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European Cycling Challange al giro di boa, tra novità e polemiche

News • di 14 Maggio 2014

ECC2014

E’ in corso dall’inizio di maggio, e durerà fino a fine mese, l’European Cycling Challange (ECC2014), una sfida a distanza tra diverse città europee i cui partecipanti sono i ciclisti urbani. La città vincente sarà quella in cui saranno percorsi più chilometri, che saranno registrati tramite l’applicazione per smartphone Endomondo.

L’iniziativa è nata all’interno della proposta “MIMOSA”, un progetto di ricerca e innovazione nel campo della mobilità sostenibile realizzato dalle città di Bologna, Utrecht, Tallin, Danzica e Funchal tra il 2008 ed il 2012 nell’ambito del programma europeo CIVITAS.

Per l’Italia stanno concorrendo le città di Bologna, Padova, Bolzano, Rimini, Cagliari, Torino (Zona ovest), L’Aquila, Pomezia e Roma, la cui iscrizione di quest’ultima è stata in forse fino all’ultimo e confermata dal Comune solo pochi giorni prima dell’inizio della gara. Ed è proprio Roma, fanalino di coda della ciclabilità urbana in Italia (e in Europa), almeno per quanto riguarda le politiche dell’amministrazione in suo favore, l’unica città italiana ancora in corsa per la prima posizione dopo le prime due settimane di competizione, caratterizzate da alcune novità e polemiche.

marino-ECC2014La principale novità viene proprio dalla Capitale, e riguarda l’iscrizione alla competizione del sindaco Ignazio Marino, che ha iniziato a sostenere il team romano registrandosi con un proprio profilo sul sito della European Cycling Challange e traccerà i suoi percorsi casa – Campidoglio con l’app Endomondo. E chissà se oltre ai tragitti del primo cittadino si aggiungeranno quelli della sua scorta che, in bici, lo accompagna un po’ ovunque, moltiplicando quindi i chilometri percorsi e tracciati.

Le polemiche hanno invece coinvolto in particolare i due team polacchi di Varsavia e Lodz, che al momento stazionano in prima e seconda posizione con un distacco notevole sulla terza, Roma. Qualcuno, sorpreso di come in due città relativamente piccole si possano percorrere così tanti chilometri in bici, si è preso la briga di controllare uno ad uno i profili dei singoli concorrenti dei team scoprendo che alcuni di loro macinano – o così si vorrebbero far credere – anche più di 200 chilometri al giorno. E’ evidente che tali distanze, anche se fossero davvero state percorse, non sono compatibili con la dicitura “ciclismo da trasporto”, quella relativa alla European Cycling Challange: si tratta quindi nella migliore delle ipotesi di ciclisti sportivi in allenamento o, nella peggiore, di ciclisti urbani “furbetti” che sono riusciti a modificare qualche impostazione dell’app Endomondo per registrare un numero maggiore di chilometri.
Ad ogni modo la giuria che sta “sorvegliando” sulla regolarità della sfida ha fatto sapere che si adopererà per smascherare eventuali scorrettezze sottraendo dal totale i chilometri in eccesso ritenuti sospetti.

polonia-ECC2014

Nel frattempo siamo andati a cercare un po’ di informazioni sulle due città polacche per capire dove ha origine questa apparentemente forte tradizione ciclistica, almeno in ambito urbano. Varsavia, la capitale della Polonia, nel 2013 ha ospitato il Transport Day organizzato, tra gli altri, dall’ECF (European Cyclists’ Federation), un evento a margine del summit mondiale sul clima (COP19) conclusosi con la firma della Dichiarazione di Varsavia, con cui si chiede a tutti i paesi della terra di intensificare gli sforzi per ridurre l’impronta carbonica del settore trasporti. Ma a parte questa parentesi più che altro istituzionale, Varsavia non sembra quella città piena di ciclisti urbani come emerge dalla sfida ECC2014. Secondo gli ultimi dati disponibili risalenti al 2009, al contrario, nella capitale polacca si sarebbe registrato il solo 1% di spostamenti in bici.

Diverso è invece il discorso di Lodz, una città polacca di 700 mila abitanti che attualmente vanta un team attivo nella European Cycling Challange di oltre 1300 ciclisti. Praticamente il 2% dei cittadini di Lodz ha scaricato Endomondo e sta pedalando per la gara a pedali. E già questi dati sono molto sorprendenti.
Quello che è certo è che la città negli ultimi anni si è contraddistinta per delle buone politiche in favore della mobilità ciclistica e soprattutto per la spiccata capacità di mettere le mani sui finanziamenti europei per progetti per la ciclabilità, quei finanziamenti che come ha ricordato in una recente occasione un rappresentante dell’ECF, l’Italia sembra non conoscere. Da qualche anno a questa parte a Lodz sono nati Bicycle Cafè settimanali finanziati dall’Unione dove i ciclisti si incontrano e discutono le prossime iniziative da prendere in ambito bici, è stata introdotta la possibilità di caricare le bici sugli autobus, installati contatori di ciclisti, sono arrivati istruttori per i ciclisti urbani inesperti e anche il personale del Comune si è dato da fare per salire in sella e dare il buon esempio in prima persona.

Al termine della sfida mancano ancora più di due settimane: romani, bolognesi e tutti i partecipanti delle altre città sono invitati, qualora abbiano scoperto solo adesso questa competizione, a scaricare l’app Endomondo e a fare semplicemente quello che fanno tutti i giorni: pedalare!







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