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5000 km in bici in Sud America, e niente plastica!

News • di 10 agosto 2017

bici da viaggio in bambù

5000 km in bicicletta da Quito (Ecuador) a Santiago del Cile. Già solo questa idea di viaggio sarebbe degna di nota. Ma aggiungiamo che Dario Nardi, il protagonista di questa vicenda, userà una bici in bambù realizzata appositamente. Perché il bambù? Perché è un materiale ecosostenibile: e con questa informazione arriviamo all’ultimo importante tassello. Dario infatti è un biologo, e il suo viaggio ha come scopo quello di documentare l’enorme inquinamento causato dalla nostra artificiale dipendenza dai materiali in plastica: buste, bottiglie, spazzolini, posate e molto altro ancora

Lo sfruttamento del petrolio ha consentito all’umanità di fare grandi passi avanti: fra questi includiamo anche il motore a scoppio e l’invenzione dei materiali in plastica, entrambi ottimi esempi di come una buona idea, se portata alle estreme conseguenze, diventi negativa. Dei lati negativi del motore a scoppio scriviamo quotidianamente su Bikeitalia. L’eccessivo uso della plastica è qualcosa a cui forse pensiamo meno frequentemente, anche perché le conseguenze negative sono meno immediatamente percepibili rispetto all’inquinamento atmosferico delle nostre città.

viaggio in bici

È proprio per portarci a riflettere su questi aspetti che Dario, ferrarese classe 1985, ha organizzato il suo viaggio, battezzato Ocean Traceless. Una frase presente sul suo sito ci sembra particolarmente efficace nel sintetizzare il problema: “utilizziamo una materia prima che ha impiegato milioni di anni a formarsi [il petrolio] per produrre oggetti monouso che esauriranno la loro funzione in pochi minuti per poi tornare all’ambiente ed inquinarlo per altri milioni di anni.”

Qualche cifra: ogni anno vengono prodotte 300 milioni di tonnellate di plastica nel mondo. Di queste, 8 milioni finiscono in mare. 600 diverse specie di animali ingeriscono per sbaglio questa plastica. Sono molte le iniziative sorte a diversi livelli per contrastare questo fenomeno, ma tutti possiamo già oggi fare molto: comprando meno oggetti inutili; scegliendo oggetti con packaging minimale; riciclando i rifiuti.

Perché il Sud America? Perché le correnti oceaniche portano sulla costa di questo continente una buona parte della plastica dispersa in mare. Dario realizzerà foto, riprese e interviste per documentare questa catastrofe ecologica, e il suo impatto non solo sulla natura, ma anche sulle persone, specialmente quelle più povere, che non hanno mezzi per difendersi.

Dario ha già una grande esperienza come viaggiatore: le montagne marocchine, le coste del Messico, l’Australia, i vulcani del Nicaragua, le foreste pluviali del Costarica… ma è la prima volta che si trova a viaggiare in bici. È stata proprio la sua crescente coscienza ecologica a portarlo a scegliere questo mezzo al posto dei mezzi motorizzati usati finora.

Potete seguire il viaggio di Dario sulla pagina Facebook OceanTraceless. È appena arrivato in Ecuador, dopo aver rischiato di dover abbandonare l’intero progetto per un problema burocratico. Chi viaggia sa che neanche il migliore piano sopravvive all’impatto del primo passo fuori dalla porta. Per fortuna.

Se vi piacciono le storie dei cicloviaggiatori, potete leggere questo articolo in cui presentiamo il viaggio che due ragazze italiane stanno compiendo in bici verso Londra, per raccogliere e raccontare storie di emancipazione femminile.

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