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100 dubbi risolti sul Cammino di Santiago (a piedi o in bici)

Francia, Itinerari, Spagna • di

I tormenti del pellegrino: 100 dubbi risolti riguardo al cammino di Santiago de Compostela, a piedi o in bici.

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1. Quale cammino scegliere?

I cammini che portano a Santiago sono essenzialmente sei:
• Camino Francès;
• Camino del Norte;
• Camino Portoghese;
• Via della Plata;
• Camino Sanabrès;
• Camino Primitivo;

Il camino frances (da Saint-Jean a Santiago attraverso Pamplona, Burgos, Leon) è il più classico, nonché meglio segnalato e, ahimè, affollato. Maggiori sono però anche i servizi al pellegrino come ostelli, autobus e servizi medici. Il camino del Norte comincia nei paesi baschi e costeggia l’atlantico fino alla Galizia. Il cammino portoghese ha il suo inizio a Lisbona per terminare a Santiago partendo da Porto. La via della Plata comincia a Siviglia e attraversa tutto l’entroterra spagnolo (Andalusia, Extremadura ecc..). Il camino Sanabrès è un’arteria della Via della Plata, e comincia a Zamora. Il camino primitivo ha il suo inizio a Oviedo, nel nord della Spagna e prosegue fino a Santiago passando per La Coruña. Gli altri cammini sono ben più solitari ma questo non significa che siano meno affascinanti o più pericolosi. Al contrario permettono una maggiore introspezione.

2. Quanto dura il cammino?

Dipende dal cammino scelto e dalle vostre condizioni fisiche. Per un cammino di lunga percorrenza come il francès o il cammino del Norte è buona norma tenere in conto un dai 25 ai 30 giorni di cammino. Se lo affrontate in bicicletta, potete considerare dimezzati i tempi di percorrenza.

3. Come pianificare il mio cammino?

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Dividere il tempo che si ha a disposizione in tappe che abbiano una lunghezza adeguata alle nostre aspettative, capacità e forma fisica. Di solito le tappe sul cammino hanno una lunghezza variabile dai 15 ai 40km per chi va a piedi e dai 50 ai 100km per chi usa la bici. In rete è possibile trovare numerose “tabelle di marcia” seguite dai pellegrini. Queste possono essere utilizzate per avere un’idea oppure come traccia per impostare il proprio percorso. Ricordarsi di far terminare la tappa in luoghi dove ci sia almeno un ostello dei pellegrini. Due sarebbe meglio, in caso si andasse nei mesi di Luglio e Agosto.

4. Come si raggiunge Saint Jean Pied-de-Port?

Nonostante ogni anno vi transiti una moltitudine di pellegrini, raggiungere Saint Jean non è semplicissimo, anzi si rivela essere un piccolo cammino nel cammino.
Ci sono due possibilità. La prima è di prendere un treno fino a Nizza e da qui proseguire, sempre in treno, fino a Biarritz. La seconda è di prendere un aereo fino a Parigi e qui prenderne un altro fino a Biarritz.
Una volta giunti a Biarritz si raggiunge Bayonne (in autobus o in treno). Da Bayonne, a fianco della stazione dei treni c’è il capolinea degli autobus che vanno a Saint-Jean (circa un’ora di percorrenza). In alternativa prendere un taxi, anche se non è molto economico (nel 2010 costava 40€) ;

5. Come si fa a procurarsi la credenziale?

Per ottenere la credenziale è necessario farne richiesta alla “Confraternita di San Jacopo di Compostella” con sede a Perugia. Sul sito www.confraternitadisanjacopo.it è possibile cercare il contatto per la vostra provincia di residenza. Tecnicamente la credenziale è gratuita ma è buona norma lasciare una piccola offerta al momento del ritiro;

6. Bisogna essere credenti per fare il cammino?

Assolutamente no! I veri credenti che affrontano il cammino con il motivo di un pellegrinaggio a Santiago sono una minima parte, mentre il resto è spinto dalla curiosità o da spirito d’avventura. Ciò non toglie che il cammino sia un itinerario religioso e ne sia pervaso per tutto il suo svolgimento;

7. Meglio da solo o in compagnia?

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La mia opinione? Da soli! Il cammino è un’esperienza così intima e personale che va goduta in solitudine. Si può partire in due ma bisogna essere una coppia ben collaudata e pronta a dividersi lungo il cammino. Altrimenti c’è il rischio vero di litigare. Sconsiglio di partire più di due persone.

8. E’ pericoloso?

Per quanto riguarda il percorso, la lunghezza del cammino mette a dura prova il fisico e il morale ma non va oltre la semplice escursione su sentieri ben tracciati e battuti. Perdersi è impossibile, poiché i cartelli sono dappertutto. A volte si devono attraversare tratti a lato di strade trafficate o uscire da periferie di grandi città ma con un po’ d’attenzione si risolve tutto. Per il fattore umano, vi troverete circondate da persone che sono lì per fare la stessa cosa che state facendo voi, per cui facile creare un’immediata connessione;

9. Che vaccinazioni servono?

Nessuna, il cammino è in Spagna! A meno che non abbiate particolari problemi fisici, basta che portiate con voi la Tessera sanitaria Nazionale per ricevere cure ospedalieri gratuite;

10. Come posso allenarmi?

Io consiglio di cominciare ad allenarsi dai 4 ai 6 mesi prima di partire, allenando soprattutto la resistenza aerobica. Corsa, nuoto, trekking (soprattutto allenarsi a salire e scendere!) la fanno da padrone. Anche il potenziamento muscolare il palestra può essere utile per irrobustire il fisico.

11. Se non ho tempo per completare l’intero percorso, devo rinunciare a partire?

Assolutamente no! Se non si ha un intero mese a disposizione io consiglio di partire da Saint-Jean ed effettuare tutte le tappe che il tempo consente. Programmare poi il ritorno per l’anno seguente, ripartendo da dove ci si era fermati l’anno prima. Il cammino si può frazionare anche se la bellezza di questo percorso sta proprio nella sua lunghezza e nel distacco dai pensieri quotidiani che ne deriva;

12. Dove posso trovare informazioni sui percorsi e sul cammino?

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Il sito di riferimento sul cammino di Santiago è www.pellegrinando.it, curato da Luciano Callegari. E’ il più fornito d’informazioni sulle tappe e su altri aspetti e ci sono parecchi link a diari di pellegrini e siti simili. Perdere qualche ora per leggere tutto quello che trovate è un buon modo per rendersi conto di come si sviluppi il cammino. In alternativa si può andare sul sito della comunità galiziana, www.xacobeo.es, che è la guida di tutti i cammini in Galizia (in italiano). Potete inoltre scrivere una mail all’ufficio del turismo spagnolo (a Milano o Roma, dipende da dove viviate) e farvi girare qualche link e inviare del materiale cartaceo a casa. Se conoscete lo spagnolo potete trovare la guida più completa su tutti i cammini che portano a Santiago (con tanto di tracciati isometrici, cartine, tracce gps, foto, indirizzi e nomi di ostelli e quant’altro) sul sito caminodesantiago.consumer.es.

13. Devo comprare una guida?

E’ una cosa consigliabile. La guida è un aiuto prezioso sia in fase preparatoria che durante il cammino. Prima di partire per pianificare le tappe, controllare l’esistenza di albegues per pellegrini e ristoranti e per conoscere meglio la storia del cammino che si andrà a percorre. Durante il cammino diverrà praticamente indispensabile, poiché vi “spiegherà” le tappe che andrete a percorrere, le difficoltà che man mano incontrerete e vi darà una mano per capire in quali ostelli fermarvi. In commercio esistono numerose guide in italiano e in lingue straniere, di ogni formato e gusto. Vi basterà andare in una libreria e spulciarne alcune per trovare quella che fa per voi.

14. Ci sono letture consigliate per avere un’idea di ciò che mi aspetta?

Di libri o romanzi sul cammino ne sono stati pubblicati un’infinità. Su internet, facendo una breve ricerca, è possibile incontrare blog, racconti di viaggio e diari che i pellegrini hanno pubblicato. Dare una lettura di quei diari consente di comprendere ciò che quei pellegrini hanno provato. Attenzione però: ciò che hanno provato loro non sarà per forza quello che proverete voi. Ognuno è solo lungo il proprio personale cammino.

15. Che cos’è la Compostela?

La Compostela è una pergamena in latino che viene rilasciata ai pellegrini che giungono a Santiago. Viene rilasciata dall’ufficio per il pellegrino (a lato della cattedrale) e per ottenerla bisogna aver percorso almeno gli ultimi 100km a piedi o 200km in bicicletta. Per chi è credente con l’ottenimento della Compostela (dove verrà siglato il vostro nome in latino) verranno anche rimessi tutti i peccati compiuti sino a quel momento.

16. A piedi: Che tipo di zaino devo acquistare?

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Dato il peso del materiale che andrete a riporvi all’interno, il fatto che dobbiate portarlo sulle spalle per 10-12 ore al giorno, questo per un mese di fila, il mio consiglio è di non lesinare sull’acquisto. Scarponi e zaino sono i fondamenti del pellegrino, il resto è accessorio. L’ideale sarebbe uno zaino da trekking da almeno 40-60lt, con spalle imbottite, cinghie imbottite da legare in vita e sul petto e schienale rinforzato per attutire il contatto con la schiena. Lo zaino da trekking è studiato in modo che il peso venga bilanciato, in maniera da far risultare più confortevole il trasporto a spalla. Anche in questo caso in commercio se ne trovano di ogni. Concentratevi sugli zaini che siano pratici, evitate colori sgargianti, pubblicità di grido, marce fashion. Lo zaino sarà la vostra casa per un mese e lo porterete sulle spalle, non ci sarà nessuno che lo farà per voi. Per cui scegliete uno zaino che abbia tasconi laterali capienti (dove troveranno spazio la guida, il diario, le ciabatte, le calze di ricambio ed eventualmente anche la borraccia), una tasca interna dove riporre i medicinali, ganci e cinghiette per chiudere il sacco a pelo e taschini ricavati nelle cinghie in vita (per riporre macchina fotografia, soldi e documenti). Per evitare che il sudore che si forma sulla schiena impregni lo schienale dello zaino si può anteporre un piccolo asciugamano.

17. A piedi: Come scelgo lo zaino adatto al cammino?

L’acquisto dello zaino deve essere effettuato valutandone la capienza, la solidità, la qualità delle cuciture (non vorrete certo che lo zaino si slabbri a metà cammino?) e la sua comodità una volta indossato. Recatevi in un negozio specializzato (comprare su internet, anche se vantaggioso, può risultare ingannevole, gli zaini vanno testati). Provate gli zaini. Fatevi aiutare dal commesso. Riponete nello zaino del peso (gli zaini vuoti sono tutti belli e comodi) e indossatelo. Stringete la cinghia sul ventre, abbassandovi per caricare il peso al centro della schiena. Stringete poi gli spallacci per equilibrare il carico e regolate le cinghie sul petto, affinché il peso stia vicino al collo. Se l’angolo che si crea tra le cinghie ventrali e gli spallacci è maggiore di 30°, allora lo zaino è troppo grande e dovete prenderne una misura inferiore. Se è inferiore ai 30°, dovete scegliere una misura maggiore.

