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Vorrei ma non posso, tutte le scuse per non andare in bici

News, Rubriche e opinioni • di 10 Settembre 2014

vorrei-ma-non-posso-bici

Quando parlo con le altre persone del mio muovermi esclusivamente in bicicletta, molto spesso mi sento rispondere: “Eh, vorrei anche io fare una cosa del genere, hai avuto un bel coraggio. Io non posso perché…”

E qui salta fuori una giustificazione, un motivo qualunque per non cominciare, anche solo per non provarci nemmeno una volta. Queste scuse me le sono segnate e con questo articolo vorrei provare a trovare una soluzione.

Vorrei ma non posso: abito lontano dal lavoro.
In realtà l’idea di “lontano” è una questione soggettiva. Per me i miei 15km di distanza dal lavoro non sono niente, all’inizio a mia moglie (anche lei ormai convertita al bike to work) il suo chilometro di percorrenza sembrava un’infinità. Certo non dico che si debba percorrere una tappa del Giro d’Italia ogni mattina, ma riconsiderare la distanza che intercorre tra la propria abitazione e il posto di lavoro permette di capire quando questa idea sia relativa. Innanzitutto bisogna considerare il tempo effettivo di percorrenza, più che la mera distanza chilometrica. Per percorrere i miei 15km, che si snodano tra i trafficati e ingolfati paesi della Brianza, con l’auto impiego 20 minuti buoni. Con la bici me ne servono 22. Quindi la distanza non è una motivazione valida, perché con la bici impiego solo due minuti in più che con l’auto. Certo, molti possono essere spaventati dal fatto che sia strettamente necessario essere allenati e in forma per affrontare il percorso casa-lavoro in bici. Citando il poeta spagnolo Antonio Machado, posso affermare che “il cammino si fa camminando”, cioè sarà lo stesso percorso, ripetuto giorno dopo giorno, ad allenarci e a consentirci di percorrerlo più agevolmente.

Vorrei ma non posso: dove vivo io è troppo pericoloso.
L’idea che la bicicletta sia pericolosa è radicato nella testa di molti. Il mito della bici pericolosa è stato smentito da uno studio inglese, che in un anno ha monitorato la vita dei sudditi di Sua maestà e ha notato una cosa quasi buffa. Primo: il numero di incidenti mortali con protagonisti i mezzi motorizzati era notevolmente maggiore rispetto a quelli che vedevano coinvolte le biciclette ma è anche emerso che sono molte di più le persone che muoiono perché scivolano sulle scale di casa che i ciclisti per strada. Eppure nessuno dice “non faccio le scale perché è pericoloso”.

Vorrei ma non posso: e quando piove come faccio?
L’idea di prendere l’acqua mentre si va al lavoro è un forte deterrente all’uso della bicicletta. Sono molte anche le persone che conosco che quando piove parcheggiano la bici e salgono in auto. Eppure proteggersi dalla pioggia è semplice e poco costoso. Molte ditte di abbigliamento sportivo hanno creato linee apposite per il ciclismo urbano, dove i vantaggi dei capi tecnici si uniscono all’estetica e al gusto. Acquistare una giacca impermeabile, un paio di pantaloni antipioggia e dei soprascarpe in silicone è una spesa che può variare dai 40 ai 70€, in base alle preferenze. Si tratta di capi che possono essere piegati o arrotolati senza che si stropiccino, per cui possono essere riposti in una borsa per biciclette. C’è anche da ricordare che quando piove il traffico aumenta in maniera esponenziale. Le auto sono molte di più per strada, per cui ci si impiega un tempo maggiore usando l’auto, mentre manterrete le stesse tempistiche usando la bici.

