra due ali di folla, ma sai quanto assurdo è quando ti capita che sei ultimo e loro sono ancora lì anche per te? Come si racconta la stanchezza di chi si porta sul groppone i libri dell’università ma, soprattutto, come posso farvi capire la felicità di chi non vince un bel nulla e muore per tenere il vostro passo con la sola speranza di resistere ogni anno semplicemente 5 minuti di più rispetto a quello prima?

    La follia di qualcuno porterà a dire “tua figlia è pulita e infatti non vince nulla”. Ben venga la follia, ma se anche così fosse, la prova provata è che si può far ciclismo agonistico anche senza doparsi.

  7. Laura ha detto:

    Sono mamma di un ragazzo di 15 anni che pratica ciclismo da 9. Concordo con quanto detto perché i pochi positivi al doping, per fortuna in piccola percentuale, si trovano perché il ciclismo è l’unico sport super controllato ed io sono felice che mio figlio pratichi qs sport proprio per qs. L’importante è insegnare al proprio figlio che bisogna saper perdere è invece purtroppo, io che tutte le domeniche segui mio figlio alle gare, trovo genitori più accaniti dei figli.
    Cmq sono d’accordo, un ragazzo di 14/15 anni è consapevole di ciò che accade intorno a lui.

  8. Daniele ha detto:

    Condivido l’articolo, non capisco come si possa ancora credere a questo sport. Ho praticato il calcio, l’atletica e lo sci di fondo a livello agonistico: nessuno mi ha mai proposto o parlato di doping. Nel ciclismo il doping è endemico. I miei amici che li hanno praticato a livello dilettantistico si sono sentiti proporre di fare ricorso alla “chimica” o vi hanno fatto ricorso. Ad una garetta di amatori di cui ho notizia diretta fa annunciarono un controllo antidoping a sorpresa per i primi 3 classificati: sul podio non si presentò nessuno.
    Non credo esista un solo ciclista professionista che non si sia mai dopato utilizzando cortisone epo steroidi o autotrasfusioni.
    È la triste verità. Se volete potete continuare a tapparvi occhi e orecchie e credere che sia solo colpa dei controlli più approfonditi…nel ciclismo professionistico non si salva proprio nessuno

    • Marco ha detto:

      Daniele, secondo me stai facendo una confusione enorme tra mondo dilettantistico e agonistico. Il primo è privo di controlli e conseguentemente molto sporco, il secondo, nel ciclismo, è il più controllato e conseguentemente tra gli sport più puliti al mondo. Hai praticato calcio, sci di fondo e atletica? Quindi non sai cosa sia il passaporto biologico. Ovvero tutta una serie di analisi ematiche da sostenere e documentare. Se ci fosse nello sci di fondo, metà degli atleti sarebbe squalificato a vita. Personalmente sono nel ciclismo agonistico con le mie 2 figlie da dodici anni. Nemmeno io ho mai visto qualcuno che proponesse del doping. E allora come la mettiamo? Hai ragione tu che manco sai cosa sia il ciclismo, oppure io che ci vivo dentro da 12 anni. Ah già, ma tu dirai che io sono un falso e drogo le mie figlie mentre tu sei la ragione assoluta. Battute a parte, cerca di differenziare il mondo amatoriale (scandaloso) da quello agonistico (super controllato). La differenza è abissale.

  9. Beppe ha detto:

    Il ciclismo è uno sport pulito
    Non sono certo quattro rincoglioniti ignoranti a rovinare anni e anni di glorie e di fatiche
    Per fortuna è uno sport super controllato quindi ogni piccola magagna può venire scoperta magari facessero questi controlli anche nel calcio o nel tennis solo che questi sport sono più remunerativi quindi sono più protetti e il giro di interessi che copre il doping supera di gran lunga la protezione che si può dare agli atleti che svolgono le attività sportive io pratico ciclismo da anni il mio unico doping sono le merendine della Zuegg ho fatto attività agonistica ma nei miei dirigenti né nessuno dei miei compagni ha mai pensato minimamente all’uso del doping se c’è una mela marcia giustamente questa va isolata ed espulsa non per questo bisogna colpevolizzare tutto ciclismo e tutto ciò che ruota intorno al ciclismo fatevi un esame di coscienza prima di parlare

  10. Vittorio ha detto:

    Commento inutile e senza senso.. Invece di criticare sarebbe bene che tutti gli sport siano sotto controllo e chi usa sostanze proibite sia punito… Tutti vogliono vincere ma come si sa è uno solo che arriva primo… Chi fa uso di sostanze illecite e già un perdente in partenza… Buona attività sportiva a tutti.. Ciao ciao

  11. Andrea ha detto:

    Articolo sballato in tutto e per tutto … mi dispiace ma il ciclismo è lo sport piu bello del mondo .
    Non bisogna allontanare i ragazzini da questo sport ma bisogna insegnare loro che la vita non è fatta di sole vittorie .E qualsiasi altro sport nelle mani di persone sbagliate porta alla totale distruzione dello sport stesso.

  12. mauro ha detto:

    Mio modestissimo parere è che, a prescindere da tutto, quando beccano un atleta dopato tutto si concentra sempre e solo sull’atleta. Ma, quanto meno nel professionismo, i primi a pagare in modo esemplare dovrebbero essere tutti quelli che girano “intorno” all’atleta e che, grazie alle sue prestazioni guadagnano da vivere ed anche di più: medici, preparatori, allenatori, DS, team manager, sponsor, giornalisti, club, federazioni, etc. Tutti struzzi con la testa nella sabbia! Questo è il vero problema.

  13. Gianluca ha detto:

    Direi che in uno sport “agonistico” bisogna certo saper perdere, MA bisogna avere la possibilità di vincere. Praticare uno sport dove sai già che non vincerai mai non è agonismo, é masochismo!
    Nemmeno io spingerò mai mio figlio a fare ciclismo agonistico, ma solo a praticarlo come bellissimo sport, in special modo la mtb.

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