Sardegna: viaggio in bici da Alghero a Cagliari

10 Maggio 2013

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20/4/13 Aeroporto – Alghero 25km
Parto da Malpensa con un tempo davvero triste, cielo grigio con pioggia battente, le previsioni? Meglio non guardarle, il costume nella sacca sarà solo peso inutile…
Atterro ad Alghero con tanto sole e tanto vento. La bici è sana e salva, la rimonto, carico il tutto e si parte. In poco tempo sono ad Alghero, anche se la temperatura non è molto alta causa del forte vento ed il sole va e viene, si avverte già l’estate e sono super carico. Cerco il campeggio, faccio la spesa e mi butto tra le vie della città di Alghero, tanti turisti stranieri, tanti ragazzi e tanti gelati.
Torno in campeggio per la cena curioso di utilizzare il nuovo fornello ad alcool. Ceno presto per paura che la temperatura si abbassi in fretta e così succede, appena finisco con il mio bel caffè solubile inizia a piovere. Temporale per tutta la notte con temperature davvero basse, mi vesto il più possibile maledicendo il non avere un sacco a pelo più pesante.

21/4/13 Alghero – Bosa 56 km
Mi sveglio con la pioggia, faccio colazione in tenda grazie alla verandina riesco anche a farmi un te caldo. Appena smette, chiudo la tenda e parto per Bosa, un 50km lungo la costa. Dopo poco capisco che sarà una giornata massacrante, il mio fisico non si rende conto del carico e continua a spingere non trovando il giusto passo. Strada a strapiombo sul mare, pioggia a tratti e vento forte, davvero forte. Per tutto il tratto non si incontra un paesino o un modo per ripararsi e riposare qualche minuto. Si sale a fatica con la pioggia che tamburella le mani e rende difficile tenere gli occhi aperti, si scende poi con la paura che il vento ti faccia cadere quando sei lanciato o che i freni facciano qualche scherzo. Se si cade si finisce nel mare dopo qualche centinai di metri di volo!
Arrivo a Bosa con il sole che mi scalda, qui nessun campeggio e trovo subito l’ostello. Apre alle 15.00 e decido di andare in spiaggia per pranzare. La spiaggia è deserta, qualche ragazzo con il kitesurf in acqua ed una coppia che passeggia con il cane. Quando si è soli un cane è l’ottima partenza per attaccare discorso, “settimana scorsa facevamo il bagno, vedrai che il brutto tempo durerà solo un paio di giorni”. Speriamo!
Torno all’ostello, ancora chiuso, chiamo il numero sulla porta e arriva subito un ragazzo ad aprirmi, sono l’unico cliente e quindi camera singola. Doccia calda e vado a Bosa città, particolare con il fiume, le case dalle pareti colorate ed il castello che domina.
Rientro in serata in ostello indeciso sul dove cenare ma riprende a piovere, faccio la doccia e piove ancora. Si cena con qualche biscotto e del cioccolato che ho nelle sacche. Questa notte ho parecchio sonno da recuperare e sfrutterò al massimo il comodo letto.

22/4/13 Bosa – Is Arenas 55 km
Mi sveglio con il ricordo della pesante giornata precedente, oggi ho circa 20 km in salita e poi tutta discesa fino alla spiaggia dell’arco. Una bella colazione in ostello, parto costeggiando la spiaggia e subito si sale. Oggi trovo subito il passo corretto, piove a tratti ma non c’è vento e salgo tranquillo. Il paesaggio è molto diverso dal tratto Alghero-Bosa, attraverso paesini, trovo i vecchietti sulle panchine fuori dai baretti a sorridermi ed incitarmi, chiedo una spinta ma non comprendo le risposte, il sardo stretto è davvero una lingua particolare.
Mi fermo a sgranocchiare qualcosa ed osservo passare una signora, molto anziana, vestita completamente di nero, dalla lunga gonna al velo che le copre il capo. In mano un rosario e le labbra borbottano qualcosa. Rimango colpito, in Sardegna ci sono già stato in due occasioni ma in questo esatto momento, in questo piccolo paesino avverto di essere su un isola “diversa”, qui il turismo non è arrivato e probabilmente mai arriverà, l’aria che si respira è parecchio diversa, e queste sono le emozioni difficili da trascrivere ma che chi viaggia in bici conosce bene.
Riparto con questi pensieri in testa fermandomi poco dopo, prima di una curva, un cane mi corre incontro fermandosi davanti alla bici, per nulla aggressivo, allungo la mano per farmi annusare ed in pochi secondi sono immerso da pecore sbucate fuori da dietro la curva. Saluto il pastore ma anche qui non capisco cosa mi risponde.
Arrivato a Cuglieri con ancora tanta energia, un giretto veloce per il paese e poi una lunghissima discesa fino al mare. Mi fermo a S’Archittu per vedere lo scoglio dell’arco e mi dirigo al campeggio immerso nella pineta di Is Arenas. E’ primo pomeriggio, l’idea era di passare qualche ora in spiaggia ma il tempo è davvero triste :-(