Vorrei ma non posso: io sudo troppo.
Nell’immaginario comune chi si muove in bici arriva a destinazione in un bagno di sudore, con i vestiti madidi e l’odore di caprone. In realtà le cose sono un po’ diverse (dipende dalla lunghezza del tracciato, dall’intensità della pedalata, dalla temperatura ambientale) ma combattere il sudore è facile ed economico. Io lavoro in un ufficio (faccio il disegnatore meccanico), per me è vitale essere a posto quando comincio a lavorare. Da quando ho deciso di andare al lavoro in bici, nel bagno del mio ufficio c’è un beauty-case dotato di: saponetta, crema corpo, crema viso, deodorante, pettine, asciugamano grande e asciugamano piccolo. Quando arrivo mi ficco in bagno, mi cambio l’intimo (io giro con il fondello da ciclista), mi lavo faccia, collo e ascelle, mi asciugo, mi spalmo e mi spruzzo il deodorante. Infine indosso i vestiti puliti e mi pettino. Et voilà, più fresco di una rosa. Tempo richiesto: dai cinque ai dieci minuti.

Vorrei ma non posso: saranno trent’anni che non uso la bici.
Quante volte ci viene da dire, descrivendo una cosa che una volta imparata non si scorda più, “è come andare in bicicletta”? Infatti nessuno dimentica come si fa ad andarci, anche dopo parecchio tempo. Eppure molti sono scoraggiati dal fatto di non aver usato la bici per parecchio tempo, addirittura da quando avevano quattordici anni e si sono potuti permettere il motorino. Altri invece sono spaventati dall’idea che per recarsi al lavoro in bici si debba essere dei ciclisti allenati. In realtà l’allenamento serve se si deve andare forte, spingere sempre anche in piano perché ogni secondo conta. Se invece il vostro intento è quello di recarvi al lavoro, potete farlo all’andatura che preferite, senza forzare. Inoltre le fermate agli stop o ai semafori vi daranno il tempo di rifiatare e idratarvi. Cominciate con piccoli giri vicino a casa, di qualche minuto, per prendere confidenza con il mezzo. Poi allungate il giro. Infine provate, magari i primi giorni sarete stanchi ma poi la vostra soglia di resistenza aumenterà.

Vorrei ma non posso: io soffro di…
E qui giù un elenco di malattie infinito che va dal raffreddore al fuoco di Sant’Antonio. Precisiamo una cosa: a meno che non soffriate di qualche particolare disturbo alla schiena o alle articolazioni, la bicicletta è un toccasana. Soffrite d’ipertensione arteriosa? Il lavoro aerobico della bicicletta vi permetterà di allenare il cuore, ingrosserà le vostre vene e ossigenerà meglio il sangue. Siete in sovrappeso? Niente di meglio, la bicicletta è uno sport a basso impatto, perché i colpi vengono scaricati sulla bici e non sulle vostre articolazioni, a differenza della corsa. E fa dimagrire. Soffrite di depressione, di stanchezza cronica, di attacchi di panico? Lo sapete che con l’esercizio fisico si raggiunge uno stato di benessere generale che influenza anche la mente, poiché mens sana in corpore sano? Nemmeno il diabete può fermarvi, perché il leggero esercizio fisico permette di tenere sotto controllo la glicemia. Dunque basta scuse.

Vorrei ma non posso: e con i figli come faccio?
Partiamo da un presupposto che forse ci siamo dimenticati: non è scritto da nessuna parte che i figli vadano accompagnati a scuola con il SUV fino a sotto l’ingresso, altrimenti prendono freddo, pora stella. A meno che vostro figlio non sia appena nato, basterà un seggiolino montato sulla bici per portarlo all’asilo, a scuola, dai nonni. Inoltre ricordatevi una cosa: i bambini guardano e ripetono quelli che i loro genitori fanno. Se sarete dei genitori attivi, darete il buon esempio ai vostri figli, che saranno meno propensi a passare la vita sullo smartphone o a guardare Peppa Pig. Inoltre insegnerete loro la cultura della bicicletta, con tutto quello che ne consegue. E non c’è niente di più bello che andare in giro tutti in bicicletta, sono momenti che uniscono la famiglia più di qualsiasi vacanza.

