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Giornalismo creativo: quel pasticciaccio brutto di via Labicana

News • di 22 Luglio 2013

Scena numero 1.

Giovedì 18 luglio viene pubblicato sul corriere.it edizione romana un articolo sulla ciclabilità a Roma. Il titolo riassume il senso dell’articolo: “Bici a Roma, la città dei sette colli è percorribile solo dai campioni”. Qui si racconta di un ciclista professionista (Alessandro Proni, corridore della Fantini) che, seguito da telecamere e cronisti si lancia all’assalto delle strade della città eterna. Proni impiega ben 20 minuti per percorrere 3,5 km (velocità media di 10,5 km/h) e alla fine del tragitto commenta così: «Un lavoratore non può fare questo percorso per andare al lavoro. Arriverebbe esausto. E tantomeno al ritorno. Roma è una città per campioni della bicicletta. I normali cittadini devono essere agevolati il più possibile per potere affrontare percorsi così impegnativi»

Roma tour in bici per la citta'

Alessandro Proni in azione per il Corriere.it

Scena numero 2.

Sabato 20 luglio, Michelangelo, dopo aver letto l’articolo sul Corriere, decide di sfidare Proni sullo stesso percorso, ma portandosi appresso i 105 kg della propria stazza e la propria bicicletta speciale da 40 kg su cui siedono comodamente i due figlioletti. Michelangelo, come dimostra il video che segue, ha vita facile e straccia il professionista che viene quindi sbeffeggiato più volte durante il tragitto.

Scena numero 3.

Domenica 21 luglio. Sul web c’è un gran chiasso, si parla a non finire di questo articolo, Proni viene accusato di essere un venduto in malafede. Non ci vedo chiaro. Rintraccio il numero di Proni e lo chiamo per capire come è andata la vicenda. Alessandro, da subito gentilissimo, è profondamente amareggiato da come è andata la vicenda: mi racconta di essere stato contattato da un amico giornalista per fare questo servizio. Lo scopo doveva essere quello di dimostrare la necessità di una ciclabile in via Labicana e, pertanto, viene invitato a percorrere delle strade alternative. Mi racconta che 20 minuti sono stati necessari perché il fotografo voleva avere sempre il lato migliore e quindi ha dovuto ripercorrere la stessa strada più e più volte, che in un paio di occasioni hanno sbagliato strada. “Alla fine della giornata mi hanno chiesto una dichiarazione. Ma alla fine quello che hanno scritto nell’articolo non corrisponde in nessun modo a quello che ho scritto. Se vuoi ti giro quello che ho scritto.” Mi dice.

La dichiarazione originale di Proni

Le strade di Roma come sappiamo non sono il massimo per un ciclista, sia per lo sfondo stradale che per l’ignoranza della maggior parte degli automobilisti e dei centauri.

Oggi in mezz’ora di bici nel centro di Roma ho rischiato almeno dieci volte di essere investito sia da macchine che da centauri impazziti che si sentivano padroni delle strade romane,e se lasciavo 30cm tra me ed il marciapiede tentavano di inserirsi all’interno pur di guadagnare del terreno. Per non parlare di quando si è fermi ai semafori, che se non fai in fretta a partire quando è verde ti montano sopra.

Parliamo poi dello sfondo stradale, i sampietrini usurati dal tempo e gli spazi che si creano tra di essi rischiano di far incappare in cadute i ciclisti della capitale. 

Nella strada asfaltata andava un po’ meglio anche se le buche non mancano.

Tutto questo si può risolvere facendo delle piste ciclabili come in tutti gli altri paesi europei,possibilmente in pianura perché tutti devono avere il piacere di andare in bici per raggiungere il posto di lavoro o la scuola o qualsiasi altro posto,anche semplicemente godersi la nostra città,senza faticare troppo,e senza inquinare.

Che bello sarebbe avere una città così ecologica,si abbasserebbe il livello dello smog e sono sicuro che in tanti avendo queste protezioni andrebbero più volentieri in bici che in macchina.

La ricostruzione

A questo punto la cosa è più o meno chiara: il sindaco di Roma lascia dapprima capire che la ciclabile di via Labicana non si sarebbe fatta. La redazione del Corriere decide di dimostrare la necessità di questa ciclabile e invita Proni a farsi una pedalata su un presunto percorso alternativo ma particolarmente impegnativo. Finito il video, arriva la smentita dal Campidoglio: la ciclabile di via Labicana si farà.

La redazione del Corriere ha quindi un problema: ha inviato una troupe per realizzare questo reportage, ma nel frattempo le premesse sono cambiate e la notizia non esiste più. Per non buttare via un lavoro già svolto, tanto vale modificarlo quanto basta per renderlo ancora appetibile. Il pezzo che si doveva titolare “La ciclabile di via Labicana s’ha da fare” si trasforma in “La città dei sette colli è percorribile solo dai campioni”: quello che doveva essere un pezzo per promuovere la mobilità attiva, viene tramutato in un articolo a sostegno delle tesi dei più retrogradi autosauri capitolini, capace di far indignare la comunità ciclistica e, quindi, di generare click sul sito. Fine della storia.

Chiarimento

La ricostruzione che avete letto non proviene da alcuna fonte, ma è frutto dell’applicazione del cosiddetto “rasoio di Occam” alla vicenda: « A parità di fattori la spiegazione più semplice è da preferire». In questo contesto si sarebbero potuti chiamare in causa la malafede dei giornalisti, magari un preciso mandato per inibire lo sviluppo della ciclabilità da parte della FIAT che è diventato da poco il primo azionista del gruppo RCS, oppure qualche poco chiara vicenda politica ordita all’ombra del Campidoglio.

Mi sbaglierò, ma sono convinto che il desiderio di recuperare le ore di lavoro spese in un progetto in un contesto di crisi aziendale siano la spiegazione migliore, per quanto banale e scontata.

I giudizi, li lascio a voi.

Post Scriptum

“per fare 3,5 km ci metto 4 minuti e 30″ circa…” (Alessandro Proni)







6 Risposte a Giornalismo creativo: quel pasticciaccio brutto di via Labicana

  1. Standing ovation per Michelangelo Alimenti! :-)

  2. Michelangelo ha detto:

    Per fare 3,5 Km ci metto due gelati e un caffè.
    :-)
    M!!!

    • Fabrizio Mereu ha detto:

      Io, per fare i 4,1 km che ci vogliono per andare da piazzale ostiense, dove si ferma il treno della roma-lido, a piazza barberini, dove lavoro, ci metto al massimo 12 minuti quando sono stanco o quando il traffico è particolarmente intenso. E non è tutta strada liscia e in pianura: ci sono pure due salite da fare, semafori, automobilisti idioti e sopratutto i pullman turistici i cui autisti credono che la città sia stata costruita solo per loro.
      Non sono un corridore della farnese vini, e non ho una super bici da corsa, in caso contrario probabilmente ci metterei la metà.
      Roma è a misura di ciclisti almeno quanto tutte le altre città del mondo, in quanto ad allenamento, mancano solamente le infrastrutture e la cultura della bici.

    • Contador ha detto:

      Doping! Gggiogato!!! :-D

  3. Daniele ha detto:

    ma che te fanno schifo un po de piste ciclabili!?!

  4. Lorenzo ha detto:

    3,5 km in 20 minuti? Io per andare al lavoro faccio 6 km di via Prenestina in 20 minuti, via piena di salite e discese e non sono affatto un professionista con bici da 6000 euro al seguito…

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