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I gruppi Shimano per bici da corsa

Bici da corsa, Bikelife • di

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Dopo aver parlato del mondo della mtb, rivolgiamo l’attenzione agli amici “stradini”, per approfondire il discorso dei gruppi disponibili, sempre partendo da quelli della casa giapponese che, come per le ruote grasse, offre il catalogo più ampio esistente sul mercato.

Fattori che influenzano la scelta di un gruppo da strada

fonte:weiku.com

fonte:weiku.com


Come abbiamo visto nell’articolo precedente, ci sono vari fattori che influenzano la scelta di un gruppo, quali possono essere la ricerca della leggerezza, dell’efficienza meccanica o della minima manutenzione. Nel ciclismo su strada, c’è però un aspetto principe, che è proprio di questa disciplina: la competizione. Non nascondiamoci dietro un paravento, a noi “stradini” piace andare forte e farlo più degli altri, arrivare in cima nel minor tempo possibile e scendere più in fretta. Questa caratteristica, si badi bene, è anche presente nella mtb, che però preserva quel suo aspetto avventuroso o comunque escursionistico che rende la scelta dei gruppi meno estremizzata. Se dovessimo effettuare un sondaggio tra i partecipanti a una gran fondo su strada e una in mountain bike, noteremmo che la proporzione di gruppi di altissima gamma è decisamente più alta nel primo caso. Molto spesso quindi chi vuole effettuare un miglioramento della propria bici si rivolge immediatamente al gruppo più evoluto del settore, senza prendere in considerazione ciò che sta nel mezzo. Conviene invece fermarsi un attimo a ragionare, ponendosi la fatidica domanda: “ma è davvero ciò di cui ho bisogno?”. Se il vostro obiettivo è competere, arrivare primi e vincere gare o gran fondo, allora non c’è dubbio che la scelta debba ricadere su un top di gamma (avendo però al contempo una bici adatta ad alloggiarlo, poiché montare un Dura Ace su una bici da supermercato non ha molto senso). Se invece il vostro obiettivo è semplicemente l’uscire in bici, magari affrontando salite epiche del ciclismo su strada o percorrere lunghi giri, iscrivervi a delle randonneé, valutate davvero con cognizione di causa se un top di gamma, leggero, performante e costoso sia ciò di cui abbiate bisogno. Non è forse meglio acquistare un onesto e altrettanto valido gruppo di media o alta gamma e con il resto dei soldi equipaggiarsi con ruote migliori, un manubrio più leggero o copertoni più scorrevoli? Come potrete vedere dai paragrafi che seguiranno, anche un colosso come Shimano non propone solo gruppi di altissimo livello, pensati per i professionisti, ma offre anche soluzioni intermedie (spesso valutate con sufficienza dai ciclisti, molti dei quali sono convinti che “o non monti il meglio o non conti un c…o) adatte a tutti. Insomma: quanto siete disposti a pagare per quei secondi guadagnati?

I gruppi Shimano per ciclismo su strada: Bassa Gamma

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Claris: Il primo gruppo della casa giapponese pensato per un uso stradale, viene spesso montato su bici di primo prezzo, oppure destinate a randonneur o a semplici appassionati senza esigenze di performance ma che sono alla ricerca di una soluzione economica e durevole. Essendo il gruppo di livello qualitativamente inferiore, le lavorazioni meccaniche e la precisione non sono la sua prerogativa. Il gruppo viene proposto con guarnitura anteriore tripla, doppia o compatta e un posteriore a 9 velocità, con comandi integrati STI (sinonimo di Shimano Total Integration).

fonte: cycliststory.blogspot.com

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Sora: questo tipo di gruppo è spesso montato su biciclette ibride per il ciclismo urbano oppure su bici da strada in alluminio per appassionati senza grandi esigenze. Il Sora si posiziona già più in alto rispetto al suo predecessore Claris, poiché mutua tecnologie e ricercatezze meccaniche tipiche dei gruppi di maggior gamma, ma con un peso più elevato e una lavorazione meno precisa. Può essere considerato il miglior gruppo qualità/prezzo per avvicinarsi al ciclismo su strada. Viene proposto con tripla o doppia all’anteriore e 8 o 9 velocità al posteriore. Su biciclette ibride con manubrio dritto, è proposto con manettini cambio Rapidfire, mentre la versione corsa presenta i classici STI.

