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Abbigliamento e consigli per andare in bici con la pioggia

Bikelife, Tecnica • di

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la pioggia può sorprendervi nel bel mezzo di un’uscita. Bisogna essere sempre attrezzati per affrontarla!

“E come fai quando piove?”

Se mi avessero dato un euro per ogni volta che mi è stata posta questa domanda, a quest’ora avrei estinto il mutuo. Uno delle cose che più spaventano i ciclisti alle prime armi è l’idea di bagnarsi da capo a piedi pedalando sotto la pioggia. Buttarsi nel traffico con il freddo, le strade scivolose, gli automobilisti che di colpo sembrano essere diventati più imbranati può apparire spaventoso anche al ciclista più determinato. Eppure proteggersi dalla pioggia è facile ed economico: basta sapere come farlo. In questo articolo vi spiegherò come.

Step 1: Proteggi te stesso. Cosa indossare e come farlo

Quando piove spuntano come funghi: i ciclisti con l’ombrello. Quelli che con una mano tengono il manubrio e con l’altra l’ombrello (sempre enorme, tra l’altro), sbandando per le folate di vento e per l’equilibrio precario, procedendo a velocità imbarazzanti. Ecco, se ci tenete alla vostra pelle, lasciate a casa l’ombrello e armatevi dei seguenti capi di vestiario pensati appositamente per girare in bici con la pioggia. Sono pratici, economici e sicuri.

Scarpe impermeabili

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Non c’è sensazione più spiacevole di quella di pedalare con le scarpe e i piedi inzuppati d’acqua. Inoltre l’aria penetra nelle calzature e raffredda i piedi che, per loro natura, sono portati naturalmente a cedere calore per mantenere la giusta temperatura degli organi vitali. La soluzione a questo inconveniente è acquistare un paio di scarpe impermeabili. Se girate con i pedali a sgancio rapido, allora potete rivolgervi alle calzature per mtb. Questo tipo di scarpa infatti è pensato per girare in mezzo al fango, la neve, i sentieri più impraticabili che possiate immaginare e a farlo bene. Infatti le scarpe da mtb sono attrezzate con una lamina esterna di protezione, che evita che l’acqua penetri all’interno. Ma non è solo dall’acqua che cade dal cielo che ci si deve proteggere, poiché le ruote la sollevano dal terreno, facendola battere sul telaio e innaffiare letteralmente le scarpe, per cui è importante che anche le suole siano “waterproof”. Attenzione però, impermeabile deve essere accompagnato da traspirante, altrimenti rischierete di ritrovarvi con i piedi fradici di sudore poiché non avviene la traspirazione, con i problemi di odori e compagnia bella.

Sovrascarpe in silicone

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Se le vostre calzature non sono impermeabili una buona soluzione sono i sovrascarpe in silicone. Esteticamente hanno l’effetto di un preservativo ma hanno una tenuta totale all’acqua. Io li uso in inverno anche quando non piove, poiché resistono all’azione del vento, mantenendo i piedi caldi (ne esistono versioni aerodinamiche per i ciclisti professionisti). Di contro isolano il piede e la scarpa dall’ambiente esterno. In sostanza nulla entra ma nemmeno nulla esce, per cui evitate di usarli in estate, altrimenti vi suderanno i piedi.

Gilet ultraleggero

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La soluzione perfetta per resistere alla pioggia nei mesi più caldi. Facile da indossare, si ripiega con facilità (è pensato per essere riposto nelle tasche posteriori delle maglie da ciclismo), offre una tenuta più che dignitosa all’acqua e al vento. Non resiste alle basse temperature.

Giacca impermeabile

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Dimenticate il classico k-way, ormai le ditte produttrici hanno in catalogo capi di abbigliamento specifici per il ciclismo. Come questa giacca antipioggia da ciclismo urbano. Infatti è catarifrangente, per offrire protezione anche in caso di uscite al mattino presto o alla sera, è dotata di aperture per consentire la traspirazione, degli elastici sui polsi e sulla vita che evitano che si sollevi durante l’utilizzo ed è fornita di una tasca posteriore impermeabile per riporre i documenti.

