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La bici, una promessa da mantenere

News, Rubriche e opinioni • di 4 Gennaio 2016

L’inizio di un nuovo anno è l’occasione per tirare le somme e fare buoni propositi: buoni propositi che nella maggior parte dei casi vengono disattesi o procrastinati, magari per essere riproposti tali e quali a 365 giorni di distanza. Per questo è importante non lasciare passare altro tempo, non rimandare a domani quello che avremmo dovuto fare ieri ma vivere il presente impiegando tempo ed energie nelle cause in cui crediamo e nei progetti che sosteniamo. C’è poi chi ha la fortuna di far coincidere le proprie battaglie con il suo mezzo di locomozione che è anche una passione: quella della bicicletta, un mezzo di trasporto alla portata di tutti che si propone come soluzione di tanti problemi che affliggono le nostre città. Dal traffico all’inquinamento, dalla sicurezza stradale alla vivibilità dei quartieri.

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Ma come tutte le promesse, anche quella della bicicletta ha bisogno di cure e attenzioni per poter essere mantenuta: non solo da chi ogni giorno la utilizza per spostarsi in città – preferendola al mezzo privato motorizzato – o come strumento di svago per ritemprare il fisico e la mente pedalando a impatto zero in escursioni cicloturistiche a corto, medio e lungo raggio. A essere chiamati in causa sono soprattutto i decisori politici, quelli che hanno il compito di amministrare la cosa pubblica e possono fare delle scelte per cambiare in meglio la mobilità del Paese.

Le cronache di questi ultimi mesi – a partire dallo scandalo mondiale “diesel gate” della Volkswagen per arrivare fino all’emergenza smog – dimostrano che se continuiamo con la politica dei motori, delle emissioni e di una distorta idea di “progresso” ad alto impatto ambientale il futuro sarà meno respirabile e sempre meno vivibile: e finché le ricette antismog proposte saranno timide e poco incisive – come quelle indicate dal Ministero dell’Ambientele misure attuate rappresenteranno dei meri palliativi, buoni forse per non far peggiorare il problema ma inadatti a risolverlo nel lungo periodo una volta per tutte.

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Sul potere della bicicletta come mezzo per risolvere molti dei problemi che ci circondano molto è stato scritto: la recente pubblicazione “Cycling Delivers on the Global Goals” dell’ECF – promossa in collaborazione con l’Alleanza Mondiale dei Ciclisti (WCA) presentata in occasione della COP21 di Parigi sottolinea l’impatto positivo che la bici può avere sul futuro del pianeta e di come la mobilità ciclistica persegua 11 dei 17 obiettivi globali per lo sviluppo sostenibile. Se non si tratta della panacea di tutti i mali, siamo comunque di fronte a un mezzo proiettato al futuro e con un’ottima capacità di migliorare il presente e l’ambiente.
ECF e WCA – come riporta la Fiab – sottolineano che l’uso della bicicletta sta già producendo effetti sugli obiettivi globali in tutto il mondo, come ad esempio:

Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età – attraverso la promozione di  attività fisica legata all’uso della bicicletta si riducono le malattie cardiache e altre ripercussioni negative dovute a stili di vita sedentari;


Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti – il settore della bicicletta crea più posti di lavoro in relazione agli investimenti rispetto a qualsiasi altro mezzo di trasporto;


Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo – l’utilizzo della bicicletta si sposa perfettamente con la diversità e la portata delle economie regionali e locali. In molte aree urbane il 50% di tutte le consegne delle merci può essere fatto in bicicletta.
 
La pubblicazione fa esplicito riferimento al recente studio dell’Institute for Transportation and Development Policy  (ITDP), dal titolo “A Global High Shift Cycling Scenario”, mostrando come la bicicletta possa avere un impatto sostanzialmente positivo sul futuro del mondo. Lo scenario evidenzia come l’uso della bicicletta, anche nella versione a pedalata assistita, possa agevolare, risparmiando quasi 6 trilioni di dollari (il trilione è pari a mille miliardi), nel corso dei prossimi 15 anni, il miglioramento della qualità della vita e una diminuzione del 7% delle emissioni di CO2 derivanti dai trasporti urbani.
 
Tutto questo dimostra che chi pedala sta contribuendo nel suo piccolo a risollevare le sorti ambientali del pianeta e per questo la bici è una promessa da mantenere: per garantirci un futuro degno di essere vissuto, per creare giorno per giorno un presente tutto da pedalare.







Una risposta a La bici, una promessa da mantenere

  1. daniele ha detto:

    I nostri politici hanno risposto con il cd. “Collegato ambientale” alla legge di stabilità 2016.
    Hanno inserito l’uso della bicicletta nell’INFORTUNIO IN ITINERE. Cioè sarà riconosciuto, e quindi indennizato, l’infortunio avvenuto recandosi al lavoro in bici.
    Quello che non viene reso noto è che BISOGNA usare la bici esclusivamente su piste ciclabili o strade chiuse al traffico. in mancanza di piste ciclabili, un eventuale infortunio non verrà riconosciuto a chi usa la bici per recarsi al lavoro.

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