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Bici sui treni, M5S striglia Delrio: l’Europa è lontana

News • di 26 Novembre 2015

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Un recente atto parlamentare riaccende le polemiche sul tema del trasporto delle bici sui treni che in Italia risulta assai difficoltoso rispetto a Paesi europei ciclisticamente più avanzati del nostro come la Francia, la Germania e l’Austria. Il primo firmatario dell’interrogazione, il deputato del Movimento 5 Stelle Diego De Lorenzis, non è affatto soddisfatto della risposta ricevuta dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti Graziano Delrio: “Il ministro ha confermato il severo regime delle limitazioni al trasporto combinato delle biciclette su treno. Il ministero non intende mettere in atto alcuna iniziativa per impegnare Trenitalia, in qualità di maggiore operatore ferroviario sul mercato, per garantire e rendere omogenea a livello nazionale la possibilità per i passeggeri di acquistare abbonamenti mensili ed annuali per il trasporto su velocipedi a due ruote in utilizzo condiviso”.

In sostanza, con la sua risposta, il ministro Delrio ha confermato che la questione è di competenza esclusiva delle Regioni e non prospetta un intervento del governo per correggere il tiro dando un input preciso per favorire il trasporto di tutte le bici, su tutti i treni, su tutto i territorio nazionale. Ecco la sua risposta completa:

BICI_TRENO_DELRIO_RISPOSTA_M5S

Da queste parole si evince una mancanza di volontà politica di affrontare la questione per poterla risolvere ispirandosi alle buone pratiche europee: una norma che regola il trasporto delle bici sui treni – come aveva sottolineato a più riprese la promotrice della petizione bici+treno su Change.org Sara Poluzzi – deve valere su tutto il territorio nazionale, per evitare disparità di trattamento e uniformare il livello del servizio verso standard più alti. Rispondendo peraltro a un’esigenza dei cicloferropendolari, una fetta di clientela da fidelizzare: i pendolari con la propria bici al seguito rappresentano un segmento interessante e in crescita, che un’azienda lungimirante dovrebbe mirare a valorizzare e non a marginalizzare (anche quando si tratta di acquistare un supplemento-bici alle biglietterie automatiche).

Sempre a proposito della risposta del ministro Delrio, il deputato De Lorenzis sottolinea che le norme attualmente in vigore in Italia non denotano il dovuto rispetto nei confronti del tema, come invece avviene in molti altri Paesi europei: “Il Regolamento (CE) n. 1371/2007 intende tutelare i diritti e gli obblighi dei passeggeri nel trasporto ferroviario, consentendo limitazioni solo nella misura in cui il trasporto risulti pregiudizievole allo svolgimento del servizio. In altri Paesi europei, come Francia, Germania ed Austria, il trasporto combinato ha una ben maggiore attenzione da parte dello Stato e delle amministrazioni con una conseguente diffusione capillare”. E qui da noi l’intermodalità resta un argomento buono per i convegni.

In effetti il tema è complesso, ma continuare a sentire la tiritera che “la materia è di competenza esclusivamente regionale” sembra quasi confermare l’assenza di volontà politica di cambiare realmente la situazione attuale: perché il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti non avoca a sé la competenza esclusiva della materia ed emana un regolamento per creare una norma finalmente in vigore su tutto il territorio nazionale? “Mancanza di volontà politica”, direbbe qualcuno…







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