18. A piedi: Quanto deve pesare lo zaino?

Dipende. Dai bisogni, dalla capacità fisica, da quello che ci mettiamo dentro. Una persona può sopportare benissimo 15kg di carico mentre un’altra potrebbe non riuscire a camminare con più di 7-8 kg. In linea di massima lo peso dello zaino dovrebbe oscillare tra i 10 e i 12kg. Nel mio primo cammino pesava 11kg, nel secondo sono riuscito a limare qualcosa fino a raggiungere i 9,5. Una bella differenza! Ricordatevi che il peso dello zaino influisce sulla tendinite e sulla formazione delle vesciche, poiché scarica il suo peso sui piedi, stressandoli. Siate dunque oculati nella scelta del materiale da portare con voi, perché ripeto, lo zaino poi sarete voi a portarlo a spalla e nessuno vi darà una spinta!

19. A piedi: Che scarpe bisogna utilizzare?

Partiamo da un presupposto: le scarpe perfette non esistono! In un tracciato di 30 giorni come può essere il cammino, non esiste scarpa che vi possa assicurare la “salvezza” da vesciche, tendinite al tendine d’Achille o distorsioni della caviglia. Questo non significa però che la scelta delle calzature vada lasciata al caso. Un paio di scarpe sbagliate vi procurerà un tormento indescrivibile lungo l’intero cammino. L’ideale sarebbe scegliere un paio di scarpe tecniche, i cosiddetti “scarponi da montagna”, adatti all’escursionismo. Vi sono tre tipi di calzature da escursionista:

SCARPE DA MONTAGNA
 
Caratteristiche Rigide, impermeabili, pesanti, con suola in carroarmato e protezione per caviglie
Pro Garantiscono isolamento dal freddo e dall’acqua e rigidità della caviglia
Contro Pesanti, totalmente indeformabili, adatte a camminare su roccia.
Rodaggio Almeno tre mesi
 
SCARPE DA TREKKING
 
Caratteristiche Elastiche, adattabili al piede, suola tassellata per garantire presa sul terreno.
Pro Consentono una camminata più fluida. Leggere.
Contro Poca o nulla protezione della caviglia. Impermeabilizzazione e isolamento medio-basso
Rodaggio Almeno un mese e mezzo
 
SCARPE DA RAID
 
Caratteristiche Leggerissime, basse, molto elastiche, suola tassellata.
Pro Facili da calzare, elevato grado di evaporazione, alta adattabilità al piede
Contro Protezione della caviglia inesistente. Bassa impermeabilizzazione e isolamento dal freddo o acqua.
Rodaggio Un mese

La scelta varia dunque in base ai gusti personali, alle caratteristiche e ai bisogni che si hanno. Chi soffre di problemi alle caviglie o è reduce da un infortunio, è conveniente che opti per una calzatura rigida che offra protezione anche al malleolo. Chi soffre molto il freddo e l’acqua dovrebbe puntare su una scarpa impermeabile. La ricerca tecnica ha sviluppato modelli molto sofisticati che permettono al sudore sprigionato dal piede di evaporare mentre impediscono all’acqua di entrare. Questo è molto importante poiché la pelle di un piede “a mollo” marcisce letteralmente, con conseguenti problemi di vesciche e funghi. Chi invece ha problemi di vesciche o soffre di dolori alle ginocchia dovrebbe optare per una scarpa leggera ma con una buona suola (le migliori sono in Vibram, mescola sintetica creata dall’alpinista-imprenditore milanese Vitale Bramani), che attenui i colpi della camminata. In genere sarebbe meglio cercare una calzatura intermedia, né troppo rigida né troppo leggera, con una buona suola, che possa essere utilizzata per più giorni e con svariate condizioni meteo.
Quando scegliete le calzature per il vostro cammino, dovreste fare attenzione alle seguenti caratteristiche:

NOME DESCRIZIONE MATERIALE CARATTERISTICHE
 
Tomaia E’ la parte esterna della scarpa Pelle Più resistente ma meno flessibile
Sintetica Adattabile al piede ma più vulnerabile a strappi e rotture
Rivestimento Lo strato protettivo che “copre” la tomaia Goretex Garantisce isolamento termico e dagli agenti atmosferici
Suola La parte inferiore della scarpa Vibram Mescola di materiali sintetici che assorbe i colpi del terreno. Garantisce grip e trazione su qualunque terreno
Intersuola Parte inserita tra suola e tomaia Vari Garantisce rigidità della suola

Le marche consigliate sono Vibram, Asolo, Scarpa, Patagonia, North Face o Salewa. Per i miei cammini ho scelto una scarpa bassa da hiking della Asolo, con tomaia rivestita in goretex, suola in Vibram e intersuola di media rigidità, rinforzata sul calcagno e adatta a tutti i tipi di terreno. Ho fatto 1480km con le mie scarpe e l’unico inconveniente è stato un piccolo strappo sulla tomaia dovuto a dei rovi.

20. A piedi: Come si scelgono le scarpe giuste?

Santiago-3

La scelta delle scarpe per il cammino (e in generale di quelle da trekking) è quasi un’arte. Una volta scelta la tipologia, conviene provarle con le calzature che userete durante il cammino. Consiglio di prendere un numero in più, in modo che le dita siano libere e non “sbattano” contro la punta, altrimenti si rischia di far diventare nere tutte le unghie. Una volta indossate le scarpe, stringete bene i lacci. Posizionatevi con il tallone su un piano, come a simulare una discesa. Se sentite la caviglia ben stretta e le dita del piede libere, allora va bene. Se le sentite toccare contro la punta, dovete scegliere un numero superiore. Stesso esercizio anche per il tallone. Posizionatevi con la punta su un rialzo. Se sentite il tallone ben appoggiato alla scarpa allora sono le scarpe giuste per voi, altrimenti dovete scegliere una tipologia differente.

21. A piedi: Per affrontare il cammino devo usare delle scarpe nuove?

Il mio consiglio è quello di “rodare” le scarpe prima di affrontare un percorso lungo e impegnativo come il cammino. Durante il periodo di rodaggio la scarpa si assesta e si adatta al vostro piede e al modo di camminare. Indossatele alcune ore al giorno per almeno una settimana, poi utilizzatele in qualche escursione, per valutare i fastidi e eventuali problemi. Partire alla volta del cammino con scarpe nuove di zecca può essere un azzardo, poiché può portare alla formazione di vesciche o a problemi evitabili con un precedente rodaggio.

22. A piedi: E le calze?

Acquistate due-tre paia di scarpe da trekking. Il prezzo può apparire eccessivo (almeno 5-6 volte di più di un paio di calze di spugna) ma il confort derivato dall’utilizzo di queste calze tecniche è impagabile. Le calze da trekking infatti sono prive di cuciture, quindi evitano al massimo gli attriti, hanno tallone e punta rinforzata, sono traspiranti e leggermente rigide, in modo da evitare la formazione di pieghe. Questo comporta un minor rischio di vesciche e problemi ai piedi. Per chi ne soffra particolarmente, in commercio esistono calze da trekking appositamente studiate per limitare al massimo le vesciche. Questo non garantisce l’immunità da questo problema (io le ho avuto lo stesso) ma è comunque una precauzione non trascurabile.

23. A piedi: Cosa mi porto?

QTA’ TIPO DESCRIZIONE PESO
 
EQUIPAGGIAMENTO
 
1 Zaino da trekking Almeno da 40lt
1 Sacco a pelo In alternativa (in estate) si può optare per il sacco lenzuolo
2 Bastoncini da trekking Aiutano parecchio, soprattutto in salita
1 Borraccia / Thermos almeno da 500ml
 
ABBIGLIAMENTO
 
2 Felpe in pile Una in sostituzione all’altra
3 Magliette a maniche corte Per il giorno e la notte
1 Cappellino Per scongiurare insolazioni
2 Mutande Da lavare la sera e lasciar asciugare per il giorno seguente
2 Paia di calze Da trekking, antivesciche
1 Pantaloni corti Per camminare
1 Pantaloni lunghi Da tuta, per dormire
1 K-way o poncho Sarebbe ideale il poncho che copre anche lo zaino
1 Pantaloni antipioggia Per evitare che gli schizzi di fango facciano gelare le gambe
1 Occhiali da sole Proteggere sempre gli occhi dal sole
 
IGIENE PERSONALE
 
1 Asciugamano grande In microfibra, tipo quelli da piscina
1 Spazzolino e dentifricio Non portate tutto il tubetto. Acquistate i kit da viaggio (pesano meno)
1 Sapone di Marsiglia Per lavare i panni e lavarsi. Non portare l’intero blocchetto ma tagliatene una parte e sbriciolatela
1 Crema solare Anche in primavera, per proteggere la pelle da un’esposizione di 7-8 ore al giorno
1 Crema doposole Per idratare la pelle
1 Crema per i piedi Per nutrire la pelle dei piedi e evitare la formazione di vesciche
 
MEDICINALI
 
1 Pomata Arnica Contro i dolori e la tendinite
1 Disinfettante Cadute, bruciature ecc
5 Cerotti Non si sa mai
5 Cerotti per vesciche Tipo Compeed, di varie forme, da utilizzare dopo aver bucato le vesciche
1 Ago e filo Per bucare le vesciche
1 Collirio Contro aria, sabbia, granelli di polvere
1 Tagliaunghie Quelle dei piedi vanno tagliate quasi tutti i giorni
1 Mercurio Cromo Per le cadute
1 Banda elastica / Garza / rete tubolare Non si sa mai

24. A piedi: Come posso capire se tutto quello che ho deciso di portare mi può servire veramente?

Gli escursionisti “furbi” utilizzano il seguente trucco. Riempite lo zaino con tutto quello che pensate di portare con voi sul cammino e effettuate un’escursione di uno o più giorni. Al ritorno, quando svuoterete lo zaino dividetene il contenuto in tre mucchi:
• Nel primo inserite le cose che avete utilizzato di frequente. Quelle si riveleranno effettivamente indispensabili sul cammino;
• Nel secondo mettete quelle cose che avete usato sì, ma avreste anche potuto evitare di avere con voi. Tra queste poi dovrete effettuare una cernita rigorosa al fine d’individuare quello che serve e quello che invece è superfluo;
• Nel terzo inserite gli oggetti che non avete usato. Questo gruppo potrete lasciarlo a casa in toto;

Alla prima esperienza del cammino si può essere portati a inserire nello zaino anche oggetti futili, seguendo l’idea del “non si sa mai”. Niente di più sbagliato! Ogni oggetto, anche il più insignificante, significa più peso nello zaino e quindi più peso da portare sulle spalle. A sentire questa mia teoria molti storcono il naso dicendo “cosa sarà mai duecento grammi in più?”. Innanzitutto, se si è rigorosi, si riesce a recuperare anche 1-2 kg, ad esempio macinando il sapone di Marsiglia, travasando i liquidi in contenitori più piccoli, utilizzando indumenti sintetici, prediligendo asciugamani in microfibra e non di cotone. Oltre a questo 200gr in più nello zaino, per 10 ore di cammino comportano un peso di 2kg in più ogni giorno, moltiplicato per 30 giorni significa 60kg inutili che gravano sui piedi e sulle ginocchia!

