#salvaiciclisti: chi ci guadagna?

27 Febbraio 2012

In questi giorni in molti sulla rete si sono chiesti se ci fosse qualcuno dietro la campagna #salvaiciclisti pronto a guadagnarci qualcosa economicamente.

La risposta è sì, ma procediamo con ordine.

L’obiettivo dichiarato della campagna è quello di aumentare il numero dei ciclisti in circolazione nelle città italiane migliorando le condizioni di sicurezza dei ciclisti e disincentivando l’uso dell’auto privata all’interno dei centri urbani. Da un punto di vista meramente economico, questo comporta, tra l’altro una serie di cose:

  1. Disincentivare l’uso dell’auto privata significa in buona sostanza soprattutto ridurre il traffico nelle città e quindi aumentare la viabilità ovvero diminuire le ore procapite trascorse imbottigliati nel traffico che potrebbero essere impiegate in modo più produttivo (lavorando, oppure coccolando i figli).
  2. Ridurre l’uso dell’auto significa anche diminuire la domanda di carburanti (il prezzo scenderebbe) e maggiore liquidità nelle tasche di chi decide di non usare l’automobile, ma anche di chi fa il pieno. Per non parlare poi dei costi delle merci, il cui trasporto sarebbe più economico.
  3. Ridurre l’uso di carburanti significa anche diminuire la concentrazione di inquinanti nell’aria delle nostre città e quindi diminuire l’incidenza di malattie respiratorie, cioè meno spese per cure mediche, ma anche meno ore lavoro perse e quindi più soldi nelle tasche dei lavoratori, dei datori di lavoro e dei servizi pubblici di assistenza, cioè lo Stato.
  4. Meno auto significa meno incidenti e quindi premi assicurativi più bassi, ma anche minori spese mediche per le vittime degli incidenti.
  5. Meno auto significa minori spese di manutenzione del manto stradale perché sarebbe meno sollecitato e quindi più soldi nelle casse del comune.

bikenomics-È evidente però che il successo della campagna #salvaiciclisti comporterà vantaggi economici per tutti, ma soprattutto per una categoria: quella dei costruttori di biciclette e accessori (manubri, pneumatici, freni, etc.) che, con l’aumentare dei ciclisti in circolazione aumenterebbero le vendite in modo straordinario.

L’Italia è forse il paese al mondo con il maggior numero di aziende che vivono di ciclismo. Paradossalmente, in 20 giorni di campagna, nessuno di loro ci ha supportato. È possibile che proprio loro tacciano mentre noi spianiamo il mercato?

Costruttori, fatevi avanti, per piacere, ci serve il vostro supporto.
Sostenerci adesso non è cinico, tecnicamente si chiama Cause Related Marketing e non c’è niente di male.
Surfare in silenzio l’onda che abbiamo creato è cinico.

Tutte le aziende che ci sosterranno (e relativo link) saranno elencate in questo documento pubblico sul gruppo di Facebook dove si contano le adesioni alla campagna.

Chiunque volesse sostenere #salvaiciclisti può farlo unendosi agli altri 7.000 sul gruppo su Facebook, oppure può utilizzare l’hashtag #salvaiciclisti in tutte le proprie comunicazioni su Twitter.

Corso correlato

Masterclass in Meccanica Ciclistica
1.799
Acquista
Masterclass in Biomeccanica del Ciclismo
1.499
Acquista
Lascia un commento

Iscriviti alla nostra newsletter

Ricevi il meglio della settimana via mail.

Iscriviti