La troppa intelligenza consiglia di stare a casa

27 Novembre 2013

attesa

Mi piace la stroncatura dell’ipotesi di fare una manifestazione nazionale #salvaiciclisti a Bologna, l’8 febbraio prossimo, fatta poco fa da Paolo Pinzuti proprio qui su Bikeitalia.

Ricordo brevemente che l’idea è stata resa pubblica da me ieri, nel corso del convegno che Rete mobilità nuova  ha organizzato, con sottile perfidia, nella sede dell’Aci e anzi nel suo salone delle conferenze, al 6° piano del palazzone romano limitrofo alla stazione Termini che ospita da sempre i satrapi dell’anziano club (110 anni nel 2015, chissà se l’hashtag #decadenza può valere anche per loro). Rispondo alle sue critiche sempre qui, ricordando la la mia esternazione di ieri è il risultato di un dibattito che si sta svolgendo da un po’ sulle pagine Fb di #salvaiciclisti, e che ho pensato di renderla pubblica perché ho capito che c’era un sostanziale favore per una manifestazione invernale di ciclisti urbani che rivendicano il cambiamento.

Pinzuti ha le sue ragioni, e le rispetto. Volendo, posso anche spingermi a dire che ha ragione, tout court. Io peraltro non voglio avere ragione ma, proprio come tutti noi auspichiamo, voglio raggiungere un risultato positivo dalle nostre battaglie, ormai ultradecennali (chi partecipa alla campagna nata l’8 febbraio 2012 viene in sostanza dai movimenti di base, con forti  innesti di associazionismo stufo di non vedere cambiamenti).

Non trovo neanche troppo utile ricordare per l’ennesima e ormai pallosissima volta di quando cominciai a fare le bici a ruota fissa, con i meccanici che mi dicevano “fai una cazzata” e io che me ne fregavo altissimamente, e poi è andata come è andata. Ma più o meno è lì che vorrei arrivare: so per certo che non c’è certezza dei risultati, ma non trovo pauroso andare a vedere cosa c’è dietro l’angolo: per semplice curiosità da primate (scimmia dunque, non cavallo), che mi sembra un po’ la caratteristica di base di tutti coloro che sapendo leggere leggono queste parole (essere primati intendo, dunque curiosi).

Sono innumerevoli i casi in cui qualcuno disse “ma se adesso facessi questo, che succederebbe”, magari riuscendo a persino a inventare la ruota. Senza arrivare a questi roboanti eccessi, osservo tre caratteristiche di base della campagna #salvaiciclisti:
– è un aggregato magmatico e confusionario che però si è riunito intorno a un semplice concetto: la ciclabilità è un bene per tutti, in Italia ci ammazzano/ostacolano, questa storia deve finire;
– fantasia e logica insieme, oltre alla determinazione e alla consapevolezza di essere nel giusto, hanno fatto crescere l’onda dell’argomento ciclabilità;
– il nostro strumento usuale di espressione, uscite sui giornali a parte, è la strada e il suo utilizzo rivendicativo: la manifestazione o il flash mob.

A Bologna si sta ragionando molto su come rendere più efficace la campagna #salvaiciclisti, quindi si era pensato di vedersi lì per ragionarne in un tot di disponibili, durante il secondo compleanno di #sic. Da qui a lanciare l’idea di una manifestazione a me è sembrato un passo; la discussione si è sviluppata anche se ancora embrionalmente, e voglio ripetere che in linea di massima c’è molto consenso e poco o niente dissenso.