Media gamma

fonte:cesport.eu

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Tiagra: il gruppo dei tre zeri, ovvero spesso installato su biciclette da corsa dal prezzo intorno ai 1000 euro. E’ il primo gruppo pensato per ciclismo da strada, proposto in 8, 9 o 10 velocità al posteriore. Grazie alla sua impostazione “corsaiola” non troppo accentuata, è possibile trovarlo anche su biciclette destinate al cicloturismo o al ciclismo urbano. Se regolato in maniera ottimale, offre le stessa prestazioni meccaniche di un gruppo d’alta gamma, ovviamente con un peso maggiore ma un prezzo competitivo (tanto per dire: un gruppo Tiagra completo ha lo stesso costo dei soli due freni a infulcro Dura Ace).
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105: universalmente riconosciuto come il primo gruppo della casa giapponese destinato a chi desidera coniugare performance, leggerezza, durata e costi contenuti. Considerato già troppo “corsaiolo” per essere usato su altre tipologie di bicicletta, lo si può trovare anche su mezzi con telaio in carbonio. Proposto in versione 10 e 11 velocità al posteriore, dal 2015 è stato adeguato alla tecnologia dei freni a disco idraulici. Infatti è possibile utilizzare gli STI con i freni a disco idraulici e tecnologia Ice (ovvero pastiglie ventilate e dischi con anima in acciaio e rivestimento in alluminio, per migliorare l’evacuazione del calore generato dalla frenata). Inoltre mutua la tecnologia tipica del Dura Ace della guarnitura con i bracci asimmetrici, per migliorare la rigidità.

Alta Gamma

fonte: cyclingnews.com

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Ultegra: fratello minore del top di gamma Dura Ace, può essere considerata la versione stradale dell’Slx, ovvero un gruppo che mutua parecchie innovazioni tecnologiche dell’altissima gamma (è disponibile anche nella versione elettronica, denominata Ultegra Di2). L’Ultegra offre una qualità di cambiata migliore rispetto ai gruppi precedentemente descritti, poiché le lavorazioni meccaniche sono di elevata qualità. Lo spostamento della catena tra un pignone all’altro è più fluido rispetto ai gruppi precedenti e l’estetica è anche più curata. Tra gli appassionati vi è una specie di “guerra d’opinione” tra l’Ultegra e il 105, poiché anche la differenza di prezzo non è molto elevata. Io consiglierei l’Ultegra agli appassionati che usano la bici da corsa in modo intensivo, che hanno già esperienza e vogliono effettuare un “upgrade” della propria bici, mentre il 105 va benone per chi volesse avvicinarsi al mondo delle granfondo senza sentirsi un pesce fuor d’acqua. E’ proposto con un’impostazione decisamente “race”, con una doppia all’anteriore e 11 e 12 velocità al posteriore.

Altissima gamma

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Dura Ace: definito da molti come il non plus ultra della casa giapponese, è il gruppo di riferimento per i corridori (professionisti e non). Il nome deriva dall’utilizzo del materiale innovativo definito duralluminio (altresì chiamato avional), una lega di alluminio temprato legato al rame che offre caratteristiche di resistenza e leggerezza, e da Ace, che in inglese signifa asso. Lanciato sul mercato per la prima volta nel 1978 da allora si è imposto nel mondo del ciclismo su strada. La fluidità e la rapidità di cambiata sono portate al limite, la resistenza è molto elevata, così come sono minimizzate le dispersioni di energia trasmessa dal ciclista alla bicicletta. Tutta questa performance ovviamente ha un costo, per cui se il vostro obiettivo non è percorrere almeno sei-sette granfondo l’anno (altrimenti come lo ammortizzi il Dura Ace?), il mio consiglio è di puntare su qualcosa tra le gamme inferiori. Se invece volete il meglio del meglio, beh, iniziate a prendere il martello per rompere il porcellino.

fonte: s-tec-essence.eshop.t-online.de

fonte: s-tec-essence.eshop.t-online.de

Dura Ace Di2: esattamente come il suo alter ego Xtr Di2, anche il Dura Ace è proposto in versione elettronica, destinato agli atleti professionisti (o agli appassionati dal portafoglio ben fornito). Shimano afferma che il Di2 offre una rapidità di cambiata più elevata del corrispondente meccanico a cavo, ma con allo stesso tempo un ridotto sforzo e una precisione migliore. In realtà la catena non si sposta più velocemente tra un pignone e l’altro di come farebbe su un cambio meccanico: ciò che si riduce è il tempo che passa tra l’input della cambiata dato con la nostra mano e l’effettivo spostamento della catena, il che aumenta notevolmente la reattività dell’intera bicicletta. Ovviamente tutta questa tecnologia e perfezione meccanica ha uno svantaggio: la batteria. Con un normale cambio meccanico potete andare sul sicuro: anche dopo una settimana di inutilizzo, vi basterà salirci sopra e pedalare. Magari si sarà stensionato, oppure il cavo potrebbe essere lievemente ossidato, ma comunque potrete girare. Con il Di2 dovete sempre essere sicuri di aver caricato la batteria, altrimenti dovrete attendere la ricarica prima di poter sfrecciare sulle strade (Shimano afferma che una batteria a zero si ricarica in un’ora e mezza).

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