Giappone in bici (parte 1)

3 Febbraio 2016

Mi Chiamo Roberto Cassa, 24enne di Amorosi (BN) e nell’ottobre 2015 ho deciso di realizzare un sogno che mi portavo dietro da tempo: percorrere il Giappone in bicicletta.
Passare dal sogno alla realtà non è stato semplice: del cicloturismo in Giappone si sa poco. Ho creato una pagina su Facebook “SenzaConfini” per raccontare l’organizzazione e la preparazione del viaggio, e passo dopo passo sono riuscito ad organizzarmi e partire.
Avendo poco tempo (ma il desiderio di vedere il più possibile) e pochi fondi, ho risolto dormendo in tenda e percorrendo 2.800 km in 25 giorni tra vulcani, templi buddisti e shintoisti, antichi villaggi, città futuristiche, foreste e paesaggi montuosi.
Insomma il viaggio si è trasformato in una bellissima avventura in cui non sono mancati gli imprevisti.

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Ecco il racconto:

1° Giorno Kansai Airport-Izumisano

Finalmente arrivato in Giappone, essendo già notte, passerò la prima giornata in albergo, dopo 24 ore insonni ora mi riposo. Primo impatto con i Giapponesi: simpatici e cordiali, pochi sanno l’inglese. Fuori c’è un tifone, vento fortissimo, domani per fortuna porta sereno. Ora recupero le energie e domani finalmente in sella!

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2° Giorno Izumisno-Nara

Il giro del Giappone senza freni – Il titolo avrà presto spiegazione, oggi è stata una giornata incredibile, un turbinio di emozioni contrastanti. Mi sveglio presto per preparare la bici, apro lo scatolone e gelo, il freno a disco anteriore è vistosamente deformato! Impossibilitato a pedalare tento inutilmente di riparare il disco, tutto inutile. Inizio così a girare ogni negozio di bici della zona, una sola risposta positiva: ‘a week’ una settimana per cambiare il disco! Disperato torno in hotel e mentre fisso il disco distrutto, penso: a mali estremi, estremi rimedi. Fu così che smontai il freno anteriore. La bici funziona e il freno posteriore lavora bene per due. Il problema ora è il tempo: sono passate 7 ore e restano 3 ore e mezza di luce. Ci penso su un attimo e decido di partire, non faccio neanche la spesa per affrettarmi. La gente di qui mi stupisce ancora una volta, mentre pedalo a tutta velocità, un ragazzo mi invita a fermarmi, mi chiede del mio viaggio e senza che dica niente delle disavventure mattutine mi offre la sua spesa. Spesa che mi ha dato le energie necessarie per raggiungere la meta. Dopo 90 km in circa 3 ore e mezza sono a Nara.
Ma l’avventura è tutt’altro che finita, è il momento di cercare un luogo dove accamparmi e opto per il parco di Nara.
Prima notte in campeggio in solitaria in Giappone e ovviamente non chiudo occhio. Il motivo? Il parco di Nara è pieno di cervi che durante tutta la notte mi fanno compagnia con i loro bramiti.
Una giornata che difficilmente scorderò.

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3° e 4° Giorno Nara-Suzuka-Toyohashi

Primo assaggio del Giappone selvaggio, ho attraversato l’interno, circa 84 km per 1O ore di pedalata. Un infinità di saliscendi. Sono salito e sceso su circa 7 monti, ed ho attraversato una spettacolare stradina di montagna che ha tagliato per la foresta seguendo un ruscello. Ora sono accampato vicino al circuito di Suzuka, spero mi facciano fare un giro in bici nel circuito come Alonso.
Una nottata finalmente tranquilla, cosa che non si può dire della tappa di oggi. Probabilmente la tappa più brutta, sto attraversando la zona industriale più grande del Giappone (nei pressi di Nagoya). Aria pesante, tantissimo inquinamento e per la prima volta vedo rifiuti per terra, seguo la ciclabile parallela all’autostrada sempre con lo sguardo verso il basso per evitare i detriti. Lato positivo tanta pianura e con poco da vedere mi sono concentrato sul pedalare. Ho percorso 144 km e sono a 200 km dal Monte Fuji! Soprattutto dormirò sotto un tetto, ho conosciuto una famiglia che mi ospiterà e sto passando una piacevole serata imparando molto sulla cultura giapponese, il tutto bevendo un ottimo whisky!

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5° giorno Strada per il Fuji

Lasciata la famiglia parto alla volta del Fuji. Giornata Fantastica! Dopo aver percorso 107 km, causa tramonto, sono costretto a fermarmi e cercare un posto dove dormire. Il problema è che sono nel nulla tra le montagne, ma pedalando per qualche km alla fine trovo un piccolo villaggio. Subito tutti mi fissano, non credo vedano molti turisti. Entro in un negozio per chiedere il permesso di piantare la tenda, ed una signora in ascolto mi offre la sua campagna. Arrivato nella campagna vengo circondato dai bambini del villaggio. I loro sguardi sono incuriositi, mi vedono come un alieno, alcuni si nascondono dove possono, altri sono più temerari. Per rassicurarli inizio a regalare cioccolatini e gomme e faccio amicizia. La signora della campagna mi invita a cena con la sua famiglia, o meglio due cene: la prima a casa loro, la seconda in una griglieria (carne fantastica). Tornati in casa mi fanno spostare la tenda nel giardino vicino casa. Tornato il marito mi intrattengo a parlare di one piece (manga giapponese) bevendo birra giapponese. Come si vede dalle foto, alla fine sono finito a dormire in casa. Conoscere questa famiglia è stata un’esperienza fantastica, non scorderò mai gli sguardi dei bambini. In questo viaggio sto imparando che la parte più bella del Giappone non sono le città o i panorami, ma le persone.