Vorrei ma non posso: mah, non so se si risparmi così tanto.
Ultima scusa, dopo averle abbattute tutte: la bici non è così economica, anzi, andare in auto non è così dispendioso come voglio far apparire. Per confutare quest’idea parlerò di me stesso, senza tirare fuori statistiche stantie e incomprensibili. Io e mia moglie siamo una coppia di ventinovenni con due redditi sui mille euro ciascuno. Abbiamo una sola auto, che condividiamo. Entrambi andiamo al lavoro in bici. Mantenere la nostra auto ci costa 900€ di assicurazione, 150€ di bollo, 65€ di revisione, 100€ di eventuali tagliandi annui. Il totale è 1215€ annui. Manca il costo della benzina, contenuto poiché la usiamo poco. Potremmo stimarlo sui cento euro al mese, quindi il totale diventa 2215€ annui. Le nostre bici ci costano 100€ anno di manutenzioni, anzi solo di eventuali ricambi, perché gli interventi sono perfettamente in grado di farli io. Quindi, il fatto di avere un’auto in meno, ci permette di risparmiare 2115€ annuo, ovvero un terzo del nostro mutuo. Scusate se è poco.







36 Risposte a Vorrei ma non posso, tutte le scuse per non andare in bici

  1. Pergu ha detto:

    Adesso poi, investendo 1000, euro si può prendere una bella bicicletta a pedalata assistita così da risolvere le eventuali scuse di:
    – Troppa distanza
    – Troppo sudore
    – Peso dei bambini da accompagnare a scuola.

    Provateci la vita vi cambierà!

    • Francesco ha detto:

      Pedalata assistita è per fighette!!
      Non scherziamo: 15gg di sacrificio ed ottieni un ottimo allenamento di partenza che successivamente potenzierai, e non racconto cavolate, andando in bici di volta in volta. E vi verrà naturale, ad un certo punto dire: STOP!! Ok, vediamo che succede se oggi giusto tanto per cambiare passo di qua; vi ritroverete come me, nonostante la mia importante mole, a macinare piacevolmente 60-80 km. Ok in confronto ad un ciclista professionista son ben poca cosa, ma per me, almeno al momento, è come fare la Vuelta de Espana.

  2. Fabrizio ha detto:

    Quindi fai 41 Km/h di media partendo a freddo… mmmmmh

  3. Omar ha detto:

    Strava questa mattina ne segnava 35. Quando ho cominciato la mia media era del 23.
    E per essere pignoli, sono 14,35 km. Dislivello negativo di 67m (quindi aiuta).
    Non parto a freddo, mi riscaldo prima.

  4. Cesare ha detto:

    Anche io sto utilizzando la bici per andare al lavoro, il percorso più breve (ma con più sali scendi) è di 11,5 km, quello più lungo e rilassante di 12,7 km… ieri mattina sono riuscito a tenere una media di 33,5 (ero in ritardo è ho spinto un po’ ovviamente), tra l’altro nel mio percorso non ci sono pochissimi incroci per rifiatare, non metto quasi mai giù i piedi. Poi mi muovo dal lavoro e spesso finisco la giornata con 30-35 km totali…. di cui 12/13 percorsi di notte, anche tarda. Anche io mi vesto da bici e appena arrivo in ufficio mi cambio. Come bicicletta ho scelto una Cinelli Gazzetta della strada (è una bici molto pratica – veloce – con già parafanghi e predisposizione ai portapacchi, in più, per me, esteticamente molto bella!). Al momento evito però le giornate di pioggia, non ho ancora vestiti idonei e mi concedo la macchina a cui comunque non potrei rinunciare (sono anche un musicista e in bici la batteria non si trasporta). Per ora ho stimato che solo calcolando il consumo della benzina, a 6500 km me la sono ripagata, che se riesco a mantenere questo ritmo, significa meno di un anno… senza contare il consumo delle gomme, dei freni e di tutte quelle cose che ti possono accadere usando la macchina. In più ho smesso palestra, quindi in realtà me la ripago molto molto prima! E non posso che confermare che l’umore è decisamente migliorato pedalando! Non sono ancora un biker “estremo” (anche se la strada intrapresa è quella) ma non posso che sottoscrivere questo articolo e invitare tutti almeno a provarci!

