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Amsterdam mette al bando le bici – del bike sharing a flusso libero

News • di 9 agosto 2017

La sezione ciclismo urbano è stata realizzata con il supporto di NexBike

Ad Amsterdam, la città pro-bici per antonomasia, alcune biciclette sono state messe al bando: quelle del bike sharing a flusso libero. Il loro arrivo improvviso fra le strette strade della città stava causando grandi problemi alla circolazione di pedoni e ciclisti.

flickbike amsterdam

Nella famosa città olandese queste bici si sono inserite in un contesto in cui i parcheggi per biciclette sono già pressoché saturi. Le bici del bike sharing a flusso libero vengono quindi lasciate in modo caotico sui marciapiedi, sui ponti, dovunque ci sia posto, intralciando la circolazione. Molti cittadini si sono lamentati, e questo ha spinto gli amministratori di Amsterdam alla decisione di mettere al bando questi servizi in città.

Naturalmente sarà ancora possibile noleggiare biciclette, come richiesto in particolare dai turisti. Ma i servizi di noleggio non dovranno essere a flusso libero, né basati esclusivamente su app per smartphone. Un portavoce della città ha spiegato: “Non è un problema parcheggiare una bici condivisa lungo le strade della città, come una qualsiasi bici [se poi è la stessa persona a riprendere la bici]. È però vietato lasciare una bici in un luogo pubblico, se questa è la modalità necessaria per farla utilizzare al successivo utente. Nell’ultimo anno abbiamo investito molto per creare parcheggi per bici, e non vogliamo che vengano occupati da operatori commerciali di sistemi di bike sharing”.

Negli ultimi mesi alcuni operatori come oBike, Flickbike e Donkey Republic avevano lasciato centinaia di bici lungo le strade, bici destinate prevalentemente ai turisti. La città ha dovuto rimuovere molte bici non più funzionanti e quindi inutilizzate.

Il bike sharing a flusso libero non richiede le normali stazioni di noleggio e riconsegna necessarie con il bike sharing tradizionale. Si tratta di una modalità di uso della bicicletta che ha un ottimo potenziale, dati i bassi costi di avvio del servizio. Pur essendo presente in Europa da decenni, si sta diffondendo recentemente in seguito agli enormi investimenti realizzati da alcune aziende asiatiche.

Il bike sharing a flusso libero deve essere ben pianificato e gestito, in collaborazione con le amministrazioni locali. Negli ultimi mesi diverse aziende, in gran parte cinesi, hanno invece deciso di “invadere” varie città europee – e non solo Amsterdam – con centinaia di bici, che vengono lasciate in modo più o meno casuale lungo le strade, senza alcun accordo con le municipalità.

Il rischio è che queste aziende, con il loro comportamento poco accorto, creino una cattiva fama per il bike sharing a flusso libero. Per questo è importante che le città che vogliono introdurre questo servizio lo facciano affidandosi a operatori esperti e rispettosi della realtà locale – in particolare nelle nostre città d’arte.

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