Fat bike: domande e risposte sul fenomeno del momento
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Fat bike: domande e risposte sul fenomeno del momento

Bikelife, Mtb • di

In principio era la bicicletta, poi qualcuno decise (la leggenda vuole che fosse Joe Breeze) che era arrivato il momento di iniziare a usare le biciclette anche su terreni accidentati off-road e così nacque la mountain bike. Era la fine degli anni 70, ma ci volle oltre un decennio affinché la pratica dell’uso della bicicletta in fuoristrada si affermasse realmente.

Fat bike: offerte

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Il 2015 sarà ricordato nella storia del ciclismo come il momento in cui le fat bike si sono affermate sul mercato (la recente fiera di Eurobike ha lasciato pochi dubbi). Ma cosa sono esattamente queste bici? Come nascono e a cosa servono? Per chi sono indicate e quali sono le caratteristiche?

fat bike salsa

Proviamo a fare un po’ di chiarezza.

Cosa sono e come nascono le fat bike?

Le fat bike sono evoluzione diretta delle mtb, caratterizzate da ruote che montano pneumatici molto larghi (la sezione deve essere di almeno 3,7 pollici) e cerchi più larghi di 44 mm. Fat (che in inglese significa “grasso”) è il riferimento, ovviamente non alla bici in se, ma alle coperture, la cui sezione è talmente ampia da rendere il diametro della ruota molto vicina ai 29″.

fat bike Strange_But_True_07_cropPer quanto furono fatti esperimenti in questa direzione già in passato, ufficialmente le prime fat bike così come le conosciamo oggi hanno fatto la loro comparsa nel 1989 per opera di un progetto di Simon Rakower che arrivò al progetto unendo tra loro due normalissimi cerchi da 26″ per poi limare il bordo interno del cerchio. Le ruote così create furono montate su delle mountain bike standard per essere poi utilizzate sulla neve (Rakower gestiva una piccola azienda in Alaska).

Quasi in contemporanea, simili applicazioni furono sviluppate anche nel Nuovo Messico allo scopo di pedalare sulla sabbia del deserto.

fat bike snow

Per arrivare però al primo progetto industrializzato si deve aspettare il 2005, quando Surly, giovane azienda di bici del Minnesota, partorì la Pugsley, una fat bike dal telaio in acciaio equipaggiata con ruote maggiorate (prodotte in modo industriale) e le celebri coperture Endomorph che fecero la storia del mondo fat.

fat bike pugsley

Da lì a poco arrivarono gli inseguitori, Specialized, Salsa e Trek in testa che, però, non poterono fare a meno di montare i componenti progettati e distribuiti da Surly.

A cosa servono le fat bike?

Come detto, le fat bike rappresentano un’evoluzione delle tradizionali mountain bike, pensate per arrivare laddove le mtb non riescono ad arrivare: la sezione maggiorata dello pneumatico consente un’aderenza assoluta, mentre la bassa pressione (che può variare da uno 0,5 a 1,0 bar) permette di “galleggiare” su superfici morbide (come neve, fango o sabbia) o particolarmente sconnesse, come i greti dei fiumi o le traversine dei binari.

fat bike wild

Per chi sono indicate le fat bike?

Secondo Peter Reddin, CEO di Surly, “basta salire su una fat bike per sentirsi tecnicamente più bravi di quello che si è effettivamente“: la grande dimensione delle ruote (che rasenta i 29” di diametro) rendono la bici particolarmente facile da controllare, e l’ampia superficie di appoggio sul terreno garantisce una stabilità estrema anche sui terreni più accidentati. Questo fa in modo che anche il più inesperto dei principianti possa sentirsi a proprio agio utilizzando le fattie.

Fat bike: offerte

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Le fat bike possono essere anche un’ottima soluzione anche per i ciclisti più esperti alla ricerca di avventure estreme, tanto per escursioni di poche ore, quanto per viaggi lunghi e complessi in totale autonomia utilizzando la formula del bikepacking o anche quella classica con portapacchi anteriore e posteriore. Scendere di sella e spingere? Non è un opzione.

velotraum fattie

Le fat bike sono pesanti?

