Gli automobilisti, i ciclisti e il senso del ridicolo

30 Agosto 2013

ridicolo

C’è un indicatore interessante che ci fa dire che il numero di ciclisti sulle strade è decisamente aumentato: è la crescita esponenziale degli articoli contro le malefatte di chi utilizza irresponsabilmente un mezzo di trasporto con un alto tasso di pericolosità intrinseca qual è la bicicletta.
Non c’è giorno che non si legga di qualcuno che schizza livore da tutti i pori contro la categoria dei ciclisti, rea di provocare incidenti gravissimi. Del resto si sa che il ciclista tipo, stando alle opinioni di tanti cittadini benpensanti, passa col rosso, sfreccia alla velocità della luce tra le vecchiette sui marciapiedi abbattendone un paio al giorno, circola contro mano provocando incidenti ai malcapitati automobilisti, viaggiano a fari spenti nella notte per vedere “se poi è così difficile morire” come cantava l’indimenticato Battisti che oggi cambierebbe la sua canzone adattandola al ciclista kamikaze.
Leggendo e ascoltando le tante chiacchiere da bar di molti, politici inclusi da cui ti aspetteresti un livello di dibattito un filo più alto delle battute intrise di luoghi comuni, mi vien da dire: istituiamo per legge il senso del ridicolo!
Tanto per far capire cosa intendo per “senso del ridicolo” riporto una tabella con alcuni dati dell’area della provincia di Milano. Si tratta dello studio effettuato dall’Osservatorio Utenze Deboli pubblicato nel 2011.

(clicca per ingrandire)

grafico-bici

I dati sono riferiti all’incidentalità della zona della provincia di Milano, relativamente all’anno 2010 e sono citati il numero di incidenti e chi l’ha provocato: su un totale di 819 incidenti ben 15 (0,6%), signore e signori, sono stati causati da una bicicletta!
Bene, immagino che a qualcuno sia sufficiente questo dato per gridare allo scandalo, ma, almeno per il rispetto dovuto al lavoro di chi ha speso tempo per la raccolta e l’elaborazione dei dati, vi diamo il quadro completo.
Su 819 incidenti 5 sono stati causati da bus/tram, 61 da autocarri, 63 da moto e, udite udite, 675 da auto: l’83,41% del totale degli incidenti.
Roba da non credere: sarà stato un caso fortuito con una botta di caldo che ha picchiato in testa agli automobilisti milanesi nell’anno 2010? A noi non risulta e sappiamo anche che è purtroppo una statistica al ribasso della situazione italiana.
Non possiamo qui elencare tutti i dati relativi all’incidentalità in Italia, tuttavia chi ha voglia di ritornare con i piedi per terra e lasciarsi guidare da un sano senso del ridicolo può trovarli su questa pagina del sito di FIAB Ciclodi.

Invitiamo quindi tutti, politici e opinion leaders in testa, prima di lanciare strali contro questi kamicaze in bicicletta, di farsi alcune domande:

1. Vale la pena lanciarsi in una guerra santa contro le mosche perché esiste la mosca tse-tse che può essere letale?
2. Chiamereste i pompieri per spegnere la candela di casa?
3. Prendereste una medicina per quel dolorino all’unghia del piede, evitando di affrontare il problema di quel devastante esantema che avete sull’83% del corpo?

Se vi rispondete si, allora non provo neanche a convincervi che state perdendo il vostro tempo dietro al nulla perché è evidente che avete un senso del ridicolo (e del senso pratico) pari a 0.

Se invece, come mi auguro, vi rispondete che forse è prioritario affrontare, che so, la fame nel mondo o combattere la povertà e per la candela un soffio è più che sufficiente, allora leggetevi i dati, documentatevi e affrontate il problema con un sano senso di oggettività: occupiamoci dei grandi numeri e pensiamo a quell’83,41% e la soluzione di quello 0,6% arriverà di conseguenza.

Commenti

8 Commenti su "Gli automobilisti, i ciclisti e il senso del ridicolo"

  1. carlo ha detto:

    chi è senza peccato scagli la prima pietra

  2. Giangiacomo ha detto:

    d’accordo con Fernando e Gianni. Abito a Trieste e utilizzo la bicicletta appena posso, sono molto attento a non farmi travolgere dalle auto che non rispettano minimamente noi ciclisti. Però questo non deve farci dimenticare che esiste un codice della strada e deve essere rispettato anche da noi ciclisti. Proprio per dare l’esempio di rispetto verso gli altri.

  3. A ha detto:

    faccio notare che 15 incidenti su 819 è l’1.8% del totale non lo 0.6% (non che sposti il succo del discorso)

  4. Ferdinando ha detto:

    Ovviamente, il numero di incidenti causati da automobili è più alto, in primo luogo perché sono mezzi di trasporto effettivamente portatori di rischi maggiori, ma anche perché circolano molte più auto che bici.
    A parte questo, credo che il problema sia più a monte e sia culturale.
    Il ciclista DEVE rispettare le norme di circolazione, punto. Demonizzarlo quando sgarra è sbagliato (a me per primo, ciclista per passione e necessità, qualche rosso a volte scappa) ma anche giustificarlo.
    La bici è un veicolo e bisogna comportarsi di conseguenza: dando le precedenze, seguendo il senso di marcia, facendo attenzione ai soggetti più deboli (ossia i pedoni).
    Altrimenti sarà solo un circolo vizioso in cui automobilisti e ciclisti continueranno a scaricarsi le colpe, a scapito del piacere di guidare e pedalare.

    1. Gianni ha detto:

      D’accordissimo con Ferdinando, da ciclista urbano convinto e rispettoso delle regole. Il vittimismo non è bello e soprattutto non serve.

  5. felino ha detto:

    pubblico pure su facebook.
    a me un automobilista mi ha tagliato la strada e sono caduto mandandolo a quel paese.
    si è fermato , ha bloccato tutti, è sceso e ha provato a darmi un cazzotto …….
    il finale è stato bellissimo: lui era ubriaco , è finito in ambulanza, ritiro della patente, sequesto del suv….
    sono il più fortunato d’italia?

    1. vago ha detto:

      Si, e te lo meriti…

    2. Marco ha detto:

      @ felino: tipico atteggiamendo da sborone che guida un SUV forse per esorcizzare pateticamente le proprie insicurezze. Ben gli sta. Per l’articolo sui terribili incidenti da bici, verissimo. Un po’ di buon senso basta per smontare certe storie che si leggono sui nostri quotidiani. Dubito peró che chi inveisce contro i ciclisti lo faccia per salvare anziane signore che passeggiano incaute. In Francia, a Marsiglia, le bici cittadine erano indisponibili dopo la mezzanotte fino a pochi mesi fa, per tutelare i tassisti che lucrano di notte. Usando la bici pure in aperta campagna stai pestando a qualcuno i piedi. Qualcuno che vorrebbe almeno un po’ dei milioni che risparmi rinunciando all’auto, a cui non piace che invece te li goda per il tuo benessere.

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