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Ciclovia Adriatica da Pescara a San Salvo Marina [Roadbook]

Abruzzo, Italia, Itinerari • di

Da Pescara a San Salvo Marina in bicicletta, aspettando la ciclovia adriatica Bike to coast, il percorso che renderà ciclabile l’intera costa abruzzese. In questo tratto, in particolare, trasformando l’ex tracciato ferroviario. Al momento in cui scriviamo è ancora tutto da fare ma ci sono già dei punti in cui si pedala agevolmente e ponti ciclopedonali. Qui tutte le indicazioni, intanto, per evitare il più possibile la Statale, partendo da Pescara per arrivare al confine con il Molise. Qui invece il roadbook dell’altro tratto Pescara – Martinsicuro.

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Il punto di partenza è il Ponte del Mare a Pescara.
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Seguendo la bella ciclabile già esistente fino all’altezza del Teatro d’Annunzio. Da qui – invece di pedalare sulla riviera – è interessante una piccola deviazione verso l’Aurum, ex fabbrica di liquori oggi centro polivalente, quindi passare nella Riserva naturale regionale Pineta Dannunziana (1,4 Km) e tornare sul lungomare. Si prosegue in direzione Francavilla al Mare con dei tratti ciclopedonali. Arrivati al ponte sul Fiume Alento (6,9 Km) svoltare a sinistra verso il mare per proseguire sulla ciclabile (però occhio che è controsenso). Arrivati al pontile, proseguire sempre sulla ciclabile fino a pedalare direttamente in spiaggia su una passerella in legno.
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Riprende quindi la ciclabile su strada. All’altezza della rotatoria in prossimità del Fiume Foro (11,1 Km), procedere dritto, non girare a destra per la Statale, la strada interna è meno trafficata (ma non illuminata, passando di sera).

E siamo così alla Stazione di Tollo (12,8 Km). Dopo aver pedalato per forza sulla Statale e arrivati ad un viadotto ci sono diverse alternative: scegliendo la salita, evitando il traffico, prendere per Lido Riccio dal sottopassaggio a sinistra (15,6 Km) (come da tracciato, la strada panoramica anche se in salita è meglio dei camion insomma); proseguire sul viadotto (sempre molto trafficato) e poi svoltare per Ortona passando quindi nel centro abitato della bella cittadina; Statale dura e pura (lungo la quale si incontra anche una breve galleria). A Ortona (21,7 Km) c’è il Castello Aragonese sul mare (XV sec.).
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Per arrivare a San Vito Marina la via più diretta è la Statale che si imbocca dalla spiaggia del Porto di Ortona, lungo la sopraelevata. Per evitarne un tratto, scegliendo quindi un percorso un po’ accidentato ma più avventuroso e affascinante, ottimo anche per una sosta, dal Porto di Ortona si continua dritto prendendo il tracciato dell’ex ferrovia (24,5 Km) che passa sotto la sopraelevata, proseguendo fino quasi all’imbocco della vecchia galleria (chiusa). Si segnala che questo tratto è ben battuto quindi pedalabile.
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Dalla galleria si svolta a destra su sentiero segnalato e dopo aver superato una ripida salita di circa 30 mt (bici a mano) si entra in un bosco di pini e lecci dove si pedala agevolmente vista mare lungo un sentiero ben indicato.
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Si esce dalla pineta dopo una sterrata in salita che termina all’altezza di un tornate (26,3 Km): siamo su asfalto, si prende verso destra per tornare sulla Statale. Dal tornante si può anche scendere verso il mare e quindi verso l’ex Ferrovia, ma qui il tracciato non è battuto, c’è ancora l’acciottolato originario.

