Volare con la bici?

24 Febbraio 2012

Una fase di passaggio obbligata nella vita di qualunque cicloviaggiatore è quella in cui si è finito di esplorare il territorio intorno a casa propria e si inizia a sentire il richiamo di luoghi esotici e lontani, si prova un desiderio irrefrenabile di salire in sella alla propria bicicletta e scoprire lentamente il mondo là fuori.

Unico problema, come faccio a portare la bici là dove voglio andare e, soprattutto, come faccio a riportarla a casa?

Per chi si prefigge un giro in Italia a pochi centinaia di chilometri di distanza dalla propria casa, il treno è la soluzione ideale: rapido, economico, ecologico e alle volte anche comodo. Il grande vantaggio che il treno offre è che non c’è bisogno di impacchettare la bicicletta per il trasporto e la si può lasciare nei vagoni appositamente dedicati. La controindicazione è che le biciclette non sono ammesse su tutti i treni. Ad ogni modo, prima di mettersi in viaggio, vale la pena leggersi attentamente il regolamento di Trenitalia per il trasporto delle biciclette.

bici-treno

Qualora la meta del nostro viaggio sia più lontana ed esotica, allora bisognerà necessariamente optare per l’aereo per arrivare a destinazione. Chi ha volato insieme alla propria bici sa che la prima vera avventura del viaggio inizia proprio all’aeroporto.

Praticamente tutte le compagnie aeree prevedono la possibilità di trasportare biciclette all’interno della stiva per un modico sovrapprezzo. Le tariffe vanno dai 30 euro di Easyjet ai 150 di Lufthansa per i voli intercontinentali. Proprio a causa del sovrapprezzo per il trasporto della bicicletta, al momento della prenotazione sarà da preferire evitare cambi di compagnia in caso di scalo.

Generalmente ogni compagnia ha delle polizie differenti riguardo al trasporto della bicicletta che possono essere consultate direttamente sul sito della compagnia. In caso di dubbi evitate di chiedere informazioni al call center della compagnia aerea: vi diranno un sacco di balle e alla fine chi comanda è il terminal aeroportuale e a loro spetta l’ultima parola. Per non sbagliare, sappiate che tutte le compagnie aeree accettano biciclette imballate all’interno degli appositi scatoloni (sono quelli con cui i produttori consegnano bici e telai ai negozi), a condizione che le gomme siano sgonfie, i pedali smontati e il manubrio girato per il lungo.

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I cartoni si possono trovare in qualunque negozio di biciclette che sarà ben felice di regalarveli giacchè per loro di norma sono solo rifiuti da smaltire (in alcuni paesi il negoziante fiuterà l’affare e farà mille storie prima di lasciarvi l’agognato cartone, in questi casi si può semplicemente comprare lo scatolone per un prezzo simbolico). Alcune compagnie aeree (KLM, Air France) vendono i cartoni per il trasporto biciclette, ma a caro prezzo (25 euro) e neppure in tutti gli aeroporti, quindi è meglio arrivare all’aeroporto già preparati.

In alcuni casi e in alcuni paesi del mondo può essere problematico reperire gli scatoloni all’interno del quale alloggiare la nostra fedelissima compagna di viaggio, in questi casi il box per il trasporto può essere costruito raccattando cartoni per la strada che saranno poi montati intorno alla bici con tanto nastro adesivo e ancora più pazienza.

Ma l’imprevisto è sempre dietro l’angolo: anche qualora aveste impacchettato tutto come richiesto dal regolamento e dal buon senso, potrebbe capitare di ritrovarsi nella malaugurata situazione di vedervi negato l’imbarco della bici. Perché? Perché l’aereo è troppo piccolo e la cassa della bici non ci sta nella stiva (ricordo un Barcellona-Milano con Alitalia così) o perché quel giorno non c’è nessuno in grado di trasportare dei bagagli fuori misura, o perché la bici non è impacchettata nel modo giusto (Milano-Amman con Turkish Airline). Per questo motivo è buona norma igienica presentarsi all’aeroporto anche 3 ore prima del volo, giusto il tempo necessario per litigare con il responsabile di turno, di rimpicciolire il box per il trasporto della bici, di trovare un modo alternativo di impacchettare la bicicletta o, al limite, di infilare una banconota nel taschino del responsabile per l’imbarco della vostra bici.

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Non rimarrete mai a terra.

Una terza possibilità è il trasporto della bicicletta in autobus, ma tra tutti, questa è l’opzione più difficile da standardizzare: ogni compagnia di trasporto ha regole proprie e modalità proprie di trasporto. Generalmente il trasporto della bici viene consentito all’interno della stiva dopo aver smontato le ruote e alle volte anche i pedali. Alcune compagnie possono richiedervi di infilare la bicicletta in uno scatolone apposito, ma generalmente basta far leva sul senso di colpa (o al limite, sulla corruttibilità) dell’autista per assicurarsi un passaggio fino a destinazione.

In ogni caso, ovunque decidiate di andare con la vostra bici, la parola d’ordine è una sola: flessibilità.

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