Coppa Cobram: gara in graziella sulle orme di Fantozzi

18 Febbraio 2011

coppa-cobramRicordate la Coppa Cobram? La competizione a pedali di fantozziana memoria che vedeva lo sfortunato ragioniere impegnato in una tragicomica tappa indetta dal suo capo appassionato di ciclismo? Ebbene da quelle gesta è nata in Friuli una rivisitazione in chiave amatoriale: ce l’ha raccontata Luciano, un coraggioso cicloviaggiatore che l’ha vissuta da protagonista.

Luciano, come si svolge questa rivisitazione della Coppa Cobram?
Si tratta di un percorso con partenza da Lestans e arrivo a Pradis di Sopra (in provincia di Pordenone): 13 km, 9 dei quali in salita, da percorrere preferibilmente con una bici senza cambio. Questa è stata la seconda edizione ma in ogni caso è una competizione non ufficiale organizzata per fare una pedalata in compagnia, non c’è alcun limite di età o di altro genere.

Come partecipano i concorrenti?
Io ero in Graziella (la bicicletta da passeggio quella col cestino davanti!), poi c’erano anche due ciclisti in tandem senza cambio, e il più forte di tutti in quest’edizione è stato un sessantacinquenne allenatissimo che partecipava anche lui in graziella e nonostante l’età correva come un pazzo! Alla fine in cima alla salita si fa una enorme grigliata e segue un maxi abbiocco.

Lasciaci un pensiero sulla tua esperienza!
La mia esperienza è stata stupenda anche se terribilmente faticosa, fare una salita così con la bici da corsa com’ero abituato è sempre stato facile, la pendenza è blanda; in Graziella però il cambiamento è davvero grosso, la combinazione di ruote piccole più telaio minuscolo e nessuna marcia ti costringe a finire la salita contorcendoti in ogni modo pur di non mettere il piede a terra. Hai presente quella bella sensazione che ti prende quando arrivi in cima a una salita e guardando il panorama sei orgoglioso di avercela fatta con le tue gambe? Arrivare in cima a una salita in graziella è ancora più emozionante, la fatica è molto più grande e poi ci sono i nove chilometri di discesa con una bici così: bisogna per forza usare i piedi per frenare prima dei tornanti.

Luciano durante la salita

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