Sovrappantaloni

fonte: pianetarider.it

fonte: pianetarider.it

Ideali per il commuter che va a lavorare con indosso gli stessi vestiti che utilizzerà il giorno stesso. I sovrappantaloni proteggono i pantaloni, hanno cerniere sulle caviglie che permettono di indossarli senza togliere le scarpe (molto utile se la pioggia ci sorprende durante il tragitto), sono provvisti di strisce catarifrangenti di sicurezza, una volta arrotolati occupano poco spazio e offrono una protezione anche contro il vento.

Guanti

Se utilizzate i guantini da ciclista estivi c’è ben poco da fare: quando pioverà si bagneranno. Discorso diverso per i guanti invernali, di solito sono rivestiti da uno strato in goretex protettivo che li rende impermeabili e questo è un bene, poiché una mano bagnata, in inverno, perderà presto sensibilità, con tutti i pericoli che ne conseguono.

Step 2: Proteggi la tua bici

Dopo esserci presi cura di noi stessi, volgiamo l’attenzione al nostro amato mezzo meccanico. Possiamo dividere questa categoria in due gruppi:

• Componenti da installare sulla bici per proteggere il ciclista
• Accorgimenti per proteggere la bici

Componenti

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Se la vostra bicicletta è un mezzo da turismo o da passeggio li avete già: i parafanghi. Possono essere di diverse dimensioni, larghezze, in acciaio inox o in plastica e servono per evitare uno degli aspetti peggiori del girare con la bici: il rivolo d’acqua sporca sollevato da terra dalle ruote, che finisce sulla schiena del ciclista. I parafanghi di contro necessitano di spazio e di agganci per essere installati. Nelle bici da corsa non è possibile farlo (anche se esistono soluzioni studiate per le bici dei pro, ma sono parecchio costose), poiché lo spazio tra lo pneumatico e il telaio è talmente risicato che non ci passerebbe uno spillo. Nelle mtb invece manca del tutto la predisposizione. Come fare? Esistono i parafanghi smontabili, che si fissano sul canotto di sterzo o sul piantone della sella. Tra i patiti delle bici a scatto fisso vanno per la maggiore gli “ass-saver”, lamine di plastica da agganciare al piantone sella per fermare l’acqua sollevata dalla ruota posteriore. Personalmente non utilizzo i parafanghi (soprattutto gli ass-saver) poiché li trovo un obbrobrio estetico e inoltre indossare giacca e sovrappantaloni mi proteggono in maniera più che sufficiente.

Accorgimenti

L’acqua è nemica della vostra bici, sappiatelo. Oltre all’ossidazione (leggasi ruggine) comporta il dilavamento del grasso dei cuscinetti, della serie sterzo, movimento centrale, con conseguente usura precoce dei componenti. In questo caso bisogna prevenire, perché la cura consisterebbe nella sostituzione del pezzo. Quando ingrassate i componenti della vostra bici utilizzate grasso al rame per le filettature e grasso al litio (idrorepellente) per i cuscinetti. Con questo piccolo accorgimento rallenterete il dilavamento (non si può eliminare, è una cosa naturale). Prima di uscire sotto la pioggia lubrificate la trasmissione con olio per bagnato, progettato appositamente per resistere all’acqua e proteggere la catena dalla ruggine e dal dilavamento. Infine, quando lavate la bici, spruzzate sul telaio del silicone spray e poi lucidate con un panno pulito. Il silicone crea un film sottile che rende idrorepellenti le superfici verniciate e cromate della bicicletta, proteggendole dalla corrosione atmosferica.

