Targa e bollo per le bici, fine della storia?

3 Dicembre 2015
TARGA_BICI_NO_OIL_CRITICAL_MASS_2

L’unica targa che vogliamo

Come precedentemente annunciato, il Senatore Marco Filippi ha riformulato l’emendamento che sembrava dovesse aprire la strada alla targa e bollo obbligatori per le biciclette e che ha portato a quell’ondata di indignazione che, da Twitter, è finita su tutti i giornali d’Italia.

Il testo sarà riformulato quindi come segue:

“c-bis) la definizione, nella classificazione dei veicoli, senza oneri a carico dello Stato e attraverso un’idonea tariffa per i proprietari:
2) delle biciclette e dei veicoli a pedali adibiti per il trasporto a pagamento, pubblico o privato, di persone, individuando criteri e modalità d’identificazione delle biciclette stesse nel sistema informativo del Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale, nonché la circolazione delle stesse con un apposito contrassegno identificativo e l’assicurazione per la responsabilità civile verso terzi;”.

filippi

Il senatore Marco Filippi, protagonista della vicenda.

La nuova riformulazione finisce quindi per scongiurare una volta per tutte l’ipotesi dell’inserimento di bollo e targa per le biciclette e, piuttosto, prevede dei criteri per l’identificazione e tassazione di attività di trasporto di persone a pagamento, ovvero di tutti quei servizi a pedali assimilabili ai taxi e ai noleggi con conducente.

Per quanto la riformulazione dell’emendamento non sia ancora stata ancora depositata ufficialmente, alcuni deputati del Partito Democratico (tra gli altri, Paolo Gandolfi, relatore alla Camera della legge delega al governo sulle modifiche al Codice della Strada, Filippo Fossati e Marco Di Maio)  hanno fatto sapere che non c’è nulla da temere: anche qualora l’emendamento tanto dibattuto non venisse ritirato né modificato, questo sarà immediatamente stroncato durante il passaggio successivo della legge alla Camera dei Deputati.

Nonostante la riformulazione da parte del sen. Filippi, molti stanno facendo pressione per il ritiro completo dell’emendamento ed è attualmente in corso una petizione su Change.org e che ha già raccolto 9.000 firme. L’ipotesi che il senatore livornese ritiri la proposta è, in ogni caso, inverosimile: un dietrofront di questo tipo rappresenterebbe una sconfitta troppo grande da digerire per qualunque politico.

Con la riformulazione sopraesposta, invece, il senatore Filippi potrà trincerarsi dietro il solito “sono stato frainteso” e tutti noi che crediamo nella Mobilità Nuova, facendo finta di credergli, gli concederemmo di uscire a testa alta dalla vicenda, avendo comunque salvaguardato la libertà di muoverci in bici al riparo da tasse, bolli e gabelle di sorta.

Quello che rimane di tutta questa vicenda, in ogni caso, è il dato di fatto che nessuno più nel nostro Paese può pensare di penalizzare l’uso della bicicletta senza dover affrontare accesi scontri politici.

A tutti noi non resta che fare i complimenti alla neonata Associazione Salvaiciclisti Roma per la gestione del tweetstorming #LaBiciNonSiTocca nei confronti del senatore Marco Filippi.

Noi di Bikeitalia.it staremo sempre con gli occhi bene aperti per scongiurare che certi soprusi passino sotto silenzio.

Corso correlato

Masterclass in Meccanica Ciclistica
1.799
Acquista
Meccanica Base 1
199
Acquista
Lascia un commento

Iscriviti alla nostra newsletter

Ricevi il meglio della settimana via mail.

Iscriviti