23/4/13 Is Arenas – Torre grande (Oristano) 75 km
Mi sveglio con il sole, non mi sembra vero, smonto tutto e parto per Torre grande, a ovest di Oristano. Attraverso Cabras e arrivo in poco tempo al campeggio, monto la tenda e mi dirigo verso San Giovanni di Sinis per vedere le Rovine di Tharros.
In biglietteria mi dicono che è appena iniziato un tour guidato e posso aggregarmi. Che fortuna perché senza guida non avrei apprezzato in minima parte quello che è emerso alla luce. Questa è una tappa obbligatoria!
C’è ancora sole e decido di visitare la spiaggia di Is Arutas, durante il viaggio inizio ad accusare un po’ di stanchezza ma il desiderio di sfruttare il bel sole in spiaggia è forte. Più mi avvicino alla spiaggia e più la mia personale nuvola di Fantozzi si avvicina. Arrivo ed il sole mi saluta. Qui inizio a valutare se è il caso di proseguire il viaggio lungo la costa sud-ovest o visitare l’entro terra dato che le famose spiagge con questi nuvoloni non esprimono tutta la loro bellezza.
Nel tornare al campeggio prendo tanta pioggia, con il keway in tenda, ma ancora più snervanti sono stati i minuti prima dell’acqua dove sono stato assalito da decine di zanzare. Data la zona stagnante era più che prevedibile.
Serata con pioggia continua = serata in tenda.

24/4/13 Torre grande (Oristano) – Villacidro 73 km
Deciso. Oggi taglio per Cagliari nella speranza che le previsioni non mentano e mi potrò godere gli ultimi due giorni di sole. Giornata abbastanza monotona, tante ore in sella, con vento forte, costeggiando campi coltivati e attraversando qualche cittadina. Dormo in prossimità di Villacidro. In un piccolo B&B in una azienda agricola dove ho anche la possibilità di cenare. Ottima cena, apprezzo in primo il fatto di essere seduto su una sedia ed avere un tavolo sotto il piatto ed in secondo la grande abbuffata con la quale ho recuperato tutte le energie spese.

25/4/13 Villacidro – Quartu Sant’Elena (Cagliari) 85 km
Partenza verso Cagliari dove arrivo alle porte della città in poco tempo, complice l’assenza di vento e forse una leggera pendenza favorevole che mi fa volare. Entrare in Cagliari in bici è proprio brutto. Io sono arrivato da Elmas dove le indicazioni per Cagliari portano ad una strada a scorrimento veloce, due corsie per senso di marcia con auto che sfrecciano ad alte velocità, sembra di vedere una vera e propria autostrada. Così torno indietro, cerco altre strade, provo con stradine sterrate ma nulla. Chiedo a più persone e tutte mi dicono che l’unica soluzione è quella.
Mi butto, pedalo con forza per uscirne il prima possibile, il vento è contrario e le auto che mi passano vicino mi spaventano parecchio. Ne esco nel quartiere Pirri per fare qualche strada di città, oggi è festa, città deserta con tutti i negozi chiusi, rientro nella strada a scorrimento veloce per Quartu Sant’Elena, da un viadotto mi cade l’occhio su uno stagno sulla destra dove vedo diversi fenicotteri rosa, in un altra situazione mi sarei fermato per delle foto ma qui si continua a pedalare. Arrivo in campeggio appena smette di piovere.

26/4/13 Quartu Sant’Elena (Cagliari)
Oggi non smonto la tenda, il sole è forte e passo la giornata in spiaggia.

27/4/13 Quartu Sant’Elena (Cagliari) – Cagliari 60 km
Mi sveglio con la pioggia, inizio a fare colazione in attesa di poter smontare. Parto per Cagliari, un po’ di pioggia ma poi si libera. Di pioggia ne ho vista tanta, ben attrezzato l’unico inconveniente è il montare e smontare la tenda, in sella non l’ho sofferta particolarmente. Arrivato in città cerco il materiale per imballare la bici per il rientro in aereo, trovo un brico in un centro commerciale ed arrivo verso pranzo al B&B. Il ragazzo che lo gestisce è talmente gentile che mi permette di parcheggiare la bici sul balcone durante la notte. Mi faccio consigliare cosa vedere nel pomeriggio e parto per il centro, la città alta circondata dalle mura con i sui stretti vicoli, poi giù verso il porto passando per le vie con i diversi ristoranti, la spiaggia Poetto e le saline, un parco percorribile in bici dove vedere diverse decine di fenicotteri rosa.
Questa sera, l’ultima sera, la passo al ristorante. Una bella mangiata e quattro passi per digerire riflettendo sulla settimana trascorsa. Anche se il tempo non è stato clemente è stata un esperienza stupenda. Ero un po’ spaventato dal viaggiare in solitaria, scelta fatta con l’intento di aprirmi maggiormente con le persone che avrei incontrato. Scelta indovinata.
28/4/13 Cagliari – Aeroporto 20 km

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