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30 associazioni per completare la ciclovia dell’acquedotto pugliese

News • di 1 Aprile 2015

Prima del 1914 la Puglia era una regione che, sostanzialmente priva di fiumi e di laghi, derivava il proprio approvvigionamento acqua esclusivamente dalle precipitazioni. L’acqua veniva raccolta e conservata in cisterne con tutte le problematiche che possiamo immaginare. Poi nel 1914 fu completata un’opera monumentale, un miracolo ingegneristico, un canale che, partendo da Caposele in Campania, fece arrivare l’acqua fino a Leuca, 450 km più a sud.
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L’Acquedotto Pugliese ad oggi rimane una delle più grandi opere di ingegneria di tutta Europa e, grazie alle proprie caratteristiche strutturali, si candida a diventare una delle più belle ciclovie europee, un sogno che, qualora realizzato per intero potrebbe legittimamente lanciare un guanto di sfida alle grandi ciclovie mitteleuropee, grazie alle condizioni climatiche che ne permetterebbero un utilizzo quasi continuativo durante l’intero arco dell’anno.

Ciclovia dell'acquedotto

Uno dei tratti realizzati della Ciclovia dell’Acquedotto, a Locorotondo

Ad oggi la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese è poco più di un progetto sulla carta: l’unico tratto realizzato sono i 10 km che collegano Locorotondo a Ceglie Messapica, ma che già bastano per rendere l’idea di quello che potrebbe diventare questa piccola grande opera.

Consci delle potenzialità e delle ricadute che avrebbe sul turismo il completamento dell’opera, 30 associazioni locali hanno sottoscritto un documento per chiedere l’immediato collegamento della Valle d’Itria al Salento attraverso una pista ciclabile di ben 110 km.

Ciclovia Acquedotto

Un altro scorcio della ciclovia dell’acquedotto

“Siamo convinti che questo progetto sia realizzabile in breve tempo e senza grandi spese, tenendo conto dei cantieri aperti dall’Acquedotto Pugliese”, spiega Cosimo Chiffi, portavoce del coordinamento di associazioni, “per questo faremo pressione affinché la Regione Puglia, con il suo Assessorato alla Mobilità, dia priorità a tali interventi, indirizzando la programmazione e le risorse degli enti di ordine inferiore (Comuni, Province, Gal) al completamento dell’opera e alla realizzazione di itinerari ciclabili di connessione a livello locale”.

Il completamento dell’opera porterebbe già nel primo anno alla copertura dei costi: il benchmark in questo caso è la provincia di Trento che, grazie ai 400 km di ciclovie a propria disposizione, riesce a generare ogni anno ricadute economiche per 100 milioni di euro grazie al flusso di turisti.

Il tratto attualmente esistente della Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese sarà un punto di passaggio obbligato del Primo Raduno di Bikeitalia.it che si terrà dal 30 maggio al 2 Giugno a Martina Franca (TA)





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