Alcuni dubbi sulle proposte ANCI di modifica al Codice della Strada

2 Novembre 2013

Qualche considerazione a proposito della notizia diffusa giovedì scorso sulle modifiche al Codice della Strada in favore della mobilità ciclistica proposte dall’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani).

Anci CdS

Fattibilità delle proposte: in attesa di conoscere il testo completo della bozza dell’ANCI, già alcune delle modifiche proposte, così come sono state annunciate, sembrano decisamente poco applicabili, oltre che parzialmente inutili. Le ha analizzate una ad una Marco De Mitri in questo post. In particolare:

corsia ciclabile sul lato destro di ogni strada urbana. E’ ovviamente impossibile, oltre che, appunto, inutile. Sarebbe interessante scoprire qualche dettaglio in più su questa proposta. A parte che sarebbe un intervento costosissimo e insostenibile per qualsiasi amministrazione, non è detto che ogni strada urbana abbia bisogno di una corsia ciclabile sul lato destro. Nelle strade non ad alto scorrimento, ad esempio, sarebbe più semplice ed economico intervenire con una semplice moderazione del traffico.

parcheggio a spina di pesce sul lato sinistro della strada. Con questo intervento si vorrebbe facilitare l’applicazione di quello appena precedente, ma è evidente che anche questa proposta è molto lontana da una reale e diffusa applicabilità. Quante sono le strade sufficientemente larghe da ospitare una corsia ciclabile di almeno un metro, un metro e mezzo, una per il parcheggio a spina, di almeno 4 metri, più lo spazio della carreggiata e dei marciapiedi?

limite di velocità da 50 a 30 km/h nei centri urbani. Come detto, questa sarebbe forse la misura più importante per la promozione della mobilità ciclistica, ma anche quella che richiede la maggiore cura nella sua applicazione, altrimenti si rischia di cambiare tutto per non cambiare niente. E’ sotto gli occhi di tutti infatti che anche l’attuale limite di 50 km/h non viene rispettato dalla maggior parte degli automobilisti, perché non vi sono degli adeguati interventi in sede stradale (moderazione del traffico) ma solo, quando capita, una vaga segnaletica verticale. Oltretutto, se l’introduzione dei 30 orari, che è argomento molto tecnico e richiede di essere assimilato dai cittadini, non è accompagnato da una incisiva campagna di comunicazione e informazione, rischia di essere preso come un provvedimento “estremo” mal digerito da tutti e ritirato dopo i primi malumori dei cittadini.

Chi è l’ANCI, Associazione Nazionale Comuni Italiani? L’attuale presidente ANCI è il sindaco di Torino Piero Fassino, succeduto alcuni mesi fa a Graziano Delrio, ex sindaco di Reggio Emilia oggi Ministro dell’esecutivo Letta per gli Affari Regionali. Va ricordato che proprio grazie alla particolare sensibilità del Comune di Reggio Emilia al tema della mobilità ciclistica, l’ANCI è stata nel 2012 co-organizzatrice, con #salvaiciclisti, Legambiente e FIAB, degli Stati Generali della Bicicletta e della Mobilità Nuova.

Il punto è che i membri dell’ANCI non sono altro che i sindaci, assessori e consiglieri delle varie amministrazioni italiane. Gli interventi che hanno proposto collettivamente per la modifica al Codice della Strada sono, tutti, realizzabili nel proprio Comune, eppure in nessuno o quasi sono stati portati a termine. Per rendere l’idea del dubbio, si può azzardare una metafora sportiva. Immaginiamo che la singola amministrazione sia una squadra cittadina e che l’ANCI sia la nazionale italiana. Se i componenti delle singole squadre hanno disputato finora delle pessime partite a livello locale, che credibilità hanno quando promettono di giocare una splendida partita per la propria nazionale?

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