Step 3: Proteggi le tue cose

A meno di non essere ciclisti da strada che escono in allenamento con il minimo indispensabile per essere il più leggeri possibili, chi si muove in bici ha con sé documenti, vestiti di ricambio, a volte anche il pranzo da consumare al lavoro. Come fare per proteggere gli oggetti personali dall’acqua?

il vestiario tecnico antipioggia è pensato per essere riposto nelle borse da bicicletta occupando il minor spazio possibile

il vestiario tecnico antipioggia è pensato per essere riposto nelle borse da bicicletta occupando il minor spazio possibile

La prima soluzione è quella di dotare la propria bici di borse impermeabili. In commercio ne esistono di ogni: dalle più classiche in cordura alle moderne in goretex per cicloturisti esigenti. Una borsa impermeabile garantisce il mantenimento all’asciutto degli oggetti riposti all’interno. Se invece girate con lo zaino esistono in commercio (ve ne sono modelli per trekking o ciclismo a seconda della grandezza dello zaino) sacche apposite da applicare all’esterno per proteggerlo dalla pioggia. Costano poco, si applicano in pochi secondi e possono essere richiuse per ingombrare il meno possibile e venir trasportate in una tasca, per averle sempre con sé.

Un altro ottimo accorgimento è quello di acquistare delle buste di plastica con chiusura ermetica (tipo quelle per riporre i liquidi per il bagaglio a mano dell’aereo). Queste buste isolano completamente dall’acqua gli oggetti più importanti come portafoglio, soldi, documenti, chiavi di casa, smartphone ed eventuali chiavette usb o macchine fotografiche, tutte quelle cose che avete sempre con voi quando girate in bici. Io proteggo anche i vestiti e il cibo che porto al lavoro, utilizzando delle buste di plastica per fogli A3. All’interno delle buste inserisco i vestiti arrotolati o la classica “schiscetta”, poi chiudo la busta con dello scotch e le infilo nelle borse impermeabili della mia bici. Più protetto di così.

Step 4: Disponi al meglio il tuo equipaggiamento

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Ora che avete acquistato tutto il necessaire antipioggia, dovete fare in modo di averlo sempre con voi. Difatti nella maggior parte dei casi la pioggia ci sorprende nel bel mezzo del tragitto, per cui è giocoforza essere in grado di vestirsi in maniera facile e rapida. Il mio consiglio è di acquistare una borsa da manubrio e lì dentro tenere sempre tutto l’equipaggiamento. Non serve che sia molto capiente, i capi sono pensati per essere arrotolati e compattati per occupare poco spazio. Avere una borsa dedicata permette di accorciare i tempi della “vestizione”, nel caso di pioggia, inoltre è più facile evitare di dimenticare qualche pezzo a casa o al lavoro. Avere la borsa anteriore è molto pratico anche nel caso inverso, quando si esce con la pioggia e si scopre che nel paese vicino splende il sole. In questo caso ci si può spogliare tranquillamente e riporre i vestiti in borsa. Eviterete di sudare inutilmente e di apparire come dei pirla vestiti da pioggia con il sole

Step 5: Impara a guidare sotto la pioggia

i mtb biker lo sanno bene, quando piove lo stile di guida deve cambiare completamente! Fonte:gmpbike.it

i mtb biker lo sanno bene, quando piove lo stile di guida deve cambiare completamente! Fonte:gmpbike.it

Guidare sotto la pioggia non è difficile o pericoloso e non necessita di capacità di equilibrio degne di Vittorio Brumotti. Serve solo innalzare il livello dell’attenzione, perché spesso (questo capita in inverno), quando piove i parabrezza delle auto si appannano, azzerando la visibilità del guidatore. Inoltre le buche nelle strade si riempiono di acqua, nascondendo le insidie. Ecco i miei consigli:

