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Londra: 1 miliardo di sterline per il nuovo biciplan. Il sindaco: “sfida alla supremazia dell’auto”

News • di 11 Marzo 2013

Boris

Grandi novità in arrivo per i ciclisti londinesi: mentre il Parlamento si appresta a discutere nuove proposte per diffondere l’uso della bici in Gran Bretagna, il sindaco della capitale, Boris Johnson, ha appena svelato un ambizioso piano che prevede un ripensamento totale della mobilità nella città, tenendo le necessità dei ciclisti in alta considerazione. Questa iniziativa può essere vista come diretta discendente dell’Olympic Effect e delle promesse fatte dal sindaco in campagna elettorale.

Johnson, un eclettico e atipico membro del partito conservatore, è stato da pochi mesi rieletto sindaco di Londra per un secondo mandato, e resterà quindi in carica almeno fino al 2016. Egli stesso è un appassionato ciclista, ed è stato coinvolto in prima persona nell’elaborazione di questo progetto che, se andrà in porto, potrebbe diventare la sua eredità più importante. Il sindaco ha affermato che vuole vedere più “persone normali che pedalano su dei ferrivecchi” per le strade della città, mentre oggi quasi tutti i ciclisti sono giovani e sportivi.

Il piano prevede uno stanziamento di 913 milioni di sterline nel giro di dieci anni, con una spesa procapite di 18£ all’anno, livelli visti solo in Danimarca o Olanda. Come verranno usati questi soldi? Le innovazioni più importanti sono due.

Prima di tutto, ci sarà una nuova rete di piste ciclabili nella capitale. Un ampio asse attraverserà il centro lungo la principale direttrice di traffico londinese, quella est-ovest; non si tratterà solo di strisce colorate sull’asfalto: i ciclisti saranno separati dal traffico motorizzato da una sicura barriera protettiva (e si cercherà di installare barriere di questo tipo ovunque la larghezza delle strade lo permetta); ciò vuol dire naturalmente prendere la coraggiosa scelta di togliere gran parte del manto stradale dalla disposizione delle auto. Questo asse principale sarà collegato alle “Cycle Superhighways” (le autostrade per ciclisti, in parte già esistenti, che collegano il centro con i sobborghi di Londra). In una mossa dal grande valore simbolico, una pista ciclabile protetta verrà costruita anche sulla Westway, una sorta di grande tangenziale nel cuore di Londra costruita qualche decennio fa, quando si pensava che le automobili fossero il futuro. Anche la mobilità locale nei singoli quartieri centrali di Londra verrà in gran parte ripensata, dedicando più spazio ai ciclisti; le piste ciclabili ricalcheranno per quanto possibile la fitta rete di linee metropolitane, riprendendone anche il nome.

La seconda grande innovazione riguarda i sobborghi periferici. Il sindaco ha intenzione di individuare due o tre aree, le più adatte, e trasformarle in delle “mini-Holland”: in queste zone la riprogettazione della mobilità sarà particolarmente intensa, e si punterà molto sull’uso delle “Cycle Superhighways” o dell’opzione bici+treno per raggiungere il centro.

A questi due progetti su grande scala verrà affiancata una serie di iniziative più modeste, ma comunque importanti. Ad esempio, tutti i camion usati nei cantieri dovranno avere delle tecnologie per diminuire il rischio di impatto con ciclisti e pedoni (principalmente radar per monitorare i punti ciechi durante le curve). Il sistema di bike-sharing verrà ampliato, con nuove bici (il numero verrà portato a 11.000) e nuove stazioni di noleggio. Molti incroci, soprattutto i più pericolosi, verranno riprogettati tenendo conto del traffico su due ruote. Tramite le scuole, ai bambini verrà insegnato come pedalare in sicurezza nell’ambiente urbano. Si prevede anche di aumentare di molte migliaia di unità i parcheggi per le bici nelle stazioni ferroviarie della capitale.

Le associazioni di settore, che insieme alle aziende produttrici di biciclette hanno esercitato forti pressioni per l’approvazione del biciplan, si sono dette soddisfatte, anche se a parlare saranno i risultati, tangibili solo nei prossimi anni, in termini di aumento del numero di ciclisti e della loro sicurezza. Unico neo del piano è il mancato ampliamento delle aree a 20 mph (circa 30 km/h), seppur già presenti in diversi quartieri della City.







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