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Immaginare e sognare un futuro con la bicicletta promuovendo la mobilità ciclistica

Rubriche e opinioni • di 21 Gennaio 2014

Corso promozione mobilità ciclistica

Quante volte trovandoci all’estero, oppure vedendo filmini dell’Olanda o la Danimarca, o leggendo dei quartieri “car free” di Friburgo o di altre città abbiamo chiuso gli occhi ed immaginato le nostre strade e le nostre città invase di biciclette.
In molte persone questo desiderio diventa prorompente, si sente il bisogno di fare qualche cosa, di lanciare segnali, di passare all’azione, di aggregarsi per riuscire a fare un gruppo di massa critica per essere visibili e poter lanciare agli altri i nostri messaggi ed i nostri desideri che sono permeati di semplicità, libertà, sganciandosi per quanto possibile dalle auto con tutto quello che significano in fatto di consumo di energia, di spazi urbani, di pericolosità e di inquinamento. Il desiderio è proporre uno stile di vita più sobrio, rispettoso, silenzioso, risparmioso, e che ti possa dare anche la soddisfazione di un potente scatto sui pedali ai semafori o dopo uno stop per dimostrare che andando in bici si sta bene, si rimane giovani ed il corpo ne guadagna in salute.
Per molti la bici non è il fine, ma è un mezzo per contribuire a migliore il mondo!

Ad elencare motivazioni, emozioni e piaceri potremmo proseguire a lungo, però alcune persone l’anno scorso hanno fatto un passo netto, hanno intrapreso una strada di impegno personale e di crescita; impegno in quanto hanno frequentato il corso di aggiornamento e perfezionamento universitario di Promotore della mobilità ciclistica presso l’Università di Verona.
Dopo le prime ore di lezione i 21 partecipanti hanno iniziato a socializzare, condividere idee e prospettive, in una logica concreta; cambiare i propri territori e impostare un lavoro che consenta di lavorare anche promuovendo la bicicletta. Cicloturismo, progettazione urbana, nuovi stili di vita, innovazione, nuove professioni, organizzazione di eventi che “smuovono la pigrizia di alcuni territori ed orientino gli operatori economici a pensare alla bici come occasione di sviluppo”, sono alcuni dei sogni nel cassetto che cominciano a delinearsi ed a prospettare le prime azioni operative.

Che cosa c’è di più bello di inventarsi un nuovo lavoro su un tema che ti piace, la bicicletta, con la convinzione interiore di fare una cosa utile per la società e per l’ambiente ed in questo modo guadagnarsi da vivere e costruire reti di persone che condividono la stessa passione e gli stessi obiettivi?
Il corso dell’Università di Verona potrebbe aiutarti a sviluppare le tue aspirazioni, si tratta di 4 fine settimana (venerdì e sabato) di lezioni frontali ed altri 2 di pedalate ed incontri in luoghi ove la bici è diventata elemento di cambiamento.
Per informazioni sul 2° corso 2014, contenuti, programma ed iscrizioni vedi questa pagina e prendi nota che le iscrizioni scadono il 7 febbraio.

Marco Passigato – Coordinatore didattico del Corso – 348.2332.981 – [email protected]







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