Guardate sempre di fronte a voi: andrebbe fatto sempre ma a volte si è portati ad abbassare lo sguardo verso la ruota anteriore, i pedali o a smanettare sul ciclocomputer. Quando piove rivolgete la vostra attenzione solo alla strada, poiché (e qui riceverò un sacco di commenti di persone che dicono di saper fare sei cose contemporaneamente) la mente umana non è multitasking, per cui si concentra solo su quello che viene visualizzato dagli occhi;
Evitate i tombini: se ve li trovate di fronte, evitateli. Sono scivolosi e potrebbero farvi cadere;
Evitate le pinzate estreme: piuttosto che frenare di colpo, date dei piccoli colpetti al freno, alternando anteriore e posteriore. Vi fermerete nello stesso tempo e nello stessa quantità di spazio ma eviterete di bloccare le ruote. Come avrete ben imparato dall’abs dell’auto, una ruota bloccata offre un attrito pari a zero, per cui bisogna evitare di bloccare le ruote per non finire a terra;
Segnalate sempre le manovre con largo anticipo: come dicevo, in inverno i parabrezza delle auto diminuiscono drasticamente la visibilità in caso di pioggia. Si appannano, il rumore dei tergicristalli riempie l’abitacolo, l’acqua che scivola sul cristallo crea un velo che offusca la visibilità. Per cui giocate d’anticipo e segnalate le vostre manovre prima di quanto fareste se non stesse piovendo. Darete così la possibilità a chi guida di rendersene conto;
Siate sicuri: come amo sempre dire, una cosa diventa pericolosa se continuate a pensare alla sua pericolosità. Se un alpinista continuasse a pensare che la parete che sta scalando è mortale, non avrebbe molte chance di successo, non credete?

Segreto: accettate l’esistenza della pioggia

Uno dei segreti per essere sicuri pedalando sotto la pioggia, per non sentirla come un peso e per non lasciare la bici in garage anche solo quando è il cielo è nuvoloso è quello di cambiare il proprio atteggiamento mentale. La pioggia non è un imprevisto, si tratta di una cosa naturale. C’è il sole e c’è la pioggia, così come la neve e tutti i fenomeni atmosferici. Non è una rottura di balle, è solo un aspetto della vita su questo pianeta. Ragionateci sopra ed accettatela per quello che è.

Riuscire a non vivere più la pioggia come un contrattempo ma come un aspetto diverso, magari più fastidioso, comporterà un notevole miglioramento della vostra predisposizione mentale alla guida sotto la pioggia.
Non sto parlando di complicate meditazioni buddiste, bensì di piccoli gesti quotidiani. Immaginate di alzarvi al mattino, guardare fuori dalla finestra ed esclamare:
“Che palle, sta piovendo!”
oppure
“Ah, oggi piove”

Secondo voi in quale caso prendereste l’auto e in quale invece vi vestirete con calma e affronterete la giornata in bici, magari superando la fila di automobilisti incavolati perché, come dice un mio collega: “quando piove aprono le gabbie”?
Ricordatevi che la mente umana è uno strumento potente e l’atteggiamento mentale è importante quanto tutto il resto. Provate a dare in mano una bici al carbonio equipaggiata con il miglior gruppo al mondo al ciclista più scoraggiato del pianeta e vedrete che non vincerà niente. Così come il ciclista più determinato prenderà l’auto, se non sarà in grado di accettare il fatto che la pioggia “esiste”.

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21 Risposte a Abbigliamento e consigli per andare in bici con la pioggia

  1. Cesare ha detto:

    Bell’articolo, molto utile! Io sono uno di quelli che al lavoro ci vado ancora in macchina se piove, questo perché non sono ancora attrezzato per la pioggia! Sinceramente molti capi antipioggia non sono proprio economici come dici… io è da un po’ che giro su internet e se dovessi acquistare guanti-giacca antipioggia-copripantaloni spenderei più di cento euro, per materiali di media qualità, ovvero almeno il minimo per aver un po’ di affidabilità nel tempo. In più la cosa che mi preoccupa di più è il volto, la pioggia è veramente fastidiosa in viso e in inverno bisogna coprirsi bene, ma a volte cappelli e scalda collo si potrebbero inzuppare!

  2. Omar ha detto:

    Ciao Cesare,
    in realtà le foto che vedi sono quelle del mio reale equipaggiamento antipioggia. Mi sono rivolto a una catena di negozi sportivi francese dall’ottimo rapporto qualità/prezzo e con meno (ma molto meno) di 100€ ho acquistato tutto il necessaire. Le scarpe sono il pezzo che costa di più ma non devi lesinare sull’acquisto, perché ti salvano i piedi. Per la pioggia in viso, io uso nei limiti del possibile degli occhiali trasparenti ma quando la visibilità è scarsa esco senza nulla e devo dire che non ho mai avuto grandi problemi. Quando andavo in scooter lì si che erano problemi, le gocce erano staffilate sul volto!