25. A piedi: Come preparo lo zaino?

L’obbiettivo sarebbe riuscire a riporre nello zaino tutto quello di cui abbiamo bisogno in maniera intelligente, in modo da risparmiare spazio e da poterlo recuperare senza grossi problemi. Quindi va da sé che nella parte più bassa andranno inseriti i capi che userete per dormire e lavarvi (e che utilizzerete soltanto una volta arrivati all’ostello). Nel ripiano intermedio posizionate i vestiti di ricambio che per caso potrete dover usare durante la tappa (maglietta, pantaloni, felpa, k-way). In cime gli oggetti di più frequente utilizzo (fazzoletti, cappello, cavigliere e ginocchiere), oltre al cibo e all’acqua. Nelle tasche laterali troveranno spazio la credenziale, il vostro libro degli appunti, la guida del cammino, ciabatte e medicine. Nei taschini delle cinture imbottite inserite soldi, documenti e macchina fotografica. Consiglio di chiudere gli oggetti in sacchetti di plastica, sia per organizzarli in “gruppi” facilmente riconoscibili sia per evitare che si bagnino in caso di pioggia.

26. A piedi: Servono i bastoncini da trekking?

Anche in questo caso la scelta risulta estremamente personale. Se siete abituati ad utilizzarli allora portateli con voi. Se non pensate che vi possano venir comodi, lasciateli a casa. Io consiglio almeno l’utilizzo di un bastoncino telescopico. E’ comodo, pesa pochissimo, ripiegato non ingombra niente e diventa un utile sostegno quando i chilometri cominciano a essere tanti. Rimane il fatto che comunque lungo il cammino nessuna tappa è così dura da richiedere necessariamente l’utilizzo dei bastoncini.

27. A piedi: Posso usare i sandali?

In estate sono molto comodi. Permettono al piede di respirare. In primavera e autunno si possono utilizzare con indosso delle calze più pesanti. Va da sé che conviene portare con sé un paio di scarponi da indossare in caso di pioggia.

28. In bici: che tipo di bicicletta devo utilizzare?

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Il cammino, a parte alcuni tratti, si snocciola lungo sentieri e strade asfaltate. Per cui una mtb front dovrebbe essere la soluzione migliore, con un telaio in alluminio, una buona scanalatura della cassetta posteriore (12-34 o 12-36) e una tripla anteriore (54-42-32) per spingere quando la strada è piana. Avere una forcella ammortizzata aiuta ad affrontare i tratti tecnici.

29. In bici: Quindi niente bici da strada o da cicloturismo?

In realtà molti pellegrini hanno affrontato il cammino con una bici da corsa. Questo perché il percorso riservato ai pellegrini a piedi corre parallelo alle strade statali spagnole e le incrocia molto di frequente, per cui è possibile utilizzare una bicicletta da strada, sia essa da corsa oppure da cicloturismo. In alcuni punti potrebbe essere conveniente, come l’attraversamento di grandi città come Burgos, Leòn o (sul cammino portoghese) Lisbona e Porto, soprattutto per uscire velocemente dalle desolanti periferie.

30. In bici: Che tipo di borse devo portare? Serve lo zaino?

Dipende dal tipo di bicicletta. Se possedete una bici da cicloturismo, allora sarà dotata di portapacchi posteriore e anteriori, per cui potete acquistare dei borsoni da collegare ai portapacchi, tipici di chi fa lunghi viaggi in bici. Se utilizzate una mtb o una bici da strada prima di attacchi per il portapacchi, una buona soluzione è quella di acquistare un tipo di borsa da cicloturismo pensata per queste bici: infatti vengono vendute con un sostegno dedicato che si attacca al canotto sella e permette quindi di dotare il mezzo delle borse. Oltre al borsone posteriore, il mio consiglio è di dotarvi anche di una borsa al manubrio per riporre le cose più utili come la guida, i soldi e la mappa e una borsa da sottosella dove riporre gli attrezzi.
Chi invece desidera equipaggiarsi in modo completo può acquistare delle borse da bikepacking, da montare nel triangolo anteriore del telaio, sotto la sella o sul manubrio. Lo zaino è inutile, a meno che non si tratti di quello idrico per bere durante le percorrenze. Infatti lo zaino tende a scaricare il peso sul vostro corpo (in particolare la schiena), mentre il peso delle borse è sostenuto completamente dalla bici.

31. In bici: che pneumatici devo montare?

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Beh, questo dipende dal tipo di bici che userete. Se avete optato per una bici da cicloturismo, rivolgetevi a dei copertoni di sezione generosa, tipo 700×37, con spalla rinforzata e protezione antiforatura. Acquistateli con una tassellatura modesta ma presente, per avere grip sui tratti off-road. Se andate in mtb, evitate di montare coperture estremamente grippanti e tassellate, non ve n’è bisogno. Il tracciato da seguire è un misto di asfalto e singletrack mai impegnativo, per cui optate per coperture scorrevoli, di sezione contenuta (1,9-2,10), montate tubeless oppure con protezione antiforatura. Se invece utilizzate la bici da strada o da corsa, evitate gli pneumatici troppo sottili e scorrevoli. Se usate i 700×21, rivolgetevi al 700×23. Se il vostro telaio lo permette, la soluzione migliore sono gli pneumatici per ciclismo urbano da 700×25, scorrevoli, offrono tenuta sul bagnato e protezione dalle forature.

32. In bici: Che pedali devo utilizzare?

Dovendo passare tante ore in bicicletta pedalando senza soluzione di continuità, il mio consiglio è quello di dotarvi di SPD con calzature apposite da mtb, che consentono anche di camminare agevolmente. Evitate le calzature da bici da strada e i pedali Look, poiché impediscono di camminare. Potete anche usare i pedali flat ma i chilometri sono molti e con gli SPD sarete sicuri di avere un feeling totale con la vostra bici.

33. In bici: devo per forza metterlo il caschetto?

In Spagna valgono le stesse regole che in Italia: il caschetto non è obbligatorio. Comunque la vita è vostra e la testa pure, per cui siete liberi d’indossarlo o oppure no. Visto che passerete in bici due terzi della vostra giornata, percorrendo dai 50 ai 100km al giorno, io, per non saper né leggere né scrivere, lo metterei.

34. In bici: Che equipaggiamento tecnico devo portare con me?

EQUIPAGGIAMENTO TECNICO
2 Camere d’aria Antiforatura, compatibili con le vostre coperture
5 Pezze per camere d’aria Per riparare le camere d’aria forate
3 Cacciagomme Per far tallonare i copertoni
1 Multitool Portatene uno solo, completo delle chiavi che servono sulla vs bici
3 Fascette stringitubi Servono sempre
1 Smagliacatena Per sostituire la catena qualora si rompesse
1 Falsamaglia Per sostituire la catena in maniera più semplice
1 Pompa Leggera, piccola e a mano, per gonfiare i copertoni
1 Lubrificante Per lubrificare la catena, tutte le mattine
2 Aria compressa Le classiche bombolette piene di Co2 per gonfiare i tubeless ed evitare di rimanere a piedi

35. In bici: quali pezzi di ricambio devo portare con me?

Pezzi di ricambio
1 Cavo freno Potrebbe rompersi
1 Cavo cambio Potrebbe rompersi o sfilacciarsi
1 Catena Capita di romperla per una cambiata sbagliata
2 Pattini freni Se si usurano troppo, sostituiteli per mantenere efficiente la frenata
1 Forcellino Se la vostra bici è provvista di forcellini intercambiabili, portatene uno con voi. Strapparlo non è così remoto

Ricordate comunque che lungo il cammino esistono officine e negozi dove acquistare quello che vi serve, senza appesantirvi troppo.

36. In bici: posso portare con me qualche integratore?

Questo dipende dalle vostre scelte personali e dalla capienza delle vostre borse. Se proprio non potete farne a meno, portate con voi una soluzione idrosalina da sciogliere nelle borracce per reintegrare i sali e degli amminoacidi da prendere una volta arrivati, per agevolare il recupero.

37. In bici: come posso portare con me la mia bici?

Quando prenotate il volo aereo, tutte le compagnie chiedono che tipo di bagaglio porterete con voi. Tra le varie scelte, c’è sicuramente quella “attrezzatura sportiva/bicicletta”. Selezionatela e pagate il sovrapprezzo che varia dai 50 ai 75€, in base alla compagnia.

38. In bici: quanto devono pesare i miei borsoni?

Questo dipende dall’allestimento della bici, da cosa vi portate e dal vostro grado di allenamento, perché ogni chilo in più sulle borse è un chilo in più da spingere. Io sono per il viaggio leggero, con il minimo indispensabile, per poter pedalare alla velocità preferita senza sentirsi zavorrati.

39. In bici: esistono tracce GPS del cammino per usarle con il Garmin?

, potete scaricarne una completa da Roncesvalles a Santiago da qui.

40. Come spedisco la bici?

Se viaggiate in aereo, dovete smontare la bici e riporla in uno scatolone apposito che si chiama “Bike Pack”. In internet se ne trovano molti modelli. Smontate le ruote e il manubrio e infilatela nello scatolone, non prima di aver dato un bel giro di pluriball o di termoretrattile. Inserite anche le borse e alcuni spessori per evitare che la bici si muova e richiudete.

41. In bici: come posso imballare la mia bici per il ritorno?

A lato della cattedrale vi sono numerosi uffici a supporto del pellegrino, in alcuni di essi è possibile far imballare in modo professionale la propria bicicletta per farla imbarcare in aereo. Il prezzo varia da ufficio a ufficio.

42. In bici: non ho un mezzo, posso noleggiarne uno?

Certo, numerose agenzie offrono servizi per il noleggio e il supporto di biciclette per pellegrini, sia spagnoli che stranieri. Dovete contattare l’agenzia, pianificare il vostro arrivo e le modalità di consegna e quelle di restituzione, pagando una quota giornaliera e un’assicurazione sui danni. Attenti ovviamente alle franchigie. Se capite lo spagnolo o l’inglese, andate a leggere questo sito: www.bicigrino.com, dove vi sono molte informazioni sul noleggio delle bici.

43. In bici: Ma è al sicuro negli ostelli?

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Questo è un aspetto delicato, dipende anche dal vostro livello di sicurezza. Se considerate la vostra bici come un cancello del quale non vi frega nulla, allora anche lasciarla fuori legata con un catenaccio non vi sembrerà disastroso. Se invece la vostra bici ha un elevato valore economico (o affettivo, come nel mio caso), è meglio dotarsi di un u-lock bello sicuro, perché tutto il mondo è paese. Molti ostelli comunque sono attrezzati per ricevere le bici, hanno locali custoditi dove lasciarle o rastrelliere nei cortili ai quali possono accedere solo i pellegrini. In quelli meno attrezzati è comunque una norma diffusa portare le bici all’interno, nelle sale comuni, per evitare di lasciarle incustodite sulla strada.