Fat vuol dire grasso, ma si sa che il grasso è più leggero del muscolo, quindi: niente paura! A parte gli scherzi, se guardando una fattie avete l’idea di qualcosa di pesante è solo perché siete stati ingannati dalla dimensione delle ruote che, però, sono piene di aria (e sprovviste di camera d’aria). Inoltre, la sezione estrema degli pneumatici garantisce un effetto ammortizzante  che consente di risparmiare, in questo modo, sul peso di sospensioni all’anteriore e al posteriore.

Se le fat bike per eccellenza sono in acciaio, sul mercato sono presenti anche telai in carbonio e alluminio, mentre all’ultima fiera di Eurobike hanno fatto la loro comparsa dei cerchi in carbonio a marchio Kuroshiro da 85 mm.

In buona sostanza, con l’esplosione del fenomeno fat bike e la tendenza alla grammomania tipica del mondo delle due ruote, è possibile trovare delle fattie con peso inferiore ai 10 kg.

Controindicazioni delle fat bike.

Ma non c’è rosa senza spine: se l’alta aderenza delle gomme sulle superfici permette un controllo assoluto del mezzo, questa significa altresì maggiore attrito e quindi una maggiore forza che deve essere esercitata sulle pedivelle per muovere la bici. Le fat bike sono pertanto poco indicate per competizioni o per tutte le attività in cui la velocità è l’obiettivo da raggiungere.

Tipologie di fat bike.

Non tutte le fat bike sono uguali tra loro, esistono infatti modelli assai differenti tra loro, soprattutto per quanto riguarda la geometria del telaio e, quindi, fattie più tranquille e altre più corsaiole. Non solo, ma si iniziano anche a intravedere le prime fat bike ammortizzate, sia all’anteriore che al posteriore (destinate a chi è assolutamente allergico a qualsivoglia vibrazione o scossone) o a pedalata assistita (in modo da compensare i watt rubati dall’attrito dei copertoni).

Pneumatici per fat bike.

Poiché la caratteristica principale delle fat bike risiede proprio nelle dimensioni delle gomme montate, è opportuno segnalare che non ne esiste una sola tipologia, ma di diverse forme e fatture, a seconda dell’uso che se ne vuole fare, e possono arrivare fino ai 5″ di sezione. I principali produttori al momento sono gli specialisti Surly e 45NRTH, seguiti a ruota (scusate il gioco di parole) dai big del settore Schwalbe e Kenda.

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22 Risposte a Fat bike: domande e risposte sul fenomeno del momento

  1. giulio passi ha detto:

    Ottimo articolo preciso e con ottime spiegazioni su tutti i componenti della mtb e l’utilizzo a cui è destinata. Ideale sarebbe che i rivenditori dessero la possibilità di provarla.

    • Vittorio ha detto:

      Posso dare il consiglio di seguire sul web gli eventi, che oramai sono diversi in Italia, di prova di queste bellissime creature! Bike Shop Test, quest’anno tenutosi a Bologna ed a Roma, è un’ottima occasione!

  2. Federico ha detto:

    Secondo voi, una fatbike front (100mm) a pedalata assistita, può essere una valida alternativa ad una full per percorsi montani senza pretese di salti? l’assenza della sospensione posteriore viene compensata dalla dimensione del “gommone”?
    grazie e complimenti per l’articolo!

  3. ANDREA ha detto:

    ottimo articolo! Ma che differenza c’è tra una fatbike con il cerchione con i “flap” o – come si stanno vendendo anche ora – senza? Quest’ultimo modello è solo una “finzione” di fatbike?
    Grazie!

  4. Andrea ha detto:

    Salve, sono interessato all’acquisto di una fat bike, fino a che peso reggono? qual’è la misura più grande? un cordiale grazie a chi vorrà rispondermi! :-)

