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La Via Francigena in bicicletta da Calais a Pavia

Diari • di 2 Aprile 2013

bici-francigena

L’appetito vien mangiando: nell’agosto 2011 portiamo a termine il nostro Cammino di Santiago. L’esperienza ci piace al punto tale che, quasi subito, pensiamo di affrontare, nel 2012, la Via Francigena. Percorrerla tutta (tranne il tratto inglese) da Calais a Roma, in una sola estate, ci sembra esagerato, così decidiamo di divedere il percorso in due macro tappe. La prima da Wissant (Calais) a Pavia; poi nel 2013 da Pavia a Roma e magari fino a Brindisi.

Considerazioni pre-viaggio: Marisa ed io riteniamo che la via Francigena, così come il Cammino di Santiago, non possono essere interpretati solo con lo spirito del pellegrinaggio religioso, perché si corre il rischio di cadere in fanatismi e radicalismi degni del medioevo (non dimentichiamo, per esempio, che a quei tempi i pellegrini prima della partenza facevano testamento). Percorrere oggi la Francigena è ben diverso; strade, strutture, indicazioni, cellulare, internet, mezzi di comunicazione e di trasporto sono cambiati e hanno cambiato l’approccio e lo svolgimento. Il pellegrino di oggi potrebbe definirsi, al massimo, come “un turista religioso”.

La via Francigena, per la presenza delle sue importanti testimonianze architettoniche e per l’ambiente in cui è calata e da cui è circondata, è sicuramente meta di un moderno “turismo itinerante” che cerca la Storia e le testimonianze che i nostri antenati ci hanno lasciato. Storia e segni che ritroviamo sul percorso e sono da apprezzare e difendere. Sfruttando al meglio le possibilità offerte al moderno -turista pellegrino- si può dare nuovo impulso alla via Francigena (anche e soprattutto nel tratto italiano), affinché diventi un percorso turistico-storico-culturale che dia la possibilità di scoprire le nostre tradizioni preservandole dall’oblio e riproponendole alle future generazioni.

La strada: la via Francigena ha un enorme valore culturale, storico, paesaggistico ed anche religioso. Dal 2004 è Grande Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa. La strada si dipana da Canterbury e raggiunge Roma dopo ben 1600 chilometri. Le tappe ricalcano quanto scritto nel suo diario da Sigerico, arcivescovo di Canterbury,
che giunse a Roma per incontrarsi con il Papa Giovanni XV nel 990. Il diario venne stilato durante il viaggio di ritorno.

L’itinerario culturale indicato dal Consiglio d’Europa è questo: Canterbury, Calais, Bruay, Arras, Reims, Chalons sur Marne, Bar sur Aube, Besancon, Pontarlier, Losanna, Gran San Bernardo, Aosta, Ivrea, Santhia, Vercelli, Pavia, Piacenza, Fiorenzuola, Fidenza, Parma, Fornovo, Pontremoli, Aulla, Luni, Lucca, S.Genesio, S.Gimignano, Siena, S.Quirico, Bolsena, Viterbo, Sutri, Roma.
Purtroppo, malgrado questo ambito riconoscimento, la via Francigena non è segnata e segnalata come accade per il Cammino di Santiago. Ancora oggi molti paesi e paesini si contendono la “verità” della strada percorsa da Sigerico, così ci sono più possibilità di interpretare la via da percorrere.

Nel nostro caso, oltre alle possibili varianti storiche, abbiamo aggiunto quelle pratiche, ovvero cercare le strade asfaltate e poco trafficate, la presenza di un campeggio, o area di sosta, alla fine della tappa, che le possibili attrattive storico/culturali/turistiche non venissero sistematicamente saltate, che i chilometri in bicicletta fossero “umani”. Detto ciò il percorso è quello di seguito descritto.

Avvicinamento a Calais: partiamo l’otto giugno, decidiamo di andare a trovare nostro figlio in Svizzera e poi attraversare parte della Francia, della Germania, del Lussemburgo ed infine del Belgio prima di giungere alla meta di partenza. Tutta questa parte di viaggio ci ha visti solo nella veste di turisti. Portiamo nel cuore e negli occhi ottimi ricordi di città e persone splendide. Il tempo, durante il periodo “turistico”, non è stato propizio; pioggia e freddo ci hanno molto spesso fatto compagnia. Gli auspici per una via Francigena bagnata ci sono tutti, spero nello “stellone italico” che tutto vede e tutti protegge.
Raggiungiamo Wissant il 20 giugno. La giornata è splendida, sole e caldo hanno sconfitto il brutto clima precedente. Siamo raggianti. Parcheggiamo il camper in una area attrezzata vicina al centro del paese e poi ci concediamo una passeggiata sulla spiaggia che ha visto attraccare la barca che portava l’Arcivescovo Sigerico.

Unica nota fastidiosa, a voler essere precisi, è il vento. Ma, pensandoci bene, siamo sulla Manica; ci sarà un motivo logico del perché il segnavento degli aeroporti viene chiamato –manica a vento-? Durante la sera vengono a parcheggiare, vicino a noi camperisti, anche degli autobus di linea, tutti guidati da donne. Chissà a che ora, domani, riprenderanno il servizio?

[continua]

La Via Francigena in bicicletta da Calais a Pavia
Tappa 1: da Wissant a Divion
Tappa 2: da Divion ad Amens
Tappa 3: da Fricourt a Le Fère
Tappa 4: da Le Fère a Epernay
Tappa 5: da Mareuil a Gèraudot
Giorno di riposo a Geraudot
Tappa 6: da Geraudot a Digione
Tappa 7: da Digione a Pontarlier
Tappa 8: da Pontarler a Losanna
Giorno di riposo a Losanna
Tappa 9: da Losanna a Orsieres
Tappa 10: da Orsieres a San Giuliano Milanese

Report completo del viaggio pdf

Sito web

Libri sulla Via Francigena

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Una risposta a La Via Francigena in bicicletta da Calais a Pavia

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