44. In bici: E se mi rubano la bici?

In questo sfortunato caso fate come fareste in Italia: andate alla polizia e segnalate il furto. Dopodiché attendete due o tre giorni. Se viene ritrovata riprendete il viaggio, altrimenti valutate se proseguire a piedi o tornare a casa. Comunque, se utilizzate un po’ di buonsenso, si tratta di un’eventualità remota.

45. In bici: ma pedalare in Spagna è pericoloso?

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Il cammino si snoda lungo vie secondarie, lambendo a volte quelle nazionali, più trafficate. A parte gli attraversamenti delle grandi città, molto spesso s’incontrano poche auto lungo il percorso. Per cui valgono le regole di sicurezza e buonsenso che utilizzate a casa. Ah, gli automobilisti spagnoli si fermano davanti alle strisce pedonali e agli attraversamenti ciclabili.

46. Per tutti: Serve il materassino per dormire?

Di norma no. Gli ostelli sono dotati di letti con materassi. Se contate di percorrere il cammino nei mesi più affollati (Agosto e Luglio Jacobeo) è possibile che troverete gli ostelli pieni e vi tocchi dormire in cortile, quindi in questi casi il materassino è fondamentale.

47. Per tutti: Sacco a pelo o sacco lenzuolo?

Brevemente. Sacco a pelo in inverno, primavera e autunno. Sacco lenzuolo in estate. Pesa e ingombra meno rispetto al sacco a pelo. Dipende poi dalle vostre esigenza. Se siete tipi freddolosi, meglio il classico sacco di piumino d’oca. Non esagerate acquistando sacchi a pelo imbottiti adatti a temperature estreme. Negli ostelli c’è il riscaldamento.

48. Per tutti: Devo portarmi GPS, bussole e guide?

Bussola e GPS non sono necessari. Il cammino è segnalato benissimo e non c’è possibilità di perdersi. In caso basterebbe unirsi a qualche pellegrino o chiedere in paese (ogni paesino ha un punto informazioni per pellegrini). La guida è necessaria (come spiegato in precedenza).

49. Dove si dorme?

Si dorme negli ostelli dei pellegrini, denominati “albergues”. Si tratti di strutture, la maggior parte pubbliche ma ce ne sono anche di private, dove è possibile passare la notte e fare una doccia. Gli ostelli sono anche dotati di una cucina (anche se a volte manca il necessario per cucinare), di un refettorio, di telefoni, connessione a internet, lavatrici e asciugatrici a pagamento. Per accedervi è necessario presentare la credenziale, sulla quale il proprietario (detto “hospitalero”) apporrà il timbro dell’ostello. Il costo di pochi euro, a volte a offerta libera.

50. Esistono i bike hotel?

Vista la grande popolarità che gode il cammino tra gli appassionati delle due ruote a pedali, molti hotel e ostelli lungo il cammino si stanno attrezzando per diventare dei bike hotel. Purtroppo molto spesso si tratta di strutture esterne al cammino, con sistemazioni e tariffe ben diverse da quelle degli albergues per pellegrini. Potete trovare una lista di bike hotel del cammino su www.bicigrino.com

51. Dove faccio la doccia?

Negli ostelli sono presenti docce e servizi igienici. Si va dal piccolo bagno privato da condividere con gli altri pellegrini, alle docce aperte in stile caserma. E’ buona norma per lavarsi portare con sé del sapone (magari ridotto a scaglie o grattugiato per occupare meno), un asciugamano piccolo (per i piedi) e un asciugamano grande (per il corpo). Per chi volesse si possono usare i teli in microfibra da piscina (li trovate in qualunque negozio di articoli sportivi). Pesano meno e asciugano più in fretta di un telo in cotone ma hanno l’inconveniente di trattenere gli odori. Se non li lavate spesso rischiate di ritrovarvi un odore di muffa nello zaino! Ricordatevi di portare un paio di ciabatte in gomma o sandali da mare per fare la doccia. Non fatela a piedi nudi! Già i vostri piedi saranno messi a dura prova, non aggravate la situazione con verruche e funghi. Altra buona norma è quella di chiudere l’acqua quando ci si insapona. Primo per la salvaguardia ambientale, secondo perché molti ostelli hanno l’acqua calda centellinata, per cui è dovere del pellegrino pensare anche a chi verrà dopo. L’egoismo non paga sul cammino.

52. Gli ostelli hanno le stanze?

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Si, certo, ma più che stanze le chiamerei camerate. Ogni ostello è un fatto a sé. Ci sono albergues dotati di camere confortevoli, con letti a castello in legno, materassi comodi, cuscini morbidi, che possono ospitare al massimo cinque sei persone. Altri ostelli invece sono più “militari”. Camerate numerosi (anche trenta o più persone), letti in ferro zincato, materassi appoggiati su reti a molle. Nonostante tutto, l’importante è posizionare il sacco a pelo su un letto e poter riposare per riprendere il cammino. Il resto sono solo dettagli ai quali ci si abitua presto.

53. E se ho il sonno leggero?

Il fatto di condividere la camerata con altre persone può dar luogo a diversi inconvenienti. Uno dei più frequenti sono i rumori di sottofondo (a volte neppure troppo velati!). C’è chi si muove, chi si gratta, chi digrigna i denti e naturalmente chi russa. Per chi avesse il sonno leggero, è conveniente dotarsi di una manciata di tappi per le orecchie. I migliori sono quelli in cera modellabile, che oltre a penetrare nel timpano, si adattano al padiglione auricolare, attutendo ulteriormente i suoni. Rimane il fatto che certe sere si è talmente stanchi che ci si addormenta senza fare caso a ciò che ci sta intorno.

54. Dove si mangia?

Ci sono varie possibilità. Di giorno, durante la tappa, è buona norma dotarsi di frutta secca, acqua e biscotti da consumare man mano che si prosegue nel cammino. E’ possibile anche fermarsi nei numerosi bar o ristoranti che s’incontrano sulla via, anche se questa scelta influisce pesantemente sulle finanze personali. Per la cena è possibile fare la spesa in un supermercato e cucinare in ostello oppure cenare in un ristorante convenzionato. Questi ristoranti esibiscono il simbolo del cammino e la scritta “menu de peregrino”. Si tratta di un pasto completo composto da: primo (di solito pasta, paella, riso), secondo (petto di pollo con insalata o simili), dolce (budino, yogurt), acqua, un quarto di vino e caffè. Il prezzo nel 2010 oscillava tra gli 8 e i 10 euro. Letta così sembrerebbe impensabile l’idea di mettersi a cucinare quanto i ristoranti propongono una cena sostanziosa a così buon prezzo. Il fatto è che, dopo due settimane di riso, petto di pollo e budino, coinvolgerete altri pellegrini (italiani e non) nell’acquisto di viveri al supermercato e vi metterete a cucinare una bella carbonara come Dio comanda!

55. Dove posso acquistare il cibo?

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Il cammino (a parte rari tratti) è costellato di paesi e città. Quindi l’occasione d’incontrare un supermercato, uno spaccio alimentare o una drogheria è molto alta. I prezzi variano da paese a paese. E’ anche possibile fermarsi nelle salumeria spagnole (dette “charcuterias”) e comprare un panino (di solito della lunghezza di tre spanne) ripieno con ottimo affettato e formaggio spagnolo (da assaggiare il jamon serrano). Ovvio che a lungo andare mangiare sempre panini è stancante. Lasciatevi guidare dalle sensazioni del vostro corpo. Ci saranno giorni nei quali una galletta e un po’ d’acqua basteranno a saziarvi, alti nei quali vorrete fermarvi a fare un po’ di “tapeo” (un pranzo composto da vari assaggi misti), altri ancora in cui vi accontenterete di un po’ di frutta. Il cammino è particolare e personale. Vi sorprenderà, non state lì a pianificare tutto!

56. Devo portare viveri da casa?

No. Primo si deteriorano, aggiungono peso inutile nello zaino e secondo, come descritto in precedenza, troverete tutto il necessario lungo la strada. Questo vale per chi non abbia particolari esigenze o problemi alimentari. Chi vive una particolare situazione alimentare, farebbe bene ad informarsi e caricare nello zaino una piccola scorta di cibo “sicuro”, dalla quale attingere. Sul cammino ho conosciuto alcuni pellegrini che avevano acquistato a casa uno stock di barrette energetiche a prezzo d’occasione e andavano consumandole lungo le tappe.

57. Come si cucina negli ostelli?

Gli ostelli sono tutti dotati di una cucina o cucinotto, al quale i pellegrini hanno libero accesso. Per prima cosa controllate che ci sia tutto il necessario o vi ritroverete a dover scolare la pasta a mano (come ho fatto io). Piatti, posate, bicchieri, pentole, colini. Non è detto che un ostello che abbia la cucina abbia anche le stoviglie! Dopodiché comprate il necessario per cucinare. Prima di utilizzarli, lavate accuratamente tutte le stoviglie, poiché non si sa da quanto tempo stiano lì e chi le abbia usate prima di voi. Gli ostelli sono dotati di refettori dove mangiare e stare in compagnia. In seguito pulite tutto, le stoviglie, la cucina e i fornelli, per rispetto a chi verrà dopo di voi. Gettate i rifiuti negli appositi contenitori e rigovernate la tavola. E’ un gesto di civiltà verso chi è pellegrino come voi e di educazione basilare.

58. Come faccio a lavare i panni?

Lavare e far asciugare i panni è un’arte che si affina man mano che ci si addentra nel cammino. Alcuni ostelli sono dotati di lavatrice e asciugatrice. Queste sono a pagamento ed è buona norma condividere il lavaggio con altri pellegrini, per sfruttare la capienza della lavatrice, per risparmiare acqua, detersivo e soldi e per evitare inutili attese a chi verrà dopo di voi. Negli ostelli che non hanno queste comodità, c’è una sola soluzione: olio di gomito. Di solito i panni si lavano nei lavatoi appositi ma negli albergues piccoli ci si deve adattare a lavare tutto nei lavandini del bagno. Conviene portare da casa un po’ di sapone di Marsiglia grattugiato (non fate l’errore di portare un’intera panetta! Pesa troppo ed è superflua!) da sparpagliare sui panni. Poi non resta che strofinare ben bene, risciacquare, sbattere sul lavatoio, strizzare con forza e appendere i vestiti sugli stendini appositi. Un bel trucco è quello di portarsi delle mollette (almeno una decina) da casa. Così avrete sempre la maniera di fissare i vostri panni a stendere (non è detto che troverete le mollette) e potrete anche appendere allo zaino i panni che al mattino sono ancora umidi, lasciandoli asciugare mentre sarete in marcia.

59. E per i bisogni corporali?

Dipende dalle esigenze personali. Le persone “se non è il bagno di casa mia non ci riesco” vivranno una prima settimana di crisi, poi si adegueranno. Gli ostelli sono dotati di bagni. I più nuovi hanno la divisione uomo-donna e sono equipaggiati con wc. Altri ostelli hanno un bagno per tutti i pellegrini e c’è la turca. E’ conveniente portare uno o due rotoli di carta igienica da casa, poiché alcuni ostelli non ne sono dotati. E’ comoda anche nel caso in cui (come capitato al sottoscritto) siate colpiti da una colica improvvisa e vi trovaste a dover “espletare” i vostri bisogni in un campo. Per quanto riguarda le norme igieniche, quelle valgono ovunque. Lavatevi bene le mani, non sporcate e cercate di non appoggiarvi direttamente ai copri-asse.