  5. LorenzoF ha detto:

    Un saluto a tutti… io sono uno stra-felice possessore di una Salsa Bucksaw 1, fat-bike biammortizzata. Non sono un grande tecnico ma vi assicuro che mi sto divertendo un mondo, tanto da vendere l’altra mtb che avevo (una Yeti). E’ vero che le ruote più grosse paiono impacciate in salita, ma in questi mesi di esperienza a me sembra di andare anche meglio di prima (ovvio a pari allenamento). Di serie, la Bucksaw, mi è arrivate con le ruote Surly Nate da 4.0 che ho trovato stupende sulla neve e bagnato (pressione di circa 0.7 – 0.8 bar). Da questa primavera sto utilizzando le Maxxis Mammuth molto più scorrevoli (sempre da 4.0) che tengo a una pressione di circa 1 bar, sia in salita che in discesa (tanto è una full con 100 mm di escursione). Mi sono sentito tanto bene su questa bici che ho partecipato a due granfondo (la Via del Sale a Limone Piemonte – giro corto 30 km e la settimana dopo alla Assietta Legend, a Sestriere, lunga circa 60 km)… beh! per il mio allenamento, in entrambe le gare mi sono difeso ma in discesa è stato un divertimento puro… ovunque vuoi fare la traettoria, la bici ti segue e schiaccia qualsiasi cosa (e in questo assomiglia parecchio alle 29 che ho provato). Attenzione a entrare in sentieri con canali stretti… è come guidare un carro armato, se un lato della ruota morde il bordo del canale…lo spiana e uscite, ma se quel canale è l’unica via di discesa, potrebbe non essere così piacevole trovarvi in mezzo all’erba… Altra attenzione va fatta se avete i pneumatici tanto sgonfi (perchè magari siete sulla neve e vi trovate su un tratto asfaltato)… beh, potrebbe essere che nel curvare la bici tenti di andare dritta. In ultimo, la mia bici, così come è ha un peso poco superiore ai 14 kg… portati però egregiamente in qualunque situazione.

  6. […] Fat e-bike è l’evoluzione elettrica di una Fat Bike. Fat Bike è il termine che viene utilizzato per definire le Mountain bike che montano un tipo di copertone […]

  7. augusto ha detto:

    buon giorno chi mi puo dare un cosiglio su che Fat Bike Elettrica aquistare che tipo di motore deve essere mi dicono che sarebbe meglio da 350 watt in su io avevo pensato a una “Bottecchia” Motore 8FUN 500watt che ne pensate ????

  8. Agostino ha detto:

    Ok, ho capito ora a chi effettivamente sono indirizzate queste bizzarre creature, questo però non spiega che cavolo ci fanno ciclisti fattosi per le strade di Roma!!!

  9. Elia ha detto:

    Secondo voi vanno bene x asfalto?

  10. salvo ha detto:

    Salve, sapete dove posso acquistare i pneumatici 20×4.0 grazie….

  11. renato ha detto:

    salve volevo chiedervi una informazione data la.mia indecisione.Ho da circa 2 mesi una specialized 27.5 plus ottima bike non credevo.Ora mi ero organizzato per fare la costa occidentale della sardegna con una bike da corsa riadattata,copertoni piu’larghi da 28, manubrio rialzato portapacchi ecc. Ora pensavo alla mia full fattie, se era possibile fare quello stesso giro pregi e difetti peso 8kg da corsa e 13 circa della fattie consiglio?

  12. Achille ha detto:

    Scusate, ma il telaio (senza contare le forcelle) è uguale da fat bike a mtb?

    • Paolo Pinzuti ha detto:

      No, anche perché il carro posteriore è più largo per alloggiare delle coperture maggiorate e anche la battuta dei mozzi è da 170mm invece che 135 mm.

      Ciao.

  13. (*_*) ha detto:

    Salve, mi sembra di aver inteso che ci sono anche le FAT assistite, ma che sfizio c’è a pedalare su una bici assistita!? Grazie per i consigli, prima o poi la proverò (quella classica), per ora resterò fedele alla mia TREKKING BIKE che mi porta dappertutto… o quasi!
    Saluti e complimenti per il sito.
    (*_*)

  14. vilmer ha detto:

    Ciao a tutti, io non trovo molto pratiche queste fat, resto sulla mia ktm.

  15. paolo ha detto:

    Ciao! La mia Fat (khs 5000 forcella ammortizzata ) è un carro armato, telaio in carbonio e ruote da 4.8 in poche parole vado dove voglio!!! Non vedo l’ora di fare il primo raduno….

  16. francesco ha detto:

    Buongiorno a tutti! Vi contatto da Napoli città dal punto di vista (manto stradale) abbastanza dissestato inoltre parte della città è collinare ! Quindi sono in cerca di una bike potente, bella.

    Attendo consigli

    grazie

    francesco

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