  5. Enrico Balugani ha detto:

    Durante i 4 anni in cui ho abitato in Olanda, mi sono reso conto che ci sono 2 approcci al “bike commuting”:
    1 – l’approccio “USA”: andare veloci in bicicletta (quindi una bici “da strada”, magari con manubrio “da corsa”, e vestiti progettati per andare in bicicletta);
    2 – l’approccio “Olanda”: andare piano e con biciclette pesanti, come facevano i nostri nonni. Uno puo’ andare tranquillamente a 15 km/h e non arrivare sudato.
    3 – l’approccio “Olanda esagerata”: http://richardtulloch.files.wordpress.com/2011/10/recumbent.jpg (non sto scherzando, io questi li vedevo tutte le mattine).

    L’approccio 2 e’ sicuramente il piu’ agevole, permette di avere una bici indistruttibile, capace di trasportare di tutto (anche un secondo, pesantissimo passeggero nel “portabagagli”), di fare un po’ di esercizio e di evitare incidenti. E, anche, di evitare ogni scusa! http://farm3.staticflickr.com/2832/11030228756_0d7451074f_z.jpg
    Tra l’altro, in Olanda piove praticamente ogni giorno…

  6. rumenta ha detto:

    Complimenti, uno dei rari articoli sul tema davvero equilibrato e per nulla partigiano!! Solitamente pezzi di questo tipo piacciono ai ciclisti ma risultano antipatici a chi non lo è :D Bravissimo!

    Quest’anno ho chiuso con 4000 km in bici. Farsi il conto della benzina risparmiata penso sia facile per tutti.

    Il percorso è un saliscendi urbano e trafficato di 11km che inizia con paio di km di discesa (e che quindi a sera, dopo gli 11 km di ritorno finisce con 2 km di salita intensa). Per ovviare ai vari problemi di stanchezza, rottura-di-scatole-dopo-la-prima-settimana-di-entusiasmo, salute (mi è capitato di partire bene e di dover tornare con la febbre a 39…), figlia da scarrozzare e scarso allenamento ho optato per una bici a pedalata assistita, cosa che consiglio di fare a tutti (costano di più, è bene siano conservate in un ricovero, ma possono tornare utili e, nel traffico, magari in salita, c’è una certa maggiore sicurezza… e l’assistenza si può sempre disinserire).

    Per inciso, con la bici impiego 30 minuti (con semaforo fortemente contrari, possono diventare 40) mentre con la macchina si variava dai 15 ai 60 (ma c’erano quelle 2-3 occasioni l’anno in cui il tempo poteva allungarsi alle 2-3-4 ore). La bici quindi mi ha dato sicurezza sui tempi, tranquillità (se ti fanno incazzare pasta pestare di più i pedali e passa tutto) e il gusto di improvvisare sul percorso perché non devo più preoccuparmi del parcheggio. Oltre, ed è innegabile, a un 150 euro in tasca al mese in più (fra benzina e risparmio su eventuale palestra, questo senza poi voler stare a monetizzare cose come umore, migliore forma fisica, tempo risparmiato).

  7. Giovanni ha detto:

    Anche io ho scelto la bici. Vivo a Milano. Tutto vero quello che è scritto nell’articolo, specie la parte del bambino: è il momento più bello della settimana il tratto Casa-Asilo prima di andare al lavoro.
    Il conto economico non mi torna però. Anche se usi la bici e tieni l’auto Assicurazione, Bollo e revisioni devi pagarli lo stesso (io faccio così). Il risparmio è solo sulla benzina e sull’usura dell’auto.