60. Posso radermi?

Circa l’80% dei pellegrini uomini non si rade per tutto il cammino. Lasciar crescere la barba è una cosa particolare e rende l’idea di “pellegrino”. Per chi invece sentisse l’esigenza di radersi tutte le mattine o almeno una volta ogni tanto, consiglio di portare con sé un rasoio elettrico. Nei bagni degli ostelli non mancano le prese elettriche. Il rasoio è molto più comodo e veloce. Portare nello zaino lametta, schiuma da barba, pennello e dopobarba è scomodo, ingombrante e aggiunge peso inutile che viene scaricato sulle ginocchia. Nessuno vi farà storie se avrete la barba incolta. Siete pellegrini lunga la via di San Giacomo!

61. E per le cure igieniche mattutine?

Portate con voi un asciugamano piccolo, uno spazzolino e un dentifricio (preferibilmente da viaggio, ingombrano poco e pesano ancora meno), un po’ di sapone. Lasciate stare deodoranti e profumi vari. Sono inutili e non fanno che aggiungere peso. Per l’igiene quotidiana c’è la lunga, calda e rigenerante doccia serale.

62. Posso lavare la bici?

A meno che non siate stati sorpresi da un acquazzone mentre percorrevate un singletrack con la mtb, è raro che sentiate il bisogno di lavare la bici. Comunque alcuni ostelli sono dotati di zone dove lavare e pulire la bici, con secchi, spugne e canne dell’acqua. Altrimenti potete fermarvi in qualche autolavaggio lungo il percorso, facendo attenzione a come usate l’altra pressione: per voler lavare la bici e renderla splendente rischiereste di dilavare il grasso dai cuscinetti.

63. Come faccio per caricare il cellulare?

Portate con voi il caricatore per il vostro telefonino. Le prese negli ostelli sono identiche a quelle italiane, per cui non ci sono problemi di sorta di adattatori o aggeggi vari. Se avete la batteria scarica, conviene che occupiate la presa disponibile appena giunti all’ostello. Attendere dopo la doccia e dopo aver lavato i panni è rischioso. Infatti potrete non trovare una presa libera. Per educazione e rispetto degli altri pellegrini staccate il cellulare non appena è carico e non tenete occupate inutilmente le prese. Ci sono altre persone che hanno bisogno di caricare il telefono!

64. Posso connettermi a internet?

Alcuni ostelli sono dotati di postazione pc con collegamento internet. E’ a pagamento e il costo è di circa 2€/ora (nel 2010). Se proprio non riuscite a stare senza guardare le mail, controllare la posta di facebook e stare online, potete fermarvi negli internet cafè che si trovano lungo la via. Molti ostelli hanno anche il wi-fi gratuito. Ma la cosa meravigliosa del cammino è appunto l’isolamento dal resto del mondo. Sicuri di voler rompere la magia?

65. Come faccio a telefonare a casa?

Chiamare casa con il proprio cellulare dalla Spagna può rivelarsi dispendioso. Prima di partire informatevi presso un negozio del vostro operatore per vedere eventuali opzioni od offerte attivabili. In caso potreste acquistare una Sim Card spagnola da inserire nel vostro apparecchio. Il modo migliore per comunicare con l’Italia è tramite sms. Il costo (attivando delle offerte proposte pressoché da tutti i gestori) è pari a quello casalingo. In caso di mancanza di credito molti ostelli sono dotati di telefono pubblico a monete. Un consiglio: preparatene un po’ se non volete che la conversazione duri cinque secondi. Il costo di una chiamata a gettoni Italia-Spagna è molto alto.

66. E se un ostello è pieno?

Se quando arrivate a destinazione vi sentite dire che l’ostello è esaurito, come dovete comportarvi? Dare in escandescenze? No. Di solito i pellegrini a piedi hanno precedenza su tutti. Se un pellegrino a piedi e uno in bicicletta dovessero arrivare nello stesso istante, l’ultimo posto libero verrebbe assegnato a quello a piedi. Questo poiché il pellegrino ciclista troverà meno difficoltà e impiegherà un tempo minore a raggiungere l’ostello seguente. Di solito ci si arrangia e l’hospitalero trova una sistemazione di fortuna. D’estate può capitare di dormire in cortili di scuole o palestre chiuse. Nell’ipotesi più disgraziata, quella in cui sia necessario cercare un altro ostello, è sempre possibile farlo utilizzando i mezzi pubblici, facendo di necessità virtù.

67. Essere un pellegrino da dei diritti?

Oltre a quello di poter dormire negli albergues, di usufruire delle strutture al loro interno (cucina, bagni, refettorio ecc…) e di cenare con il “menu de peregrino”, essere pellegrini non da diritto a niente. Anzi, un pellegrino è una persona responsabile, che non pretende ma al contrario da con tutto il cuore. Questo è lo spirito del cammino di Santiago.

68. Come faccio ad individuare il percorso?

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Niente di più facile. Il cammino è segnalato in maniera egregia e le possibilità di perdersi sono bassissime. Ci sono tre tipi di segnalazioni da seguire. La prima è la conchiglia (concha), disegnata in tutti i modi possibili. E’ inserita nel cartello ufficiale del cammino (gialla con fondo blu), è dipinta sui muri, incroci, pali della luce, parapetti, ringhiere, scolpita nelle pietre miliari, è ovunque. La seconda è la freccia gialla (flecha amarilla). Anche questa, come la concha, è onnipresente, indicando il cammino e la direzione da seguire. La terza sono le pietre miliari. Sono ceppi di marmo posizionati lungo il tragitto a cadenza prefissata, che indicano la distanza (in km) dalle città più vicine. Servono quindi anche a regolarsi con tempi e fatica. Un quarto tipo d’indicazione (più poetica certamente ma meno affidabile) sono i sassi. La credenza vuole che il pellegrino porti con sé un sasso che rappresenta le sue colpe e il suo passato, da abbandonare lungo il cammino, in quanto il pellegrinaggio spoglia da tutti i peccati. Per questo troverete numerose pile di sassi, abbandonati dai pellegrini che vi hanno preceduto. Se ne incontrerete una, saprete che quella è la strada giusta.

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69. Se voglio saltare una tappa?

Può capitare di avere problemi fisici, morali o logistici che costringano a saltare una o più tappe. E’ possibile prendere i mezzi pubblici che collegano le varie località del cammino. Di norma sono autobus di linea o granturismo ma è possibile anche prendere il treno. Per farlo conviene informarsi nella stazione dei bus o dei treni del luogo dove si trascorre la notte, in modo da pianificare la sera prima il tragitto, il costo e soprattutto (cosa da non sottovalutare) l’orario di partenza al quale dovrete adattare l’ora della sveglia. Il costo, come ovvio, dipende dalla percorrenza e dal mezzo scelto.

70. Ci sono mezzi pubblici?

Tutte le località del cammino sono collegate da un sistema di autobus e treno. Non si tratta di servizi pensati per il pellegrino ma del normale trasporto pubblico cittadino. Per cui per utilizzarli dovrete fare la coda per il biglietto, attendere l’arrivo del mezzo, informarvi negli uffici relativi, tutto come se foste dei semplici turisti.

71. E se volessi rinunciare o dovessi rientrare d’improvviso?

Il cammino non è né una corsa a tappe né una gara. Per cui se per problemi fisici o per motivazioni personali foste costretti ad abbandonarlo, non c’è alcun problema. Il modo migliore è quello di raggiungere con i mezzi pubblici il più vicino aeroporto (di solito Madrid, Santiago, Valladolid) e da lì acquistare il biglietto per il ritorno.

72. Come mi devo alimentare lungo il cammino?

Questi consigli nascono dalla mia esperienza. Vanno adattati alle preferenze e alle esigenze personali:

Colazione Si deve partire con una colazione abbondante, che conferisca energie e sostentamento al fisico provato dalla stanchezza. Frutta per gli zuccheri, latte e biscotti per i carboidrati e yogurt per sistemare l’intestino. E’ raccomandabile mangiare anche due o tre fette di fesa di tacchino per l’elevato apporto proteico e di sali minerali e la bassa quantità di grassi;
N° di pasti E’ preferibile mangiare 4 o 5 volte al giorno, in modo da mantenere attivo il metabolismo e l’apporto di energia all’organismo;

 

Pranzo Il pranzo deve essere leggero e spartano, per evitare di appesantire il corpo già affaticato. Obbligandolo infatti a una lenta e “costosa” (in termini energetici) digestione, si rischia di avere degli scompensi;
Durante la tappa Durante la tappa è buona norma consumare cibi dagli elevati apporti energetici. Barrette di cioccolato, uva sultanina, miele e frutta in genere. Tutti cibi contenenti alte quantità di zuccheri facilmente assimilabili;
Accorgimenti per la salute Consumare frutta secca e banane favorisce l’assimilazione del potassio, fondamentale nel prevenire la formazione di acido lattico e quindi dei dolori da sforzo;
Cena La sera è conveniente consumare il menu del pellegrino, assumendo quantità modiche ma molto energetiche. Il corpo ha bisogno di riposare e dormire, non di digerire la caponata!

73. Come faccio per procurarmi l’acqua?

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Nella stragrande maggioranza dei casi l’acqua del rubinetto in Spagna è potabile e buona. Quindi basta riempire la borraccia negli ostelli prima di partire per la giornata da pellegrino. Per chi volesse si può sciogliere in acqua bustine di sali minerali, potassio o energizzanti. Per chi non si fidasse è possibile comprare l’acqua al supermercato ma il costo alla lunga diventerebbe insostenibile. Non bere acqua di fiumi o fonti, dove non vi siano indicazioni particolari! Non prendete acqua di fontane dove non vi sia la chiara indicazione “agua potable”.

74. Quanta acqua mi serve?

Dipende dallo sforzo e dal grado di sudorazione personale. E’ buona norma bere sempre, in maniera continuata, a piccoli sorsi, anche quando non si sente lo stimolo della sete. Questo per tenere idratato il corpo. Quando infatti si avverte la sete significa che il corpo è già disidratato!

75. Come organizzo la tappa?

Per prima cosa va tenuto conto dell’orario del tramonto, in modo da non ritrovarsi a camminare con il buio. Poi vanno valutate le condizioni atmosferiche. Camminare sotto la pioggia o con vento forte è ben diverso dal farlo con il sole. Evitare le ore più calde (soprattutto d’estate). Un buon accorgimento è alzarsi molto presto e camminare prima dell’alba, godendo il fresco della mattina appena iniziata. Va ricordato che in Spagna si cammina tenendo la sinistra (come in Italia) e in caso di scarsa luce, è necessario indossare abiti riflettenti in modo che gli automobilisti si avvedano della vostre presenza sulla strada. Pianificate tappe che siano alla vostra portata. Non strafate. Tappe di lunghezza superiore ai 40km richiedono un notevole dispendio di energie. Non fatene seguire due o più di fila, se non volete avere problemi fisici. Riposate dieci minuti ogni ora di cammino e ogni qualvolta vi sentiate stanchi.

