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Guida alle guarniture per bicicletta

Bikelife, Componenti • di

Il mondo dei componenti per bicicletta è tra i più confusionari e pieni di standard al mondo, dove ogni casa produttrice propone le proprie tecnologie, che a volte variano persino da modello a modello. Il risultato è un universo di sistemi, montaggi e attrezzature diverse, che possono spaventare il meccanico alle prime armi o anche il professionista navigato. In questo articolo andremo a vedere nel dettaglio i vari tipi di guarniture proposte e il sistema di montaggio utilizzato. Sarà così possibile riconoscere facilmente il tipo di guarnitura installata e comprendere quale attrezzatura e che procedure mettere in atto per la revisione.

Anatomia di una guarnitura

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Con il termine guarnitura si indica l’insieme della pedivella destra, sulla quale vengono installate le corone. La pedivella destra solitamente prende il nome di “braccio della guarnitura” (o crank arm, in inglese). I bracci possono avere quattro o cinque supporti (simili a una stella), sui quali si fissano le corone. Le corone e i bracci sono dotati di fori, sui quali s’innestano dei bulloni specifici per le guarniture. Ovviamente anche questo aspetto non è minimamente normato, per cui le guarniture presentano un diverso interasse dei fori, detto “girobulloni”. Conosce il diametro del girobulloni della propria guarnitura è fondamentale in caso di sostituzione delle corone. E’ infattimpossibile installare corone su guarniture con girobulloni differenti.

Qui di seguito uno schema sulle diverse misure di girobulloni disponibili sul mercato:

 

Girobulloni (BCD) Interasse fori (BtBD) Dove trovarlo
56mm 32.9mm SunTour micro
58mm 34.1mm Shimano HG, corona piccola
74mm 46.6mm La corona più piccola in una guarnitura tripla
94mm 55.3mm SunTour microdrive
95mm 55.9mm Shimano SG / SGX
110mm 64.7mm La coppia di corone esterne in una guarnitura tripla
118mm 69.4mm SR road
130mm 76.5mm Guarniture doppie da strada Shimano, Sachs, Sugino, Mavic e Suntour
135mm 79.5mm Campagnolo da dopo il 1985
144mm 84.8mm Campagnolo prima del 1985 e vecchie guarniture Sugino, Mavic e Sachs

Le guarniture si sono evolute notevolmente nel tempo, variando il numero di corone e le dentature, oltre al profilo costruttivo e ai materiali. Anche il sistema di fissaggio è variato nel corso dei decenni, creando un numero incredibile di standard.

Guarnitura a chiavelle

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Si tratta di una guarnitura dove corona e braccio sono fuse in un sol pezzo. Il fissaggio avviene tramite un foro sul lato nella pedivella, dove s’inserisce una chiavella (o zeppa), che consente di rendere solidale la guarnitura al perno del movimento centrale, che è dotato di un’apposita scanalatura.
Dove si trova: bici da corsa d’epoca, bici da città, bici a basso costo;
Attrezzatura necessaria: martello, cuneo in legno, chiave inglese;
Problematiche: quando la chiavella prende gioco, la pedivella comincia a “ballare” e si perde efficacia nella pedalata;

Guarnitura in un solo pezzo

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Si tratta di guarniture dove la pedivella sinistra, il perno del movimento centrale e la guarnitura stessa sono un tutt’uno. Si fissano attraverso un particolare sistema di coni avvitati e di controdadi.
Dove si trova: su bici da cicloturismo e da passeggio fino agli anni ’70, su molte bici da bambino e sulle BMX;
Attrezzatura necessaria: chiave apposita per il cono, chiave inglese;
Problematiche: la regolazione dei giochi è difficile, poiché le tolleranze di lavoro sono basse. Per questo si tende sempre a serrarle di più, creando attrito in pedalata;

