Roma: Cancellata la ciclabile clandestina di S.Bibiana

2 Dicembre 2014

Il sogno di una ciclabile nel tunnel di S.Bibiana a Roma è durato meno di 48 ore. Dopo il blitz con cui anonimi cicloattivisti romani hanno dato vita a una corsia dedicata alle bici nel pomeriggio di domenica 30 novembre, oggi il Comune di Roma ha preso provvedimenti e ha proceduto alla cancellazione delle strisce sul manto stradale.

ciclabile s.bibiana

In questo modo sarà ripristinata la pericolosità del tratto di strada (9 metri di larghezza) in cui le automobili sfrecciano a grande velocità in un unico senso di marcia infischiandosene della presenza di altri veicoli.

L’intervento del Comune di Roma per ricondurre la strada all’ordinario caos arriva in sinistra concomitanza con la notizia della morte di ben due ciclisti ieri sulla famigerata arteria Cristoforo Colombo dove oggi, alle ore 18, all’incrocio della circonvallazione ostiense, si terrà un concentramento indetto dal movimento #salvaiciclisti per chiedere urgenti provvedimenti al comune.

La cancellazione della ciclabile clandestina, sarà un duro colpo per i cittadini del quartiere che avevano così reagito alla realizzazione.

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Commenti

10 Commenti su "Roma: Cancellata la ciclabile clandestina di S.Bibiana"

  1. Avatar Guido ha detto:

    Va be’, che v’aspettavate?
    Era comunque “illegale” e non si scappa. Pensate se fosse accaduto un incidente, con le assicurazioni a far festa.
    Però è stata una bella dimostrazione, in tutti i sensi.

    1. Avatar Paolo Pinzuti ha detto:

      Personalmente mi aspettavo se la prendessero un po’ più comoda. Sai come vanno le cose a Roma, no?

  2. Avatar Jack ha detto:

    Sicuramente in Municipio avranno ricevuto il messaggio. Per ora hanno provveduto a cancellare una cosa “illegale” nella speranza che il prima possibile la realizzino legale! La speranza è l’ultima a morire.

  3. Avatar Claudia ha detto:

    Siete comunque stati grandi a farla!!! speriamo che siano così celeri nel ripristinarla a “regola d’arte”

  4. Avatar fabio ha detto:

    potevano coprire le buche che ci sono nel quartiere con i soldi con cui hanno cancellato la pista ciclabile ………

  5. Avatar Anonimo ha detto:

    Non casca foglia che Carminati non voglia… Se poi è pittura…

  6. Avatar ferruccio ha detto:

    sono anni che ci sono scuole fuori norma e interi quartieri abusivi, ma si è trovato subito il tempo per smantellare l’utilissima corsia ciclabile

  7. Avatar SASISATTVA ha detto:

    QUALCHE CAPOBASTONE CI AVRA’ MANGIATO SOPRA NEL CANCELLARLA CON SOLERZIA,

  8. Avatar marshall ha detto:

    La pista fatta in quel modo è comunque pericolosa, oltre che illegale.
    OK per il gesto di protesta, ma il Comune farà bene a cancellarla e a farlo in fretta prima che qualcuno si faccia male.
    Le piste ciclabili bisogna farle ma è indispensabile farle come sotto il controllo di tecnici competenti che rispondono di quello che fanno e che firmano.
    Le piste ciclabili sono una tipica opera utile che costa poco e sulle quali non è possibile per nessuno fare guadagni illeciti. Tuttavia basso costo non vuol dire costo zero.
    E non vuol nemmeno dire che progettare e costruire bene una pista ciclabile sia una cosa semplice che possa fare chiunque.
    Far credere alla gente che le piste ciclabili si possano fare solo con una pennellata a costi praticamente nulli fa il gioco di tutti quelli che a parole vogliono la mobilità ciclistica ma poi non sono disposti a investirci nemmeno quel poco di danaro e di risorse tecniche e organizzative che comunque è necessario.
    Inoltre la pressione a fare le nozze con i fichi secchi scoraggia mette in posizione di debolezza quei politici e quei tecnici e vorrebbero attuare misure serie per la sicurezza stradale e la mobilità sostenibile.
    In Olanda negli anni ’70 per avere vere piste ciclabili e vera sicurezza stradale i cittadini organizzarono manifestazioni, sit in, occupazioni, scioperi molto duri e seri in tutto il paese.
    Da noi, anche nelle battaglie giuste, prevale il rifiuto della legalità e della competenza e la cosiddetta “arte” italica di arrangiarsi a favore di se stessi o del proprio gruppo di “amici” che però è la stessa che emerge nelle intercettazioni della cricca delle Grandi Opere.

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