Girolibero, un tour operator per vacanze in bici

16 Dicembre 2013

Nel 1998 con 24 bici ed altrettanti lucchetti Girolibero muove i suoi primi passi come tour operator per vacanze in bici. Dopo 15 anni fatturato a sei zeri e oltre 16 mila persone servite ogni anno. Ripercorriamo con un’intervista al suo fondatore la storia di uno tra i bike business italiani di maggior successo.

Pierpaolo di Girolibero

Pierpaolo, presentati brevemente.
Pierpaolo Romio, ex agente di commercio. Per lavoro abituato a girare in lungo e in largo la Germania e lì ho scoperto quanto fosse praticato il turismo in bici.
Grande sognatore, viaggiatore di lunga data, ciclista compulsivo. Conosciuto in città (Vicenza) per i tandem e le bici strane, olandesi soprattutto, con cui porto a scuola i figli. Innamorato delle vacanze in “bici e barca” e sempre più della bici elettrica.

Quando e come nasce l’idea di creare un’azienda come Girolibero?
Senza andare a cercare in esperienze e sogni giovanili, l’idea di Girolibero nasce nel 1998. Il primo passo è stato l’acquisto di 24 bici e di 24 lucchetti. Con un carrello preso in prestito ad un gruppo teatrale le abbiamo portate in giro per Austria, Olanda e Germania. Dopo 4 anni le nostre prime bici sono state rivendute a un noleggiatore di Berlino e noi, ormai innamorati delle ciclabili europee, ne abbiamo acquistate di nuove, arancioni in onore dell’Olanda.
Nel 2008, abbiamo portato fisicamente il “bici e barca” in Italia. Nel nostro paese non esistevano imbarcazioni adatte a questo scopo, così abbiamo acquistato e trasportato dall’Olanda la motonave “Vita Pugna”.
Nel 2011 abbiamo dato una “sorella” a Vita Pugna: acquistato un vecchio scafo, sono iniziati i lavori di ricostruzione e dopo 15 mesi di lavoro abbiamo varato Ave Maria, un hotel galleggiante con tutti i comfort (www.avemariaboat.com). Un imponente sforzo, soprattutto finanziario, realizzato grazie a Banca Etica, l’unica ad aver creduto insieme a noi in questo progetto di turismo slow.

Quali sono le principali difficoltà che avete dovuto affrontare?
Difficoltà che continuiamo anche oggi ad affrontare, le stesse di chi si trova a fare impresa in Italia con conseguente distorsione della concorrenza internazionale e nazionale.
Stiamo parlando di burocrazia e burocrati, costo del credito più alto dei nostri competitor stranieri, normative antiquate soprattutto nel regolare problematiche legate ai trasporti e ai rapporti di lavoro.
Infrastutture ciclabili in Italia: no comment!

Parliamo di numeri: qual è il volume d’affari che generate? A quante persone dà lavoro Girolibero? Quante persone portate a spasso ogni anno? quante biciclette avete?
I dipendenti sono 42, con un volume d’affari di 10.426.000 € (fatturato 2012), circa 16.000 le persone portate in giro ogni anno, 1.200 le bici a disposizione, 60 le elettriche. A questo link un’utile infografica sui nostri numeri (pagine estratte dal nostro catalogo 2013): http://issuu.com/zeppelin-viaggi/docs/catalogo_girolibero_2013_issuu/4 e http://issuu.com/zeppelin-viaggi/docs/catalogo_girolibero_2013_issuu/32

Come nasce un itinerario?
Monitoriamo costantemente lo sviluppo di nuove ciclabili o zone vocate al turismo in bici. Ci rechiamo sul posto, testiamo l’itinerario, contattiamo direttamente i fornitori dei servizi in loco (trasporto bagagli, noleggio bici, mappe e cartografia). Per le destinazioni più richieste portiamo sul posto i nostri mezzi, nostro personale per l’intera stagione estiva (accoglienza clienti, trasporto bagagli,assistenza in loco) e le nostre bici arancioni.

Qual è il viaggio più richiesto?
Passau-Vienna lungo la ciclabile del Danubio (un classico), Olanda in bici e barca, Castelli della Loira, Parigi-Londra/ Londra Parigi lungo la nuova Avenue Verte. Per gli stranieri in italia: Mantova-Venezia/Venezia-Mantova in bici e barca.

Quali saranno i prossimi paesi di espansione?
Le novità in catalogo sono sempre gradite a chi ci segue. Cercheremo di aumentare l’offerta su destinazioni a lungo raggio e che permettano di pedalare anche quando in Europa è pieno inverno.

Il turismo in Italia è un settore che soffre un po’ a causa della crisi: voi come ve la passate?
Il nostro è un mercato di “nicchia”: gli appassionati di cicloturismo o i curiosi che desiderano provare l’esperienza continuano a esserci, anzi il loro numero è in continua crescita.

Come sarà il futuro di Girolibero?
Ci aspettiamo nuove soddisfazioni dal turismo in bici da corsa, soprattutto tra i ciclisti italiani che vogliono provare i classici oltrefrontiera.
Stiamo lavorando poi per allargare il bacino degli stranieri in Italia: tradurremo il sito in Russo e Brasiliano. Per il cinese penso che dovremmo aspettare ancora un po’.

Come promuovete i vostri servizi?
• un catalogo cartaceo stampato in 32.000 copie e distribuito gratuitamente per posta a circa 22.000 clienti ITALIANI diretti. Le restanti copie sono distribuite a fiere di settore, eventi, manifestazioni. Per gli stranieri stampiamo un catalogo in lingua tedesca e in lingua inglese, spedito gratuitamente ai nostri clienti in tutto il mondo
• un sito dedicato: www.girolibero.it;
• l’invio a circa 30.000 indirizzi e-mail di una newsletter periodica;
• Social network: Facebook, Twitter, Youtube, Google+.

Girolibero – Bikegnomics

Girolibero

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