Bologna, dopo la protesta il Comune ritratta, ok alle bici con la neve

7 Dicembre 2012

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L’Amministrazione comunale ha ritenuto opportuno modificare parzialmente l’ordinanza precedente“.

L’amministrazione in questione è quella di Bologna, e l’ordinanza precedente a cui si fa riferimento è quella che tanto ha fatto discutere nei giorni scorsi, ovvero vietare la circolazione di biciclette e ciclomotori nel capoluogo emiliano in caso di neve, nel periodo compreso tra il 1° dicembre e il 15 marzo.

Con un nuovo comunicato, dunque, il Comune di Bologna ha fatto marcia indietro, spiegando che “sono stati evidenziati da alcune associazioni e imprese, pubbliche e private, i rilevanti problemi che un’estensione generalizzata del divieto di circolazione in caso di neve ai mezzi a due ruote comporta“, aggiungendo che “è risultato inoltre che vi sono sia all’estero sia in Italia numerose città, anche situate ad altitudini o latitudini maggiori e dunque interessate di norma da rilevanti fenomeni nevosi (come ad esempio Bolzano), in cui il divieto di circolazione è limitato ai soli autoveicoli“.

Al Comune di Bologna e ai decisori di questo dietrofront (chissà se sono gli stessi decisori del primo divieto), va dato atto di aver ammesso il proprio errore, e nella politica di oggi ammettere gli errori è cosa rara. E ascoltare i pareri degli altri, ancora di più. D’altra parte non si può non riconoscere che sul cambio di decisione abbia pesato l’enorme pressione mediatica esercitata dai cittadini, dai blog nazionali e internazionali, dalle associazioni, tramite le mail e l’utilizzo dei social network.

Fiab (la Federazione Italiana Amici della Bicicletta) ha sollevato la questione qui, lo stesso è stato fatto dal blog dedicato al movimento #salvaiciclisti sul Fatto Quotidiano, e la notizia è finita dopo poche ore anche su notiziari stranieri che si occupano di bicicletta. Per non parlare delle decine di richieste di ritrattamento dell’ordinanza rivolte dai cittadini al Comune tramite Facebook e Twitter.

Al di là del poter riprendere serenamente la propria bicicletta a Bologna, quindi, ciò che di incoraggiante emerge da questa faccenda è la consapevolezza, nelle persone che si sono espresse in qualsiasi modo e con qualsiasi mezzo, di aver inciso nella modifica del provvedimento.
La sensazione è che partecipare, dire la propria, cercare e rompere l’anima pubblicamente allo staff del proprio comune in ogni angolo del web, alla fine, serva. Una lezione da tenere a mente alla prossima ingiusta ordinanza.

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