    Omar

  3. Cesare ha detto:

    Per le scarpe infatti so che dovrò investirci qualcosa in più e mi piacerebbe molto un paio della DZR, hanno gli attacchi mtb, ma sono abbastanza belle da continuare la giornata con quelle ai piedi! Per il resto comunque anche dai francesi è l’unico modo per restare bassi coi prezzi.

  4. Francesco ha detto:

    Ormai ci sono parecchi modelli di scarpe con fodera in goretex che si trovano anche scontate in saldo. Confermo che le DZR sono molto impermeabili e calde oltre che comode.
    Nei paesi del nord, Olanda e Belgio su tutti o pedali con la pioggia o non pedali quasi mai, è una questione di attitudine come dice l’autore.

  5. Omar ha detto:

    Già, quando faccio l’esempio dei ciclisti nei paesi del Nord Europa, sai qual è la risposta più comune?
    “Ehhhh…ma quello non contano. Sono più avanti di noi”

  6. Luca ha detto:

    ottimo articolo ☺ grazie!

  7. visitatore ha detto:

    Per me il problema principale con la pioggia sono gli occhiali, che si riempiono di gocce per cui dopo un po’ non vedo niente, e le ruote che slittano (ho ruote più o meno lisce e sottili, tipo corsa, insomma). Pedalando su strade non asfaltate, ahimè, ma rivestite di sampietrini, quando piove, se freno con il freno posteriore non ottengo nessun effetto, la bici non rallenta nemmeno, mentre appena tocco quello anteriore la bici slitta come se stessi andando sull’olio. Io risolvo andando pianissimo o, quando è possibile, sul marciapiede (che non ha i sampietrini), ma insomma non direi che sia molto piacevole e sicuro. Lo so è colpa della mia bici che non è adatta alla mia città, ma ormai sono abituata così, non mi convertirò mai alla mountain bike.

  8. Omar ha detto:

    Ti consiglio di cambiare copertoni. Esistono validi pneumatici da corsa che, seppur senza tasselli, offrono un grip eccellente sul bagnato. Tipo i Continental all weather. Se la tua bici si comporta così, ti consiglio davvero di cambiare i copertoni e farla controllare. Una bici che non frena è pericolosa per chi la guida!
    Omar

  9. ferruccio ha detto:

    per non bagnare gli occhiali, io uso un berretto con frontino lungo, tipo quelli da baseball.
    se tieni il frontino un basso, ti garantisco che non arriva nemmeno una goccia agli occhiali.

  10. ferruccio ha detto:

    io vado al lavoro (6,5 km) in bici da anni con qualsiasi tempo dal nubifragio alla tempesta di neve. fin’ora non ho mai perso un giorno di lavoro causa maltempo, mentre i miei colleghi “macchinisti” sì.
    uso un impermeabile due pezzi giallo stile spazzino, costa 15 euro e non si rompe neanche a pagarlo ed è ben visibile, per i piedi uso un copriscarpe tucano da 30 euro.
    uso anche un berretto con frontino per evitare di sentirmi punzecchiare gli occhi dalla pioggia.
    per tenere il cappuccio aderente al capo uso un elastico attorno alla nuca.
    questa estate invece sono andato in austria e germania in bici, ho preso molta pioggia ma non mi sono mai bagnato anche dopo ore sotto la pioggia, ho usato questo abbigliamento:
    poncio, berretto con frontino, copriscarpe fatti con sacchetti della coop tenuti con un elastico. il poncho ha il vantaggio di tenerti asciutto e, allo stesso tempo, di permettere una perfetta traspirazione. certo, svolazza un po’ e non fa molto figo, ma provate a fare 3 ore di salita con giacca e pantaloni impermeabili e vi convertirete al poncho di gran carriera.