76. Come faccio a proteggermi dal sole?

In estate il solleone può diventare un serio disagio per il pellegrino. Bisogna indossare abiti traspiranti, bere molto e proteggersi con cappello e occhiali da sole. E’ fondamentale fare attenzione: un pellegrino sta sotto il sole dalle otto alle dieci ore al giorno! Per cui, anche in primavera e autunno, è buona regola spalmare le parti del corpo esposte (faccia, braccia, gambe) con crema solare. Bisogna farlo al mattino, prima di partire e ripetere l’operazione almeno ogni due o tre ore.

77. E se piove?

La pioggia è un elemento come un altro e non fa così paura. Munitevi di una mantella impermeabile. Un k-way può andare bene ma nei negozi specializzati troverete i poncho da trekking, che arrivano fino alle ginocchia e coprono anche lo zaino. Portare con voi una mantella “coprizaino” (la si trova nei negozi sportivi), adatta alla capienza del vostro zaino, da applicare per evitare che il contenuto si bagni. Un consiglio: durante il temporale rimanete in pantaloncini corti. Le gambe nude asciugano più in fretta dei pantaloni lunghi e non variano di peso se bagnate! In caso potete munirvi di pantaloni antipioggia. Se camminate con scarpe basse estive o sandali, è conveniente portare con voi delle ghette impermeabili, da indossare sopra la calzatura, in modo che l’acqua e il fango non penetri all’interno. La cosa peggiore del mondo è camminare con i piedi bagnati: la pelle si spappola, le unghie marciscono e possono subentrare funghi e vesciche. Lasciate a casa l’ombrello, anche tascabile. E’ inutile.

78. Come posso interagire con gli altri pellegrini?

Innanzitutto il cammino è pieno di italiani, per cui non si fa fatica a parlare la lingua di casa. La maggior parte degli hospitaleros parla inglese. Lo stesso vale per i pellegrini. Conoscere due tre frasi in spagnolo aiuta sicuramente ma non azzardatevi a portare con voi un vocabolario. Inutile e pesante, anche quelli tascabili. Poi dipende. Il cammino è un’esperienza talmente unica che accomuna in maniera immediata e il più delle volte non servono parole per capirsi.

79. Mi verranno le vesciche?

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Questa non è una certezza assoluta. Dipende dalla cura di piedi, dalla scelta delle scarpe e da una certa predisposizione personale. E’ possibile che nonostante tutte le cure, l’applicazione di pomate, l’utilizzo di calzature tecniche, l’asciugatura della pelle, queste non si presenti. Non è detto però che un pellegrino debba per forza averle e che debbano tormentarlo lungo l’intero cammino.

80. Come si prevengono?

Con i consigli su tecniche e metodi per prevenire le vesciche che ho sentito potrei riempire un libro! Le indicazioni che inserisco nello specchietto seguente sono frutto della mia esperienza personale.

Prima di partire Rinforzare la pelle delle piante dei piedi, camminando a piedi scalzi su sabbia o ghiaia.
Scelta dell’equipaggiamento Utilizzare scarpe ben rodate. Indossare calze tecniche con tallone e punta rinforzati e di materiale traspirante. Non sovraccaricate di peso lo zaino.
Al mattino Spalmare i piedi con crema apposita per vesciche. In alternativa usare una crema alla calendula e arnica oppure fecola di patate.
Durante la tappa Lasciare i piedi nudi all’aria ogni qualvolta vi fermiate a riposare. Mantenere i piedi asciutti, la pelle bagnata marcisce in fretta. Asciugate i piedi con un asciugamano e poi spalmateli di nuovo con crema.
Alla sera Lavate bene i piedi con acqua calda e sapone. Massaggiate a lungo applicando crema idratante. Teneteli in alto per qualche minuto, in modo che il sangue defluisca.

81. Come si curano?

Ci sono due metodi per curare le vesciche che vanno di pari passo. Per prima cosa dovete bucarle con ago e filo. Prendere l’ago e disinfettatelo con disinfettante. Non pensate di sterilizzarlo con l’accendino! Infatti la fiamma crea ossidi sul metallo che poi andranno ad infettare ancor di più la vescica. Legate il filo di cotone alla cruna. Bucate la vescica e fate passare il filo. Non appena le bucherete noterete un immediato sollievo. Il liquido della vescica spurgherà sul filo. Annodate bene il filo sulla vescica e tagliate la parte in eccedenza. Disinfettate di nuovo. Lasciate all’aria per tutta la notte. Il giorno seguente applicate un cerotto antivesciche Compeed e indossate le calze. Il cerotto contiene sostante che fanno seccare più rapidamente la vescica e inoltre funge da cuscinetto contro la scarpa.

82. Come posso rinforzare le articolazioni prima di partire?

Quelli descritti qui di seguito sono esercizi da inserire in un programma di allenamento preventivo, al fine di rafforzare le articolazioni e ridurre il rischio d’infortuni.

Piante dei piedi
  • Camminare scalzi su sabbia e ghiaia;
  • Abituare i piedi a restare per ore nelle scarpe da trekking
Piedi
  • In piedi, le braccia lungo i fianchi. Sollevarsi sulle punte. Rimanere in equilibrio per circa dieci secondi. Scendere lentamente. Ripetere 10 volte;
  • In piedi, le braccia lungo i fianchi. Dondolare sollevandosi sulle punte e sui talloni, avanti e indietro. Ripetere per almeno 30 volte;
Caviglie
  • In piedi, mani sopra la testa. Sollevare la gamba destra, rimanendo in equilibrio su quella sinistra. Mantenere la posizione per 20 secondi. Ripetere con l’altra. Effettuare 10 serie;
Ginocchia
  • Seduti, schiena contro il muro. Posizionate un asciugamano arrotolato sotto il ginocchio. Contraete per cinque secondi i muscoli della coscia;
  • Medesima posizione. Contraete i muscoli della coscia per cinque secondi, dopodiché sollevate i talloni, raddrizzando le gambe. Mantenete per dieci secondi, sempre con i muscoli contratti;
Bacino
  • In piedi, mani sui fianchi. Fate roteare il bacino compiendo ampie circonduzioni. Ripetere 10 volte in senso orario e dieci in senso antiorario;
  • In piedi, braccia all’altezza delle spalle. Ruotate il busto a destra e sinistra, in maniera ampia e veloce. Ripetere dalle 30 alle 50 volte;

83. Come curo la tendinite?

La tendinite è l’infiammazione di un tendine. Per i pellegrini, il problema maggiore è dovuto all’infiammazione del tendine d’Achille. Questa si presenta per via dei chilometri percorsi, dello sforzo della camminata, del peso dello zaino, della postura scorretta. Si cura applicando del ghiaccio sulla zona interessata, con l’applicazione di pomate antidolorifiche (Lasonil e simili o pomate omeopatiche a base di Arnica) o l’assunzione di FANS, farmaci antidolorifici non steroidi. In caso è opportuno indossare una cavigliera che tenga stretta e riparata la caviglia. In caso di dolore acuto è necessario un riposo obbligato e si dovrà saltare una tappa, prendendo i mezzi pubblici. Non sottovalutate il dolore della tendinite. A lungo andare può causare rottura del tendine. In quel caso bisogna operare.

84. Quali sono gli infortuni più frequenti?

Oltre alle vesciche e alla tendinite, i problemi più comuni sono:
• Lussazioni alla caviglia, per via di “storte” e piegamenti dell’arto;
• Dolore alle ginocchia dovuto al peso e allo sforzo del cammino;
• Infiammazione del menisco (raro);
• Infiammazione dei muscoli lombari (pubalgia);
• Sciatalgia, dovuta alla compressione del nervo sciatico;
• Dolori muscolari, causati da accumulo di acido lattico.

85. Come curo i dolori muscolari?

I dolori muscolari sono causati dall’accumulo di acido lattico nei muscoli. Si tratta un sottoprodotto dell’attività anaerobica dei muscoli: da questi viene riversato nel sangue, attraverso il quale raggiunge cuore e fegato, dove viene riconvertito in glucosio. Durante un’attività fisica intensa e prolungata i muscoli producono molto più acido lattico di quello che il fisico può convertire. L’eccedenza permane nei muscoli, producendo affaticamento e dolore muscolare.
Per combattere i dolori muscolari è possibile applicare una pomata all’arnica nei punti più dolenti e praticare dieci minuti di stretching e allungamento muscolare dopo la doccia, tutte le sere. Questo tipo di esercizio allunga i muscoli e i tendini, favorendo lo smaltimento dell’acido lattico che vi stagna all’interno.

86. Come posso prevenire lesioni alle articolazioni?

Con un buon allenamento preliminare, che rinforzi le articolazioni e i muscoli. Riuscendo a far pesare lo zaino il meno possibile e comunque sotto ai 12kg. Mantenendo un’andatura regolare adatta alle proprie capacità, senza correre né strafare. Facendo attenzione a buche, storte, lussazioni e a “dove si mettono i piedi”. Trattando le parti dolenti con ghiaccio e pomate antidolorifiche. Utilizzando un sano buonsenso: quando il dolore è forte, occorre fermarsi. Non bisogna proseguire a forza.

87. Come combatto la fatica?

E’ logico che in un’esperienza fisica come il cammino, durante la quale si è sottoposti a uno sforzo ripetuto per giorni, la fatica sia un elemento predominante. Per combatterla sono utili alcuni accorgimenti:
• Dormire almeno 9 ore a notte;
• Evitare levatacce;
• Bere molta acqua, aggiungendo sali minerali o bustine energetiche;
• Se ci si sente stanchi, riposare almeno 20 minuti prima di riprendere il cammino;
• Mangiare in maniera equilibrata, senza appesantire l’intestino;
• Saper accettare e saltare una tappa, percorrendola con i mezzi, dando al fisico un giorno di tregua;

Questi consigli consentono di ridurre la fatica ma non certo di allenarla. Nel cammino l’affaticamento è un aspetto imprescindibile e non esiste medicina. Si tratta soltanto di trovare la volontà d’animo per proseguire, ogni mattina.