    Altro è non possedere l’auto, allora sì che si risparmiano migliaia di euro, ma bisogna aggiungere i costi di abbonamenti (atm, treno,ecc) carsharing e TAXI.
    I 100euro/mese che risparmio sono un buon incentivo. Ma ad essere onesti io in macchina ci metto meno che in bici e il costo del mio tempo andrebbe conteggiato. Il motivo per cui pedalo è solo di puro piacere di muovermi alla giusta velocità VIVENDO nel frattempo e non solo spostandomi.
    CIAO e complimenti, articolo interessante

  8. Omar ha detto:

    Ciao Giovanni,
    prima di sposarmi io e mia moglie possedevamo un’auto ciascuno. Dopo il matrimonio io ho venduto la mia, per cui i costi di assicurazione, bollo ecc.. della mia sono spariti e quelli che venivano sostenuti da mia moglie per la sua vengono divisi in due. Più risparmio di così.

  9. Lorenzo ha detto:

    Anche io da anni uso la bici per andare in ufficio e tengo tutto il kit di igiene personale nel cassetto. E anche io sento sempre le stesse obiezioni, specialmente quella riguardante il sudore!
    Ma, scusami se te lo dico, 15 km in 22 minuti significa tenere la MEDIA di 41 km/h e in città mi sembra davvero inverosimile, specialmente se consideri il semplice calcolo spazio/tempo totale da casa in ufficio e non solo quello in movimento che ti indica il ciclocomputer. Il mio percorso è pieno di saliscendi continui e una montagna di semafori, nei casi migliori e quelli in cui ho voluto spingere al massimo sono arrivato a 25 km/h di media calcolata con gps, con punte anche di 50 km/h nelle discese. Molto dipende dai semafori e dai vari ostacoli che incontri. Ma 41 km/h considerando pure le fermate significa che in movimento devi stare ad almeno 50 km/h costanti! Roba da Fabian Cancellara nei time trial su circuito chiuso! https://www.youtube.com/watch?v=D-a-rRlfsUg

  10. Giovanni ha detto:

    bhè, il conto di cui all’articolo andrebbe riferito a una persona sola per essere “universale”.
    Inoltre non mi sembra che nel conto sia conteggiato l’ammortamento dell’auto stessa che, se considerato in 10 anni, è di circa 1500 euro ad anno……
    Però vale sempre se l’auto viene non acquistata a causa della bici. La bici nel mio caso in realtà non sostituisce l’auto ma i mezzi pubblici (tragitti brevi, senza carichi pesanti, ecc).
    Per i tragitti lunghi o pericolosi sono costretto a possedere un’auto.

  11. Pablo ha detto:

    Ciao a tutti, sono di Roma fino a pochi mesi fà andavo in ufficio in bici ora sinceramente non lo faccio più perchè è diventato impossile pedalare con tranquillità , ci sono troppi ostacoli , semafori e strisce messi a casaccio , pedoni che attraversano senza guardare e poi macchine in doppia fila , Roma non è una città per andare in bicicletta, ve lo dice uno che ha milioni di km sotto il sedere.

  12. Stelio ha detto:

    Ciao. Anch’io faccio 15 km per andare al lavoro da fuori a dentro milano ma ci impiego 45-55 min con medie sui 18kmh se va bene. I 41 tuoi mi sembrano eccessivi. Capisco che vuoi far vedere che con la bici si va veloci, ma mi pare hai esagerato. Oppure sei Cancellara. Ok. A parte questo condivido quanto scrivi. Peccato che a milano le ciclabili siamo quasi inesistenti. Nemmeno un sindaco di sinistra è riuscito a cambiare la città in senso ciclistico e quando torno dai miei viaggi in nord europa mi disturba sempre vedere quanto poco si fa qui per le bici. Vediamo comunque di essere sempre più e fare massa critica. A questo scopo il tuo blog è eccellente promozione. Forza che aumentiamo!! Spero di incontrarti una volta per conoscerci. Ciao e buone pedalate!

  13. ferox60 ha detto:

    Abito in una piccola città, sono a 5km dal posto di lavoro e mi ferma solo la neve, con la mia vecchietta con i freni a bacchetta e il telaio più volte saldato, munito di borse, frego tutti i miei colleghi nonchè vicini di casa, risparmio, mi diverto, passo per eccentrico per taluni, per maniaco per altri e addirittura eroico per una ristretta minoranza, non sarà che sono solo meno pirla della media? Possiedo la macchina, ma la uso moderatamente, anche lei nuoce alla salute.

