La bufala su bollo, assicurazione e patentino per le bici

10 Aprile 2014

Da qualche giorno a questa parte gira per la rete una notizia fasulla e inventata di sana pianta (ometto di riportare il link alla notizia e più in basso vi spiego il motivo della scelta) che parla nientemeno di patentino, bollo, assicurazione (con franchigia di 350 €), tassa annuale di proprietà del mezzo (bollo), luci di posizione e stop posteriore obbligatori per le bici.

bufala

La bufala (evidente di per se) parla di una nuova Legislazione Comunitaria (si notino le maiuscole) che è stata argomento di discussione nel collegio uninominale di Bruxelles (qualunque cosa sia) e che dovrebbe, stando a quanto riportato dal sito web, entrare in vigore entro la fine di Giugno anche nel nostro paese.

Diversi lettori ci hanno chiesto conferma di questa notizia che abbiamo provveduto a smentire immediatamente, ma per estrema sicurezza, abbiamo voluto interpellare anche l’On. Paolo Gandolfi, deputato PD e membro della Commissione Trasporti alla Camera che ha così commentato:

“Al momento non esiste nessun dibattito di questo tipo né all’interno del parlamento né all’interno del governo e
sorprenderebbe invece che una simile sciocchezza arrivi dall’Europa in quanto assolutamente priva di senso.
L’unica norma di cui la ciclabilità italiana in questo momento ha bisogno è la moderazione della velocità delle auto all’interno delle nostre città.”

A questo punto però verrebbe da chiedersi per quale motivo a qualcuno sano di mente possa venire in mente di pubblicare notizie false ma che possono sembrare verosimili agli occhi di chi è digiuno delle più elementari nozioni di diritto comunitario. La risposta è una e semplicissima: per i soldi generati dalla pubblicità.

I siti web (nessuno escluso) vivono dei proventi della pubblicità e di quanto riescono a raccogliere dai banner che generalmente pagano un x per ogni click ricevuto o per ogni visualizzazione generata. Inventare bufale significa attirare l’attenzione dei più generando traffico sul proprio sito e, quindi, aumentare il numero dei clic sui banner in questione.

Semplice, no?

Può sembrare incredibile, ma la bufala in questione è stata condivisa la bellezza di 67.000 volte solamente su Facebook. Per intenderci, la notizia della vittoria di Renzi alle Primarie sul sito di Repubblica è stata condivisa “solamente” 2400 volte.

Insomma, prima di credere alle balle che si trovano in rete vale la pena fare una breve ricerca su Google e chiederci sempre due volte se vale la pena condividere articoli della cui fondatezza non siamo assolutamente certi e che potrebbero trarre in inganno gli amici che ci seguono.

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