88. Che medicinali devo avere con me?

Riprendo quando scritto in precedenza:

Pomata Arnica Contro i dolori e la tendinite
Disinfettante Cadute, bruciature ecc
Cerotti Non si sa mai
Cerotti per vesciche Tipo Compeed, di varie forme, da utilizzare dopo aver bucato le vesciche
Ago e filo Per bucare le vesciche
Collirio Contro aria, sabbia, granelli di polvere
Tagliaunghie Quelle dei piedi vanno tagliate quasi tutti i giorni
Mercurio Cromo Per le cadute
Cavigliera Per proteggere le caviglie dalle storte
Ginocchiere Da indossare in discesa, per mantenere stabile la rotula ed evitare problemi al menisco
Banda elastica / Garza / rete tubolare Non si sa mai

89. Che prodotti porto per l’igiene personale?

Asciugamano piccolo Per le abluzioni
Asciugamano grande In microfibra, tipo quelli da piscina, per asciugarsi dopo la doccia
Spazzolino e dentifricio Non portate tutto il tubetto. Acquistate i kit da viaggio (pesano meno)
Sapone di Marsiglia Per lavare i panni e lavarsi. Non portare l’intero blocchetto ma tagliatene una parte e sbriciolatela
Crema solare Anche in primavera, per proteggere la pelle da un’esposizione di 7-8 ore al giorno
Crema doposole Per idratare la pelle
Crema per i piedi Per nutrire la pelle dei piedi e evitare la formazione di vesciche

90. E se dovessi comprare dei medicinali?

In ogni paese attraversato dal cammino si trovano delle farmacie. Dato che sono nate lungo le vie del pellegrinaggio, sono ben fornite di medicinali adatti alle cure necessarie del pellegrino. Qui riporto la traduzione in spagnolo dei farmaci di uso più comune:

Ago Aguja
Antidolorifico Antidoloroso
Aspirina Aspirina
Cerotto Esparadrapo
Collirio Colirio
Cotone idrofilo Algodon hidrofilo
Crema doposole Crema para quemaduras solares
Digestivo Digestivo
Disinfettante Desinfectante
Fasciatura Vendaje
Garza Gasa
Pomata Pomada
Siringa Jerenquilla

91. Se avessi bisogno di un medico?

Gli ambulatori medici sono numerosi lungo il cammino. Il più delle volte si tratta di ambulatori di medici privati che trattano i pellegrini. Solitamente le visite sono gratuite ma è buona norma lasciare un’offerta. Non dimenticate di portare con voi la Tessera di Assicurazione Malattia (TEAM). Si tratta del retro della tessera sanitaria nazionale o della Carta Regionale dei servizi per Lombardi, Friuli e Sicilia.
Con questa tessera potrete presentarvi negli ambulatori e negli ospedali lungo il cammino e avere diritto alle cure dirette, senza alcuna spesa, che non sia il pagamento di ticket locali per le prestazioni fornite.

92. E se andassi all’ospedale?

Idem come sopra.

93. Devo stipulare un’assicurazione di viaggio?

Dato che si parla di stare all’estero per più di un mese e trattandosi di un cammino fatto a piedi o in bici, può essere utile. Soprattutto se si tratta di un’assicurazione che copra spese di ricovero presso strutture private, rientri per malattia o rimpatri della salma (non si sa mai!). Contattate la vostra agenzia di fiducia e informatevi sul prezzo. Se non è troppo cara, ci si può fare un pensiero. Ricordate che le cure base sono gratuite e libere, salvo eventuali ticket statali o locali.

94. E’ vero che gente è morta sul cammino?

Sì ma si trattava per lo più di anziani colpiti da infarto per aver osato troppo. Incidenti ne possono capitare certo, come venire investiti da un auto, cadere da un ponte, rompersi una gamba ma sono cose che possono avvenire anche nella vita quotidiana. Affrontare il cammino non è poi più pericoloso che passeggiare in centro a Milano o Roma, per esempio.

95. Quanto costa il cammino?

Escludendo le spese di viaggio (biglietti aereo, treno o trasferimenti), si può stimare un budget di 300/400€ per l’intera durata del cammino. Di solito in una giornata non si spende più di 25€. I prezzi sono così ripartiti (anno 2010):

Ostelli 5-10€
Pranzo 5€
Menu del Pellegrino 8-10€
Varie 3-5€

Ovviamente bisogna tener conto di imprevisti come cure mediche, acquisto di medicine, acquisto di equipaggiamento necessario.

96. Come torno da Santiago?

Ci sono due possibilità:
• Acquistare un biglietto su un volo Ryan Air che effettua la tratta Santiago –Milano Bergamo;
• Prenotare un volo di linea iberia che da Santiago collega a Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Olbia, Palermo, Pisa, Roma, Venezia, Verona;
• Prenotare il treno notturno che collega Santiago a Madrid (qui il sito: www.renfe.es) e successivamente acquistare un biglietto Easyjet o Ryan Air, che collegano la capitale iberica con le maggiori città italiane.

97. Gli ostelli sono gratis?

Alcuni sono ad offerta libera, nei quali ognuno dona secondo coscienza e come si è trovato. La maggior parte sono a pagamento. In Galizia gli ostelli hanno un costo fisso, che nel 2010 era di 5€.

98. Posso portare il bancomat?

Certo. Bisogna solo verificare che il vostro bancomat faccia parte di un network internazionale che vi permetta di prelevare all’estero. Lungo il cammino è pieno di banche e bancomat. Per prelievo all’estero è prevista una commissione piuttosto alta, per cui conviene prelevare grosse cifre alla volta, che consentano un’autonomia settimanale. Un altro discorso sono le carte prepagate. Purtroppo le transazioni monetario sul cammino si effettuano in contanti. Molti negozi non hanno il Pos e men che meno gli ostelli e i bancomat abilitati per il prelievo sono pochi.

99. Come faccio per evitare di venir derubato?

Buon senso e accortezza sono fondamentali. Un buon trucco è munirsi di un marsupio nel quale sistemare documenti, soldi, credenziale, telefonino, macchina fotografica, lettore mp3 e quant’altro e portarlo sempre con voi, anche in bagno e in doccia. Anche se si è tutti pellegrini lungo il cammino di Santiago, l’occasione, come dice il proverbio, fa l’uomo ladro, quindi meglio non crearne nessuna.

100. Quali documenti servono?

Carta d’identità Per viaggiare e per essere riconoscibili (non serve il passaporto)
Patente Se vorrete noleggiare un’auto
Credenziale Per avere accesso agli ostelli
Tessera Sanitaria Nazionale Per avere diritto alle cure in ambulatori e/o ospedali

Piccolo dizionario del cammino

Albergue Ostello per pellegrini dov’è possibile trascorrere la notte
Almuerzo Pranzo
Ampolla Vescica
Baño Bagno
Botas Scarponi
Cena Cena
Concha Conchiglia, simbolo del cammino e presente sui cartelli stradali
Credencial Credenziale, carta che attesta il pellegrinaggio e che da diritto al pernottamento negli ostelli
Compostela Documento che attesta l’avvenuto pellegrinaggio. Si ottiene percorrendo gli ultimi 100km a piedi o 200km in bicicletta
Desayuno Colazione
Descanso Riposo
DNI Carta d’identità
Equipamiento Equipaggiamento
Etapa Tappa
Flecha Freccia. La flecha amarilla (freccia giall) segna il percorso da seguire
Higiene Igiene
Hongo Verruca
Hospitalero Gestore dell’ostello
Llegar Arrivare
Lluvia Pioggia
Mareo Svenimento
Mochila Zaino
Peregrino Pellegrino
Recorrido Percorso
Ropa Vestiario
Saco de dormir Sacco a pelo
Sello Timbro apposto dall’hospitalero sulla credenziale
Tendinitis Tendinite
Torceduras Slogatura
Ultreya Antico incitamento tra pellegrini

Santiago-7

Letture consigliate

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29 Risposte a 100 dubbi risolti sul Cammino di Santiago (a piedi o in bici)

  1. severino ha detto:

    Cavolo che spettacolo di articolo! Veramente non c’è altro da aggiungere. Bravo.

    Mi permetto solo di indicare un sito: https://sites.google.com/site/biciepedali/home
    dove, per chi volesse intraprendere il viaggio in bici da corsa e con partenza da St. Jean, si possono trovare alcune indicazioni utili.

    Ciao.
    Severino
    l

  2. Claudio Colombo ha detto:

    Nell’articolo si afferma: “Lo zaino è inutile, a meno che non si tratti di quello idrico per bere durante le percorrenze. Infatti lo zaino tende a scaricare il peso sul vostro corpo (in particolare la schiena), mentre il peso delle borse è sostenuto completamente dalla bici.”. E’ un’affermazione molto discutibile. Io in 30 anni di cicloturismo ho sempre evitato lo zaino, caricando tutto nelle borse posteriori, ma da recenti test mi sono reso conto che ho sempre sbagliato. Oltre un certo limite, il peso sulla ruota posteriore penalizza enormemente la marcia, perché è un peso molto arretrato e perché schiaccia molto la gomma, rendendola molto meno scorrevole. Inoltre avere borse posteriori meno sporgenti aiuta la penetrazione dell’aria. In condizioni di forte vento contrario ho constatato una differenza nella velocità di crociera fra 15 kmh (borse ingombranti) e 23 kmh (zaino + borse più “schiacciate”). Sulle salite al 7%, la velocità passa da 6 Kmh a 10 kmh.

  3. SERENA ha detto:

    CIAO SONO UNA BIKER, IO E IL MIO COMPAGNO IL 29/4/2015 PARTIREMO PER IL CAMMINO CON LE NOSTRE MTB, NOI PENSIAMO DI PARTIRE DA S.J.D.PORT (FIN LI ARRIVIAMO IN MACCHINA DA VERONA) E POI ARRIVARE SE CE LA FACCIAMO CON I TEMPI A FINISTERRE…SPERIMAO..TI CHIEDEVO MA DALI PER TORNARE SI PUO’ NOLEGGIARE AUTO PER CARICARE SOPRA LE NOSTRE BICI E ARRIVARE FINO A DOVE ABBIAMO LASCIATO L AUTO? IO HO GUARDATO MA AGENZIA DI NOLEGGIO CAR CI SONO SOLO NELLE GRANDI CITTADINE. COSA CI CONSIGLI?

  4. Omar ha detto:

    Ciao Serena,
    Finisterre è una cittadina turistica per cui sicuramente ci sarà un’agenzia di autonoleggio. Il problema è che queste piccole agenzie non permettono di lasciare l’auto in altri luoghi (o in un paese straniero, come nel tuo caso). Dovresti rientrare a Santiago in bici e lì vedere all’aeroporto se puoi noleggiate un’automobile e lasciarla poi all’aeroporto di Biarritz, che è il più a ridosso di Saint Jean. Ma sei davvero sicura che tra benzina e costo del noleggio non ti convenga valutare l’aereo o il treno?

