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Imparare a usare i pedali a sgancio rapido

Bikelife, Tecnica • di

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I pedali a sgancio rapido, detti anche automatici, attacchi, SPD (acronimo di Shimano Pedaling Dynamics) o Look (quelli per bici da corsa), sono uno standard ormai diffuso e utilizzato a più livelli ma persiste uno “zoccolo duro” di utenti della bicicletta che rimane scettico riguardo a quei piccoli corpi dotati di forchette. Leggende metropolitane di legamenti distrutti, tendini strappati e di rovinose cadute da dirupi agganciati alle bici non aiutano a superare la paura iniziale dell’aggancio. In questo articolo seguiremo un percorso per imparare gradualmente a usare i pedali a sgancio rapido.

Dinamiche di funzionamento

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Un pedale SPD o a sgancio rapido è formato da due “forchette” governate da molle, che vanno ad accoppiarsi con le tacchette fissate sulla suola della scarpa.
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Quando poggiamo il piede sul pedale, la nostra spinta unita alla forza di gravità permette alle forchette di allargarsi, ruotando su degli infulcri. Una volta che la tacchetta raggiunto la base del pedale, le forcette non incontrano più resistenza e ritornano nella posizione di riposo, spinte dalla forza delle molle.
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Nel momento dell’aggancio troviamo quindi la tacchetta al di sotto delle forchette, “imprigionata” (termine improprio ma rende l’idea) dalla chiusura delle stesse.
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La speciale conformazione delle forchette e della tacchetta fa sì che l’aggancio sia possibile solo quando il piede è parallelo al telaio, per questo se tentiamo di sollevare il piede agendo in linea retta, l’aggancio non si risolve mentre se ruotiamo il tallone la superficie di accoppiamento tra forchetta e tacchetta viene a mancare, liberando la calzatura.
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Delle caratteristiche, vantaggi e svantaggi degli SPD ce ne siamo già occupati, così come della regolazione delle forchette e della tacchetta sulla suola della scarpa e in questo articolo vogliamo imparare a usare gli sganci rapidi e a farli diventare un aspetto quotidiano del nostro girare in bici.
Di seguito una serie di esercizi per imparare.

Esercizio 1: prendere confidenza con lo sgancio

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Posizionatevi con la bici vicino a un muro, salite in sella, poggiate la spalla al muro e agganciate entrambi i pedali.
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Ora ruotate verso l’esterno il piede destro e sganciate. Dovete sentire il “tlack” dello sgancio, per poter sollevate il piede dal pedale. Riportate il piede sul pedale e riagganciate.
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Provate e riprovate fino a che la tecnica non vi sia diventata familiare. Ora rifate lo stesso esercizio con il piede sinistro.
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Potete anche effettuare più sessioni di questo esercizio, in modo da allenare il cervello a far diventare un automatismo lo sgancio e l’attacco.
Il mio consiglio è di non affrontare la strada “vera” fino a quando lo sgancio non sia diventata un’azione quasi involontaria;

Esercizio 2: sganciare e riagganciare in movimento

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Salite in sella poggiando con la spalla al muro e agganciate un solo piede sul pedale, lasciando l’altro libero.
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Staccatevi dal muro e date due o tre colpi di pedale. Frenate e mentre lo fate sganciate il piede dal pedale. Se non riuscite a sganciare, non fatevi prendere dal panico ma inclinatevi dolcemente, affinché possiate far poggiare nuovamente la spalla al muro.
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Ripetete più volte con entrambi i piedi, fino a quando lo sgancio non sia diventato un automatismo.
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In sostanza dovete riuscire a raggiungere il binomio frenata=sgancio (non è sempre così in realtà, perché basta padroneggiare un po’ il surplace per non dover sganciare nemmeno da fermi).
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Quando vi sentite sicuri, provate a farlo con entrambi i piedi agganciati, frenando e sganciando solo un piede, lasciando l’altro agganciato al pedale;

Esercizio 3: smettere di pensare allo sgancio

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Con questo esercizio elimineremo la paura dello sgancio e la brutta abitudine di pensarci troppo sopra. Se focalizziamo la nostra attenzione sul pedale agganciato, rischiamo di distrarci dalla guida, di farci prendere dall’ansia e dalla paura di non essere in grado di sganciare e in sostanza limitiamo noi stessi, rendendo pressoché impossibile lo sgancio.
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Scegliete una strada con poco traffico (meglio se chiusa e totalmente priva di auto). Salite in sella e agganciate. Cominciate a pedalare, spostandovi da un lato all’altro della carreggiata, schivando i tombini, salendo sul marciapiede, immaginando di soprassare altri ciclisti. In sostanza immaginate di guidare la vostra bici in una gara o nel traffico, distogliendo la vostra attenzione dai pedali.
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D’improvviso premete le leve del freno e bloccate la bici: dovreste essere già arrivati al livello di sganciare senza nemmeno pensarci. In sostanza dovete creare l’automatismo in cui il cervello, non appena si avvertono le mani che premono sulla leva del freno, comanda al piede di sganciare.
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Dev’essere una cosa fatta senza pensare, come il battere le ciglia: lo facciamo ma non ci accorgiamo nemmeno. Provate e riprovate fino a quando non vi sentite davvero sicuri;

