Una sella amica dell’ambiente

23 Luglio 2013

C’è chi sceglie di muoversi in bicicletta per diversi motivi, c’è chi lo fa per tenersi in forma, chi per risparmiare, chi per passione e chi per dipendenza dalle endorfine che il movimento all’aria aperta fa generare al nostro corpo. C’è chi lo fa per tutti questi motivi messi assieme e chi perché ha sviluppato la consapevolezza che bruciare combustibili fossili per andare a spasso è una scelta sbagliata, non solo perché il petrolio è un bene prezioso e altamente inquinante, in via di esaurimento, ma anche perché l’estrazione ha effetti collaterali come la distruzione di interi ecosistemi e il soggiogamento di popolazioni costrette alla guerra per essere meglio controllate.

no oil

A giudicare dalla scelta dei materiali utilizzati, la nuova linea di selle Becoz di Selle Royal (che sarà presentata ufficialmente alla prossima fiera di Eurobike a Friedrichshaffen) sembra indirizzata proprio a quest’ultima categoria di ciclisti: lo scafo della sella è infatti realizzato al 100% in Rilsan, un materiale plastico derivato dall’olio di ricino, mentre la copertura è fatta di Cortex, una miscela di segatura di legni provenienti da foreste certificate FSC.

Anche l’imbottitura cerca di rispondere ai criteri della produzione in chiave sostenibile: tra il 15% e il 20% è composto da gel di derivazione vegetale, ogm-free e non alimentare.

La nuova serie Becoz sarà disponibile a partire dal prossimo autunno in 4 versioni: Athletic, Moderate per uomo, Moderate per donna e Relax.

BECOZ 001Ho avuto modo di provarla per una breve escursione e posso dire che in quanto a comfort non ha nulla da invidiare ai modelli tradizionali: i materiali dell’imbottitura accolgono le ossa ischiatiche e lasciano la zona perineale libera da fastidiose compressioni. Il materiale di copertura riesce ad evitare il surriscaldamento delle zone di contatto.

Unica pecca individuata: da un punto di vista estetico la Becoz, con il suo aspetto minimalista e ipernaturale, rievoca immediatamente i sandali Birkenstock che, per quanto rinomati nel mondo per la propria comodità e resistenza all’usura, non possono certo essere considerati degli esempi di eleganza e fashion. Ma siamo solo al secondo anno di produzione e non è detto che per le prossime stagioni non si possa arrivare ad avere una sella 100% fossil-free e ricoperta di pregiati scarti di lavorazione di qualche prestigioso marchio del mondo dell’alta moda.

In ogni caso, il progetto Becoz sembra un passo nella giusta direzione: sarebbe bello se un domani tutti i componenti delle nostre biciclette fossero interamente NO OIL.

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