  5. Serena ha detto:

    ciao, volevo ringraziare per l articolo ben fatto e strautile!mi ha tolto molti dubbi…
    Ma ne approfitto per chiedere un paio di cose che ancora non mi sono chiare

    Io partiro fra qualche giorno, qualcuno sa dirmi a giugno piu o meno che temperature posso trovare lungo il,cammino?Anche solo una maglia in zaino puo fare la differenza,non vorrei ritrovarmi a portare peso inutile se le temperature sono come qui in italia(dove fa gia caldo). Ho cercato su vari siti meteo ma ognuno da una situazione diversa

    Altra cosa, puo sembrare stupida ma non trovo risposte, ho i capelli lunghissimi, dopo averli lavati come me li asciugo?chiedo un phon? Lo trovo gia li? O lo porto da casa? Non li laverei spesso ma quelle poche volte devo asciugarmeli bene se non voglio finire bloccata dalla cervicale e l idea di portarmelo da casa non mi entusiasma ,sempre per il fattore peso

    In ultimo…ero gia pronta a partire con il mio paio di scarpe leggere da corsa (rodatissime e stracomode per camminate di questo tipo), poi leggendo l articolo mi è venuto il dubbio se non fosse necessario prendere anche quelle da trekking….o solo una delle due?!
    Entrambe sono leggere e comode ai piedi, ci ho girato tre mesi l asia in un lungo e in largo e le ho usate anche per fare del trekking in nepal, ma la mia paura è che se fa caldo e indosso quelle da corsa le altre le devo legare allo zaino e portarmele dietro come peso morto…

    Scusate,ma sono abituata a portarmi il minimo indispensabile pur di non soffrire dolori alla schiena

    Grazie mille

  6. Serena ha detto:

    ciao, volevo ringraziare per l articolo ben fatto e strautile!mi ha tolto molti dubbi…
    Ma ne approfitto per chiedere un paio di cose che ancora non mi sono chiare

    Io partiro fra qualche giorno, qualcuno sa dirmi a giugno piu o meno che temperature posso trovare lungo il,cammino?Anche solo una maglia in zaino puo fare la differenza,non vorrei ritrovarmi a portare peso inutile se le temperature sono come qui in italia(dove fa gia caldo). Ho cercato su vari siti meteo ma ognuno da una situazione diversa

    Altra cosa, puo sembrare stupida ma non trovo risposte, ho i capelli lunghissimi, dopo averli lavati come me li asciugo?chiedo un phon? Lo trovo gia li? O lo porto da casa? Non li laverei spesso ma quelle poche volte devo asciugarmeli bene se non voglio finire bloccata dalla cervicale e l idea di portarmelo da casa non mi entusiasma ,sempre per il fattore peso

    In ultimo…ero gia pronta a partire con il mio paio di scarpe leggere da corsa (rodatissime e stracomode per camminate di questo tipo), poi leggendo l articolo mi è venuto il dubbio se non fosse necessario prendere anche quelle da trekking….o solo una delle due?!
    Entrambe sono leggere e comode ai piedi, ci ho girato tre mesi l asia in lungo e in largo e le ho usate anche per fare del trekking in nepal, ma la mia paura è che se fa caldo e indosso quelle da corsa le altre le devo legare allo zaino e portarmele dietro come peso morto…

    Scusate,ma sono abituata a portarmi il minimo indispensabile pur di non soffrire dolori alla schiena

    Grazie mille

  7. Omar ha detto:

    Ciao Serena,
    grazie per leggerci. Venendo alle tue domande.

    Condizioni meteo: guarda, io ho fatto il camino francés ad aprile e sembrava estate, l’anno dopo ho percorso il caminho portugues in Maggio e si crepava di freddo. Tieni sott’occhio le temperature ma ricorda che la prima parte del camino (se fai il francès) è sui Pirenei e in quota.

    Phon: difficile che negli hostal più economici ci sia. Ti conviene portarne uno portatile.

    Scarpe: io ho effettuato entrambi i cammini con delle calzature da trekking leggero, quindi suola in Vibram e tomaia in pelle ma che stavano sotto la caviglia, per cui non erano pesanti. Ho visto gente utilizzare scarponi che nemmeno Bonatti sul Cervino, così come dei ragazzi farlo con le All Star. Se le tue scarpe da corsa sono delle scarpe tipo trail running, quindi con suola artigliata e tomaia ben rinforzata, allora puoi usarle tranquillamente ma se invece sono scarpe da corsa su asfalto, ti consiglio di usare quelle da trekking. Portane solo un paio, non aggiungere peso inutile. L’importante è che siano ben rodate e che il tuo piede ci stia comodo, per evitare tendiniti e la caduta delle unghie degli alluci.

    Buen camino! A por Santiago!

    Omar

  8. Serena ha detto:

    grazie mille della risposta.adesso che non ho piu dubbi non mi resta che partire!!:)

  9. angela ha detto:

    FORSE LA MIA è DOMANDA BANALE…… MA IL PHON PER ASCIUGARE I CAPELLI è REPERIBILE NEGLI OSTELLI O DEVO PORTARMI QUELLO DA VIAGGIO? :/ GRAZIE

  10. Andrea da Modena ha detto:

    Sevoglio tornare a piedi da Sanbtiago a SJPdP posso pernottare negli albergue?

    • Omar Gatti ha detto:

      Ciao andrea,
      certo che uoi farlo, l’importante è che tu abbia una nuova credencial da far timbrare di volta in volta

      Buen camino!

      Omar

  11. Fabrizio ha detto:

    Fare 1 giorno di sosta totale ogni serie da 6 giorni di camino é una pratica comune o “rompe il ritmo” creando più problemi che benefici?

  12. Nausicaa ha detto:

    Prima cosa:l’articolo è scritto meravigliosamente e non lascia nulla al caso. Seconda cosa:puó essere una pazzia magari , ma fare il cammino in febbraio é devastante o fattibile(tenendo conto del freddo)? Lo chiedo perché avrò tutto quel mese a disposizione e altra cosa, le varie vie si incrociano tra loro? Grazie mille in anticipo

    • Omar Gatti ha detto:

      Ciao Nausicaa,
      il problema di farlo a Febbraio non è tanto il freddo, quanto il fatto he dovrai pianificare molto bene le tappe. La maggior parte degli hostales per pellegrini apre solo a Pasqua!

      Buen camino!

  13. mcarla ha detto:

    Ciao Omar, siamo due prossimi pellegrini.. partiremo la prossima primavera… Avevamo in testa molti dubbi e incertezze e voilà.. tu hai dato una risposta a tutte… Sei grande.. grazie!! carla e mario

  14. luigi ha detto:

    Ciao Omar.. Volevo chiederti che tipo di sacco a pelo consigli nel mese di maggio.. io avevo pensato a un sacco lenzuolo per portare meno peso ma, ho paura che ci sia ancora freddo grazie.. Luigi

  15. SIMONE ha detto:

    Ciao Omar…volevo chiederti una info…ad agosto vorrei intraprendere il cammino primitivo..ho letto sui vari siti che le strutture sono minori rispetto a quello francese.. corro il rischio di dormire molte notti all’aperto oppure ci sono abbastanza strutture (anche private)…? Sono cosciente che il periodo potrebbe essere “affollato”….Grazie….

    • Omar Gatti ha detto:

      Ciao Simone,
      di solito gli hospitaleros fanno di tutto per far entrare i pellegrini negli ostelli (alla fine più gente entra più loro guadagnano). Quando gli hostal sono pieni, di solito vengono aperte palestre e scuole per permettere ai pellegrini di dormire. Anche se il camino primitivo è molto meno famoso del francés, ci sono s’ meno ostelli ma anche meno pellegrini con cui dover dividere la camera!

      Buen camino!

      Omar

  16. Caterina ha detto:

    Volevo solo dirti… grazie.
    Articolo fatto molto bene.
    Caterina :)

  17. walter ha detto:

    Grazie Omar per questo articolo ben fatto e completo. Ho appena terminato il CAMINO de Santiago da S.Jean, un’esperienza indescrivibile, una sorta di innamoramento e certamente un arricchimento totale che resterà a lungo nella vita. Sono nella fascia di età dei pensionati (credo, in percentuale, ma non ho letto statistiche che non hanno neppure presso l’ Oficina de Acogida al Peregrino, di essere tra quel 5% scarso dei pellegrini) ma non ho riportato alcuna conseguenza traumatica, neppure una vescica o altro. Sono medico e ho visto molte tendiniti importanti e molte vesciche; per la tendinite la causa principale, come hai scritto, è il peso dello zaino (che non dovrebbe superare di molto il 10% del peso di chi cammina) e il mancato allenamento quotidiano, inoltre le scarpe non adatte o prive di soletta al tallone che attenui i microtraumi. Utile, in caso di tendinite, è inviare lo zaino in taxi (molti lo fanno, costa 7 euro) per alcune tappe in modo da ridurre il peso su tendini e articolazioni, oltre al ghiaccio e ai fans (ed eventualmente x alcuni giorni,un tutore tipo walker, costa circa 60 euro). Infine il budget per un mese non è certamente 300 euro, se la media è 25 euro al giorno, facendo attenzione, si arriva a 750 , poco meno di quello che ho speso in un mese. Da considerare anche altri 3-4 giorni in più a Santiago, Finisterre e Muxia. Carissimi saluti e buen camino a todos los peregrinos.

  18. Davide ha detto:

    Grazie Omar delle utilissime informazioni! Ho fatto il cammino poco piu’ di un mese fa e ovviamente ho letto tanto su internet prima di partire. Le tue dritte son state tra le piu’ utili. E’ stata un’esperienza dura e veramente profonda.
    Ho cercato di descrivere il mio cammino in bici nel mio blog, spero possa essere utile per altre persone.

  19. Simone Cappello ha detto:

    Complementi davvero, bel articolo! una cosa non riesco a trovare, una situazione meteo stagionale lungo il percorso! Per poter decidere il momento migliore per affrontare il percorso. Mi sembra comunque che a parte Luglio ed Agosto, ci si trovi in presenza ad una zona con condizioni meteo anche estreme; vedo che ora siamo già con minime sotto i 10° e massime sotto i 20° mentre qui da noi è ancora estate! Ci troviamo anche in una zona partocolarmente piovosa pare..
    Vorrei fare il percorso in bici, ma non vorrei trovarmi a pedalare per tutto il tempo sotto la pioggia.. che ne dici? mi sembra aprile sia ancora molto freddo da quelle parti, forse il miglior periodo è maggio o giugno… che ne pensi??

    • Omar Gatti ha detto:

      Ciao Simone,
      Quando ho fatto il cammino francese era aprile e sui Pirenei ho trovato la nebbia mentre in Galifi c erano 35 gradi.
      Purtroppo il meteo è pazzo per cui l unica cosa è armarsi di giacca, antivento e sperare di non doverli usare!

      Buen camino

      Omar

  20. Rosetta ha detto:

    ciao ho letto con molta attenzione il tuo bellissimo e chiarissimo articolo, ho deciso di fare il cammino portoghese a fine maggio seguendo il percorso della costa e lo farò a piedi. hai consigli su questo percorso o qualche link sulle mappe ?

  21. Tiziana ha detto:

    Ciao, ho letto tutti i consigli e mi sono stati davvero utili. Io faro’ il cammino da Sarria a Santiago dal 19 maggio al 26. Poiche’ ho grossi problemi alla schiena affidero’ il mio zaino al servizio taxi. Ho letto anche che in tutte le principali cittadine c’e’ un servizio bus o treno …poiche’ non so se riusciro’ a camminare per cosi’ tanti km tutti i giorni a causa di questo problema, volevo sapere dove posso trovare le tappe della linea bus o treno di questi ultimi 100 km xche’ non riesco a trovarla da nessuna parte. E’ solo x avere la sicurezza che nel caso non ce la facessi piu’, ho l’alternativa x proseguire e ritrovarmi con gli altri del gruppo con i quali partiro’. Grazie infinite

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