  14. Omar ha detto:

    Ciao Ferox,
    come dici tu non serve dotarsi di una specialissima in carbonio alto modulo per poter godere dei vantaggi del muoversi in bici.

  15. GIANCARLO ha detto:

    Già siamo una popolazione pigra ( brioche cappuccino ) , ma vedo all’orizzonte” un lento cambiamento , speriamo che si sappia accogliere questa cultura bike to work , per svegliare la massa Italiana occorre diventi di moda e poi il piacere verrebbe di conseguenza , in mezzora si fanno circa 10 km o e meglio girarsi dall’altra parte nel letto per solo mezzora o incazzarsi nel traffico e arrivare già stufi a destinazione .

  16. rosario limite ha detto:

    Anche io, 2 anni fa sono andato al lavoro i n bici per ben 3 mesi (quelli estivi) premetto che il luogo di lavoro (Santeramo in colle) dista da Matera ben 22 km e lavoro in banca….. Vi assicuro che è bastato organizzarsi, partivo un po prima e mi ero portato più cambi in ufficio e con una cosiddetta doccia a pezzi (avevo solo il lavabo) ero perfetto all’apertura. Risultato: forma e umore perfetti, 3 mesi di assicurazione e benzina risparmiati……. e tanti ammiratori (e qualche invidioso). Semplicemente fantastico e la sensazione di una grande sfida vinta. (libertà assoluta).

  17. rosario limite ha detto:

    Ho dimenticato di dire che ho utilizzato una comune Mtbike, con un portapacchi posteriore e finiture (copertoni da strada) per essere un po piu filante……per infmail [email protected] sarò lieto di darvi qualche suggerimento …….e questo anno il mio primo viaggio interamente in bicicletta.

  18. ferruccio ha detto:

    io invece trovavo ogni genere di scusa per non andare in bici al lavoro finché un giorno ho venduto la vespa e ora vado al lavoro in bici da due anni e non ho perso un singolo giorno per motivi di trasporto. una volta che ci sei costretto la bici diventa la normalità sia che piova sia che nevichi. faccio 22 km al giorno alla media di 18 km/h (stile olandese: bici pesante, andamento lento).
    ps: bell’articolo.

  19. Omar ha detto:

    Mi è sempre stato insegnato che “volere è potere”. Che siano 100mt o 30km non fa differenza, il guadagno in termini di qualità della vita è notevole.
    La cosa peggiore è sentirsi dire invece che la mia vita è notevolmente peggiorata, poiché non posseggo e non uso automobili…

  20. Paolo Pizzuti ha detto:

    E’ molto divertente ascoltare le persone che dicono le cose sopra riportate,ma è anche nostro dovere di ciclisti lo spiegare loro il contrario,e vero pure che la cosidetta comodità è qualcosa difficile da estirpare “quando ho una macchina senza aria condizionata,quella dopo ne voglio due di arie condizionate”Le domande sono quali sono i nostri stili di vita?vogliamo realmente cambiare qualcosa?ecc.ecc.Per l’esempio ai figli ho qualche dubbio…ciao a tutti e grandi pedalate

  21. Paolo ha detto:

    Tutto bello, tutto condivisibile, ma a mio avviso c’è ancora una scusa imbattibile per non andare in bici al lavoro. I ladri di biciclette. Dato che non c’è niente di più facile da rubare e rivendere, bisognerebbe mettere nel conto una bici nuova all’anno. Negli ultimi 3 anni me ne hanno fregate 3 (nuove, ma da supermercato). Tutte sul luogo di lavoro, e vado al lavoro in bici pochissime (chissà perché…) volte all’anno.
    Ovviamente se vorrò tornare al lavoro in bici, per disincentivare i ladri o comunque ridurre il danno, mi toccherà prendere una bici vecchia e usata che costi ancora meno di quella del supermercato e mi rivolgerò al mercato dell’usato dove probabilmente sono andate finire le mie bici rubate… Temo che molti non siano disposti ad alimentare il circolo vizioso e continuano quindi ad usare la bici solo per le scampagnate.