Certo: l’8 febbraio fa freddo, soprattutto nel nord Italia come considero Bologna. Epperò tutti noi ci muoviamo in bici tutto l’anno, in tutto lo Stivale, non mi sembra un enorme ostacolo. Di sicuro sarebbe meglio fare una festa a giugno a Sorrento. Ma l’appuntamento e la ricorrenza sono l’8 febbraio.
Certo: potremmo essere pochi. Io non credo che vada così, ma poco importa. Anche se fossimo qualche centinaio invece delle migliaia o decine di migliaia che sogniamo, qual è il problema? Chi potrebbe spernacchiarci e gridarci “‘a falliti!”? I caporedattori di Quattroruote? Pierluigi Battista? un’eventuale concorrenza, che non esiste? E se pure lo facessero?
Insomma, la logica e il suo eccessivo uso consiglierebbero di restarsene a casa al calduccio.  Ma se siamo qui è perché abbiamo –tutti– particolarmente sviluppato l’organo della ragione passionale e un notevolissimo senso del rifiuto delle ingiustizie. E siccome sono due anni che #salvaiciclisti è nato e abbiamo finora raccolto solo una montagna di chiacchiere e nessun vero risultato concreto oltre a quello di aver aperto un dibattito nazionale (e ad aver aperto la via del lucro ai pochi volpini che godono dei nostri sforzi), mi sembra arrivato il momento di riscendere in strada, magari non per un’adunata oceanica ma -semplicemente- alla festa di compleanno di Salvaiciclisti. Sarà anche un’occasione per capire che aria tira e cosa vogliamo essere da grandi. In fin dei conti siamo gente che parla della strada, e in strada andiamo. E nessuno ha mai fatto una manifestazione ri rivendicazione ciclistica in pieno inverno: non vi sembra un bel modo di sparigliare ancora una volta le carte e le abitudini?

Ora che i dubbi però sono stati esposti, credo che ci sia bisogno di interventi, da parte di tutti.

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Commenti

4 Commenti su "La troppa intelligenza consiglia di stare a casa"

  1. Avatar cauz. ha detto:

    come nessuno l’ha mai fatto? e allore le critical mass cosa fanno da decenni?
    e san lazzaro?… e cop9?… dai che c’eri pure tu :)

    ora, al di là del noiosissimo discorso della primigenia (la verità è che tutti hanno già fatto tutto, e spesso è bene così perchè avere traiettorie da seguire aiuta ad evitare gli errori), il nocciolo della questione io lo vedo differente.

    e dico: avete ragione entrambi.
    la paura dei numeri non credo che abbia senso, perchè se si ha la convinzione che i numeri possano esserci è giusto lavorarci. piuttosto mi lasciano perplesso i tempi, perchè i numeri è vero che li crei, ma non lo fai in un mese o poco più (considerando che a dicembre quaglieresti poco dal punto di vista della diffusione dell’immaginario).
    d’altronde la logica della “non funzionalità” dell’evento è inappuntabile, a cosa occorrerebbe una manifestazione del genere se non a guardarsi in faccia (risultato misero)?

    allora, vi dico come la vedo io.
    anzichè una manifestazione fate una festa. l’8 febbraio arriva un mese prima del carnevale ma è comunque un buon momento. niente menate di numeri, soltanto biciclette festose, allestimenti arditi, musica a pedali e la doverosa, abbondante, quantità di alcool.
    festeggiate il compleanno di #SiC e festeggiate pure la dipartita del motor show che mi sa che a Bologna è dal pensionamento di Cofferati che non si registrava una notizia così felice.
    passata la festa, smaltito l’hangover, anche ragionare sul futuro diventa molto piu’ semplice.

  2. Avatar Stefano Sfondrini ha detto:

    “Nessuno ha mai fatto una manifestazione di rivendicazione ciclistica in pieno inverno: non vi sembra un bel modo di sparigliare ancora una volta le carte e le abitudini?”

    Io credo di sì, credo sia un bel modo. E se non si riuscirà subito, tra tante persone coinvolte, a trovare una strada condivisa da tutti creeremo altre occasioni. Il mezzo che sta bene a tutti, invece, lo porteremo a Bologna l’8 febbraio per pedalare per la città.

    1. Avatar felino ha detto:

      credo che i ciclisti si salvano anche in pieno inverno. l’inverno non è la stagione della liberazione dalle biciclette come pensano e godono certi automobilisti. facciamogliele vedere anche in inverno

  3. Avatar Rota Fixa ha detto:

    non verrò a bologna. bacidibici.

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