A San Vito Chietino (31,3 Km) comincia la cosiddetta Costa dei Trabocchi, vecchi capanni da pesca in legno e corde, come palafitte sul mare. Per dirla alla Gabriele d’Annunzio: “Una strana macchina da pesca, tutta composta di tavole e di travi, simile a un ragno colossale”. Da segnalare che su molti trabocchi si cena anche.
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Da qui comincia il tratto che più sarà interessato dalle opere per la ciclabile. Al momento le ex stazioni – che potrebbero diventare ostelli per i cicloviaggiatori – sono abbandonate e, specie d’estate, anche parte dell’ex tracciato è utilizzata come parcheggio. Essendo a San Vito si pedala sui tornanti della Statale o sul tracciato vista mare che qui è ben battuto, per tornare sulla Statale (32,8 Km) all’altezza della galleria ferroviaria (chiusa).
Si raggiunge Vallevò.
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Da qui si lascia la Statale (35,1 Km) e inizia uno sterrato di qualità che porta fino alla stazione di Fossacesia (40,1 Km) da dove però l’ex tracciato torna impraticabile per via della permanenza di acciottolato grosso e vegetazione incolta.
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Quindi dall’ex stazione di Fossacesia si pedala sulla litoranea interna fino al ponte sul Sangro (43,4 Km) proseguendo sempre per la strada interna di Borgata Marina, con la bella Lecceta di Torino di Sangro sulla destra.
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Al termine dell’abitato di Borgata Marina (45,5 Km) si sconsiglia di prendere l’ex tracciato perchè al momento in cui scriviamo è ancora presente una frana difficilmente superabile, specie con bici da cicloturismo, quindi tocca la Statale (la frana, prendendo come riferimento la Statale, è all’altezza del Camping Village Miramare). Tornati sulla Statale si prosegue fino a San Tommaso e da qui si svolta a sinistra (48,9 Km) per tornare sulla comoda litoranea fino al Ponte sull’Osento (50,2 Km).

Dopo il Ponte sull’Osento si imbocca immediatamente a sinistra un tratto di sentiero e sterrato buono fino a Casalbordino Lido (51,3 Km) per poi continuare sulla litoranea fino ad incontrare un Villaggio turistico proprio sul mare: da qui proseguire sullo sterratino.
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Attenzione, prendere la piccola rampetta sterrata che porta all’ex ponte ferroviario sul Sinello (54 Km) (non fare il sottopassaggio che conduce invece in campagna aperta e poi sbocca sulla Statale in un tratto molto trafficato).
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Da qui è tutto sterrato buono, lungo un percorso frequentato anche da camminatori e persone e cavallo.
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Si prosegue per la Riserva Naturale Regionale Punta Aderci (58,6 Km).
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Si segue quindi il cartello che indica il percorso ciclabile da Punta Aderci.
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Alla fine dello sterrato (59,5 Km) (c’è anche una fontanella) si gira a sinistra e si prosegue su asfalto prima su strada interna e poi via Statale (64 Km) per Vasto Marina (69,8 Km).
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Qui si approfitta della ciclabile anche in pineta fino ad arrivare al confine con il Molise e al ponte sul fiume Trigno (78,4 Km).
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(Si ringrazia Alberto Cortese per il supporto tecnico relativo a sopralluoghi e sviluppo Gps del percorso).

Libri

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5 Risposte a Ciclovia Adriatica da Pescara a San Salvo Marina [Roadbook]

  1. Luigi Castagna scrive:

    Percorso piacevole e suggestivo. Per me, il ricordo risale a moltissimi anni fa, quando la bella giornata induceva a trascurare la scuola per andare sugli scogli, a Vasto, dove ora si ammira “Ondina”. Allora, i pescatori lasciavano le zattere, realizzate con fasci di canne e adatte per la pesca delle seppie e dei pelosi, adagiate sugli scogli, a riva. Noi le usavamo rimettendole con ordine al loro posto. Poi, si andava anche sui trabocchi. Bellissimo!

  2. Luigi Castagna scrive:

    Il cognome Cortese mi ricorda i fratelli Dino, aldo e Licia Cortesi, di Vasto Marina. Parenti???

  3. Luigi Castagna scrive:

    Lapsus mnemonico: i fratelli Dino, Aldo e Licia Artese, non Cortese. Scherzi dei tempi lunghi.

  4. […] e le sue ciclabili sulla costa adriatica? Quale piacevole sorpresa e meraviglia! Un plauso alla Regione che tanto ci crede sulla mobilità […]

  5. […] se volete scoprire questa parte di Abruzzo in bicicletta, qui trovate un itinerario dettagliato, oltre a informazioni sulla ferrovia […]

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