Esercizio 4: breve uscita in strada

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Affrontiamo finalmente la strada e la vita reale. Scegliete un breve percorso di circa 5km che non sia troppo difficile (pendenze estreme, discese tecniche, traffico eccessivo) e pedalate agganciati. Valutate il vostro livello di ansia: siete terribilmente spaventati dal fatto di essere agganciati? Allora dovete lavora sull’automatismo.
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Quando frenate vi fate prendere dal panico? Respirate a fondo e calmatevi, lo sgancio verrà da sé. Se la prima uscita non vi ha dato molta fiducia, ripetete gli esercizi precedenti e poi riprovate di nuovo l’uscita.
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Il cervello è una macchina straordinaria che immagazzina conoscenza e che si modifica per farci apprendere nuove tecniche, serve solo costanza e allenamento.
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Per questo, se la prima volta non vi sentite sicuri, vedrete che dopo qualche ripetizione sarete in grado di pedalare agganciati senza più patemi.

Esercizio “segreto”: visualizzare lo sgancio

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Il cervello, ripeto, è una macchina potente che assorbe tutto come una spugna e lo rielabora. E’ talmente plasmabile che in realtà non riesce a distinguere tra un’esperienza reale e una immaginaria. Lo sanno bene i monaci buddisti, che per millenni si sono seduti in meditazione, visualizzando pratiche e atteggiamenti positivi, in modo da plasmare il cervello verso quella direzione.
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Bastano due minuti al giorno, giusto prima di andare a dormire: ci si sdraia e si effettuano due o tre bei respiri addominali, inspirando dal naso ed espirando dalla bocca. Dopodiché ci si visualizza (usando l’immaginazione) mentre si è in sella e si immagina di sganciare con facilità.
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Più e più volte. Il cervello darà per come acquisita l’esperienza dello sgancio come se l’avessimo vissuta sul serio e la prossima volta che saliremo in bici per davvero noteremo come sganciare sia divenuto più semplice. Provare per credere.

Tech tip: usare pedali ibridi

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Per chi volesse avvicinarsi ai pedali a sgancio ma ha paura del “salto” tra flat e SPD, la soluzione migliore è quella di acquistare dei pedali ibridi, come gli A530 della Shimano. Si tratta di pedali con una larga base di appoggio dove su una delle facce è presente lo sgancio mentre l’altra è completamente piatta, come un comune pedale flat. In questo modo si possono usare le scarpe dotate di tacchette anche sulla parte piana e agganciare solo in determinate situazioni.
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In questo modo il passaggio tra piede libero e agganciato risulta più diluito e meno diretto, permettendo così una migliore gestione dell’ansia e del timore del “o no, devo sganciare, adesso freno e devo sganciare, vedrai che non sgancio, no, no, non sgancio…”

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Una risposta a Imparare a usare i pedali a sgancio rapido

  1. Jules ha detto:

    Ciao.
    Da tempo troppo incuriosito dai pedali ibridi e dalle scarpe dedicate, mi sono deciso all’acquisto. Ho eseguito quella specie di esercizio mentale suggerito e… all’atto pratico… sorpresa: Più facile del previsto!
    Mi sono letteralmente buttato (saltando la fase di confidenza di 5 km suggerita nell’articolo) e mi sono fatto diversi km con pedali e scarpe nuove, provando ad agganciare e sganciare di tanto in tanto (quando non ci fosse stato traffico intorno a me).
    Sinora ho fatto solo 2 uscite con l’assetto nuovo, ma è come se l’avessi da una vita. La sensazione di una cosa sola con la bici è fantastica (pari solo – quasi – a quando si è in intimità con la propria donna!). Sul piano dell’efficienza la differenza non è drammatica, ma c’è, e in talune occasioni (scatti, salite…) si sente eccome!
    Ieri, poi, sono anche caduto per non essere stato abbastanza svelto a sganciare dopo che l’auto davanti a me aveva frenato di colpo. Come già mi era stato rassicurato in caso di caduta le scarpe si sganciano per conto proprio… ero scettico, ma ieri avuto la conferma dell’affidabilità del sistema.
    Passate senza timore agli SPD e non tornerete più indietro!
    Jules

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