Guarnitura per perno quadro

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Le guarniture a perno quadro sono formate dal braccio della guarnitura, che presenta un foro quadro sul retro. Questo foro si caletta per interferenza sul perno quadro, installato sul movimento centrale.
Dove si trova: su bici da corsa e mtb fino agli anni 2000, su bici da passeggio e city bike;
Attrezzatura necessaria: estrattore per pedivelle, chiave inglese, chiave a brugola;
Problematiche: alla lunga il foro quadro della guarnitura può usurarsi, andando a creare del gioco sul perno e rendendo difficoltosa la pedalata;
Leggi il tutorial per la manutenzione delle guarniture a perno quadro (http://www.bikeitalia.it/montare-un-movimento-centrale-a-calotte-regolabili/)

Guarniture Octalink e ISIS

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Le guarniture con sistema Octalink sono state create da Shimano appunto per eliminare il problema dell’usura dei fori sulle guarniture a perno quadro. Il perno infatti è dotato di una brocciatura con otto scanalature (da qui il nome “Octalink”), sul quale si fissa la pedivella, sempre con interferenza. L’azienda giapponese era la detentrice del brevetto di questa tecnologia, per cui le altre case costruttrici hanno realizzato uno standard similare, denominato ISIS

Dove si trova: su bici da corsa ed mtb fino al 2003;
Attrezzatura necessaria: estrattore per pedivelle, chiave inglese, chiave a brugola;
Problematiche: compatibile solo con pedivelle e guarniture dedicate;

Guarniture Hollowtech II

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La guarnitura Hollowtech II è stata presentata da Shimano nel 2003 sul gruppo XTR e ha segnato una rivoluzione nella concezione di movimento centrale e guarnitura. Infatti il perno è integrato nella guarnitura e questo ha permesso di spostare le calotte all’esterno della scatola del movimento centrale, aumentando la rigidità generale.
Dove si trova: su tutte le guarniture del marchio Shimano dal 2003 in poi;
Attrezzatura: chiave per Hollowtech II, martello di gomma, chiavi a brugola, cacciavite;
Problematiche: nessuna. L’unica differenza rispetto agli standard precedenti è che per smontare la guarnitura è necessario prima rimuovere la pedivella sinistra;

Qui il tutorial per la manutenzione delle guarniture Shimano Hollowtech II (http://www.bikeitalia.it/1-come-montare-il-movimento-centrale-e-la-guarnitura-video/)

Guarniture autoestrattive

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Le guarniture autoestrattive sono dotate di pedivella sinistra calettata sul perno integrato nella guarnitura. La pedivella è dotata di una vite che una svolta svitata va in battuta contro un fermo. Il progressivo allentamento della vite fa sì che la pedivella fuoriesca. Dopo aver smontato la pedivella è possibile rimuovere la guarnitura. Questa tecnologia è usata dalle case Sram e FSA.
Dove si trova: sulle guarniture prodotte da Sram ed FSA, sia per mtb che bici da corsa
Attrezzatura: chiave a brugola;
Problematiche: nessuna, anche in questo caso è necessario rimuovere la pedivelle per poter estrarre la guarnitura;

Guarnitura Ultra Torque

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Le guarniture Ultra Torque sono un brevetto Campagnolo. Pedivella e guarnitura presentano metà perno, che si congiunge tramite una precisa lavorazione con delle brocciature all’estremità. Una volta inserite nella scatola del movimento centrale, i due pezzi vengono fissati con una vite apposita, che li rende un sol pezzo. E’ una tecnologia derivata dai giunti Wirth di stampo motociclistico.
Dove si trova: sulle guarniture del marchio Campagnolo
Attrezzatura: chiave a brugola da 10mm, martello;
Problematiche: avendo i cuscinetti inseriti a pressione sulle pedivelle, i sistemi Ultra Torque richiedono movimenti centrali dedicati e non sono compatibili con nessun altro sistema.

Concludendo

Quella che avete appena letto è la mappa di tutti gli standard di guarniture attualmente in commercio. Si tratta di un elenco destinato a cambiare e ad aumentare poiché raramente nella bici uno standard soppianta l’altro, bensì le novità tendono a viaggiare in parallelo ai vecchi sistemi. Per questo è bene osservare con attenzione la guarnitura installata, per capire come poterla rimuovere con facilità e altrettanta professionalità.

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