  11. Flavio ha detto:

    Per non bagnarsi la testa quando piove.
    Sottocasco in tessuto, cuffietta in nylon del tipo utilizzata dalle donne per non bagnarsi i capelli quando fanno la doccia (pochi grammi di peso e poco ingombro), casco.

  12. Peo ha detto:

    Utile articolo ma manca la copertura della testa :-)
    Personalmente evito il cappuccio attaccato alla giacca/poncho perchè oltre a dar fastidio al movimento della testa, ostruisce anche la visuale laterale.
    Preferisco indossare un cappello da pescatore.a falde larghe con laccetto sotto il coll per evitare che voli via :-)
    In più consiglio di accendere anche di giorno le luci della bici.

  13. visitatore ha detto:

    Seguirò sicuramente i vostri consigli. La visiera in effetti potrebbe essere una soluzione. Proverò. Per i copertoni è un po’ più difficile, perché le mie ruote hanno i tubolari… e siccome foro abbastanza spesso non mi posso permettere di comprare quelli da 70 euro o più. Mi sa che dovrei cambiare le ruote, prendere quelle con i copertoncini e poi comprare i copertoncini giusti come dice Omar. Prima o poi mi deciderò.

  14. Pietro ha detto:

    Ragazzi, ma qualche suggerimento su sovra pantaloni adatti? Marche-modelli?
    Io mi sto scervellando parecchio e non ho ancora trovato un modello che mi soddisfi: sarei orientato su qualcosa in gore-tex (che si può usare anche in montagna), ma ovviamente c’è il problema del cash

    Omar, tu che marca “francese” usi?

  15. Omar ha detto:

    Ciao Pietro,
    la marca francese inizia per De e finisce per cathlon

    Omar

  16. Michele ha detto:

    Credo che per le scarpe della Tucano urbano vadano bene visto che sono fatte per andare in ufficio in moto e sono impermeabili

  17. Francesco ha detto:

    Ciao, vado in bici al lavoro da quasi 20 anni e anch’io non ho grandi problemi, ho un paio di giacche impermeabili di spessori diversi e un poncho economico per l’estate. Ai piedi spesso uso scarpe da trekking leggero in goretex che vanno bene con abbigliamento casual-formale.
    Se proprio devo essere in giacca e cravatta mi porto le scarpe di ricambio nella borsa.
    Ottimo articolo, e comunque la cosa più importante, come dice l’autore è l’attitudine mentale positiva e una bici sempre a posto con freni e gomme in ottime condizioni.
    Quando diluvia devo ammettere che non disdegno un ombrello robusto come protezione extra.

  18. Alessia ha detto:

    Io quando piove …beh, se è estate la trovo una gran bella cosa ed in genere cerco di godermi lo scroscio d’acqua, in bici quando piove mi sembra di tornar bambina! Col freddo il rischio è solo quello di beccarsi un malanno ed allora mi copro con l’abbigliamento da barca che è il più impermiabile e comodo che abbia trovato

  19. Sergio Gatto ha detto:

    Ottimo Articolo è consigli per cercare di far capire che se piove , la bici è sempre il mezzo migliore per spostarsi velocemente , in un traffico ancora più caotico ! basta attrezzarsi e cambiare mentalità !!
    Io lo faccio da così tanti anni che non mi pongo più neanche il problema ! anche se nevica !

    • Ale A ha detto:

      Io vado in bici sempre e con qualsiasi condizione di tempo:
      Per la pioggia ho scoperto un porta ombrello da bici (“PORTAOMBRELLO NO HANDS” – il mio è della Atala e l’ho pagato circa 30€ – un’asta da fissare al manubrio, removibile) che mi permette, se non piove troppo e se non c’è troppo vento di non bagnarmi faccia (e trucco leggero :)), cappello, mantello, eventualmente stivali di gomma (scarpe da ufficio di ricambio – soprattutto- andatura ZEN !

  20. carlo decimo ha detto:

    Articolo molto interessante ,sfrutterò molti suggerimenti,soprattutto l’atteggiamento mentale che spesso mi ha fatto usare la macchina ,salvo a pentirmene subito dopo.

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