    • Flip ha detto:

      Questa mi sembra un po’ discutibile…
      Non so dove vivi, ma qui a Milano, che non è certo una città tranquilla, basta dotarsi di un onesto catenaccio. Faccio il corriere e devo parcheggiare in venti posti diversi ogni giorno, ma basta legare bene anche la ruota anteriore e i ladri guarderanno da un’altra parte.

  22. Luca ha detto:

    Un attimo,un attimo, una attimo:
    avrei avuto il piacere di leggere l’articolo MA mi sono fermato ai 15km in 22 minuti…
    Finchè non mi passi le attività di Strava (quale è il tuo account), non finisco di leggere l’articolo !
    Parola di velocista !!!

  23. Giona Chiodini ha detto:

    Ciao!
    Ho 21 anni e uso la bicicletta per andare in università (prima a scuola) da quando andavo alle medie. Ho vari ricordi di andate con neve e un’infinità sotto la pioggia!
    Condivido assolutamente la tua filosofia ma anche a me non torna come sia possibile percorrere 15 km in 22 minuti con una media ~ 40km/h! Sarà che qui a Milano siamo pieni di traffico e rallentamenti che difficilmente, anche con la mia bicicletta da Ciclocross (che ok no è da corsa ma penso sia la 2a categoria di biciclette più reattive e scattanti ), si riescono a tenere medie molto superiori ai 22… inoltre non sono sicuramente un atleta ma comunque questa estate ho portato termine un giro di 300 e più km con i miei amici, quindi un filo di allenamento lo dovrei avere…
    C’è anche da dire che quando uso la bici in “modalità urbana ” ho una guida molto più lenta rispetto a quando la uso in “modalità sportiva” visto che preferisco non sudare e poter essere un po’ più sicuro rispetto al traffico del capoluogo lombardo!

    Quindi che dire, se effettivamente non hai sbagliato qualche conto….. beh complimenti!!!! Ma hai una bici da corsa? Alla fine sono medie prossime, se pure un po’ inferiori, a quelle del Giro di Italia!

  24. Luca ha detto:

    Bell’articolo ma mi sembra un po’ carente da vari punti di vista… si sente la solita mancanza di obiettività di chi è appassionato. Detto da me che pedalo, non so più se per scelta o per convenienza.

  25. Luca ha detto:

    Tanto per citarne un paio, farmi vedere a lavarmi le ascelle in bagno all’università non mi sembra proprio il top, cambiarmi il fondello ogni volta che entro ed esco mi sembra poco pratico. I 5 /10 minuti che ti servono per lavarti perché non li inserisci nel conteggio del tempo tra auto e bici? dato che sono minuti legati all’uso di quest’ultima.

  26. NonPuòEssereVero ha detto:

    Io terrei anche presente che in alcune strade, almeno qui a Roma, le bici non ci possono andare e non è che puoi chiedere all’ azienda di spostare la sede :D

  27. Diego ha detto:

    I conti non tornano: fai 15 km in 22 minuti, roba da oltre 40 km/h di MEDIA. Inverosimile. Altrettanto inverosimile che in auto quei 15 km li fai in 20 Min, a meno che non siano una superstrada senza traffico, ma a quanto scrivi si tratta di attraversare paesi ingolfati….fossi in te rivedrei quanto scritto per non essere controproducente al contenuto dell’articolo