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6° Giorno Fuji

Ma dove è il Fuji? Questa è stata la domanda che mi ha perseguitato per tutta la giornata. Parto presto alle 5:30, sono a 100 km dal Fuji, sarà una giornata tranquilla! Invece per arrivare al Fuji ci sono 3 massicci montuosi da superare. Il primo raggiunto dopo 30 km offre 3 strade, scelgo la più veloce. Arrivato al tunnel, necessario per passare i monti, ho una brutta notizia : chiuso per lavori! Questo ostacolo mi costerà 70km supplementari! Finalmente, superato il primo ostacolo, la strada continua a presentarsi montuosa, in particolare a 50 km dal Fuji. Con 120 km sulle gambe mi ritrovo di fronte una enorme salita che porta dritto alla vetta del monte; con la speranza di vedere finalmente il Fuji mi metto in marcia. Arrivato sulla vetta mi fermo, recupero il fiato, mangio qualcosa, mi godo il momento che aspetto da 500 km e inizio la discesa. Discesa spettacolare, strada larga, ma del Fuji non vi è traccia, anzi mi rendo conto che sto per finire in una foresta fittissima: il sole viene oscurato, gli alberi alti come mai avevo visto, e nella più completa solitudine la percepisco come tetra. Ma dopo pochi km la foresta si apre e mi ritrovo in un incantevole villaggio con tonalità verdi e autunnali: e lentamente sento tornare le forze. Di fronte ho l’ultimo massiccio montuoso ma non mi sono mai spinto oltre 150 km, sono indeciso, vorrei fermarmi, ho paura che le gambe non reggano, ma la voglia è troppa, parto. 10 km di salita, dopo 14 ore in sella un’ultima curva, intravedo delle case, ci siamo. Niente! Un’enorme vallata, ma non vedo nessun vulcano, scatto una foto della vallata. Guardando la foto qualcosa non mi torna, il cielo è troppo scuro, alzo lo sguardo e lo vedo: è il Fuji che copre completamente l’orizzonte!

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7° Giorno Fuji-Motosu

Dopo una nottata di camping urbano mi dirigo verso Lake Motosu. Ma prima mi fermo a godermi il Fuji, all’alba è un’ esperienza che mi resterà impressa per sempre! Purtroppo non posso fermarmi molto, perché è in arrivo un Tifone che colpirà il nord del Giappone. Attualmente il vento è molto forte, proseguo verso le Alpi giapponesi dove dovrei essere al sicuro. Matsumoto a circa 150 km! Strada tutta in salita e vento che inizia a farsi sentire, difatti percorro 10 km in 3 ore. Superato il lago mi dirigo verso Kofu distante 40km e ancora ostacoli. 2 gallerie una in salita ed una in discesa. Il problema è che sono molto strette e non ciclabili. Dopo un ora di riflessione e ricerche non ci sono alternative o entro o torno al Fuji. Prendo coraggio e affronto la prima, ad ogni auto che arriva mi fermo e mi attacco il più possibile alla parete. La percorro il più velocemente possibile con tutte le mie forze e all’uscita il nulla assoluto. Mi trovo all’interno delle Alpi e vi è solo una fittissima foresta. Sono almeno a 1.000 metri e di fronte a me una lunghissima discesa di 30km, (erano 2 giorni che salivo senza scendere) comprendente il secondo tunnel. Mi lancio attraverso la foresta ad alta velocità, sembra di stare in moto, una sensazione di assoluta libertà. Tornato in pianura e raggiunta Tofu, mi attende una nuova salita fino a Matsumoto e un tempo ormai pessimo. Pedalo contro un muro, inizio a deprimermi, non sento forza nelle gambe, ma non è il fisico, è la testa che non ne può più di questo vento incessante. Poi la trovo la spinta che mi serve per continuare, sento una scarica di energia e percorro i restanti km a tutta velocità. Quando arriva il momento di fermarmi sono a 86km ed è già buio, un’ ora prima del solito, non avevo tenuto conto dei monti circostanti che coprono il sole. La situazione è critica, la tenda non è una soluzione stavolta, case non ce ne sono. Cerco un hotel, il più vicino è a 10km su una collina. I 10km più lunghi della mia vita, notte fonda nella foresta, vento fortissimo e temperatura molto bassa. Arrivato in hotel scopro che è un onsen hotel, esperienza che volevo fare. Un hotel tradizionale, oltre ad offrirti vestiti del luogo, vi è un onsen, una vasca dalla temperatura molto alta (43°). Immergersi in queste acque dopo questa giornata è quello che ci voleva. Mi sento carico per domani, vento o non vento sono a 2 giorni dalla strada più alta (1.747m) e difficile del Giappone. Dopo quest’ultimo ostacolo il viaggio diventerà molto più leggero.

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[continua…]

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Commenti

2 Commenti su "Giappone in bici (parte 1)"

  1. Avatar Matteo ha detto:

    salve volevo intraprendere anche io questa fantastica avventura che hai conseguito! mi volevo complimentare con te, ma avevo dei quesiti, quanto ti e’ costato tutto il viaggio e quanto ti e’ costato portare con te la bicicletta in aereo? quali sono le cose veramente indispensabili da portarsi dietro?

    grazie mille ancora in anticipo

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