Milano e le signore in bici: in risposta a Michele Serra

2 Luglio 2013

serra-bici

Quante cose stanno succedendo intorno al mondo della bicicletta: tutti ne parlano, nuove iniziative nascono come funghi, le persone che la utilizzano si moltiplicano giorno per giorno e qualcosa mi dice che prima o poi anche la politica dovrà prendere atto che qualcosa “s’ha da fare”.
In tutto questo tourbillion di eventi, anche FIAB sta cambiando pelle e un passaggio importante credo sia stato la mia elezione a presidente, cioè un passaggio del testimone nel senso del genere: dal maschile al femminile.

Già vi sento “ecco, la solita che parla della condizione femminile, le quote rosa e via cianciando”: tranquilli, non la faccio lunga ma una cosa mi preme dirla.
Aver scelto una donna alla guida di una grande associazione cicloambientalista qual è FIAB, con una storia importante alle spalle cui si deve in parte il cambiamento che oggi viviamo sui temi della mobilità, può forse essere letto come il simbolo della nascita di una nuova creatura. E, come ogni donna sa, il travaglio può essere lungo e doloroso ma la gioia di una nuova vita è qualcosa di impagabile.

Non so in che momento del travaglio mi trovo/ci troviamo: forse alle spinte finali? o forse dovremo soffrire ancora un po’? Chissà…quello che so per certo è che la figlia che sta per venire al mondo (è femmina anche quella) ci cambierà la vita.
Tutto questo blaterar di donne perché le donne, si sa, hanno un sacco di responsabilità: si mettono le minigonne e poi le stuprano, attirano schiaffi dai mariti e da ultimo utilizzano la bicicletta a Milano in modo disinvolto e sprezzante delle regole. Ce lo ha ricordato l’ottimo Serra con uno dei suoi brevi scritti di qualche settimana fa su Repubblica dove richiama all’ordine le signore in bicicletta che a Milano, a parer suo, dovrebbero dare il buon esempio.

Caro Serra, anche i migliori possono scivolare sulla buccia di banana!
E siccome l’apprezzo nonostante tutto, le chiedo sommessamente scusa per le signore maleducate che può aver incontrato sulla sua strada, e le chiedo scusa anche per i signori un po’ cafoni in cui si è imbattuto, ma aggiungo anche i bambini aggressivi e caciaroni.

Come avrà notato non ho scritto “le signore maleducate in bicicletta” o “i signori cafoni in auto” o ancora “i bambini aggressivi e caciaroni in cortile”, perché la maleducazione non appartiene al mezzo, e francamente speravo che almeno lei non cadesse in questo equivoco.
Siccome sono in vena di confidenze e di mea culpa le dirò che anch’io talvolta salgo sul marciapiede in bicicletta o vado in contro senso in vie a senso unico per le auto, ma le posso garantire che ho sempre mantenuto un comportamento educato come sono abituata a fare in qualunque situazione mi trovi e qualunque sia il mezzo che uso.
Confesso, inoltre, che dico anche ai bambini “in caso di pericolo salite sul marciapiede e se qualche signora si lamenta scusatevi con lei”.

E sa perché tutto questo? Perché preferisco vivere, perché le nostre città possono essere trappole mortali se non hai uno scafandro di metallo intorno, perché se qualcuno si “permette il lusso” di pretendere di muoversi senza un’auto viene appena tollerato purchè non ingombri la “mia strada”, perché al ciclista non si perdona nulla mentre se parcheggio l’auto in doppia fila “per forza, non ci sono i parcheggi” e quindi si assume un atteggiamento tollerante al limite della benevolenza, perché prima o poi capita anche a te di parcheggiare sul marciapiede solo un “attimino”.

E quindi caro Serra, siccome so che è persona intelligente, non le chiederò di fare mea culpa come io ho fatto per tutti i maleducati della terra, ma ci aiuti nelle nostre battaglie di civiltà per città più vivibili, affollate da persone in bicicletta e a piedi, sui mezzi pubblici e qualche volta anche in auto; che chiedono scusa se urtano un bambino, lasciano il posto alla persona anziana e tollerano i peccati veniali delle signore in bicicletta.
Tutto questo lo si ottiene tornando ad insegnare e a praticare le norme di buona educazione e il rispetto per l’altro, prima ancora di imparare a camminare: poi, puoi usare il mezzo che vuoi, ma in bici è meglio!

amaca-serra

Foto | Milano Cycle Chic

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