  28. Ozzy ha detto:

    Bell’articolo, ha contribuito alla mia decisione di convertirmi al “Cycling to work”.
    Racconto la mia esperienza.
    L’ufficio dove lavoro e’ a 13 km da casa. C’e’ un lieve dislivello favorevole all’andata. Ci metto circa 42 minuti ad andare e 47 a tornare. Quando vado in macchina il traffico e’ talmente delirante che se sono fortunato ci metto 35-40 minuti (raramente), spesso 50-60 minuti o piu’.
    Meta’ del percorso e’ su una pista ciclabile che costeggia un canale. Il clima qui e’ piuttosto inclemente (Midlands dell’Inghilterra), la settimana scorsa il termometro segnava -2°C.
    Ho optato quindi per un abbigliamento tecnico a basso costo di una nota catena che comincia con “D” e finisce con “N”, e non ho assolutamente freddo.
    Parto con:
    Pantaloni che usero’ al lavoro, t-shirt di cotone, eventuale maglia di cotone a maniche lunghe, giubbino sottile frangi-vento, collare Tucano Urbano (motociclistico), sottocasco che copre fronte e orecchie, casco, guanti di fascia media. Nello zaino tengo dei copri-pantaloni&scarpe impermeabili da usare in caso di pioggia, maglietta di ricambio e camicia che indossero’ al lavoro, deodorante, salviette detergenti.
    La bici e’ un’onesta City Bike con cambio 21 rapporti e telaio in alluminio, pagata nel negozio di cui sopra 230 Sterline, telaio XL commisurato alla mia altezza. Ho solo aggiunto un fanale anteriore a led (per vedere), perche’ la luce di serie non e’ molto potente (va bene per farsi vedere). Non sono un atleta, ma neanche un sedentario, (diciamo palestra/piscina una volta o due alla settimana).
    Arrivo al lavoro un po’ sudato, ma non indecente. Leggermente stanco, ma non sconvolto, anzi, galvanizzato. Mi rinfresco e mi cambio in bagno: pronto in 5 minuti.
    Attualmente vado in bici 2 volte a settimana, con l’obiettivo di andarci tutti i giorni.
    All’inizio credevo di azzardare troppo, invece e’ piu’ facile di quanto sembri. Sento di fare del bene al mio fisico, evito lo stress (e l’incognita) del traffico e risparmio sul carburante.
    Fortemente consigliato a tutti

    • Omar Gatti ha detto:

      Grazie mille per il tuo contributo Ozzy!

      Buone pedalate!

      Omar

    • Ozzy ha detto:

      UPDATE
      Nel frattempo le mie medie si sono abbassate:
      34/37 minuti all’andata, 35/38 al ritorno, a seconda del traffico, delle condizioni meteo e della “grinta” che ci metto.
      Dalle 2 alle 4 volte a settimana. Freddo, pioggia o gelo, non importa. Bici vincente sull’auto, sempre.

      • Ozzy ha detto:

        2nd UPDATE
        Le medie continuano ad abbassarsi:
        Sono sceso appena sotto i 30 minuti all’a’ndata, e 34 al ritorno
        Essendo il tragitto di 13 km, la velocita’ media si assesta tra i 23 – 26 km/h

  29. Francesco ha detto:

    Pedalata assistita è per fighette!!
    Non scherziamo: 15gg di sacrificio ed ottieni un ottimo allenamento di partenza che successivamente potenzierai, e non racconto cavolate, andando in bici di volta in volta. E vi verrà naturale, ad un certo punto dire: STOP!! Ok, vediamo che succede se oggi giusto tanto per cambiare passo di qua; vi ritroverete come me, nonostante la mia importante mole, a macinare piacevolmente 60-80 km. Ok in confronto ad un ciclista professionista son ben poca cosa, ma per me, almeno al momento, è come fare la Vuelta de Espana.

  30. mauro ha detto:

    Splendido articolo!
    Avere a disposizione al lavoro un bagno dove potersi sistemare sembra strano ma è un lusso!!!

  31. Daniele ha detto:

    Io sono un ciclista della domenica, quelli che si alzano prima dei giorni feriali per poter fare anche 4/5 ore di bike. Ma andare al lavoro, 7 km pianeggianti, è per me un plus importante. Tempo in scooter 20′, in tram 40′, in bici 22′, in auto impossibile per ztl. Il mezzo migliore tra questi è evidente! Bike forever.

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